Serve altra soluzione, semplice: spingere attivamente solo con un arto e (quasi) per nulla con l'altro.
Usando un misuratore (pedali o su entrambe le pedivelle) con doppia misurazione INDIPENDENTE ( = no spider) si usa il dato bilanciamento e coppia torcente per quantificare/misurare la spinta del singolo arto; senza sganciare l'altro si mantiene l'inerzia di quell'arto essenziale per non avere una pedalata innaturale (e potenzialmente "rischiosa") nei passaggi dei punti morti.
PS questa però non è la modalità ideale per lavorare sulla tecnica di pedalata, meglio monopodalico "puro" e di sintesi (e lavorare normalmente prima o dopo) come da post sopra, oppure c'è anche un altro modo, ancora più semplice per fare un piccolo "reset" del pattern neuro-motorio della pedalata se questo è acquisito con compensazioni (come quasi sempre) e il ripetere di migliaia/milioni di volte quel gesto lo rendere "cronicamente" errato/sbilanciato/affetto da compensazioni varie.
Usando un misuratore (pedali o su entrambe le pedivelle) con doppia misurazione INDIPENDENTE ( = no spider) si usa il dato bilanciamento e coppia torcente per quantificare/misurare la spinta del singolo arto; senza sganciare l'altro si mantiene l'inerzia di quell'arto essenziale per non avere una pedalata innaturale (e potenzialmente "rischiosa") nei passaggi dei punti morti.
PS questa però non è la modalità ideale per lavorare sulla tecnica di pedalata, meglio monopodalico "puro" e di sintesi (e lavorare normalmente prima o dopo) come da post sopra, oppure c'è anche un altro modo, ancora più semplice per fare un piccolo "reset" del pattern neuro-motorio della pedalata se questo è acquisito con compensazioni (come quasi sempre) e il ripetere di migliaia/milioni di volte quel gesto lo rendere "cronicamente" errato/sbilanciato/affetto da compensazioni varie.
Ultima modifica:

