E la revisione obbligatoria per le biciclette non ce la mettiamo? Se uno gira con i freni consumati, è un pericolo! E la visita medica obbligatoria con patentino per guidare le bici? Se uno ci vede poco e guida la bici è un pericolo!
Purtroppo bisogna renderci conto che le bici, per motivi storici e culturali (lo sport del ciclismo è tra i più amati e diffusi), sono sempre state un eccezione nel codice della strada. Basta solo pensare che la pratica dello “stare a ruota” è una palese violazione della distanza di sicurezza.
Chissà se un giorno, magari lontano, anche le bici avranno mille obblighi e controlli come per le auto, con una targa controllata automaticamente dai sistemi di sorveglianza quando passiamo sotto ai varchi. Io spero di no. Che sia giusto o sbagliato, la bici è sempre stata sinonimo di libertà, e sarebbe un peccato perderla.
Al netto degli obblighi meccanici e di sicurezza che un mezzo di trasporto deve avere, qui si rischia di perdere il concetto di libertà di spostamento (con grosse e grasse risate da parte del mondo sviluppato e progredito, di cui con le targhe e l'assicurazione alle bici
non faremmo più parte) perché non tutto può essere a pagamento.
Spostarsi è un diritto e deve essere possibile farlo liberamente e democraticamente,
le biciclette sono l'ultimo baluardo a difesa di questo principio, dato che tutto il resto si paga.
Già siamo il Paese che fa pagare 2 biglietti per il trasporto bici in metropolitana e sui treni, nell'epoca della transizione ecologica
vogliamo uccidere l'unico mezzo alla portata di tutti per la mobilità sostenibile?
Dal punto di vista della concezione di beni comuni, dell'organizzazione della vita in società e dell'utlizzo degli spazi pubblici,
l'Italia è un Paese arretrato rispetto alle 4 potenze europee (Germania, Spagna, Francia e ci metto anche l'Inghilterra),
noi non lo capiamo perché siamo italiani e ci viviamo dentro, ma basta varcare il confine ligure e spostarsi in bici sulla Costa Azzurra
o navigare verso la Corsica: i ciclisti sono utenti trattati con grandissimo rispetto e godono di spazi inviolati dalle automobili.
E anche le dinamiche di guida delle automobili sono molto più civili e rilassate (ovviamente le eccezioni ci sono sempre).
Siamo un popolo bellicoso, sempre arrabbiato e siamo un Paese arretrato solo per il fatto di avere un governo che non ha paura di perdere la dignitià (semmai ce l'ha avuta) avanzando tali proposte in epoca, ripeto, di transizione ecologica.
Questo governo che ha sempre un nemico da sconfiggere rispecchia il nostro stato d'animo bellicoso e arrabbiato.
Senza dimenticare la questione del turismo: immaginate un turista che vuole viaggiare in bicicletta, entra in Italia e gli proibiscono di usare la propria bici perché priva di targa e assicurazione...