New,forse in allegato ci sono le risposte alla tua domanda,e' una delle tante inchieste fatte nell'ambiente dei cicloamatori,la cosa sconvolgente e' che uno dei pricipali protagonisti era un consigliere del presidente della FCI di quel periodo e che la maggior parte delle persone implicate nonostante furono arrestate hanno continuato a correre senza problemi.
Da Sportpro:
5 luglio - "OIL FOR DRUG", IL PM FERRARO CHIUDE L'INCHIESTA: SOTTO ACCUSA 34 FRA FARMACISTI, MEDICI, ATLETI
ROMA - Associazione a delinquere, commercio e assunzione di sostanze dopanti, esercizio abusivo della professione farmaceutica, ricettazione, favoreggiamento: si è conclusa con una lunga lista di imputazioni l'inchiesta del pm di Roma Paolo Ferraro, nata dal blitz dei Nas dello scorso anno denominata "oil for drug" fra cicloamatori, dilettanti e professionisti del ciclismo. Alla fine nella rete finiscono 34 persone, tutte imputate a vario titolo, fra queste 11 medici, 13 farmacisti (o che si spacciavano per tali) e 10 atleti. Per gli indagati il deposito degli atti prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio.
Tra loro anche il consigliere federale della Federciclismo Maurizio Camerini. L' inchiesta, condotta dal pm Paolo Ferraro era partita nel maggio dello scorso anno sulla base dei sospetti sulla morte di un ciclista dilettante. Nel corso degli accertamenti i carabinieri del Nas effettuarono un blitz in 28 città eseguendo circa 140 perquisizioni. Nel corso dell' inchiesta sono state stralciate le posizioni di 21 persone, tra questi alcuni atleti professionisti, e trasmesse alle procure di altre città per competenza territoriale.
Secondo l' accusa, i medici e sedicenti farmacisti Luciano Nocera, Renzo Asci, Cesare Coconi, Riccardo e Alessandro Barotti, Maurizio e Mauro Balestri, Maurizio Camerini, Simone Giustarini, Carlo Santuccione e Zoltan Bebto avrebbero costituito un' organizzazione finalizzata all' acquisto, l' illecito traffico, il commercio, la cessione, la somministrazione e l' assunzione di specialità medicinali e di sostanze idonee - si legge nel capo di imputazione - a modificare le condizioni psicofisiche dell' organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche. Da qui la contestazione del pm Ferraro di associazione per delinquere. Tra le sostanze somministrate nell' ambito di questa attività, ci sono
l' Andriol (testosterone anabolizzante), il Deca-Durabolin (nandrolone, anabolizzante), l' efedrina, l' eritropoietina (ormone della crescita) ed il Rubifen (metilfenidato, anfetamina stimolante). In particolare, ai medici, si contesta di aver somministrato, anche ad alcuni ciclisti professionisti, "e, comunque, prescritto, medicinali dopanti agli atleti dando indicazioni, al di fuori di qualsiasi necessità terapeutica, circa le modalità di assunzione e la posologia (anche al fine di non consentire la, ed ovviare al pericolo di, individuazione mediante analisi antidoping sugli atleti)".
Tra gli indagati anche ciclisti dilettanti Davide Bonuccelli, Stefano Costantini, Maurizio Di Antonio, Mauro Germani, Gianluca Giuliani, Giovanni Longobardi, Domenico Quagliariello, Giuliana Salce, Silvio Scarafoni e Davide Silvestri. Completano il quadro degli indagati Sandro Adolini, Dino Buffoni, Mirella Campani, Gianfranco Coconi, Roberto Favarò, Stefano Gabrielli, Lorenzo Palmiro Masciarelli, Luciano Milani, Alessandro Orsetti, Mario Papa, Anna Lucia Ricci, Giovanna Lucchesi e Paola Dalla Lana. L'indagine era cominciata lo scorso anno e nel maggio i carabinieri del Nas per delega del pm Paolo Ferraro fecero 140 perquisizioni a carico di 138 persone nelle province di Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bolzano, Chieti, Firenze, Frosinone, Grosseto, La Spezia, L'Aquila, Latina, Lecce, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Milano, Pescara, Pisa, Pistoia, Potenza, Rieti, Roma, Siena, Teramo, Treviso, Viterbo, Siracusa e Trapani. Destò scalpore anche la perquisizione fatta in alcuni alberghi della zona di Brunico nelle stanze di 8 ciclisti professionisti che partecipavano all'87esimo giro d'Italia.
L'ispezione avvenne in un giorno di riposo prima della 17esima tappa. L'indagine nella prima fase ha consentito al magistrato di delineare vari filoni e responsabilità e anche di stralciare dal fascicolo principale la posizione di 21 indagati che è stata poi affidata all'esame dei magistrati del loro luogo di residenza. Al centro dell'indagine l'uso da parte di una cinquantina di atleti per la maggior parte dilettanti di sostanze come Deltacortene, Profasi, Efedrina, Testoviron, Proviron, GonasiaHP, Carnitene, Folina ed altri ormoni provenienti secondo quanto emerso dall'indagine da prelievi fatti su cadaveri come il GH (ormone della crescita sequestrato nel marzo dello scorso anno nei pressi del confine italo-sloveno "di sospetta provenienza umana perchè estratto da ipofisi di cadaveri". La vicenda, come si è detto, dopo che gli avvocati della difesa avevano presentato le loro istanze, finirà all'esame del gup il quale dovrà decidere sulle richieste di rinvio a giudizio.