Così però mi metti in confusione (come se già non ce ne fosse.. difatti per la posizione in sella sai mai qual'è quella ideale che probabilmente -come ho sempre detto- non esiste ma esiste il compromesso anche in considerazione del fatto che appunto non siamo statici nel tempo)non funziona così- anzi spesso i dolori che uno percepisce, specie se immediati, sono l'evidenza che quella originaria posizione o a) non è adeguata e il cambio crea subito questa risposta "negativa" b) la posizione acquisita è ormai "consolidata" e non modificabile se non a costo di molto tempo. Nulla esclude a+b (= si è consolidata una posizione errata ma nel computo costo-benefico tanto vale tenerla così...SE e SOLO SE non crea problemi alla continuità di carico/allenamento, dicasi stop).
La bicicletta è un mezzo puramente simmetrico che mette in crisi qualsiasi deviazione (fisiologica o meno) del nostro corpo che simmetrico non lo è per nulla.
Nel 90% dei casi si deve lavorare sulla struttura muscolo-tendinea-neuromuscolare SENZA bici per avere (anche) benefici in bici. Il solo adeguare, più o meno correttamente, la posizione in bici non è sufficiente. I casi a qualsiasi livello di questo "percorso" sono infiniti...
Resto però dell'idea che se in una determinata prova hai già dei riscontri per nulla positivi sia in termini di resa che dolori e fastidi vari per me sia da scartare a prescindere.. forse sbaglio ma continuare nella tortura mi pare poco indicato.
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ovvero tendente all'antiversione : una sega mentale e una certa curiosita' nel scoprire se si utilizzano di piu' i glutei.

