@sembola ha individuato la radice del vero problema che è squisitamente culturale.
Vi porto la mia esperienza di volontario del soccorso di Croce Rossa Italiana.
Come insegnano i "vecchi" soccorritori, quando si guida in emergenza (sirena+luci attive), devi pensare che in quel momento stai solo "chiedendo" la precedenza! Ma non è detto che te la diano. Di conseguenza ogni volta che mi succede ho sempre mille attenzioni, soprattutto agli incroci e ai semafori, specialmente se passi con il rosso. Ma anche mentre supero o viaggio in mezzo alla strada, cerco sempre di capire se mi hanno visto o meno e se hanno percepito che sto sopraggiungendo. E tendenzialmente, quasi tutti cercano di agevolarti.
Però trovi anche chi non si accorge di te, per mille motivi, oppure che in un incrocio non ti da la precedenza!
In quei casi l'atteggiamento dell'autista fa la differenza.
Se fai il botto hai i tuoi cavoli e non basterà dire: "ero in emergenza con luci e sirena!!!".
Poi succede che in autostrada mentre stai trasportando un paziente di terapia intensiva che generalmente è in coma farmacologico ovvero attaccato a respiratore polmonare, flebo ed infusori, accompagnato da medico rianimatore e infermiere (che non sempre hanno le cinture di sicurezza perché devono manovrare all'interno del vano sanitario), trovi sempre il coglione di turno che ti si attacca al sedere dell'ambulanza!!! Senza neanche porsi il problema della distanza di sicurezza, soprattutto da un mezzo in emergenza che non ha piena libertà di fare tutte le manovre di sto mondo e che non può frenare come un'auto!
E' un fatto culturale, nel senso già perfettamente spiegato dai precedenti post, io da un mezzo in emergenza sto lontano neanche avesse la peste, altri se ne fregano e non modificano i loro comportamenti di guida.
Alcuni ciclisti mentre attraversano le strisce pedonali tengono una visione periferica e stanno attenti dell'intorno, altri semplicemente se ne fregano. Se poi attraversa le strisce la persona distratta dal telefonino (ma possono esserci anche altre motivazioni di distrazione) il ciclista più attento ha più possibilità di finire tranquillamente il giro rispetto a chi se ne frega.
Vi porto la mia esperienza di volontario del soccorso di Croce Rossa Italiana.
Come insegnano i "vecchi" soccorritori, quando si guida in emergenza (sirena+luci attive), devi pensare che in quel momento stai solo "chiedendo" la precedenza! Ma non è detto che te la diano. Di conseguenza ogni volta che mi succede ho sempre mille attenzioni, soprattutto agli incroci e ai semafori, specialmente se passi con il rosso. Ma anche mentre supero o viaggio in mezzo alla strada, cerco sempre di capire se mi hanno visto o meno e se hanno percepito che sto sopraggiungendo. E tendenzialmente, quasi tutti cercano di agevolarti.
Però trovi anche chi non si accorge di te, per mille motivi, oppure che in un incrocio non ti da la precedenza!
In quei casi l'atteggiamento dell'autista fa la differenza.
Se fai il botto hai i tuoi cavoli e non basterà dire: "ero in emergenza con luci e sirena!!!".
Poi succede che in autostrada mentre stai trasportando un paziente di terapia intensiva che generalmente è in coma farmacologico ovvero attaccato a respiratore polmonare, flebo ed infusori, accompagnato da medico rianimatore e infermiere (che non sempre hanno le cinture di sicurezza perché devono manovrare all'interno del vano sanitario), trovi sempre il coglione di turno che ti si attacca al sedere dell'ambulanza!!! Senza neanche porsi il problema della distanza di sicurezza, soprattutto da un mezzo in emergenza che non ha piena libertà di fare tutte le manovre di sto mondo e che non può frenare come un'auto!
E' un fatto culturale, nel senso già perfettamente spiegato dai precedenti post, io da un mezzo in emergenza sto lontano neanche avesse la peste, altri se ne fregano e non modificano i loro comportamenti di guida.
Alcuni ciclisti mentre attraversano le strisce pedonali tengono una visione periferica e stanno attenti dell'intorno, altri semplicemente se ne fregano. Se poi attraversa le strisce la persona distratta dal telefonino (ma possono esserci anche altre motivazioni di distrazione) il ciclista più attento ha più possibilità di finire tranquillamente il giro rispetto a chi se ne frega.
