Certo che lo aveva, le due bacchette dietro servivano a cambiare rapportoBartali non aveva neppure il cambiorobe da mat
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Certo che lo aveva, le due bacchette dietro servivano a cambiare rapportoBartali non aveva neppure il cambiorobe da mat
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Non c'avevo fatto caso.. però chiamare cambio quel coso ce ne vuole, certo meglio che niente ma alla prima buca.. fermi un giro.Certo che lo aveva, le due bacchette dietro servivano a cambiare rapporto
credevo volessi farci vedere i calzini"Tour de France 1948. In foto, Gino Bartali con a ruota Stan Ockers. Da notare il rapporto con il quale i due corridori, si vedono scalare il Col du Galibier."
Preso su FB Ciclismo oggi
Vedi l'allegato 431503
Certo era un po' macchinoso, adesso non ricordo bene il funzionamento, mi pare che una delle due leve aprisse il meccanismo e l' altra servisse per mandare la catena sul rapporto voluto. Stan Ockers aveva già il Simplex, che si può vedere bene in questo videoNon c'avevo fatto caso.. però chiamare cambio quel coso ce ne vuole, certo meglio che niente ma alla prima buca.. fermi un giro.
No, no........ calzini a parte, mi è apparsa quella foto ed eccoci quà.credevo volessi farci vedere i calzini
Mi pare l'avesse pubblicato anche il @Ser pecora su un articolo.. vallo a trovare tu adesso.Certo era un po' macchinoso, adesso non ricordo bene il funzionamento, mi pare che una delle due leve aprisse il meccanismo e l' altra servisse per mandare la catena sul rapporto voluto. Stan Ockers aveva già il Simplex, che si può vedere bene in questo video
Sensazioni provate che danno da riflettere. E' capitato a molti amici , bisogna saper convivere con certe emozioniAvevo dalla mia i risultati o meglio i tempi in allenamento.. ma in gara (evidentemente sotto stress) non mi riuscivano, ricordo -seppur vagamente- che in gara non riuscivo a percepire quel controllo totale su me stesso.. era come fossi travolto e agivo solo d'istinto -non so come spiegarmi- a volte facendo errori madornali o peggio non riuscire ad essere incisivo.. era come avere le potenzialità ma non riuscivo a farle uscire nei momenti clou.. poi a volte invece mi riusciva tutto perfetto e voilà risultato.
Comunque quando abbandonai non ebbi pentimenti.. la voglia di gareggiare scemò in modo autonomo.. anche se ci fu uno stop da infortunio nel mezzo in un cacso di parallelo di merda dove dopo la prima manche ero al primo posto.. fabagno se ci penso oggi mi viene ancora rabbia.
Spesso andavo ad analizzare i risultati ( positivi o meno) e cercavo di non addurre scuse, o privilegi , ma volevo vedere la prestazione da un punto di vista obbiettivo. Mi rendevo conto che , alcune volte, era quel volere pochissimo in più che inficiava il risultato facendomi regredire in classifica. Era , spesso, quella contrazione nervosa alla spasmodica ricerca della prestazione che rendeva la stessa marginale e banale addirittura. Sovrastimavo o sottostimavo la mia energia di quel momento , la capacità direndere equilibrata la relazione tra energia positiva e concentrazione. Sottostimavo gli altri , il momento, la prestazione da fare in generale; oppure davo troppo valore a chi avevo davanti vedendolo/i troppo forti. Poi a posteriori le cose erano differenti ....ma a posteriori!!! Ci stò lavorando ancora e ci lavorerò sempre.Approfondisci l' argomento quando hai tempo, è interessante....... sovrastima e sottostima di un risultato.......
1968... ci fu uno stop da infortunio nel mezzo in un cacso di parallelo di merda dove dopo la prima manche ero al primo posto.. fabagno se ci penso oggi mi viene ancora rabbia.
Digitare "cambio bici a bacchetta"Mi pare l'avesse pubblicato anche il @Ser pecora su un articolo.. vallo a trovare tu adesso.
Non avevo idea, fino ad oggi, che esistesse una roba del genere...non lo avevo capito nemmeno guardando la foto postata da Vada...Digitare "cambio bici a bacchetta"

Questa foto mi confonde un pò magari sbaglio ma il primo ciclista che si vede in foto (quello dietro), nella ruota posteriore sembra abbia un deragliatore? Ma nel '48 mi sembra proprio che non esistesse quella tecnologia, si girava la ruota con i due rapporti ma il deragliatore...?"Tour de France 1948. In foto, Gino Bartali con a ruota Stan Ockers. Da notare il rapporto con il quale i due corridori, si vedono scalare il Col du Galibier."
Preso su FB Ciclismo oggi
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Senza saperlo hai postato la bici di @VADABRUTIl cambio a bacchetta è questo
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Quello in foto, sulla bici utilizzata da Ockers, dovrebbe essere il Simplex, utilizzato anche da Coppi nel '49 come dicono nel video che ho postato ieri sera.Questa foto mi confonde un pò magari sbaglio ma il primo ciclista che si vede in foto (quello dietro), nella ruota posteriore sembra abbia un deragliatore? Ma nel '48 mi sembra proprio che non esistesse quella tecnologia, si girava la ruota con i due rapporti ma il deragliatore...?
L'ho scoperto anch'io da @Ser pecoraNon avevo idea, fino ad oggi, che esistesse una roba del genere...non lo avevo capito nemmeno guardando la foto postata da Vada...![]()
L'anno dopo sui 100 in 11"0 son passato agli 80 in 8"8, e nel finale mi imballavo. Mi capitava di finire in 11 mentre a metà gara ero un metro davanti a gente che finiva in 10"8... allenamento scarso, esplosività naturale ma non coltivata.