Ciclisti over 50 (vol.3)

Omino

Passista
9 Settembre 2008
4.504
6.458
58
Fornoli (LU)
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Bici
Colnago V4Rs /Trek Emonda SLR7
Eccomi quà, solo un' oretta e mezza perchè poi si è messo a piovigginare...... 3 volte la salitella di Monte Valenza a ritmo blando, poi mi sono rotto le balle e sono andato via. Adesso aspetto le 5........se mi viene la febbre avevano ragione mia madre e mia moglie, se no ha vinto la "terapia d' urto".
perchè proprio le 5 ? ;nonzo%
 

grandeciclista

Apprendista Velocista
21 Ottobre 2008
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bici cancello in carbonio
Tra queste nel mio caso il calcio che si giocava in ogni dove pur con una palla fatta di qualsiasi cosa.. ma io sempre stato fuori dai giochi perchè sono allergico al contatto fisico di forza.. non a caso facevo il portiere se coinvolto.
Poi alle superiori il prof di fisica mi dice ma sai che nuoti bene e hai delle qualità che se vuoi potremmo sviluppare e così per qualche anno nuotai nelle varie vasche della provincia senza ottenere chissà quali risultati.. solo un secondo posto tra le scuole di brescia.
Poi per merito di un cugino di mia madre mi trovai sulle piste da sci e mi sentii subito a mio agio tanto che imparai a sciare decentemnte nell'arco di poche ore, quel giorno stupii tutti i presenti che mi conoscevano.. fino a gareggiare a livello regionale con discreti risultati, parecchi secondi posti (il Wout Van Aert della situazione :-)xxxx ) e terzi a non finire nello speciale e gigante, in discesa libera una frana :-(

La bici l'ho sempre avuta nel cuore ma chissà perchè non mi sono mai spinto a voler gareggiare o praticarla in modo sportivo.. so solo che prendevo quella sgangherata e rappezzata 2 ruote e andavo fin che c'era strada.. a volte anche più di 50 km all'età di 11-12 anni e per quei tempi era impensabile e pochi o quasi nessuno mi seguiva nelle mie escursioni che mi hanno permesso di conoscere a menadito la zona in cui vivo.
A vole quando pedalo in zone nuove, ora l'arco di perlustrazione si è allargato, mi sembra di tornare a quei tempi.. se non che il traffico feroce dei tempi attuali mi riporta presto alla realtà.. son passati ben oltre 50 anni :wacko:
Quando fai uno sport, ma forse vale un pò per tutte le cose, se ci sei portato per rimanere sopra la media te ne accorgi quasi subito. Nel calcio ero uno dei tanti, come ho già detto, avevo dei momenti più favorevoli ma ero messo in squadre che arrivavano più o meno a metà classifica , poi il campionato era lungo mi rompevo le palle , avevo un gioco dispendioso basato sul contatto fisico e spesso mi dovevo fermare per recuperare da infortuni. La domenica pomeriggio si iniziava alle 14 ,30 e praticamente finiva tutto li specie se eri in trasferta. Ero uno che durava fatica. Con il karate no ; le cose venivano molto più facili, fino ad un certo punto ho fatto sia kumite che kata , poi ho dovuto scegliere cosa mi veniva meglio ( il kumite mi ha scheggiato un dente e fratturato 3 costole e altre varie contusioni). Nel kata ero un esecutore : mi spiegavano e eseguivo. Eseguivo dignitosamente senza per carità essere a livello di nazionale ma sentivo di dire la mia in ogni contesto. In bici , dopo un paio d'anni ho cominciato a fare prima mediofondo poi gare in circuito ( in tutto avro' fatto 150 gare di vario kilometraggio e difficoltà) tutto in 7/8 anni di queste . Ma ho visto subito che era una sofferenza erano più le botte che prendevo che quelle che riuscivo a dare , fatica , e tanto altro, poi avrei lo spirito da agonista ma proprio un ce ne ho . L'altro ieri dopo 96 km insieme a altri 6 ho durato una fatica bestiale e a 5 km da casa ho lasciato perdere perchè ero sfinito.
 
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Quando fai uno sport, ma forse vale un pò per tutte le cose, se ci sei portato per rimanere sopra la media te ne accorgi quasi subito.
Te ne rendi conto fin dalle prime battute perchè non ti pesa.. anzi aneli il momento sia per l'allenamento sia per la gara.. difatti nel mio caso ero troppo teso.. sai quante volte il ns allenatore prima della gara mi faceva fare esercizi di respirazione.. tanto era la passione e anche lo stress che in certe gare che chissà perchè sentivo più di altre andavo addirittura in apnea.. e questa condizione non sono mai riuscito a superarla del tutto.. migliorato si ma ero sempre troppo teso prima delle gare.
 
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Te ne rendi conto fin dalle prime battute perchè non ti pesa.. anzi aneli il momento sia per l'allenamento sia per la gara.. difatti nel mio caso ero troppo teso.. sai quante volte il ns allenatore prima della gara mi faceva fare esercizi di respirazione.. tanto era la passione e anche lo stress che in certe gare che chissà perchè sentivo più di altre andavo addirittura in apnea.. e questa condizione non sono mai riuscito a superarla del tutto.. migliorato si ma ero sempre troppo teso prima delle gare.
Si senz'altro perchè non ti pesa ma anche, per quanto mi riguarda, perchè vedevo , tangibilmente , i risultati. Nella bici no , poi non volgio mettere i se e i ma perchè non avrebbero senso.Questa è la mia esperienza ...ora vado solo in bici , no solo no perchè faccio anche pesi in casa , ma comunque mi accontento !
 

golias

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Si senz'altro perchè non ti pesa ma anche, per quanto mi riguarda, perchè vedevo , tangibilmente , i risultati.
Sai che spesso non pensavo ai risultati.. io volevo solo partecipare e farlo al meglio e cercare sempre di migliorare (nel mio caso più tecnicamente che altro anche perchè a quei tempi i mental coach manco esistevano) e far vedere che riuscivo bene in quella disciplina.. i risultati arrivavano a prescindere se ovviamente riuscivi a fare il meglio, non so ma io la vivevo così e forse proprio per questo sentivo tantissimo il peso della gara.
 
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Sai che spesso non pensavo ai risultati.. io volevo solo partecipare e farlo al meglio e cercare sempre di migliorare (nel mio caso più tecnicamente che altro anche perchè a quei tempi i mental coach manco esistevano) e far vedere che riuscivo bene in quella disciplina.. i risultati arrivavano a prescindere se ovviamente riuscivi a fare il meglio, non so ma io la vivevo così e forse proprio per questo sentivo tantissimo il peso della gara.
Un po' di tensione è normale, ma andare in apnea per una competizione no, proprio no, c' è qualcosa che non va.
In fondo non si va in guerra, si va solo a fare una gara. I motivi per la tensione per me erano diversi a seconda dello sport:
calcio: nessuna tensione, solo voglia di entrare in campo
Moto: tensione, quasi sempre, perchè sapevo bene quali erano i miei limiti.
Ciclismo: in questo sport ho attraversato diverse fasi, tensione quando ero all' inizio, voglia di correre negli anni 99 e 2000 perchè mi sentivo forte, rassegnazione dopo, perchè sapevo di non esserlo più.
Adesso sono più tranquillo, vado con la speranza di divertirmi e se andrà male amen......basta non cadere.

Niente febbre.......mia moglie è incredula........ mai mettere in dubbio le teorie del Dottor Faust, aria, far circolare il sangue, non restare chiusi in casa per qualche linea di febbre e soprattutto fare la cura del dottor Pipin di Lu Monferrato ( spero di riuscirci questa sera ).
 
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Un po' di tensione è normale, ma andare in apnea per una competizione no, proprio no, c' è qualcosa che non va.
E toh.. l'avevamo già capito ai tempi, ma la soluzione o un rimedio valido mai trovato, come sai ognuno la vive a modo proprio un pò come la vita che sembra sia per tutti uguale ma ognuno, pur facendo le stesse cose magari, le vive in modo diverso.
In allenamento facevo tempi che in gara mi sognavo.. strano no.. eppure, ci sono state anche occasioni in cui ero magari un filo meno teso ma in linea di massima per me è sempre stata più o meno a quel modo.. per certi aspetti lo è tutt'ora per occasioni che hanno un certo peso nel vivere di tutti i giorni.
Nella mia famiglia c'era mia madre parecchio ansiosa.. ma lei non si è mai messa in competizione :-P
 

grandeciclista

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Sai che spesso non pensavo ai risultati.. io volevo solo partecipare e farlo al meglio e cercare sempre di migliorare (nel mio caso più tecnicamente che altro anche perchè a quei tempi i mental coach manco esistevano) e far vedere che riuscivo bene in quella disciplina.. i risultati arrivavano a prescindere se ovviamente riuscivi a fare il meglio, non so ma io la vivevo così e forse proprio per questo sentivo tantissimo il peso della gara.
Si poi il risultato in un certo senso ti condiziona, marginalmente o meno. E' sempre un qualcosa che è insito in noi , cerchiamo di controllare l'emotività ma spesso ci lasciamo prendere e , magari, roviniamo tutto .Bisogna fare un lavoro mentale prima e dopo la prestazione , ma non è semplice. Mi capitava , anche a risultato positivo avvenuto, di sovrastimare quello che , il risultato , valeva realmente. Sarebbe un discorso lungo da affrontare sotto vari punti di vista.
 
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Un po' di tensione è normale, ma andare in apnea per una competizione no, proprio no, c' è qualcosa che non va.
In fondo non si va in guerra, si va solo a fare una gara. I motivi per la tensione per me erano diversi a seconda dello sport:
calcio: nessuna tensione, solo voglia di entrare in campo
Moto: tensione, quasi sempre, perchè sapevo bene quali erano i miei limiti.
Ciclismo: in questo sport ho attraversato diverse fasi, tensione quando ero all' inizio, voglia di correre negli anni 99 e 2000 perchè mi sentivo forte, rassegnazione dopo, perchè sapevo di non esserlo più.
Adesso sono più tranquillo, vado con la speranza di divertirmi e se andrà male amen......basta non cadere.

Niente febbre.......mia moglie è incredula........ mai mettere in dubbio le teorie del Dottor Faust, aria, far circolare il sangue, non restare chiusi in casa per qualche linea di febbre e soprattutto fare la cura del dottor Pipin di Lu Monferrato ( spero di riuscirci questa sera ).
Mi fà piacere che tu stia bene e che tu non abbi ala febbre che è sempre una scocciatura. La tensione , come ho già detto , andrebbe controllata ma può essere figlia di diverse condizioni sociali , psicologiche , ambientali, emotive.Un mio grande amico , maetro di vitaa , un sanyasin, mi diceva che dobbiamo mostrarci davanti allo specchio per quello che siamo e cominciare da li etc....mi fermo qui perchè altrimenti diventerei prolisso e noioso!
 
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Si poi il risultato in un certo senso ti condiziona, marginalmente o meno.

Avevo dalla mia i risultati o meglio i tempi in allenamento.. ma in gara (evidentemente sotto stress) non mi riuscivano, ricordo -seppur vagamente- che in gara non riuscivo a percepire quel controllo totale su me stesso.. era come fossi travolto e agivo solo d'istinto -non so come spiegarmi- a volte facendo errori madornali o peggio non riuscire ad essere incisivo.. era come avere le potenzialità ma non riuscivo a farle uscire nei momenti clou.. poi a volte invece mi riusciva tutto perfetto e voilà risultato.
Comunque quando abbandonai non ebbi pentimenti.. la voglia di gareggiare scemò in modo autonomo.. anche se ci fu uno stop da infortunio nel mezzo in un cacso di parallelo di merda dove dopo la prima manche ero al primo posto.. fabagno se ci penso oggi mi viene ancora rabbia.
 

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Si poi il risultato in un certo senso ti condiziona, marginalmente o meno. E' sempre un qualcosa che è insito in noi , cerchiamo di controllare l'emotività ma spesso ci lasciamo prendere e , magari, roviniamo tutto .Bisogna fare un lavoro mentale prima e dopo la prestazione , ma non è semplice. Mi capitava , anche a risultato positivo avvenuto, di sovrastimare quello che , il risultato , valeva realmente. Sarebbe un discorso lungo da affrontare sotto vari punti di vista.
Approfondisci l' argomento quando hai tempo, è interessante....... sovrastima e sottostima di un risultato.......
 
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Avevo dalla mia i risultati o meglio i tempi in allenamento.. ma in gara (evidentemente sotto stress) non mi riuscivano, ricordo -seppur vagamente- che in gara non riuscivo a percepire quel controllo totale su me stesso.. era come fossi travolto e agivo solo d'istinto -non so come spiegarmi- a volte facendo errori madornali o peggio non riuscire ad essere incisivo.. era come avere le potenzialità ma non riuscivo a farle uscire nei momenti clou.. poi a volte invece mi riusciva tutto perfetto e voilà risultato.
Comunque quando abbandonai non ebbi pentimenti.. la voglia di gareggiare scemò in modo autonomo.. anche se ci fu uno stop da infortunio nel mezzo.
Probabilmente sulla bilancia, il peso della tensione prevaleva sul peso della soddisfazione a gara finita.
 
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Sarà perchè alla fine non sono mai soddisfatto del tutto.. e spesso credo che si poteva fare di meglio ?
La penso ora.. ma ai tempi la vivevo diversamente.. ovviamente :-)xxxx
Oppure sarà perchè molti di noi non competono per il gusto di farlo, ma per il risultato finale. Competere per il gusto di farlo genera divertimento e allontana la tensione, si vive il momento....... chiaro che se va male uno rimane deluso inizialmente, poi però, se è intelligente, capisce che non è la fine, ma l' inizio ed è stimolato a migliorare. La fine arriva quando non c' è più il gusto di competere, quando, come dicevo prima, sulla bilancia pesa più lo stress del divertimento.
 
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FlavioB

Apprendista Scalatore
27 Settembre 2012
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vicino a Savona
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Specialized Roubaix SL4
Io quando da ragazzino 15/16 anni giocavo a calcio prima di entrare in campo tremavo come una foglia ma una volta entrato in campo passava tutto.
Invece quando facevo agonismo di tennis la tensione la sentivo dopo la partita, sarà stata l'adrenalina o la costante concentrazione che il tennis richiede ma la notte poi non riuscivo a dormire. Credo che sia uno degli sport più stressanti, ma mi sono divertito un sacco ... con molte soddisfazioni.
 

golias

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Così.. tanto per:


Dio direbbe:
Smettila di pregare.
Quello che voglio che tu faccia è andare fuori nel mondo e goderti la tua vita. Voglio che canti, ti diverti e ti goda tutto quello che ho fatto per te.
Smettila di entrare in quei templi bui e freddi che ti sei costruito e di dire che sono la mia casa. La mia casa è in montagna, nei boschi, fiumi, laghi, spiagge. Ecco dove vivo e lì esprimo il mio amore per te.
Smettila di incolparmi per la tua miserabile vita; non ti ho mai detto che c'era qualcosa di sbagliato in te o che eri un peccatore, o che la tua sessualità era una brutta cosa. Il sesso è un dono che ti ho fatto e con cui puoi esprimere il tuo amore, la tua estasi, la tua gioia. Quindi non incolpare me per tutto quello che ti hanno fatto credere.
Smettila di leggere presunte sacre scritture che non hanno niente a che fare con me. Se non riesci a leggermi in un'alba, in un paesaggio, nello sguardo dei tuoi amici, negli occhi di tuo figlio... ➤ mi troverai in nessun libro!
Smettila di chiedermi "mi dirai come fare il mio lavoro?" " Smettila di avere così paura di me. Non ti giudico e non ti critico, non mi arrabbio, non mi disturbo. Io sono amore puro.
Smettila di chiedere perdono, non c'è niente da perdonare. Se ti ho creato... Ti ho riempito di passioni, limitazioni, piaceri, sentimenti, bisogni, incongruenze... libero arbitrio. Come posso biasimarti se rispondi a qualcosa che ti ho messo dentro? Come posso punirti per essere come sei, se sono io che ti ho creato? Pensate che potrei creare un posto dove bruciare tutti i miei figli che si comportano male per il resto dell'eternità? Che razza di dio farebbe una cosa del genere?
Rispetta i tuoi simili e non fare quello che non vuoi per te stesso. Vi chiedo solo di prestare attenzione nella vostra vita, che la vigilia sia la vostra guida.
Mia amata, questa vita non è una prova, non un passo sulla strada, non una prova, né un preludio al paradiso. Questa vita è l'unica cosa qui e ora ed è tutto ciò di cui hai bisogno.
Vi ho reso assolutamente liberi, niente premi o punizioni, niente peccati o virtù, nessuno porta un pennarello, nessuno tiene un record.
Sei assolutamente libero di creare nella tua vita. Paradiso o inferno.
➤ Non posso dirti se c'è qualcosa dopo questa vita ma posso darti un consiglio. Vivi come se non ci fosse. Come se questa fosse la tua unica possibilità di goderti, amare, esistere.
Quindi, se dopo non c'è niente, allora avrai goduto dell'opportunità che ti ho dato. E se c'è state certi che non vi chiederò se vi siete comportato bene o male, lo chiederò. Ti è piaciuto? Vi siete divertiti? Cosa ti è piaciuto di più? Cosa hai imparato?...
Smetti di credere in me; credere è supporre, indovinare, immaginare. Non voglio che tu creda in me, voglio che tu creda in te. Voglio che tu mi senta in te quando baci la tua amata, quando rimbocchi le coperte alla tua bambina, quando accarezzi il tuo cane, quando fai il bagno nel mare.
Smettila di lodarmi, che razza di Dio egocentrico pensi che sia?
Sono annoiato di essere lodato. Sono stanco di essere ringraziato. Ti senti grato? Dimostralo prendendoti cura di te, della tua salute, delle tue relazioni, del mondo. Esprimi la tua gioia! Questo è il modo di elogiarmi.
Smettila di complicare le cose e ripetere come un pappagallo quello che ti hanno insegnato su di me.
A cosa ti servono altri miracoli? Così tante spiegazioni?
L'unica cosa certa è che sei qui, che sei vivo, che questo mondo è pieno di meraviglie.
- Spinoza
 

golias

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Competere per il gusto di farlo genera divertimento e allontana la tensione, si vive il momento.......
Eh ma quel momento ognuno lo vive a modo proprio o come è predisposto.. sia forse geneticamente che mentalmente, lo vedi anche quando vai via in gruppo.. c'è chi fischietta chi è tranquillo e rlassato che non risponde manco agli allunghi dei compagni, chi abbassa la crapa e mena, chi si agita e scodinzola come un cane.. e chi ha perfino la bava alla bocca e gli occhi fuori dalle orbite.. pensare ci sia una costante del come si vive quei momenti è assai azzardato.
Ma tanto è acqua passata.. non macina più :-)xxxx