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YouTube per i piu' pigri
A me ques'intervista ha aperto gli occhi. Il ragazzo si e' aperto, allo stesso modo come istintivamente non ha filtri nelle interviste post-gara, mettendo in luce una passione, dedizione e sportività, seconde a nessuno.
Ammetto di seguire in questi giorni la Vuelta con occhi diversi, dopo l'intervista. Averne di contributi simili anche per gli altri top riders, anziché le solite dichiarazioni post-gara fatte e confezionate!
Premessa: mi piace molto il Remco ciclista, a volte tifo per lui come all'inizio del Giro d'Italia 2023, e alla fine tifo sempre per chi mi appassiona di più lì al momento. Riconosco a Remco la grinta agonistica mostruosa, spingendolo ad imprese mostruose, ma in quanto alla sua dotazione di sportività, avanzo invece profonde riserve, che non sarà certo questa "splendida" intervista a chiarirmi. Tutt'altro. Se a te l'intervista ha aperto gli occhi, a me li ha chiusi per l'incredulità, e per poter riflettere su cosa stesse succedendo. Poi li ho riaperti per riguardarla, ricorrendo anche al traduttore istantaneo, anche in slowmotion, per l'avidità di meglio comprendere.
Ciò detto, so che ogni intervista - che non siano quelle "a caldo" dopo aver tagliato il traguardo - non avviene a sorpresa ma è programmata e concordata, le domande già rese note in largo anticipo all'intervistato, quindi le risposte meditate e autorizzate dalla sezione stampa di una squadra. C'è in gioco l'immagine di un atleta talentuoso che vale fior di quattrini, nonchè del nome della sua squadra che lo vuole tutelare e tutelarsi.
Naturale che si è tenuta in considerazione l'affidabilità del canale mediatico di Lanterne, ma soprattutto si sono volute evitare le conseguenze tsunami di una risposta dell'intervistato proveniente più dalla pancia che dalla mente, visti i suoi precedenti, il suo linguaggio non verbale in almeno un paio d'occasioni. Si è voluto sicuramente non lasciare nulla al caso.
Alcuni esempi: Remco quando risponde alle domande più provocatorie (ma comunque annacquate, tipo quella sui suoi complessi rapporti con gli organi di stampa), mostra uno stato di rilassamento da buddista, ma dissonante con il Remco che conosciamo (ricordiamoci comunque la sua verde età, prima di trarre ogni conclusione), mostrando un buon umore che rimane costante per tutto il tempo. Zero spontaneità, ho pensato. Ma essere forte a pedalare non significa essere un bravo attore, ovvio.
Solo alla domanda se invidia particolari virtù a ciclisti più forti di lui su terreni diversi, perde di prontezza, non risponde, abbassa gli occhi fingendo (male) un attimo di riflessione, e dà una risposta che così politically correct al 100% non poteva inventarsi (o qualcuno inventare a suo beneficio): un pezzo di Ganna (per le crono, immagino), di Pogy, di Jonas... assolutamente concordando con le capacità tecniche di MVDP a cui fa cenno un intervistatore. Accontenta i tifosi dei migliori ciclisti al mondo e gli intervistatori. Ma perchè omette la citazione che meritava Wout, in merito ad esempio alle corse di ciclocross, trattandosi peraltro di un connazionale?
Questa è secondo me l'unica pecca di chi gli ha predigerito e messo in bocca le risposte, perchè bastava poco per citarlo, sorvolare sulle difficoltà a relazionarsi con WVA che ha palesato nelle gare per nazioni, dando segno di buona volontà a superare le incomprensioni (con il dubbio che Wout abbia il 50% di responsabilità, tra l'altro), perchè alla fine un'intervista è costituita di sole chiacchiere.
Da Remco mi sarei aspettato, in sintesi, tanto per cominciare un aspetto/atteggiamento più naturale e meno artificioso, visto che l'hanno sgamata in tanti la differenza rispetto al Remco di tutti i giorni. E in secondo luogo maggior coraggio e sincerità proprio in merito agli argomenti più difficili in questa plasticosa intervista. Perchè parlare dei propri successi sono buoni tutti, credo.
E tu sostieni che ha rilasciato quest'intervista senza filtri? Chi commenta quel video, nel canale Youtube, come potrai constatare, si mostra straordinariamente meravigliato, impressionato da quel Remco, perchè colto di sorpesa come me e te, proprio in virtù dell'atteggiamento di Remco simpatico e cordiale e bla bla bla, molto diverso da quello che mostra quando corre mordendo l'aria, concludendo che dopo questo evento avrebbe apprezzato molto di più il Remco ciclista, nei successi come negli insuccessi. Ha messo tali e tanti filtri da sembrare un altro uomo (e ricordo ancora che sto parlando dell'uomo, anzi ragazzo, non del ciclista).
Ho guardato con interesse, infine, al modo con cui si esprime: possibile che non abbia mai esitato, come fanno tutti i NON madre lingua inglese, per cercare un termine più appropriato e nello stesso tempo abbozzare la risposta traducendola mentalmente? Di solito, è fisiologico rallentare la risposta in costruzione, in cui si intercala un "aaaand", si spostano gli occhi dall'intervistatore per attingere alla propria memoria. No, non lo fa mai in questa intervista, non esita e non distoglie mai lo sguardo, che rivolge in certi casi con disinvoltura alla telecamera stessa. Domande già note e risposte ben memorizzate può essere un'ipotesi di spiegazione. Che spiegherebbe anche l'atteggiamento rilassato. Qualcuno disse che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca...Io potrei fare peccato e nello stesso tempo non azzeccarci, e apprezzerei molto tu me lo facessi notare, nell'eventualità.
In conclusione, 10 e lode non a Remco, ma a chi ha costruito sapientemente l'intervista, e ricostruito efficacemente l'immagine un po' sbiadita del Remco, plausibilmente non ancora padrone delle possibilità comunicative a disposizione di un campione, non ancora troppo attento a nascondere i momenti irragionevoli e istintivi di avventatezza a fine corsa, ma assolutamente in corso di formazione, mi aspetto.