Sull'idea di Bardet, ci sono varie cose che non capisco, principalmente perche' non so come funzioni il sistema dei draft. Consideriamo un corridore giovane che si affacci al WT, non necessariamente un Pogacar, diciamo un atleta di talento che sicuramente qualche squadra prendera', il giovane medio entra nel WT. Ad oggi mettiamo che possa contrattare uno stipendio da 1000 (unita' di misura arbitraria); con questo intendo che e' disposto a prendere uno stipendio di 1000 (cio' tipicamente vuol dire che e' disposto ad andare in Visma o UAE per 900, ma ne vuole 1100 per Cofidis etc). Col sistema dei draft, chi ci rimette? Cioe' alla fine non diventa un modo per pagare meno i corridori, a favore delle squadre?
Nel draft i giocatori vengono presi da chi ne ha diritto almeno al minimo salariale per 4 anni di contratto + 1 opzionale. Ogni anno successivo al primo possono avere un aumento del contratto del 25%. Poi ci sono i bonus.
Un atleta per entrare nel draft deve dichiararsi "eligible", quindi non può rifiutarsi di andare nella squadra che poi lo pesca (può rifiutarsi di giocare, ma negli Usa è una cosa vista malissimo, e solo pochissimi giocatori -fortissimi- hanno minacciato di farlo obbligando di fatto la squadra al trasferimento -comunque ben remunerato-).
Quindi un minimo è garantito (in realtà solo per i pescati nei turni dall'1 al 7), poi ovvio che i più forti possono avere contratti molto più vantaggiosi, ma c'è anche li un massimo.
Il tutto è calcolato in base al salary cap, che è calcolato anno dopo anno, quindi viene continuamente aggiustato e con lui i contratti, che in gergo vengono "ristrutturati". A complicare le cose c'è poi la possibilità di ristrutturarli da parte delle squadre "rateizzando" il proprio tetto salariale su vari anni (e tagliando brutalmente giocatori inutilmente onerosi per "fare spazio" al salary cap).
In realtà è molto più complicato di cosi, ma mi pare la sostanza.
C'è anche da considerare che l'ammontare dei contratti Usa è sempre lordo. Quindi al netto delle tasse vanno
almeno decurtati del 50%.
Pur non conoscendo il sistema americano, c'e' anche un altro dubbio che puo' verificarsi dovuto alla natura internazionale del sistema ciclismo, molto meno presente in un contesto nazionale.
Infatti negli Usa viene tutto più facile perché sono sistemi totalmente chiusi, nazionali, senza retrocessioni o promozioni e totalmente gestiti da leghe private (Nfl, Nba, Nhl, etc.).
E soprattutto con le squadre che hanno un brand loro, a partire dal nome, che genera introiti con merchandising, diritti sfruttamento immagine, tv, etc...
Nel ciclismo cambi sponsor e cambi nome, colori, etc...
Semplicemente queste zone sono rappresentate oltre le risorse che sponsor, pubblico, vivai etc possono giustificare nel futuro.
E' vero, ed il problema mi pare sostanzialmente di chi è legato a sponsor locali. E' chiaro che sponsor che magari sono totalmente assenti in certi mercati non abbiano alcun interesse a correre in certi posti.
Paradossalmente uno sponsor può avere più interesse a finanziare una squadra conti o addirittura amatoriale se gli garantisce la visibilità ricercata, piuttosto che avere una squadra WT che va a caccia di punti in Langkawi o paesi africani.
I grossi sponsor internazionali sono interessati solo ed esclusivamente al Tour ed agli altri GT, che hanno copertura globale (per 3 settimane). Già le classiche monumento lasciano il tempo che trovano.