automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)

sembola

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Belli i discorsi sui pedoni che attraversano senza guardare, sulle strisce, paiono gli stessi che sento al bar da parte di automobilisti a proposito di ciclisti. Ma proprio uguali, segno che è una questione culturale, non di mezzo su cui si viaggia (tanto per compiacere Lapalisse).
Da ieri mi prudeva la punta della lingua (o delle dita ;-). Non potevi dirlo meglio.
 

Shinkansen

Xeneize
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Che in Italia sia una guerra tutti contro tutti per quanto riguarda il comportamento in strada degli utenti è assodato. E non da adesso, ma da anni, e vedo che col tempo la cosa peggiora. Ed è preoccupante, perché non si tratta solo di osservanza delle regole, ma di rispetto civico verso gli altri.
Tutti hanno le loro colpe: i pedoni, i ciclisti, i motociclisti, gli automobilisti. Ce n'è per tutti. Solo che c'è una parte che ne è consapevole e una parte che vede solo le manchevolezze altrui e non vede le proprie o quella della propria categoria. Senza contare che una scorrettezza di un automobilista nei confronti di un ciclista è molto più grave e pericolosa che se questa venisse commessa a parti invertite.
Non è che quando sono in macchina non vedo le scorrettezze (o vere e proprie infrazioni) dei miei colleghi automobilisti, le vedo e mi fanno incazzare, perché per evitare degli incidenti mi tocca stare attento non solo a quello che faccio io, ma quello che fanno loro.
Non dico che non commetto mai errori, ma cerco di essere il più rispettoso possibile, e quando li commetto in genere mi scuso con l'altro.

Volete un esempio? L'altro pomeriggio sono andato a ritirare una risonanza magnetica. La stradina è stretta e bisogna procedere con cautela altrimenti due macchine picchiano. Sto per immettermi e vedo due macchine scendere. Mi fermo e le lascio sfilare. Ora tocca a me, ma uno con forse una Q5 viene giù sparato e si blocca dove sono io. Non contento mi suona perché procedo a velocità lentissima per non toccare a destra e sinistra. Quello è un emerito coglione che te lo trovi ovunque. Quando sono sfilato ho visto che dieci metri avanti il coglione aveva lo spazio per fermarsi e farmi passare, ma non l'ha fatto. Quindi, di che cosa stiamo parlando? Dei ciclisti che non sanno stare in fila indiana come le vacche?
 

sembola

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Quindi, di che cosa stiamo parlando? Dei ciclisti che non sanno stare in fila indiana come le vacche?
Potremmo parlare dei ciclisti che giustamente si incazzano per le auto che non gli danno la precedenza nelle rotonde ma che trovano da ridire sui pedoni che attraversano sulle strisce dove hanno la precedenza, ad esempio.

Come ha scritto @kikhit è appunto un problema di cultura.
 
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Come ha scritto @kikhit è appunto un problema di cultura.
Cultura è una parola grossa. Direi più inciviltà, la strada è diventata una giungla dove vige la legge del più forte.
Stiamo tutti a piangere, ma solo quando tocca a noi. Se no, c'è la giusta dose di indignazione che dura due ore e poi tutto come prima.
 
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Cultura è una parola grossa. Direi più inciviltà, la strada è diventata una giungla dove vige la legge del più forte.
Stiamo tutti a piangere, ma solo quando tocca a noi. Se no, c'è la giusta dose di indignazione che dura due ore e poi tutto come prima.
"Cultura" è invece la parola giusta, nel senso più profondo del termine. Manca in generale il rispetto degli altri, manca la consapevolezza del senso delle regole ma anche del rischio intrinseco alla circolazione stradale.
 
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Gregario
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Potremmo parlare dei ciclisti che giustamente si incazzano per le auto che non gli danno la precedenza nelle rotonde ma che trovano da ridire sui pedoni che attraversano sulle strisce dove hanno la precedenza, ad esempio.

Come ha scritto @kikhit è appunto un problema di cultura.
Hai perfettamente ragione , comunque se un pedone che attraversa sulle strisce( pur con diritto e ragione) senza guardare perché immerso nella sua importantissima realta' virtuale viene "fleciato" da un automobilista , se ci lascia le penne avra' tutte le ragioni del mondo , ma non se le gode piu'. Direi che un'occhiata e' sempre piu' salutare che nessuna. Come pure per il ciclista nelle rotonde come pure per...per...per…. ecc ecc Sostanzialmente , tutti possiamo sbagliare , se non sbagliamo in due contemporaneamente e' meglio.
 

sembola

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Hai perfettamente ragione , comunque se un pedone che attraversa sulle strisce( pur con diritto e ragione) senza guardare perché immerso nella sua importantissima realta' virtuale viene "fleciato" da un automobilista , se ci lascia le penne avra' tutte le ragioni del mondo , ma non se le gode piu'. Direi che un'occhiata e' sempre piu' salutare che nessuna. Come pure per il ciclista nelle rotonde come pure per...per...per…. ecc ecc Sostanzialmente , tutti possiamo sbagliare , se non sbagliamo in due contemporaneamente e' meglio.
Qua però bisogna decidersi ed essere coerenti con quello che si è deciso.

Se si invoca il rispetto delle regole, allora il ciclista ha la precedenza nella rotonda e il pedone ce l'ha sulle strisce senza tanti distinguo.

Se invece il punto è la prudenza per cercare di essere certi di tornare a casa, allora ci si ferma anche quando si ha diritto di passare ma si smette di lamentarsi se le auto non ci danno la precedenza (da ciclisti e da pedoni).

Quello che non è possibile (e non è accettabile) è lamentarsi delle auto prepotenti quando siamo in bici e poi in bici pretendere che i pedoni rinuncino alla precedenza.
 
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Hai perfettamente ragione , comunque se un pedone che attraversa sulle strisce( pur con diritto e ragione) senza guardare perché immerso nella sua importantissima realta' virtuale viene "fleciato" da un automobilista , se ci lascia le penne avra' tutte le ragioni del mondo , ma non se le gode piu'. Direi che un'occhiata e' sempre piu' salutare che nessuna. Come pure per il ciclista nelle rotonde come pure per...per...per…. ecc ecc Sostanzialmente , tutti possiamo sbagliare , se non sbagliamo in due contemporaneamente e' meglio.
Vado un momento fuori tema e dico che a breve bisognerà introdurre il divieto di attraversare la strada sulle strisce telefonando e/o guardando lo smartphone. Ne vedo a decine che attraversano senza il minimo controllo di cosa gli sta attorno. Va bene che il pedone ha sempre ragione, ma che non guardi il telefono.
 
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Qua però bisogna decidersi ed essere coerenti con quello che si è deciso.

Se si invoca il rispetto delle regole, allora il ciclista ha la precedenza nella rotonda e il pedone ce l'ha sulle strisce senza tanti distinguo.

Se invece il punto è la prudenza per cercare di essere certi di tornare a casa, allora ci si ferma anche quando si ha diritto di passare ma si smette di lamentarsi se le auto non ci danno la precedenza (da ciclisti e da pedoni).

Quello che non è possibile (e non è accettabile) è lamentarsi delle auto prepotenti quando siamo in bici e poi in bici pretendere che i pedoni rinuncino alla precedenza.
Il ciclista ha la precedenza nelle rotonde?
 

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Vado un momento fuori tema e dico che a breve bisognerà introdurre il divieto di attraversare la strada sulle strisce telefonando e/o guardando lo smartphone. Ne vedo a decine che attraversano senza il minimo controllo di cosa gli sta attorno. Va bene che il pedone ha sempre ragione, ma che non guardi il telefono.
A volerlo menare ci sarebbe già

 

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Il ciclista ha la precedenza nelle rotonde?
Qualsiasi veicolo stia già percorrendo la rotonda ha la precedenza su qualsiasi altro veicolo che vi si voglia immettere.


A volerlo menare ci sarebbe già

Le sentenze di merito non fanno giurisprudenza. Se l'avesse detto la Cassazione sarebbe stata una cosa differente. Tanto per dire, negli anni '80 c'era stata una sentenza che aveva dato torto ad un ciclista urtato e fatto cadere perchè usava i pedali a sgancio "notoriamente pericolosi"...
Detto questo, come ho scritto decine di volte vengono sempre valutate le circostanze. Poi però occorre che la valutazìone sia uniforme e coerente, e se è "improvviso ed imprevedibile" il pedone che in città attraversa sulle strisce potrebbe esserlo anche il ciclista che si sposta mentre lo sorpassano e va per aria. Se si sostiene la prima, occorre accettare la seconda. Oppure se si nega la seconda, occorre negare anche la prima. Questione di coerenza...
 
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monzarun

Novellino
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maino, synapse
Vado un momento fuori tema e dico che a breve bisognerà introdurre il divieto di attraversare la strada sulle strisce telefonando e/o guardando lo smartphone. Ne vedo a decine che attraversano senza il minimo controllo di cosa gli sta attorno. Va bene che il pedone ha sempre ragione, ma che non guardi il telefono.
No ma state vaneggiando?!?
((1. Quando il traffico non e' regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali o si trovano nelle loro immediate prossimita'. I conducenti che svoltano per inoltrarsi in un'altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale devono dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sull'attraversamento medesimo o si trovano nelle sue immediate prossimita', quando a essi non sia vietato il passaggio. Resta fermo per i pedoni il divieto di cui all'articolo 190, comma 4)).
 

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Qualsiasi veicolo stia già percorrendo la rotonda ha la precedenza su qualsiasi altro veicolo che vi si voglia immettere.



Le sentenze di merito non fanno giurisprudenza. Se l'avesse detto la Cassazione sarebbe stata una cosa differente. Tanto per dire, negli anni '80 c'era stata una sentenza che aveva dato torto ad un ciclista urtato e fatto cadere perchè usava i pedali a sgancio "notoriamente pericolosi"...
Detto questo, come ho scritto decine di volte vengono sempre valutate le circostanze. Poi però occorre che la valutazìone sia uniforme e coerente, e se è "improvviso ed imprevedibile" il pedone che in città attraversa sulle strisce potrebbe esserlo anche il ciclista che si sposta mentre lo sorpassano e va per aria. Se si sostiene la prima, occorre accettare la seconda. Oppure se si nega la seconda, occorre negare anche la prima. Questione di coerenza...
Per la rotonda dipende se alla “francese” o con precedenza a dx( ne esistono ancora e se non segnalato quella è la regola)
 

EMAC

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... Detto questo, come ho scritto decine di volte vengono sempre valutate le circostanze. Poi però occorre che la valutazìone sia uniforme e coerente, e se è "improvviso ed imprevedibile" il pedone che in città attraversa sulle strisce potrebbe esserlo anche il ciclista che si sposta mentre lo sorpassano e va per aria. Se si sostiene la prima, occorre accettare la seconda. Oppure se si nega la seconda, occorre negare anche la prima. Questione di coerenza...
Secondo me state confrontando situazioni molto differenti, il pedone che attraversa senza guardare avrà anche la precedenza, e quindi ragione, ma è un coglione che gioca alla roulette, il ciclista che percorre una rotonda di cazzate non ne sta facendo affatto.
Anche il ciclista che scarta di traverso (entro un limite) è abbastanza diverso visto che comunque lo vedi prima di raggiungerlo e dovresti tenere una distanza di sicurezza nel sorpassarlo.
Insomma per "pareggiare" un po' la situazione del pedone potrei dire che un ciclista che passa da un estremo all'altro della sua corsia senza preavviso (così tanto per tentare di suicidarsi) è un coglione, e difficilmente su questo forum e su questo 3d in una casistica del genere saremmo qui a leggere che l'automobilista è un pazzo e il ciclista una povera vittima.
Poi ognuno si può tenere la propria ragione che gli dà il cds, forse però sarebbe meglio che ognuno impari a comportarsi in strada, giusto per evitare di farsi ammazzare con il cds che ci dà ragione...
Perché uno che attraversa la strada in quella maniera ho come la sensazione che faccia lo stesso fuori dalle strisce, dove nel dubbio quello che ha torto chiaramente è il pirla che prosegue dritto e deve immaginarsi che qualcuno gli attraversi senza guardare.
 

sembola

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il pedone che attraversa senza guardare avrà anche la precedenza, e quindi ragione, ma è un coglione che gioca alla roulette,
Il pedone che attraversa sulle strisce pedonali senza guardare e/o di corsa di sicuro corre dei rischi inutili ma comunque ha diritto di precedenza.

Si pretende che si fermi e non attraversi, nonostante la precedenza, perchè arriva una bici che non può perdere tempo? Allora dobbiamo accettare che ragionino allo stesso modo gli automobilisti quando, immettendosi in una rotonda non ci danno la precedenza perchè non vogliono "perdere tempo" per farci passare.

Il punto è tutto qua: alcuni di noi pretendono diritti ma non accettano doveri, e vogliono essere forti coi deboli forse per rivalersi di quando si è costretti ad essere deboli coi forti. Una questione di cultura, come ho scritto in precdenza,



Anche il ciclista che scarta di traverso (entro un limite) è abbastanza diverso visto che comunque lo vedi prima di raggiungerlo e dovresti tenere una distanza di sicurezza nel sorpassarlo.
Il CdS dispone che nel sorpasso vada tenuta una distanza laterale "adeguata", che però non certo che sia sufficiente ad evitare l'incidente se il ciclista sbanda o scansa "improvvisamente" una buca o un altro ostacolo. Ed ecco che riappare il principio citato nella sentenza del fatto "improvviso ed imprevedibile". Se vale per il ciclista quando prende un pedone che dovesse attraversare improvvisamente sulle strisce, allora vale anche per l'automobilista che sorpassa e ti tocca perchè scarti.
Sia chiaro, le cose non sono così automatiche, vengono sempre valutate le circostanze effettive. Non a caso nella sentenza citata il pedone ha preso l'80% di colpa ma il conduttore del veicolo è stato comunque ritenuto colpevole, seppure in percentuale minore.

Poi ognuno si può tenere la propria ragione che gli dà il cds, forse però sarebbe meglio che ognuno impari a comportarsi in strada, giusto per evitare di farsi ammazzare con il cds che ci dà ragione...
Il problema è che spesso "imparare a comportarsi in strada" viene interpretato da chi è in posizione di forza come "zitto e subisci". Bisogna decidere se vogliamo percorrere la strada della civiltà o del far west, va bene anche la seconda ma senza poi lamentarsi quando ci si trova ad assumere il ruolo dell' "uomo con la pistola"...

Perché uno che attraversa la strada in quella maniera ho come la sensazione che faccia lo stesso fuori dalle strisce, dove nel dubbio quello che ha torto chiaramente è il pirla che prosegue dritto e deve immaginarsi che qualcuno gli attraversi senza guardare.
Si, dove ci sono attraversamenti pedonali DEVI immaginarti che qualcuno possa attraversare, anche senza guardare. Se uno non se lo immagina e va cmq ad una velocità che non gli consente di arrestarsi in tempo non è solo un pirla ma un pericolo per sè e per gli altri. Di nuovo, vale per i guidatori delle auto, per quelli degli scooter ed anche per noialtri ciclisti.
 

fabiopon

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Sono anche gli stessi stessi che fanno i pedoni su tutti!
 

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Il pedone che attraversa sulle strisce pedonali senza guardare e/o di corsa di sicuro corre dei rischi inutili ma comunque ha diritto di precedenza.

Si pretende che si fermi e non attraversi, nonostante la precedenza, perchè arriva una bici che non può perdere tempo? Allora dobbiamo accettare che ragionino allo stesso modo gli automobilisti quando, immettendosi in una rotonda non ci danno la precedenza perchè non vogliono "perdere tempo" per farci passare.

Il punto è tutto qua: alcuni di noi pretendono diritti ma non accettano doveri, e vogliono essere forti coi deboli forse per rivalersi di quando si è costretti ad essere deboli coi forti. Una questione di cultura, come ho scritto in precdenza,




Il CdS dispone che nel sorpasso vada tenuta una distanza laterale "adeguata", che però non certo che sia sufficiente ad evitare l'incidente se il ciclista sbanda o scansa "improvvisamente" una buca o un altro ostacolo. Ed ecco che riappare il principio citato nella sentenza del fatto "improvviso ed imprevedibile". Se vale per il ciclista quando prende un pedone che dovesse attraversare improvvisamente sulle strisce, allora vale anche per l'automobilista che sorpassa e ti tocca perchè scarti.
Sia chiaro, le cose non sono così automatiche, vengono sempre valutate le circostanze effettive. Non a caso nella sentenza citata il pedone ha preso l'80% di colpa ma il conduttore del veicolo è stato comunque ritenuto colpevole, seppure in percentuale minore.


Il problema è che spesso "imparare a comportarsi in strada" viene interpretato da chi è in posizione di forza come "zitto e subisci". Bisogna decidere se vogliamo percorrere la strada della civiltà o del far west, va bene anche la seconda ma senza poi lamentarsi quando ci si trova ad assumere il ruolo dell' "uomo con la pistola"...


Si, dove ci sono attraversamenti pedonali DEVI immaginarti che qualcuno possa attraversare, anche senza guardare. Se uno non se lo immagina e va cmq ad una velocità che non gli consente di arrestarsi in tempo non è solo un pirla ma un pericolo per sè e per gli altri. Di nuovo, vale per i guidatori delle auto, per quelli degli scooter ed anche per noialtri ciclisti.
In certi paesi se solo ti fermi sul marciapiede e "pensi" di attraversare, si fermano!
E' una questione di educazione civica, di cultura del convivere, che va insegnata e portata avanti con l'esempio sin dalla nascita.
Dove tutti fanno i cazzoni sarà normale (e ridicolo non esserlo) fare i cazzoni, dove tutti fanno i "virtuosi" sarà normale (e ridicolo non esserlo) fare i "virtuosi".
Poi nel breve periodo se nessuno mai viene "bastonato" allora vale tutto e buonanotte. Se, esempio banale che non vale ovunque, passa uno scooter con quattro persone davanti a dei Vigili e questi manco li guardano allora cosa pretendi dagli altri?
 
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Shinkansen

Xeneize
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Una piccola esperienza automobilistica. Non ricordo se l'ho già raccontata.
Estate 1987, decidiamo di andare a Londra in macchina. Siamo in tre e solo il sottoscritto ha la patente. Abbiamo intenzione di non stare solo a Londra, ma di girare nei dintorni e la macchina ci sembra il mezzo più adatto.
Andiamo, giriamo a piacimento, evitiamo tutte le ganasce possibili, che fanno strage di ignari turisti che come noi andavano in centro e facciamo i nostri giri.
Quello che noto è che gli inglesi sono degli idioti. Guidano come delle vecchiette ottantenni. Ma mi danno le precedenze e - cosa inaudita - quando devo uscire da un parcheggio si fermano e mi fanno immettere in strada. Non come in Italia dove la guida è cosa da veri uomini.
Io ringrazio tutti gli automobilisti con un gesto della mano. È un gesto che non concepiscono e un paio di guidatori sui furgoni mi prendono in giro rifacendomi il gesto.
Morale della favola, appena torniamo a Genova per portare a casa uno dei tre, mi ritrovo assaltato da Vespe sfreccianti che mi superano a destra e a sinistra e mi spaventano. Quei 15 giorni mi hanno subito abituato alle "cattive" abitudini degli inglesi. Ma tempo di arrivare a casa ho già ripreso in mano la situazione. Ah, la cara e vecchia Genova.
 

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Estate 1987, decidiamo di andare a Londra in macchina. Siamo in tre e solo il sottoscritto ha la patente. Abbiamo intenzione di non stare solo a Londra, ma di girare nei dintorni e la macchina ci sembra il mezzo più adatto.
Andiamo, giriamo a piacimento, evitiamo tutte le ganasce possibili, che fanno strage di ignari turisti che come noi andavano in centro e facciamo i nostri giri.
Quello che noto è che gli inglesi sono degli idioti. Guidano come delle vecchiette ottantenni. Ma mi danno le precedenze e - cosa inaudita - quando devo uscire da un parcheggio si fermano e mi fanno immettere in strada. Non come in Italia dove la guida è cosa da veri uomini.
Io ringrazio tutti gli automobilisti con un gesto della mano. È un gesto che non concepiscono e un paio di guidatori sui furgoni mi prendono in giro rifacendomi il gesto.
Morale della favola, appena torniamo a Genova per portare a casa uno dei tre, mi ritrovo assaltato da Vespe sfreccianti che mi superano a destra e a sinistra e mi spaventano. Quei 15 giorni mi hanno subito abituato alle "cattive" abitudini degli inglesi. Ma tempo di arrivare a casa ho già ripreso in mano la situazione. Ah, la cara e vecchia Genova.
Come quando passi la frontiera tra Francia e Liguria in autostrada: i casellanti di là ti salutano tutti cordialmente e ti augurano buon viaggio, di qua non ti guardano neanche! :cù:
Per quanto riguarda il gesto di ringraziamento, molto diffuso a Genova (sono serio), ad esempio in Sicilia non funziona. Ti guardano con aria interrogativa pensando che li saluti...


ps-sulle "Vespe sfreccianti" mi sa che ci devi lavorare su... :mrgreen:
 
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