Velobuild VB-R-168 very long review:
Carissimi, eccomi finalmente a scrivere 2 righe in merito alla mia build che riassumo brevemente:
- telaio Velobuild VB-R-168 tg. 49 disk
- gruppo dura-ace di2 9150 rim
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ruote farsports feder 35mm mozzi RD300 hookless TLR canale 21mm
- pinze freno juin tech F1 ibride, dischi 160mm
- guarnitura quarq con misuratore dfour
- sella full carbon, manubrio integrato, pedali dura ace, etc...
Inizialmente ero andato di recupero sul gruppo, usando il "vecchio"
durace 9100 che avevo sulla bici precedente, dopo circa un mesetto e 1500km, non c'era verso di regolare il cambio posteriore, un delirio, cavo che continuava a perdere tensione, ho dovuto fare gli ultimi km di una GF importante con l’11 fisso (ormai era persa comunque, problemi fisici). Finchè ad un certo punto, il cambio posteriore non era utilizzabile neanche per andare a prendere il pane. Mi decido ad aprire la serie sterzo (belli eh questi telai tutto integrato, ma in questi casi vengono i brividi), e niente, errore mio di montaggio, guaina troppo tirata che si era lacerata nella curva a 90°. Alchè mi convinco che 4 guaine ci stanno ma non è una soluzione affidabile. Ora con le sole 2 guaine freno + il filetto del cambio elettronico, nessunissimo problema da luglio in poi.
O meglio.. un problema c’è: adesso che sto usando l’elettronico, mooolto difficilmente riuscirò a tornare al meccanico in futuro, veramente tanta roba.
Anche i freni subito erano dei zrace ztto o che dir si voglia, 140mm, ma non c’era feeling, come non c’era feeling con le pastiglie stock dei juin tech, ora con le organiche alligator (introvabili, spero durino perché le ho recuperate non so manco come) va una meraviglia.
In questo capitolo mi permetto una menzione sui freni a disco, parlo solo della frenata: sull’asciutto non ho trovato questa grandissima differenza rispetto al rim come potenza pura, però se parliamo di sicurezza in frenata, nessuna paura di scaldare la pista, nessun fischio, nessun zin- zin, maggiore modulabilità, nessuna paura della pioggia, ecco direi che non tornerò più ai rim possibilmente.
Mi riallaccio ad un’altra peculiarità delle bici disk: i perni passanti (sono una conseguenza, sono una causa, boh… non mi interessa). Fattostà che venivo da una bici non proprio entry level: sworks tarmac sl6 rim, con cui non avevo assolutamente feeling in discesa, ora con questa non so cosa sia successo, ma sono passato da “spero di non staccarmi dai migliori in discesa” a “sto davanti e decido io cosa fare”.
Rigidità del telaio? Perni passanti? Tipo di carbonio? Non lo so, di certo non è effetto placebo, ho sentito subito una bici più prevedibile, più guidabile, più scattante. Non ho le competenze per dire a cosa è dovuto, ma è così.
Le ruote non le ritengo “responsabili” prima avevo delle kaze 40mm interno 19mm, tubeless con veloflex da 28mm. Ora feder con
schwalbe 28mm sempre TLE, stessi raggi e nipples sapim. Quindi ho cambiato di poco diciamo.
Nel mezzo dell’estate ho avuto anche un’incidente auto-bici (non voglio raccontare, non è questo il punto), bici che ha preso una bella botta, manubrio che ha avuto la peggio, criccato (presumo) e crepato giusto qualche giorno dopo (per fortuna in maniera innoqua ma poteva andare peggio). In fretta e furia ho montato il manubrio che avevo prima, con stem separato, con una soluzione un po’ casereccia, perché non era predisposto per cavi integrati ne tantomeno per il di2. Avevo la GF Colnago il giorno dopo, non c’erano alternative…
Dopo questo evento, Chris mi ha riconosciuto comunque un ottimo sconto sul nuovo manubrio integrato HB011, arrivato ma non ancora montato causa mancanza di tempo… ma non solo:
Durante questo periodo in cui ho usato la soluzione “casareccia” ho notato quanto più rigida fosse tale soluzione, io che sono uno che scatta sempre e mi difendo anche in volata, devo dire che mi ha dato molta soddisfazione, il manubrio in questione è un aeronova preso su ali 2 annetti fa.
Cos’altro dire… il peso? Sui 7,3, a forza di fare modifiche non so bene a quanto sono adesso.
Valutazione finale:
veniamo al dunque: rifarei l’acquisto? Forse prenderei il 177, al tempo era ancora solo un rendering, mi fido ad uscire con un telaio “incidentato”? Ni…
Proprio per questo ho deciso, visto che ho recuperato qualcosa dall’incidente, di provare un altro marchio, un po’ più leggero, sempre cinese, di fascia un po’ più alta (staremo a vedere), curando stavolta la verniciatura in Italia. Sarà pronto per natale, forse…
Però devo dire che l’idea di non usare più questa bici che tante soddisfazioni mi ha dato, un po’ mi dispiace, mi trovo veramente bene, e poi la sento MIA, costruita, studiata, sudata. Quando tutti mi davano del pazzo, ora che mi vedono vincere su questo mezzo, non nego che la soddisfazione è tanta.
Sono stato molto ma molto prolisso, spero di esser stato anche utile.
Grazie a tutti perché senza questo forum ricco di informazioni utili, non avrei assemblato manco il mov. Centrale…