in generale è corretto, mi sono però sempre domandato se hanno senso le privazioni a cui si sottopongono i ciclisti Pro, considerando un metabolismo ed un consumo che "gira a mille"...
Per loro ha senso. Perché per loro è il lavoro. Se anche tra curare l’alimentazione e non farlo ci ballasse solo un 1% non avrebbe senso NON farlo. Perché spesso di mezzo ci passa la differenza tra vincere o perdere. Ma loro poi non hanno altro a cui pensare. Lo stress esterno è praticamente nullo.
Che non ha senso è che si sottoponga a tali sacrifici un amatore perché (parlo di amatori normali, poi sappiamo che esistono gli ama-prof

) in quel caso per un 1% che può cambiare l’alimentazione, l’aspetto psicologico magari ne conta un 30% (in generale: parlo di stress lavorativo, stress per la vita quotidiana, ecc...). Poi mettiamoci pure che il prof gestisce già l’allenamento alla perfezione mentre l’amatore in molti casi deve giocare a tetris per incastrare gli allenamenti e capire cosa/come/quanto fare.