Operacion Puerto

contax

Apprendista Velocista
Ok, tu Basso hai il diritto di dire quel che vuoi, ma devi permettermi di non crederti, se andavi già forte così, cosa caxxo ci sei andato a fare da Fuentes? Non ti bastava vincere così?

Sono d'accordo, però per adesso direi di accontentarci di mezze verità sperando che serva da esempio per tentare di ripulire l'ambiente soprattutto da medici/stregoni e direttori sportivi senza scrupoli.
 

7merak7

Apprendista Cronoman
16 Dicembre 2005
3.655
21
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Vicenza
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Io penso che (così non contraddico new!;)) tutti vadano da qualcuno e ci siano 3 scaglioni:
1) quelli curati da Fuentes, dove spendevano un patrimonio (ma quanto ricco è sto qua!?!?) ed era un luogo + o - sicuro a livello sanitario
2) quelli che vanno dai medici "nostrani" spendendo meno e forse avendo meno (a livello di performance o sicurezza)
3) quelli che non hanno 10.000 € l'anno e si arrangiano da soli un po' a destra e un po' a manca...
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Genova
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Bici
Colnago 50 Anniversary
infatti è una *******, secondo me.
ma stai sicuro che chi arriva a meno di 10 ore di distacco non và a pane e salame, secondo me.

Giusto, visto che Basso, però, è il primo ad ammettere le sue colpe, anche se dettate da calcoli, lo difenderò fino alla fine perché non diventi l'ennesimo capro espiatorio, altrimenti sarà stato tutto inutile.
 

ede

Apprendista Velocista
10 Febbraio 2006
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copenhagen
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«Mai fatto uso di doping, tornerò a correre»
Basso: «Sconterò la pena. Sono stato accusato solo di tentativo di uso di metodi illegali. Ma ho sempre vinto in modo pulito »

a sto punto si sta coprendo di ridicolo, un pupazzetto. cioé alla fine non voleva rivelare nulla... poveri noi che ci abbian creduto
 

olrac1

Pignone
11 Settembre 2006
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Lovere (BG)
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«Mai fatto uso di doping, tornerò a correre»
Basso: «Sconterò la pena. Sono stato accusato solo di tentativo di uso di metodi illegali. Ma ho sempre vinto in modo pulito »


...un po' difficile credegli vista la superiorità non credete???
 

Furbetto

Apprendista Scalatore
27 Gennaio 2006
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La Superba Repubblica Marinara di Genova
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Bici
TREK Madone SLR 7 Ultegra Di2 12
Bha, in effetti un pò i giornali, un pò i passaparola, alcune dichiarazioni di "bene informati" e di "fonti vicine" hanno creato l'aspettativa di una ammissione di responsabilità di coscenza, di una svolta "morale".
Aspettativa che, però, si è infranta contro una precisa e, peraltro, logicissima, strategia processuale.
Abbiam fatto tutto noi, non possiamo prendercela con lui... lui continua sulla linea che ha sempre avuto, e come lui hanno quelli che non sono stati ancora beccati.
Io rimango dell'idea che il ciclismo pro sia "spettacolo" e non sport, e come tale lo seguo. Se vai dietro alle quinte del teatro, si vede che quello non è un castello, ma un telo dipinto, e che la principessa è una culona invereconda... ma perchè andare a guardare... è così carina, affacciata al castello! :mrgreen:
 

massuzzo

Pedivella
13 Gennaio 2005
362
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Milano
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Ho visto la conferenza stampa di Basso, che tristezza, un'arrampicata sui vetri memorabile.
Ma se non lo volevi usare sto sangue perchè te lo sei fatto prelevare ed era in un appartamento di madrid nel frigo di uno stregone ?
Poi la notizia qui sotto .......... Allora uno pulito che non hanno mai beccato che lo devono fare ? Santo subito ?
Ma andate a casa anche voi dirigenti mangiasoldi.
Fare testimonial della lotta al doping uno che han beccato e ci ha messo un anno a confessare .............. VERGOGNA !


Ciclismo: Basso, Petrucci lo vorrebbe testimonial della lotta al doping
Indice Ultim'ora

ROMA - Il presidente del Coni Gianni Petrucci ha parlato della vicenda di Ivan Basso, a margine della presentazione dei nuovi progetti sullo stadio Olimpico: "E' un segnale importante - ha detto il massimo dirigente dello sport italiano - perche' vuol dire che il mondo del ciclismo ha capito che non serve fare le vittime e scaricare sugli altri le proprie responsabilita'". Poi, diretto a Basso: "Mi auguro che diventi il testimonial della guerra al doping, che resta dura e difficile ed e' per questo che non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia. Come uomo gli sono vicino". Infine un ringraziamento al Procuratore Torri e a tutto l'ufficio "cha con grande segretezza e discrezione ha svolto un lavoro straordinario". (Agr)
 

Magoo

Apprendista Passista
29 Giugno 2005
953
0
52
Bolzano, Dolomites
www.white-duck.com
[FONT=Trebuchet MS, Arial, Helvetica]L'Associazione Corridori sul doping L’ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani) ha scritto una lettera al presidente dell’Union Cycliste Internationale, Pat McQuaid, in merito alla lotta contro il doping. Una presa di posizione accorata e coraggiosa, che invita ad un’azione efficace, coerente ed imparziale. Eccone il testo:
Signor Presidente,alla luce dei recenti fatti in tema di doping che stanno creando notevole confusione ed incertezza in tutti i settori e livelli del ciclismo professionistico, l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiano ritiene opportuno manifestarLe il proprio pensiero.
In primo luogo riteniamo opportuno sottolineare che l’ACCPI è pienamente d’accordo con Lei sul fatto che sia oggi ancor più indispensabile e imprescindibile, se non vogliamo che il nostro sport sprofondi in una irrecuperabile crisi sportiva e d’immagine, organizzare e promuovere un’efficace e seria lotta al doping che colpisca in modo davvero severo tutti coloro che risultano coinvolti nell’utilizzo di sostanze dopanti.Ma affinché la lotta al doping possa dirsi davvero efficace, è per noi indispensabile che questa persegua tutti nella medesima misura e severità, senza alcuna distinzione di tessera, nazionalità o categoria di gruppo sportivo.Non è ammissibile - siamo certi che Lei convenga con noi su questo - che a fronte di corridori costretti a fermarsi perché la propria federazione ha applicato con giusto rigore e fermezza le norme disciplinari sportive, ve ne siano altri che, pur implicati nella medesima vicenda ed in presenza degli stessi indizi e/o elementi di prova, continuano a partecipare alle corse (magari anche vincendole) solo perché appartenenti a nazionalità o iscritti a federazioni per le quali non vigono le medesime regole e procedure di giustizia sportiva, o peggio ancora solo perché la squadra cui appartengono non è inserita nel circuito Pro Tour.Non solo.
E’ nostra ferma e convinta opinione che se si vuole davvero combattere il doping, non ci si può limitare a sanzionare sempre e soltanto i corridori.Non è infatti parimenti ammissibile che il nostro ordinamento sportivo, allorché vi siano seri indizi circa il coinvolgimento di team manager, direttori sportivi e squadre nel favorire e/o nel consentire l’utilizzo di pratiche dopanti da parte di propri corridori, non consenta di comminare anche a tali soggetti sanzioni tali da impedir loro di continuare a gestire corridori, magari - paradossalmente - imponendo a questi ultimi codici etici da loro stessi poi non rispettati.Sarebbe l’ora - e ciò anche alla luce del dato inquietante che emerge dalla vicenda “Operacion Puerto”, dove si parla di ben 107 corridori coinvolti (e non 2!) - di prendere atto che forse il doping non è un problema che tocca solo alcuni corridori “tricheurs”, bensì anche buona parte del sistema e dell’organizzazione che ruota attorno a questi stessi corridori.E’ possibile che le squadre, i team manager, i direttori sportivi siano sempre all’oscuro di ciò che fanno i loro atleti?E anche se così fosse, è ammissibile che ad essi non possa essere imputata alcuna responsabilità per culpa in vigilando sull’operato dei propri dipendenti (come accade invece per tutti i normali datori di lavoro)?Il secondo pensiero che vogliamo portare alla Sua gentile attenzione è invece una critica a come si sta gestendo la vicenda “Operacion Puerto”.Riteniamo infatti grave che, a più di un anno dallo scoppio del caso Operacion Puerto, a stagione già avviata ed a pochi giorni dall’inizio del Giro d’Italia, si parli ancora di tale inchiesta senza sapere quali siano i corridori coinvolti e quali conseguenze sportive vi saranno per questi.Tale incertezza non solo sta creando un notevole danno d’immagine a tutto il movimento, ma - fatto per noi parimenti importante - lascia in una inaccettabile condizione di limbo tutti quei corridori su cui vi è, in relazione a tale vicenda, un’aura di sospetto.Francamente non comprendiamo come l’UCI possa essere solo ora venuta in possesso di un dossier di 6.000 pagine dell’Autorità Giudiziaria Spagnola. Se non andiamo errati, infatti, la stessa UCI si è da tempo costituita parte civile nel procedimento, tanto che lo scorso inverno ha impugnato la richiesta di archiviazione, avendo pertanto fin da allora la possibilità di estrarne copia ed esaminarlo con la dovuta calma e attenzione.Non era allora proprio possibile adottare tutti i necessari provvedimenti e le opportune decisioni prima dell’avvio della stagione agonistica?
Sul tema Operacion Puerto ci preme inoltre aggiungere che l’IPCT (International Professional Cycling Teams), nel corso di una assemblea tenutasi a Salisburgo il 23 settembre del 2006, aveva all’unanimità deciso di inserire all’articolo VI del Codice Etico l’autosospensione del gruppo sportivo dalle corse nel caso si fossero riscontrati, nell’ambito della propria squadra, più casi di doping.Se il dato dei 107 corridori implicati nell’Operacion Puerto dovesse essere confermato, riteniamo altamente probabile che tra questi ve ne saranno alcuni appartenenti alla medesima squadra. Cosa succederà allora per le squadre che risulteranno avere, tra le loro file, due o più atleti coinvolti in tale indagine? L’UCI chiederà a queste di autosospendersi dalle prossime corse?Credo che Lei convenga con noi che la lotta al doping può dirsi efficace e seria solo se si applicano a tutti, corridori e non, le medesime regole e sanzioni, altrimenti non è altro che un iniquo giustizialismo di facciata che ha il solo risultato di colpire pochi con l’inutile e vana speranza di educarne cento (o forse dovrebbe dirsi 107!).In terzo luogo, ci spiace, ma non possiamo esimerci dall’esprimerLe il nostro disappunto per il fatto che, nonostante Lei stesso abbia più volte sollecitato e ritenuto in diverse occasioni indispensabile un maggior coinvolgimento degli atleti nelle decisioni in tema di politica sportiva, veniamo in questi giorni a conoscenza, tramite gli organi di stampa, di riunioni e vertici che si sarebbero tenuti tra Lei, gli organizzatori ed i gruppi sportivi senza che a questi incontri partecipasse anche la rappresentanza dei corridori (peraltro quella maggiormente interessata e toccata dalle Vostre decisioni).Se si vuole davvero una fattiva collaborazione su temi così importanti quali quelli del doping, non si può che fondarla su una seria, concreta e costante volontà di dialogo tra tutte le componenti del ciclismo, nessuna esclusa.Noi come Associazione italiana siamo - come più volte ribadito - aperti ad un franco e serio dialogo, e questa missiva vuole esserne l’ulteriore conferma.Auspichiamo che pari spirito animi l’UCI e tutte le altre componenti del ciclismo, così da poter affrontare insieme i problemi che stanno affliggendo il nostro sport.Infine, signor Presidente, ci consenta di condividere con Lei un’ultima amara riflessione.Il ciclismo è indubbiamente fra tutti gli sports quello che più ha combattuto e sta combattendo la pratica del doping, ottenendo in questi ultimi anni indiscutibili e innegabili risultati. E ciò deve essere motivo di vanto per l’UCI e per tutto il movimento.Non a caso è, se non l’unico, quello in cui se ne parla e discute maggiormente.E’ anche l’unico in cui gli atleti partecipano di tasca propria (e con importi non irrilevanti) alle spese che l’autorità sportiva affronta nell’adozione delle relative misure di controllo.Ciò nonostante, vi è tra il pubblico la sensazione diffusa che il ciclismo rimanga tra gli sports, se non l’unico, per lo meno quello in cui si presenta con maggiore gravità e diffusione la pratica del doping.Vi è quindi certamente un problema di comunicazione che, a nostro avviso, occorre risolvere con tempestività e con la partecipazione di tutti.Il pubblico dev’essere messo a conoscenza dei passi importanti che sono stati in questi anni intrapresi dal ciclismo professionistico nella lotta contro il doping.
Il pubblico deve sapere a quali e quanti controlli sono sottoposti i corridori professionisti rispetto a tutti gli atleti professionisti degli altri sports.
Per questo riteniamo necessaria, da parte delle autorità e componenti internazionali del ciclismo, una maggior tutela e attenzione nei confronti della categoria dei corridori: i corridori faticano, sudano, fanno enormi sacrifici a fronte, nella maggior parte dei casi, di guadagni irrisori. Tale circostanza - siamo certi che Lei sia d’accordo con noi - non può essere dimenticata e dev’essere sempre comunque valorizzata.La forza del ciclismo è data proprio dal suo essere sport nel senso più vero e autentico del termine, dove l’atleta è la componente preponderante ed essenziale.Se rilancio ci dev’essere, esso non può dunque che passare attraverso un’azione di valorizzazione dei corridori che, ribadiamo, costituiscono il patrimonio più prezioso che il ciclismo possiede.Se questi sono - come siamo peraltro certi - pensieri da Lei condivisi, non possiamo che manifestarLe la nostra piena e franca disponibilità a lavorare insieme per ridare slancio al nostro amato sport.
Nel ringraziarLa per l’attenzione, La prego di voler gradire i nostri più distinti saluti
Amedeo Colombo
Presidente
Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani

fonte: www.grandeciclismo.net
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Fabione

Velocista
24 Giugno 2004
5.510
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Ho visto ora la conferenza stampa.

Mi ha lasciato senza parole, ma cosa l'ha fatta a fare la conferenza stampa? Ha trattato tutti da cretini.
Non aggiungerò altro sulla vicenda ne su Basso, ha dato dimostrazione di mancanza assoluta di coraggio.

Fabio.
 

Dogmafpx

Maglia Rosa
9 Ottobre 2006
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Dove una volta c'era un lago
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Bici
In prestito
cosa di preciso?

New,forse in allegato ci sono le risposte alla tua domanda,e' una delle tante inchieste fatte nell'ambiente dei cicloamatori,la cosa sconvolgente e' che uno dei pricipali protagonisti era un consigliere del presidente della FCI di quel periodo e che la maggior parte delle persone implicate nonostante furono arrestate hanno continuato a correre senza problemi.

Da Sportpro:

5 luglio - "OIL FOR DRUG", IL PM FERRARO CHIUDE L'INCHIESTA: SOTTO ACCUSA 34 FRA FARMACISTI, MEDICI, ATLETI

ROMA - Associazione a delinquere, commercio e assunzione di sostanze dopanti, esercizio abusivo della professione farmaceutica, ricettazione, favoreggiamento: si è conclusa con una lunga lista di imputazioni l'inchiesta del pm di Roma Paolo Ferraro, nata dal blitz dei Nas dello scorso anno denominata "oil for drug" fra cicloamatori, dilettanti e professionisti del ciclismo. Alla fine nella rete finiscono 34 persone, tutte imputate a vario titolo, fra queste 11 medici, 13 farmacisti (o che si spacciavano per tali) e 10 atleti. Per gli indagati il deposito degli atti prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio. Tra loro anche il consigliere federale della Federciclismo Maurizio Camerini. L' inchiesta, condotta dal pm Paolo Ferraro era partita nel maggio dello scorso anno sulla base dei sospetti sulla morte di un ciclista dilettante. Nel corso degli accertamenti i carabinieri del Nas effettuarono un blitz in 28 città eseguendo circa 140 perquisizioni. Nel corso dell' inchiesta sono state stralciate le posizioni di 21 persone, tra questi alcuni atleti professionisti, e trasmesse alle procure di altre città per competenza territoriale.

Secondo l' accusa, i medici e sedicenti farmacisti Luciano Nocera, Renzo Asci, Cesare Coconi, Riccardo e Alessandro Barotti, Maurizio e Mauro Balestri, Maurizio Camerini, Simone Giustarini, Carlo Santuccione e Zoltan Bebto avrebbero costituito un' organizzazione finalizzata all' acquisto, l' illecito traffico, il commercio, la cessione, la somministrazione e l' assunzione di specialità medicinali e di sostanze idonee - si legge nel capo di imputazione - a modificare le condizioni psicofisiche dell' organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche. Da qui la contestazione del pm Ferraro di associazione per delinquere. Tra le sostanze somministrate nell' ambito di questa attività, ci sono l' Andriol (testosterone anabolizzante), il Deca-Durabolin (nandrolone, anabolizzante), l' efedrina, l' eritropoietina (ormone della crescita) ed il Rubifen (metilfenidato, anfetamina stimolante). In particolare, ai medici, si contesta di aver somministrato, anche ad alcuni ciclisti professionisti, "e, comunque, prescritto, medicinali dopanti agli atleti dando indicazioni, al di fuori di qualsiasi necessità terapeutica, circa le modalità di assunzione e la posologia (anche al fine di non consentire la, ed ovviare al pericolo di, individuazione mediante analisi antidoping sugli atleti)".

Tra gli indagati anche ciclisti dilettanti Davide Bonuccelli, Stefano Costantini, Maurizio Di Antonio, Mauro Germani, Gianluca Giuliani, Giovanni Longobardi, Domenico Quagliariello, Giuliana Salce, Silvio Scarafoni e Davide Silvestri. Completano il quadro degli indagati Sandro Adolini, Dino Buffoni, Mirella Campani, Gianfranco Coconi, Roberto Favarò, Stefano Gabrielli, Lorenzo Palmiro Masciarelli, Luciano Milani, Alessandro Orsetti, Mario Papa, Anna Lucia Ricci, Giovanna Lucchesi e Paola Dalla Lana. L'indagine era cominciata lo scorso anno e nel maggio i carabinieri del Nas per delega del pm Paolo Ferraro fecero 140 perquisizioni a carico di 138 persone nelle province di Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bolzano, Chieti, Firenze, Frosinone, Grosseto, La Spezia, L'Aquila, Latina, Lecce, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Milano, Pescara, Pisa, Pistoia, Potenza, Rieti, Roma, Siena, Teramo, Treviso, Viterbo, Siracusa e Trapani. Destò scalpore anche la perquisizione fatta in alcuni alberghi della zona di Brunico nelle stanze di 8 ciclisti professionisti che partecipavano all'87esimo giro d'Italia.


L'ispezione avvenne in un giorno di riposo prima della 17esima tappa. L'indagine nella prima fase ha consentito al magistrato di delineare vari filoni e responsabilità e anche di stralciare dal fascicolo principale la posizione di 21 indagati che è stata poi affidata all'esame dei magistrati del loro luogo di residenza. Al centro dell'indagine l'uso da parte di una cinquantina di atleti per la maggior parte dilettanti di sostanze come Deltacortene, Profasi, Efedrina, Testoviron, Proviron, GonasiaHP, Carnitene, Folina ed altri ormoni provenienti secondo quanto emerso dall'indagine da prelievi fatti su cadaveri come il GH (ormone della crescita sequestrato nel marzo dello scorso anno nei pressi del confine italo-sloveno "di sospetta provenienza umana perchè estratto da ipofisi di cadaveri". La vicenda, come si è detto, dopo che gli avvocati della difesa avevano presentato le loro istanze, finirà all'esame del gup il quale dovrà decidere sulle richieste di rinvio a giudizio.
 

FABIANO

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2006
3.423
81
47
Nave (bs)
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Ci sta prendendo tutti in giro. Io sono per l asqualifica a vita!

Allora squalifichiamoli tutti a vita e nn si corre più.
Cmq tanto per dire lui rischia 2 anni e forse addirittura se la caverà con 1, un elite di mtb del mio paese, che ha vinto l'italiano marathon nel 2005 (Bettelli), è stato poi preso con l'efedrina(che è una cazz..ata confronto a certe altre cose), gi hanno tolto il titolo, e dato 2 anni che sta ancora scontando.Dipende chi sei e questo nn è giusto.
O tutti o nessuno.
 

Girogino

Apprendista Passista
30 Settembre 2005
1.032
1
57
Gallarate
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Basso Santo subito!

NO!!!....io Santo subito....o meglio a ottobre quando saro' papa'...
8 ore in ufficio a sgobbare, alle 17.00 scappo a casa e poi in bici a fare ripetute fino alle 19.30....a casa a preparare la cena e poi coccolare moglie..x adesso....e sabato a correre ed essere contento di finirla...
e lasciatemi aggiungere...ancora piu' santo chi lavora in fabbrica che si fa il culo all' Nesima potenza....