«Con i "se" non si fa la storia».
Il risultato di una GF è inevitabilmente figlio delle condizioni che la caratterizzano: affollamento, ma anche maltempo, caldo, strade dissestate e via dicendo. Condizioni che pesano più o meno per tutti, al netto dell'affollamento, al quale chi parte in prima griglia non è soggetto.
Chi vince o chi fa un ottimo tempo è solitamente l'atleta che sa gestire al meglio tutte queste variabili. Un ragazzo partito accanto a me in ultima griglia ha centrato la top 20 del percorso medio. Avevamo lo stesso "intasamento" davanti a noi (io ho fatto il lungo, anche se il discorso non cambia), ma lui è stato più bravo a guadagnare posizioni e sicuramente ha (oltre che 23 anni meno) un motore migliore del mio, che a un certo punto ho alzato il piede dall'acceleratore per paura di forzare troppo a inizio gara e "pagare" dopo.
Per una manciata di minuti sono rimasto fuori dalla possibilità di partire dalla seconda griglia il prossimo anno. Mi piacerebbe poter dire che erano proprio quei minuti che avevo impiegato in meno, in allenamento, per fare il Campolongo e il Pordoi. Perché di solito è in gara che si fanno i pr, non il contrario. In realtà, superati i primi 40 km, è superata anche la scusa dell'intasamento. Semplicemente, la mia dimensione è quella.
Io preferisco gli 8.000 atleti, che rendono unica - per mille motivi - questa manifestazione. Il prossimo anno, se dovessi esserci, proverò a migliorarmi partendo dalla terza griglia.
Se, invece, avessi voluto "campo libero", avrei scelto (e pagato molto meno) un'altra delle tante GF, anche nelle Dolomiti, che hanno meno iscritti e, quindi, meno intasamento. Ma sono sicuro che non avrei provato le stesse emozioni.
P.s.: 8.000 partecipanti "edulcorano" anche il risultato finale. Quelli lenti che "intasano" le strade servono anche a spingerti nella parte alta della calassifica