Sei sempre stato cosi, ma vent'anni o più addietro! Adesso sforzati di vedere più fattori diversi in un giro sportivo, non solo quelli del giovane sempre in gara.
Per me, se sono strappi brevi lascio il 50 e se non va il 19 alzo fino a 25, ma non lo faccio per divertirmi, sono test di rendimento attuale, prima dovevo scalare alla corona 34, adesso non più, ma non me lo impongo, se non va scalo e chissene...
In sintesi, non mi deprimo se in salita vado piano, a volte d'estate qualcuno mi sorpassa, ma non cambio una virgola il passo.
Anzi, ho cominciato a cercare salite lunghe, senza superare il 10% salvo nei tornanti, me ne sbatto della velocità ma poi arrivo in cima ed è questo che vale.
I piattoni con cavalcavia e qualche ondulazione adesso li faccio con la corona 50, vuol solo dire che tre anni son serviti a riformare un po' dei muscoli distrutti, arrivo a casa con la 34 intonsa, son contento di questo miglioramento, basta a stimolarmi a continuare.
Non penso certo a quando vincevo gare di 100m o giavellotto, adesso non riesco ancora a correre (ginocchio) e col giavellotto arrivo nemmeno a 30 metri, e allora? Non è questo che può scoglionarmi.
Volessi e potessi farei le gare masters, sono per categorie d'età, c'è il vecchietto campione d'Italia con 16 secondi sui 100, mica guarda al 30enne che fa 11 netti... e c'è quello che a 75 anni arriva terzo con 18", e rimane felice.
I migliori non solo non hanno mai smesso e si allenano metodicamente, hanno anche la fortuna di grande solidità articolare, mai un dolorino, mai un risentimento.... io non ho mai avuto questa fortuna genetica, allora mi deprimo? Ma gnanca.... Mi accetto, non solo per come sono, ma anche per i limiti di testa che ho, se non ho voglia di far nulla per dieci gg di fila, amen, ma poi ricomincio.