cito questo messaggio perché offre uno spunto estremamente interessante che pochi considerano e nel quale, con un po’ di esperienza, penso di poter dire la mia modestissima opinione.
Vado in bici dalla fine dei ‘90, e al tempo parlo di componentistica, Campagnolo era il top. Sviluppo, ricerca e soprattutto materiali. Ergo, il loro gruppo top, il Record, in proporzione costava ma l’acquirente aveva un componente fatto in Italia, spesso con materiali nobili (carbonio e titanio) ecc…
se sceglievi un Chorus o un Atena o peggio un Veloce, avevi un gruppo più “base” sempre buono ma la differenza di prezzo la facevano appunto i materiali.
Casa
Shimano, leader indiscussa oggi, gruppi elettronici:
Il DA a fronte di un etto, due di risparmio, ha la STESSA elettronica del 105. Prezzo ENORMEMENTE più alto. E ovviamente margini e profitti per la casa nipponica, come per tutte le altre, a non finire.
Come ho scritto qualche messaggio fa, purtroppo fanno bene perché il giochino tira, perché il ciclista medio ha certe scimmie sulle spalle che tutte insieme non si trovano nemmeno nella giungla equatoriale ecc…
Sui telai non mi esprimo, conosco molto meno il carbonio, per me è quasi tutto uguale e potrei dire qualcosina solo del nobile metallo che veramente mi appassiona, il titanio.
Fatta questa doverosa premessa, mi piacerebbe in qualche fiera incontrare vari direttori commerciali delle case produttrici di componentistica semplicemente per dire loro che non siamo tutti stupidi