News Tre ciclisti uccisi ad Andria

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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Dopo aver visto le foto dell’incidente, mi sono chiesto anch’io “ma perché hanno scelto di passare proprio lì?”
Però attenzione, questo non vuol dire cercare colpe o puntare il dito. Anzi, dovremmo farcela tutti questo tipo di domanda, da noi, a chi fa i rilievi dell'incidente e soprattutto chi progetta e realizza le strade e chi ci amministra.
La risposta che mi sono dato è che in Italia nessuna strada è pensata per i ciclisti. Non lo sono le ciclabili, figurarsi se può esserlo una strada provinciale o una statale. Chi progetta e realizza le strade lo fa con lo sguardo e l’esperienza dell’automobilista quindi tutto viene progettato in funzione e a misura di automobile. E proprio per questo motivo avvengono tragedie come questa: si cerca di agevolare il più possibile il flusso di automobili, sacrificando la sicurezza di tutti gli utenti deboli.
Quindi secondo me responsabilizzare gli automobilisti è sacrosanto e fondamentale, e pure insegnargli il rispetto fin da bambini nelle scuole. Però alla fine, se ti metti al volante in un contesto dove tutto è fatto per spingere a correre e andare veloce, quel rispetto rischia di non servire a nulla.
Stiamo parlando di una strada a doppia corsia per senso di marcia, con complanari laterali, una per latoa doppia corsia anche loro, per un totale di otto (OTTO!) corsie dedicate solo alle automobili. Il problema è tutto qui.
Con tutti quei metri a disposizione, almeno una trentina da un ciglio all’altro, se quella strada fosse stata progettata con criterio, guardando anche ai ciclisti, si poteva creare uno spazio dove potessero convivere tutti senza rischiare la vita. Ma niente, da noi si pensa solo alle auto.
Noi ciclisti dobbiamo smettere di batterci soltanto per il rispetto — che è sacrosanto — e iniziare a lottare anche per gli spazi. E questa non deve essere una semplice parola d’ordine, ma la versione moderna del nostro “Cogito, ergo sum”. La nostra identità di ciclisti, la nostra presenza sulle strade, passa attraverso lo spazio che occupiamo. Se non abbiamo spazio, siamo invisibili. Se siamo invisibili, siamo a rischio. Se siamo a rischio, non esistiamo.
Rivendicare il nostro spazio significa affermare che esistiamo, che siamo parte integrante della strada, non intrusi da tollerare o impedimenti da scavalcare. Proprio come succede nel in posti come Germania o Belgi dove spesso accanto a statali, provinciali e strade a scorrimento veloce ci sono complanari vere, dedicate solo alle bici. Non quelle ciclabili italiane larghe 50 cm, rattoppate alla meno peggio e interrotte, ma corsie asfaltate a regola d’arte, larghe il giusto, pensate per sia allenarsi ma soprattutto per andare dal punto A al punto B in bici, in modo rapido, sicuro ed efficiente.
Ed è proprio perché ai ciclisti è riconosciuto uno spazio proprio, fisico, visibile, istituzionalizzato, che gli automobilisti li rispettano di più. Perché in quei contesti il ciclista non è un corpo estraneo, ma un soggetto legittimato a stare su quella strada. E dove gli spazi si condividono, questa legittimazione fa tutta la differenza: cambia lo sguardo, cambia l’atteggiamento, cambia la convivenza.
Da noi invece è tutto pensato per far correre le auto ogni scelta fatta in bici è un compromesso: passi di lì perché l’alternativa è peggio, o non esiste. E finché continueremo a costruire spazi pubblici con questa logica, continueremo a interrogarci su “perché erano lì” solo dopo che succede l’irreparabile.
Ampliare le strade in Italia o anche fare complanari accanto ad alcune di esse ad uso piste ciclabili, è pressoché impossibile. Quando vengono previsti questi allargamenti di carreggiata, al momento, è per far spazio a corsie in più per le auto (vedi A14 o SS16 adriatica, per citare due esempi), e ci sono voluti anni e anni con espropri, battaglie legali, ricorsi, etc. Probabilmente con i tempi italiani sarebbero pronte quando le auto saranno ormai scomparse, o saranno scomparse le bici...

Al momento battersi per gli spazi è un bel ideale, ma nulla più: richiederebbe tempo, risorse ed un futuro incerto ed improbabile. A mio avviso si otterrebbe molto di più, se non altro in tempi più umani, battendosi contro le categorie che sono più pericolose. Ho sentito l'altro giorno un po' di statistiche sulle zona 30 nate in alcune città, e sono incoraggianti in termini di calo del numero degli incidenti. So che hanno creato malumori, e che molti automobilisti l'hanno presa come una cosa personale, compreso il fatto che non sono state adeguatamente supportate da un servizio di controllo sul territorio (vero tasto dolente di ogni norma messa a regime), eppure gli incidenti sono calati.

Questo è un buon inizio, ed è una cosa fattibile da subito: lavorare sulla velocità e sul rispetto delle norme con ogni mezzo possibile. Almeno finché gli spazi saranno tali, perché con quelli e gli automobilisti che fanno troppo spesso ciò che vogliono convinti di avere solo dei diritti, noi siamo decisamente svantaggiati.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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E servirebbe un'altra cosa....che hanno, guardacaso in Svizzera....multe in base al reddito....se per chi ha un reddito di, ipotesi,30000€ netti all'anno, 200€ di multa non pesano come chi ne ha 3000000, se giro in Ferrari sai quanto me ne frega di 200€ di verbale? Ma se fossero 2000 o 20000.....?
In uno stato come il nostro che non riesce nemmeno a far pagare le tasse in base al reddito reale, secondo te quanto è fattibile applicare questa modalità alle multe? Lo sai che da noi il tizio con la Ferrari magari risulta nulla tenente o in cassaintegrazione, la Ferrari intestata alla madre, le proprietà alla cognata, a cugggini, etc. etc. :))):

L'ho già scritto in risposta ad un altro utente: le soluzioni ideali prendendo esempio da nazioni virtuose come la Svizzera, la Danimarca, la Germania e via dicendo, ci sarebbero e solo uno stolto non le vorrebbe vedere applicate al nostro sistema, visto che funzionano molto bene. Ma appunto, sono ideali: la variabile che da noi fotte tutto è una sola: gli italiani.
 

iban

Apprendista Velocista
26 Maggio 2011
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Merida Scultura 6000\Giant tcr composite 1\Giant tcx slr 2
Ampliare le strade in Italia o anche fare complanari accanto ad alcune di esse ad uso piste ciclabili, è pressoché impossibile. Quando vengono previsti questi allargamenti di carreggiata, al momento, è per far spazio a corsie in più per le auto (vedi A14 o SS16 adriatica, per citare due esempi), e ci sono voluti anni e anni con espropri, battaglie legali, ricorsi, etc. Probabilmente con i tempi italiani sarebbero pronte quando le auto saranno ormai scomparse, o saranno scomparse le bici...

Al momento battersi per gli spazi è un bel ideale, ma nulla più: richiederebbe tempo, risorse ed un futuro incerto ed improbabile. A mio avviso si otterrebbe molto di più, se non altro in tempi più umani, battendosi contro le categorie che sono più pericolose. Ho sentito l'altro giorno un po' di statistiche sulle zona 30 nate in alcune città, e sono incoraggianti in termini di calo del numero degli incidenti. So che hanno creato malumori, e che molti automobilisti l'hanno presa come una cosa personale, compreso il fatto che non sono state adeguatamente supportate da un servizio di controllo sul territorio (vero tasto dolente di ogni norma messa a regime), eppure gli incidenti sono calati.

Questo è un buon inizio, ed è una cosa fattibile da subito: lavorare sulla velocità e sul rispetto delle norme con ogni mezzo possibile. Almeno finché gli spazi saranno tali, perché con quelli e gli automobilisti che fanno troppo spesso ciò che vogliono convinti di avere solo dei diritti, noi siamo decisamente svantaggiati.
Guarda, praticamente stiamo dicendo la stessa cosa. Perché col battersi per lo spazio non intendo solo grandi opere o complanari modello nordico, anche se col tempo dovremmo ambire anche a quello, ma vuol dire ridisegnare le città, le strade, le priorità. E questo si può fare subito, se c’è la volontà politica e culturale.
Battersi per gli spazi vuol dire esattamente istituire le zone 30 ma e non come semplice limite di velocità da far rispettare con l’autovelox, ( che comunque in una fase iniziale andrebbe comunque bene) ma come trasformazione del contesto urbano. In contesti dove le zone 30 ci sono e funzionano non ci sono autovelox ogni cento metri: ci sono marciapiedi allargati, carreggiate strette, dissuasori fisici, attraversamenti rialzati, verde urbano, e tutto ciò comunica al conducente che quella non è più una strada “per correre”.
La velocità cala perché cala il senso di dominio dell’automobile. E questo è quello che intendo con restituire spazio.
Se ci battiamo solo per il rispetto, resteremo sempre a chiedere cortesie, a sperare che qualcuno si ricordi che ci siamo.
Se invece ci battiamo per lo spazio, stiamo dicendo che esistiamo, e abbiamo diritto a esserci. E se non ci siamo nello spazio, non ci siamo proprio.
Perciò no, non è tempo perso. È l’unica vera battaglia. Tutto il resto è palliativo.
 
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Ammiraglia
21 Marzo 2010
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Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
In uno stato come il nostro che non riesce nemmeno a far pagare le tasse in base al reddito reale, secondo te quanto è fattibile applicare questa modalità alle multe? Lo sai che da noi il tizio con la Ferrari magari risulta nulla tenente o in cassaintegrazione, la Ferrari intestata alla madre, le proprietà alla cognata, a cugggini, etc. etc. :))):

L'ho già scritto in risposta ad un altro utente: le soluzioni ideali prendendo esempio da nazioni virtuose come la Svizzera, la Danimarca, la Germania e via dicendo, ci sarebbero e solo uno stolto non le vorrebbe vedere applicate al nostro sistema, visto che funzionano molto bene. Ma appunto, sono ideali: la variabile che da noi fotte tutto è una sola: gli italiani.
Come non darti torto!!! Il fatto è che mi illudo sempre che ci sia speranza per l'umanità ma spesso mi rendo conto che mon è cosi e a volte penso che meriteremmo l'estinzione......
 

bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
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Pinifarina
ampliare la rete stradale non è quasi mai la soluzione.

agevolare il traffico aumenta di fatto solo l'uso dei mezzi, e con questo il numero degli incidenti.

infatti le uniche attività che funzionano davvero sono quelle che disincentivano l'uso dei mezzi come auto e mezzi pesanti, ovvero quelli che le statistiche ci dicono causano incidenti mortali.

chi fa pianificazione territoriale conosce benissimo l'argomento. se hai il problema di una strada intasata di traffico non risolvi facendo una rotatoria o allargandola (più "funziona" più verrà usata), ma mettendo pedaggi via via maggiori o limiti "antieconomici" di velocità o carico.

ovviamente dovrai dare alternative.

è un discorso generalmente complesso che purtroppo lo diventa ancor di più in un territorio come quello italiano.
 

fabiogerva

via col vento
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airolo
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bmc
ampliare la rete stradale non è quasi mai la soluzione.

agevolare il traffico aumenta di fatto solo l'uso dei mezzi, e con questo il numero degli incidenti.

infatti le uniche attività che funzionano davvero sono quelle che disincentivano l'uso dei mezzi come auto e mezzi pesanti, ovvero quelli che le statistiche ci dicono causano incidenti mortali.

chi fa pianificazione territoriale conosce benissimo l'argomento. se hai il problema di una strada intasata di traffico non risolvi facendo una rotatoria o allargandola (più "funziona" più verrà usata), ma mettendo pedaggi via via maggiori o limiti "antieconomici" di velocità o carico.

ovviamente dovrai dare alternative.

è un discorso generalmente complesso che purtroppo lo diventa ancor di più in un territorio come quello italiano.

chi vende auto, benzina, pneumatici e tutto il resto non accetterà mai di vedersi ridurre il business. Prima di farlo, si comprerà tutti i legislatori che può, tutti i giornali che servono e via dicendo
 
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Petgold969

pistorium opus chef
29 Dicembre 2010
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In uno stato come il nostro che non riesce nemmeno a far pagare le tasse in base al reddito reale, secondo te quanto è fattibile applicare questa modalità alle multe? Lo sai che da noi il tizio con la Ferrari magari risulta nulla tenente o in cassaintegrazione, la Ferrari intestata alla madre, le proprietà alla cognata, a cugggini, etc. etc. :))):

L'ho già scritto in risposta ad un altro utente: le soluzioni ideali prendendo esempio da nazioni virtuose come la Svizzera, la Danimarca, la Germania e via dicendo, ci sarebbero e solo uno stolto non le vorrebbe vedere applicate al nostro sistema, visto che funzionano molto bene. Ma appunto, sono ideali: la variabile che da noi fotte tutto è una sola: gli italiani.
Comunque questo astio nei confronti di chi c'ha la ferrari non lo capisco e non capisco nemmeno cosa c'entri con gli incidenti.
Il vecchio che andava contromano e ha fatto una strage non penso che aveva ne un Suv ne una F1. Questo che ha beccato i ciclisti mi pare aveva una lancia delta non una Porche. Tutto questo per dire che si può essere coglioni anche con una panda a metano. o-o
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Guarda, praticamente stiamo dicendo la stessa cosa. Perché col battersi per lo spazio non intendo solo grandi opere o complanari modello nordico, anche se col tempo dovremmo ambire anche a quello, ma vuol dire ridisegnare le città, le strade, le priorità. E questo si può fare subito, se c’è la volontà politica e culturale.
Battersi per gli spazi vuol dire esattamente istituire le zone 30 ma e non come semplice limite di velocità da far rispettare con l’autovelox, ( che comunque in una fase iniziale andrebbe comunque bene) ma come trasformazione del contesto urbano. In contesti dove le zone 30 ci sono e funzionano non ci sono autovelox ogni cento metri: ci sono marciapiedi allargati, carreggiate strette, dissuasori fisici, attraversamenti rialzati, verde urbano, e tutto ciò comunica al conducente che quella non è più una strada “per correre”.
La velocità cala perché cala il senso di dominio dell’automobile. E questo è quello che intendo con restituire spazio.
Se ci battiamo solo per il rispetto, resteremo sempre a chiedere cortesie, a sperare che qualcuno si ricordi che ci siamo.
Se invece ci battiamo per lo spazio, stiamo dicendo che esistiamo, e abbiamo diritto a esserci. E se non ci siamo nello spazio, non ci siamo proprio.
Perciò no, non è tempo perso. È l’unica vera battaglia. Tutto il resto è palliativo.
Apprezzo il tuo deciso ottimismo, a cui contrappongo un moderato realismo in chiave pessimistica: anche ad ottenere nei centri urbani la metà di quello che dici e che vorremmo tutti come ciclisti, avremmo solo le briciole. Per carità, sarebbe già una conquista allo stato attuale delle cose. Per il resto aspetto le nuove generazioni, perché noto nei giovani non che siano migliori di noi ormai cinquantenni, ma hanno esigenze, aspirazioni ed punto di vista differente. Questo qualcosa significherà, ed è questo che in tutte le epoche ha creato differenze poi nella società.

Ma questo non accadrà nel breve periodo, l’ho messo in conto. E mi rassegno a continuare a girare su strada in bici con mille occhi e sensi allertati, e luci accese anche di giorno. Spero di avere soltanto un po’ più di culo rispetto a mio fratello e a tanti che conosco che in bici, per colpa di un automobilista, non ci saliranno mai più.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Comunque questo astio nei confronti di chi c'ha la ferrari non lo capisco e non capisco nemmeno cosa c'entri con gli incidenti.
Il vecchio che andava contromano e ha fatto una strage non penso che aveva ne un Suv ne una F1. Questo che ha beccato i ciclisti mi pare aveva una lancia delta non una Porche. Tutto questo per dire che si può essere coglioni anche con una panda a metano. o-o
Era una boutade citando il messaggio di @4x16 su “uno che con una Ferrari…”

Ovvio, ognuno ha la macchina che si merita, dipende dallo status sociale: non invidio i Ferraristi, forse in questo momento di esigenze che non sto a raccontare, invidio un po' di più il contadino con la Panda 4x4 :mrgreen:

Comunque è vero: questo è il periodo dell’ imbocco della autostrada contromano: i casi sono decisamente tanti. O c’è spirito di emulazione, o qualcosa non va e bisogna metterci mano!
o-o
 
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Jajaroad

Novellino
12 Ottobre 2010
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Canyon
Sempre ieri è stato investito ed ucciso un ciclista nel lecchese: https://lecconotizie.com/cronaca/le...to-il-ciclista-investito-tra-lecco-e-abbadia/

Stessa tipologia di strada "a viabilità ordinaria", che in realtà è una specie di superstrada pericolosissima per le bici (ed i pedoni, spesso turisti, che ignari ci si infilano).
Però l'unica alternativa è salire in Valsassina e poi scendere giù. Che magari a 67 anni gli veniva difficile fare...
Quel breve tratto di strada della ss36 è a limite 70km/h sia in andata che in ritorno ma si arriva dai 90 dei tratti precedenti che ancora prima sono a 110... Parte di quella tratta è senza corsia di emergenza, c'è una breve galleria e un tratto in falsopiano (quasi salita - dipende dal livello di allenamento)... Fatta molte volte, e frequentata da centinaia di ciclisti che salgono/rientrano dalla/in Brianza - è l' unica via che collega Lecco ad Abbadia Lariana ovvero il tratto di lago che sale verso Colico (alto lago), unica strada in pianura per fare il "giro del lago" senza avventurarsi in Valsassina che oltre a presentare dislivelli importanti e anch'essa molto pericolosa.... Ad Abbadia, quindi giunti sulla statale regina, la percorrenza in bici è decisamente meno pericolosa del corrispondente tratto che da Como porta a Colico, appunto per il fatto che nel ramo di Lecco esiste sia la super che la ferrovia per cui la "strada Regina" è frequentata solo da locals e turismo locale che visita i vari paesini del lago tipo Varenna. Basterebbe un tutor ad inizio tratta e fine tratta e probabilmente ci sarebbero anche ampi spazi, una lunga corsia di incanalamento, per trasformare la due corsie in una unica senza creare (troppi) disagi alla circolazione con annessa ciclabile, qualcosa che è sicuramente più facile da creare che non una ciclabile lato lago tutta sospesa.
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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Bici
mia
la variabile che da noi fotte tutto è una sola: gli italiani.
Tutti ?
Così fosse ci sarebbe un ammasso di lamiere ovunque.
Generalizzare un tanto al kilo è simile al discorso velocità.. si dà la colpa a quella desponsabilizzando di fatto chi quel mezzo lo guida.. colpa della velocità non del coglione che non si rende conto che ad una certa velocità tutto si velocizza meno i suoi riflessi che a quanto pare, oltre al cervello, mancano.
Per non parlare di quelli che smanacciano sullo smartphone credendo erroneamente di essere cmq sul pezzo.. ma se manco capiscono cosa gli dici quando gli parli mentre trafficano sempre con lo stesso attrezzo.. manco fosse la panacea di tutti i mali.
 
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Ammiraglia
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Era una boutade citando il messaggio di @4x16 su “uno che con una Ferrari…”

Ovvio, ognuno ha la macchina che si merita, dipende dallo status sociale: non invidio i Ferraristi, forse in questo momento di esigenze che non sto a raccontare, invidio un po' di più il contadino con la Panda 4x4 l :mrgreen:

Comunque è vero: questo è il periodo dell’ imbocco della autostrada contromano: i casi sono decisamente tanti. O c’è spirito di emulazione, o qualcosa non va e bisogna metterci mano!
o-o
Hai colto nel segno.....il fantomatico possessore di Ferrari, per rispondere a @Petgold969 , può anche figurare nulla tenente ma poi dovrà renderne conto al fisco (ma qua si entra in territorio minato perché noi italiani siamo furbi....) che sia intestata a lui all'azienda o al prestanome e poi al di la di chi ha preso l'autostrada contromano penso che siano molte di più le super car che passano i limiti che ne gli anziani che prendono l'autostrada contro mano. Poi logico che queste sono tutte considerazioni da paese civile come lo è la Svizzera e nel nostro bel paese decade tutto!!!
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Tutti ?
Così fosse ci sarebbe un ammasso di lamiere ovunque.
Generalizzare un tanto al kilo è simile al discorso velocità.. si dà la colpa a quella desponsabilizzando di fatto chi quel mezzo lo guida.. colpa della velocità non del coglione che non si rende conto che ad una certa velocità tutto si velocizza meno i suoi riflessi che a quanto pare, oltre al cervello, mancano.
Per non parlare di quelli che smanacciano sullo smartphone credendo erroneamente di essere cmq sul pezzo.. ma se manco capiscono cosa gli dici quando gli parli mentre trafficano sempre con lo stesso attrezzo.. manco fosse la panacea di tutti i mali.
Non mi prendere in mezzo cercando di puntualizzare sull’ovvio. Lo sai a cosa mi riferisco, se preferisci possiamo parlare di mentalità italiana, ma proprio il fatto che sia una generalizzazione la rende indiscutibilmente riconoscibile, o almeno lo sono i suoi effetti.

Anche puntualizzare sulla velocità lascia il tempo che trova: non è deresponsabilizzare, è fare un’analisi dei rapporti causa effetto. Anche in questo caso è ovvio che dietro c’è un guidatore che si può definire coglione, ma chi fa statistiche e cerca rapporti tra gli eventi ed un modo per evitare che accadano, non fa statistiche sui gradi di coglionaggine. Anche perché su quello non si può intervenire con limitazioni se non con una istruzione migliore o migliore educazione. Cose che non fanno parte di chi redige un codice della strada, di solito…
 
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green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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E comunque @golias non ci caghiamo da anni, o almeno io evito di arrivare al punto di doverlo fare, e tu mi citi e mi usi come pretesto per proseguire la tua querelle sulla velocità che hai in corso con @Marmuel! :bua:

Dire che non sei cambiato affatto sembrerebbe come citare le tue parole sulla ovvietà ;)

Per il resto o-o
 

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Ammiraglia
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Dopo 5 pagine di "fiera dell'ovvio" non se la prenda nessuno perché in questa fiera di ovvietà ne ho scritte anche io.....mi sono sempre chiesto da dove deriva questo essere così refrattari alle regole? Non riferisco solo alla strada ma in generale il popolo italiano è refrattario a qualsiasi regola, che sia strada o vita sociale, perché se mettono un qualsiasi regolamento o limitazione anziché rispettarla cerchiamo sempre di raggirarla? Perché uno delle poche limitazioni rispettate è quella del fumo? Mi viene in mente l'obbligo della cintura.... perché anziché metterla si erano inventate le magliette bianche con una riga in obliquo......?
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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E comunque @golias non ci caghiamo da anni, o almeno io evito di arrivare al punto di doverlo fare, e tu mi citi e mi usi come pretesto per proseguire la tua querelle sulla velocità che hai in corso con @Marmuel! :bua:
Nein.. non ci siamo, in primis perchè nel caso saresti tu che non caghi di striscio il sottoscritto.. perchè nel mio caso sei un utente come altri con cui posso avere divergenze di vedute ma nulla contro la persona e di certo il sacco del rancore lo lascio amorevolmente ad altri ;-)
E tranquillo che non faccio uso di mezzucci simili per querellare :-)xxxx con altri (vedi appunto chi hai citato) è proprio una convinzione mia quella sulla velocità anche se, ed è palese, limitandola limiti i danni.. ma non la fonte e ci tengo a farlo presente ad ogni piè sospinto.
 
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routa bucata

Apprendista Passista
13 Marzo 2017
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Altri commenti vomitevoli, tutti di corsa in farmacia a comprare antiemetici.

P.S. Qualcuno conosce Paolo Bettini? Io no, sara' sicuramente qualche automobilsita incazzato che odia i ciclisti.

 
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