Quando le piste ciclabili non sono separati dalle auto, la sensazione di sicurezza diminuisce.
Non solo a sensazione, ma oggettivamente.
Poi occorre essere pragmatici e riconoscere che una corsia ciclabile in separata sede non è sempre praticabile per motivi di spazio. Credo di averlo già raccontato, ma perfino in Belgio (dove le ciclabili "vere" sono onnipresenti) nei centri urbani spesso ci sono "solamente" delle corsie, talvolta evidentemente marcate, talvolta solo indicate con le frecce dette "chevron". Non è la soluzione migliore, ma è migliore tra quelle praticabili effettivamente.
A mio parere, in una situazione del genere un cordolo (magari basso e in gomma, così da permettere il passaggio in caso di arrivo di un mezzo di soccorso) sarebbe utile.
Il cordolo basso, perlomeno alle nostre latitudini, è meglio della striscia di vernice, ma rappresenta un deterrente nullo all' abuso da parte degli altri utenti. Sempre citando il Belgio, in una strada di Evere dotata di dossi "quadrati" il comune ha installato dei birilli a lato, per impedire che l'automobilista che non vuole rallentare troppo invada la pista ciclabile a fianco con tutti i rischi del caso.
Più ci penso più vedo che il problema sono i parcheggi.
Si ma anche no.
Si, nel senso che rimuovere una corsia dedicata al parcheggio consente di liberare spazio per il movimento di tutti i veicoli.
No, nel senso che occorre fare i conti con le dimensioni della sede stradale e più in generale con la situazione urbanistica.
Per esempio, prendiamo questa strada di Schaerbeek, uno di comuni che compongono Bruxelles:
C'è posto per tutti: due corsie di parcheggio, due ciclabili ed una per il transito delle auto. MA: abbiamo una sede stradale molto ampia e nonostante questo si è dovuto ricorrere al senso unico per farci entrare tutto (primo compromesso). Inoltre in quella strada, come in TUTTA l'area urbana di Bruxelles possono parcheggiare liberamente
solo i residenti (secondo compromesso).
Insomma, i parcheggi sono un problema difficilmente risolvibile.