Sono in parte d'accordo con quanto dici,
@danieletesta79 , ma il vero 'phantom in the room' è quello che ha evocato
@never give up! : fare ciclismo in Italia oggi è pericoloso, molto più che in altri paesi. Soprattutto per come si comportano i conducenti di mezzi motorizzati, e noi praticanti lo sappiamo bene.
Il vero problema è questo, e non è 'colpa' delle federazioni, del CONI o dei potery forty: chi oggi ha un figlio che vuole fare sport penso che lo preferisca sapere al chiuso di una palestra o di un campo sportivo, che non su una strada alla mercè del primo schizzato di passaggio.
Io amo il ciclismo, ma sono contento che le mie due figlie non lo abbiano considerato, nel caso avrei cercato in tutti i modi di dissuaderle.
In generale lo sport italiano è cresciuto in quasi tutte le discipline negli ultimi decenni: nel nuoto non eravamo nessuno venti o trent'anni fa, adesso siamo una delle nazioni guida. Nell'atletica eravamo una Cenerentola, ieri abbiamo vinto la seconda Coppa Europa consecutiva. Del tennis non parliamone... se il ciclismo nostrano è a questo livello, il motivo è soprattutto quello che tutti noi sappiamo ma non ci vogliamo dire, nascondendoci dietro la 'squadra del WT'.