Posizione in sella dei pro

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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non funziona così- anzi spesso i dolori che uno percepisce, specie se immediati, sono l'evidenza che quella originaria posizione o a) non è adeguata e il cambio crea subito questa risposta "negativa" b) la posizione acquisita è ormai "consolidata" e non modificabile se non a costo di molto tempo. Nulla esclude a+b (= si è consolidata una posizione errata ma nel computo costo-benefico tanto vale tenerla così...SE e SOLO SE non crea problemi alla continuità di carico/allenamento, dicasi stop).

La bicicletta è un mezzo puramente simmetrico che mette in crisi qualsiasi deviazione (fisiologica o meno) del nostro corpo che simmetrico non lo è per nulla.
Nel 90% dei casi si deve lavorare sulla struttura muscolo-tendinea-neuromuscolare SENZA bici per avere (anche) benefici in bici. Il solo adeguare, più o meno correttamente, la posizione in bici non è sufficiente. I casi a qualsiasi livello di questo "percorso" sono infiniti...
Così però mi metti in confusione (come se già non ce ne fosse.. difatti per la posizione in sella sai mai qual'è quella ideale che probabilmente -come ho sempre detto- non esiste ma esiste il compromesso anche in considerazione del fatto che appunto non siamo statici nel tempo)
Resto però dell'idea che se in una determinata prova hai già dei riscontri per nulla positivi sia in termini di resa che dolori e fastidi vari per me sia da scartare a prescindere.. forse sbaglio ma continuare nella tortura mi pare poco indicato. :roll:
 
Ultima modifica:

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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Io quando ho stravolto la posizione il giorno dopo ho fatto 5h...
Sono fortunato che non ho avuto alcun dolore, mi sa che quel giorno qualcuno ha guardato giù...
Nel mio caso in quei giorni subito dopo il cambio nonostante 'sentissi' che il corpo doveva adattarsi alla nuova posizione, rendevo già meglio così che con la vecchia.
Evidentemente eri messo male prima.. io ho solo voluto provare ad avanzare le tacchette giusto per provare questa nuova tendenza e aggiungo ai già citati disturbi avuti nella prova che anche a livello lombare adesso sento parecchia tensione.. segno inequivocabile per me che restavo troppo contratto.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Schemino meccanicistico :mrgreen:
- modifica (per modifiche a lungo termine non è sufficiente lavorare solo sull'assetto in sella...)
- adattamento ( + risposte a quella modifica) di almeno 12-15h di attività, in genere viene sempre consigliata a bassa intensità (cfr. Hogg e discepoli)
- esito: positivo o negativo?
- eventuale altra modifica rispettando gli stessi tempi

Senza la fase di adattamento si ha solo 1 (o poche singole) risposte di adattamento, non sufficienti a una rimodulazione del ns. "schema motorio" (es pattern di attivazione neuromuscolare, nuovo assetto articolare, ecc ecc).
Tanto più uno è, non è il termine tecnico, legnoso, tanto più il suo schema motorio (esito) richiederà tempo per adeguarsi e viceversa.

Per chi non vuole problemi applicare il concreto e solido: If it ain't broke, don't fix it.
 

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Scalatore
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Specy
Ma quindi è meglio pedalare in retro in anti o neutro?
in generale una via di mezzo. (optimum o neutro nel disegno )

personalmente da circa due mesi , mi sono messo a pedalare " di culo " :-x ovvero tendente all'antiversione : una sega mentale e una certa curiosita' nel scoprire se si utilizzano di piu' i glutei.

questa cosa mi ha portato a cambiare istintivamente l'assetto , avanzando la sella , abbassandola .

forse lo giustifico osservando questo " schizzo" cifosi-e-lordosi-in-sella.gif dove nella foto a dx sembrerebbe che la testa del femore sia un po' piu' avanti rispetto alla mediana delle ossa ischiatiche che poggiano sulla sella .

in pratica rispetto alla posizione ottimale in figura, l'antiversione comporta tendenzialmente e parita' di seduta un arretramento del femore e quindi del ginocchio (giustificando l'avanzamento dela sella) e un innalzamento del centro di rotazione della testa del femore , come se mettessi uno spessore tra sella e culo , (giustificando l'abbassamento della sella un po' paradossale : avanzando si abbassa).

inquanto all'arretramento delle tacchette che invece e' attuale (2 giorni) , a me non ha apportato alcun fastidio e le sensazioni sono queste:
-caviglia piu' libera : suppongo perche' deve contrasta di meno la spinta della gamba sul tallone
- questa posizione comporta un altezza sella piu' precisa perche' , causa leva "perno pedale -tallone" minore , posso compensare meno un altezza approssimativa , col gioco di caviglie . in effetti ho dovuto abbassare di nuovo la sella anche perche' la distanza femore -perno pedale e' diminuita.
- mi sembre di spingere un po' piu' con la pianta , come se facessi dello squat , in effetti un ciclista che fa per la prima volta delle flessioni sulle gambe, sicuramente stacca i talloni dal pavimento, abituato com'e' a spingre sul metacarpo.

ps. io non sono un esempio da seguire e' solo per dire che le variabili a ben vedere probabilmente sono infinite e chiaramente se hai delle curiosita' o esigenze , devi rivolgerti ad un esperto.
 
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Apprendista Velocista
27 Maggio 2021
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Scott Addict
in generale una via di mezzo. (optimum o neutro nel disegno )

personalmente da circa due mesi , mi sono messo a pedalare " di culo " :-x ovvero tendente all'antiversione : una sega mentale e una certa curiosita' nel scoprire se si utilizzano di piu' i glutei.

questa cosa mi ha portato a cambiare istintivamente l'assetto , avanzando la sella , abbassandola .

forse lo giustifico osservando questo " schizzo" Vedi l'allegato 347542 dove nella foto a dx sembrerebbe che la testa del femore sia un po' piu' avanti rispetto alla mediana delle ossa ischiatiche che poggiano sulla sella .

in pratica rispetto alla posizione ottimale in figura, l'antiversione comporta tendenzialmente e parita' di seduta un arretramento del femore e quindi del ginocchio (giustificando l'avanzamento dela sella) e un innalzamento del centro di rotazione della testa del femore , come se mettessi uno spessore tra sella e culo , (giustificando l'abbassamento della sella un po' paradossale : avanzando si abbassa).

inquanto all'arretramento delle tacchette che invece e' attuale (2 giorni) , a me non ha apportato alcun fastidio e le sensazioni sono queste:
-caviglia piu' libera : suppongo perche' deve contrasta di meno la spinta della gamba sul tallone
- questa posizione comporta un altezza sella piu' precisa perche' , causa leva "perno pedale -tallone" minore , posso compensare meno un altezza approssimativa , col gioco di caviglie . in effetti ho dovuto abbassare di nuovo la sella anche perche' la distanza femore -perno pedale e' diminuita.
- mi sembre di spingere un po' piu' con la pianta , come se facessi dello squat , in effetti un ciclista che fa per la prima volta delle flessioni sulle gambe, sicuramente stacca i talloni dal pavimento, abituato com'e' a spingre sul metacarpo.

ps. io non sono un esempio da seguire e' solo per dire che le variabili a ben vedere probabilmente sono infinite e chiaramente se hai delle curiosita' o esigenze , devi rivolgerti ad un esperto.
Complimenti per l'analisi!
Personalmente, per non sbagliare, durante un giro alterno molto il modo di pedalare, sempre a sensazione, a secondo di quello che l'istinto mi porta a fare
 
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Ammiraglia
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Ho letto tutto, compreso l' articolo di @Roberto Massa , mi viene in mente una frase ma non ricordo chi mi fece notare questa cosa:".....più avanzi, più avanzeresti ".
Poi..... @golias : ricordo bene i dolori derivati da un posizionamento iniziale grossolano e impreciso su un telaio non adatto anche se "in teoria" della mia taglia.

Io non so se con il tempo le altre persone si accorciano, devo ammettere che ho fatto fatica a risalire sulla mia vecchia bici, a febbraio non arrivavo bene ai comandi, figuriamoci in presa bassa.....ieri, in un tratto in leggera discesa, sono arrivato quasi a toccare la punta delle forcelle, quindi sto recuperando velocemente quella che era la mia posizione tanti anni fa.
Va beh, continuo a pedalare come mi viene, parto senza una meta e senza orari e faccio quello che posso, niente di specifico. Poi vedrò il prossimo inverno.....
 

golias

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Ho letto tutto, compreso l' articolo di @Roberto Massa , mi viene in mente una frase ma non ricordo chi mi fece notare questa cosa:".....più avanzi, più avanzeresti ".
L'ho scritta da qualche parte in altro thread così come se invece sei troppo arretrato.. hai la tendenza ad arretrare ancora.
Cmq tornando al tema posizione tacchette per me e analizzando oggi a mente fresca gli effetti della prova di ieri riflettendo anche con l'aiuto di prove e riprove fatte nel tempo.. se si avanzano le tacchette gioco forza devi avanzare anche con la sella forse senza la necessità di dover compensarne l'altezza.. ma poi c'è il rischio schiena-zona lombare che aimeh se va in contrazione poi ci vogliono settimane per sciogliere eventuali contratture (memorie del passato)
Se si riesce a trovare una posizione con il giusto allungamento della gamba (angoli) e appoggiando in pieno la zona metatarsale probabilmente si riesce a sviluppare maggiore potenza (non so poi a livello rpm come si metta) ma resta poi sempre il discorso posizione schiena e per compensare in teoria si dovrebbe alzare im manubrio allungando un filo lo stem.. col rischio però di trovarsi sbilanciati sul mezzo ed avere come conseguenza un mezzo guidabile con un certo impegno magari vanificando di fatto il piccolo guadagno di potenza espressa.
Insomma.. na bella gatta da pelare a maggior ragione se sul groppone ci sono oramai anni.. secoli :-P
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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[...] e appoggiando in pieno la zona metatarsale probabilmente si riesce a sviluppare maggiore potenza [...]
non pedali in ciabatte (o suola morbida), tutto il discorso metatarsi su perno decade (già scritto). La suola è rigida, è tutta l'azione di spinta discendente a dare l'impulso, l'avanzamento o arretramento piede su perno serve solo a favorire o ridurre un reclutamento soleo/gastrocnemio quando non devono stabilizzare il piede. In molti casi la percezione di instabilità di spinta arretrando le tacchette è il semplice sintomo di scarso sostegno plantare* (il piede non si "punta" nella scarpa, anche questo è tutto un lavoro muscolare non utile alla propulsione) con tutto ciò che ne consegue= non ho percezione di spinta, ri avanzo le tacchette, vado in sovraccarico azione stabilizzazione gamba + instabilità bacino con tendenza a eccessivo scivolamento in avanti o...all'opposto "puntellarsi" sul retro sella (se arretrata e/o potenzialmente troppo bassa).
Il corpo ha una notevole capacità di adattamento (che decade con l'avanzare degli anni...), quanto sopra descritto avviene con decine di compensazioni per questo motivo. Che queste compensazioni siano quelle acquisite non lo si mette in dubbio, che quella sia realmente la situazione ottimale invece sì. Che serva modificarla...dipende.

*con la complicità di molti produttori di scarpe che inseriscono una soletta piatta/minima (con la sola funzione di non farci andare in contatto con la suola "nuda") come "plantare"
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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non pedali in ciabatte (o suola morbida), tutto il discorso metatarsi su perno decade (già scritto).
D'accordo.. ma come dici poi in seguito la percezione della pedalata o forza di spinta sul pedale cambia e non poco.
La suola è rigida, è tutta l'azione di spinta discendente a dare l'impulso, l'avanzamento o arretramento piede su perno serve solo a favorire o ridurre un reclutamento soleo/gastrocnemio quando non devono stabilizzare il piede. In molti casi la percezione di instabilità di spinta arretrando le tacchette è il semplice sintomo di scarso sostegno plantare* (il piede non si "punta" nella scarpa, anche questo è tutto un lavoro muscolare non utile alla propulsione) con tutto ciò che ne consegue= non ho percezione di spinta, ri avanzo le tacchette, vado in sovraccarico azione stabilizzazione gamba + instabilità bacino con tendenza a eccessivo scivolamento in avanti o...all'opposto "puntellarsi" sul retro sella (se arretrata e/o potenzialmente troppo bassa).
Tutte nozioni da considerare e mi pare di capire che confermi la voglia di avanzare sulla sella e non a caso quando avanzavo la percezione di zappare veniva meno e la forza propulsiva sulla gamba sembrava attenuarsi (cioè sensazione di uso meno forza a parità di rendimento) se non che non sentivo-percepivo la "rotondità" della pedalata.. non ho ben capito in effetti quale fosse la sensazione ma era come ottenere una sorta di pedalata incompiuta (sicuramente la posizione oramai acquisita nel tempo ha fatto la sua parte.. ma insistere su una posizione che non senti per di più che restituisce dolori non la vedo come una soluzione adottabile)
Il corpo ha una notevole capacità di adattamento (che decade con l'avanzare degli anni...), quanto sopra descritto avviene con decine di compensazioni per questo motivo. Che queste compensazioni siano quelle acquisite non lo si mette in dubbio, che quella sia realmente la situazione ottimale invece sì. Che serva modificarla...dipende.
La mia voleva solo essere una prova anche in virtù di quello che qui abbiamo scritto perchè, salvo avere qualche problemino di soprasella dopo 220 km in solitaria con dentro dsl, non ne ho sebbene possa pensare che potrei magari migliorare il rendimento.. di quanto non è dato sapere e a fronte di quale impegno visto poi che tanto gare non ne faccio ?
 

Lumi

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Io ho letto non ricordo dove che i muscoli del polpaccio non partecipano alla pedalata in modo utile se non per uscire dal pumto morto inferiore, in un’azione simile a spingere indietro una pattina sul pavimento, che comunque va allenata.

questo perche’ in ogni altro punto della pedalata il quadricipite e il gluteo sono molto piu’ forti del polpaccio, e quindi il polpaccio serve a tenere la caviglia ferma ma non riesce a sovrastare e ad aggiungere la sua forza alla pedalata con un movimento attivo del piede. Se si prova a fare questo il polpaccio si stanca subito, oppure bisogna ridurre la forza degli altri muscoli per compensare e l’effetto complessivo è negativo.

Ne ho concluso che avanzare la tacchetta e pretendere di fare leva con il piede, a parte affaticare inutilmente il polpaccio, non aiuta molto, è corretto?
 

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Io ho letto non ricordo dove che i muscoli del polpaccio non partecipano alla pedalata in modo utile se non per uscire dal pumto morto inferiore, in un’azione simile a spingere indietro una pattina sul pavimento, che comunque va allenata.

questo perche’ in ogni altro punto della pedalata il quadricipite e il gluteo sono molto piu’ forti del polpaccio, e quindi il polpaccio serve a tenere la caviglia ferma ma non riesce a sovrastare e ad aggiungere la sua forza alla pedalata con un movimento attivo del piede. Se si prova a fare questo il polpaccio si stanca subito, oppure bisogna ridurre la forza degli altri muscoli per compensare e l’effetto complessivo è negativo.

Ne ho concluso che avanzare la tacchetta e pretendere di fare leva con il piede, a parte affaticare inutilmente il polpaccio, non aiuta molto, è corretto?
qui c'e' tutto quello che giustamente immagini!
 
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golias

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Ne ho concluso che avanzare la tacchetta e pretendere di fare leva con il piede, a parte affaticare inutilmente il polpaccio, non aiuta molto, è corretto?
Umh.. a me non sembra, avanzando il piede il polpaccio (gemelli e soleo) si affaticano meno.. il piede si posiziona in modo più neutro o almeno a me questo capita, sono oltremodo convinto che poi la nostra natura fisiologica faccia il suo.
 

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se si avanzano le tacchette gioco forza devi avanzare anche con la sella
qui spero sia un refuso
Umh.. a me non sembra, avanzando il piede il polpaccio (gemelli e soleo) si affaticano meno.. il piede si posiziona in modo più neutro o almeno a me questo capita, sono oltremodo convinto che poi la nostra natura fisiologica faccia il suo.
qui stai dicendo la stessa cosa di @Lumi

per chiarie se avanzi la tachetta , arretra il piede sul pedale e viceversa
 
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Roberto Massa

t.me/massarob
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La mia voleva solo essere una prova anche in virtù di quello che qui abbiamo scritto perchè, salvo avere qualche problemino di soprasella dopo 220 km in solitaria con dentro dsl, non ne ho sebbene possa pensare che potrei magari migliorare il rendimento.. di quanto non è dato sapere e a fronte di quale impegno visto poi che tanto gare non ne faccio ?

If ain't broke, don't fix it.
Bis.
E comunque siamo abbondantemente OT, il titolo della discussione penso sia incentrato su altro tema.
 
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8 Luglio 2013
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BDC Wilier GTR Team / Zero9 - MTB Wilier 409XB
Un' altra cosa che non capisco è la posizione dei comandi.......


Vedi l'allegato 349534
ma non penso ci sia uno standard preciso oppure obbligatorio, si fanno le configurazioni come meglio ci si trova, anche io ne ho fatte di modifiche tra leve, sterzo e freni, come più mi è consono e facilita la guida
 
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