Purtroppo la bici sta diventando sempre più pericolosa.......la gengte ha sempre meno ripetto ed è sempre meno attenta alla strada,se non fosse uno sport stupendo sarebbe da folli praticarlo.
Credo che i commenti sui comportamenti che avrebbero dovuto tenere i ciclisti coinvolti nell'incidente risentano dei comportamenti e delle scelte che ognuno di noi fa ogni volta che si mette in bici su strada: ciò non ha nulla a che vedere sul cercare uno spiraglio di "concorso di colpa", se così volessimo chiamarlo, ma in realtà è già troppo come termine da utilizzare. Mentre ha a che vedere con le nostre scelte, che ognuno di noi fa cercando la miglior sicurezza possibile proprio perché sappiamo che potenzialmente e realmente spesso i comportamenti di chi guida un automobile sulle strade sono tali da metterci in forte rischio.ma davvero state discutendo se i ciclisti potessero o meno andare su quella strada o se fosse opportuno o meno?
ma anche fosse, uno che in auto, su una strada normale, non un'auto in strada, non si accorge di un gruppo di 6-7 ciclisti è un criminale senza se e senza ma
poi vedremo le ricostruzioni ma io ho sentito le parole di uno dei superstiti e sembra che l'autista andasse a più di 150, abbia sfilato alcuni ciclisti, che procedevano in fila indiana, e ha tirato sotto quelli più avanti: se fosse vero sarebbe ancora peggio
e voi siete qui a ripetere il mantra "eh ma anche i ciclisti"
"noi ciclisti" non ammazziamo nessuno, gli automobilisti, non le auto, ammazzano quasi 10 persone al giorno, più di 350 i feriti gravi, con un costo, oltre che umano, di miliardi in soccorsi, interventi, riabilitazioni, pensioni di invalidità: e questo senza contare, ripeto, le vite spezzate, rovinate
"eh ma anche i ciclisti" ... siamo all'assurdo
"noi ciclisti" non ammazziamo nessuno, gli automobilisti, non le auto, ammazzano quasi 10 persone al giorno, più di 350 i feriti gravi, con un costo, oltre che umano, di miliardi in soccorsi, interventi, riabilitazioni, pensioni di invalidità: e questo senza contare, ripeto, le vite spezzate, rovinate
"eh ma anche i ciclisti" ... siamo all'assurdo
Aggiungo che, specialmente in città, nulla viene fatto per disincentivare l'uso dell'auto....parlo di trasporto pubblico economico ed efficiente, parcheggi di interscambio a prezzi ragionevoli alle porte delle città, trasporto ferroviario che permetta di caricare la bici in ogni treno con semplicità e invece?! Parcheggi cari come oro, trasporto pubblico penoso, treni che per caricare una bici devi programmarlo, prova ad andare in treno con la bici, per dire, da Rovigo a Padova.......tratte penose come la Rovigo-Verona, 2 ore per fare 85km, fermo restando che la mobilità urbana per le bici.....stendiamo un velo pietoso!!!Dopo aver visto le foto dell’incidente, mi sono chiesto anch’io “ma perché hanno scelto di passare proprio lì?”
Però attenzione, questo non vuol dire cercare colpe o puntare il dito. Anzi, dovremmo farcela tutti questo tipo di domanda, da noi, a chi fa i rilievi dell'incidente e soprattutto chi progetta e realizza le strade e chi ci amministra.
La risposta che mi sono dato è che in Italia nessuna strada è pensata per i ciclisti. Non lo sono le ciclabili, figurarsi se può esserlo una strada provinciale o una statale. Chi progetta e realizza le strade lo fa con lo sguardo e l’esperienza dell’automobilista quindi tutto viene progettato in funzione e a misura di automobile. E proprio per questo motivo avvengono tragedie come questa: si cerca di agevolare il più possibile il flusso di automobili, sacrificando la sicurezza di tutti gli utenti deboli.
Quindi secondo me responsabilizzare gli automobilisti è sacrosanto e fondamentale, e pure insegnargli il rispetto fin da bambini nelle scuole. Però alla fine, se ti metti al volante in un contesto dove tutto è fatto per spingere a correre e andare veloce, quel rispetto rischia di non servire a nulla.
Stiamo parlando di una strada a doppia corsia per senso di marcia, con complanari laterali, una per latoa doppia corsia anche loro, per un totale di otto (OTTO!) corsie dedicate solo alle automobili. Il problema è tutto qui.
Con tutti quei metri a disposizione, almeno una trentina da un ciglio all’altro, se quella strada fosse stata progettata con criterio, guardando anche ai ciclisti, si poteva creare uno spazio dove potessero convivere tutti senza rischiare la vita. Ma niente, da noi si pensa solo alle auto.
Noi ciclisti dobbiamo smettere di batterci soltanto per il rispetto — che è sacrosanto — e iniziare a lottare anche per gli spazi. E questa non deve essere una semplice parola d’ordine, ma la versione moderna del nostro “Cogito, ergo sum”. La nostra identità di ciclisti, la nostra presenza sulle strade, passa attraverso lo spazio che occupiamo. Se non abbiamo spazio, siamo invisibili. Se siamo invisibili, siamo a rischio. Se siamo a rischio, non esistiamo.
Rivendicare il nostro spazio significa affermare che esistiamo, che siamo parte integrante della strada, non intrusi da tollerare o impedimenti da scavalcare. Proprio come succede nel in posti come Germania o Belgi dove spesso accanto a statali, provinciali e strade a scorrimento veloce ci sono complanari vere, dedicate solo alle bici. Non quelle ciclabili italiane larghe 50 cm, rattoppate alla meno peggio e interrotte, ma corsie asfaltate a regola d’arte, larghe il giusto, pensate per sia allenarsi ma soprattutto per andare dal punto A al punto B in bici, in modo rapido, sicuro ed efficiente.
Ed è proprio perché ai ciclisti è riconosciuto uno spazio proprio, fisico, visibile, istituzionalizzato, che gli automobilisti li rispettano di più. Perché in quei contesti il ciclista non è un corpo estraneo, ma un soggetto legittimato a stare su quella strada. E dove gli spazi si condividono, questa legittimazione fa tutta la differenza: cambia lo sguardo, cambia l’atteggiamento, cambia la convivenza.
Da noi invece è tutto pensato per far correre le auto, e così si rischia e purtroppo a volte si muore.
Se siamo ridotti così male...un motivo ci sarà...caro mio "non è l'Italia da rifare....sono gli italiani da spianare".i DM per la progettazione stradale sono datati 2001 e 2006
quello per le ciclabili è del 1999 e, per semplificare, impone solo la pendenza massima e media: non ci sono altri controlli o criteri particolari, visibilità, larghezza ecc
se vi chiedete perchè le ciclabili, le poche volte che ci sono, facciano pena, avete la risposta
poi passi il confine e non c'è strada che, come minimo, non abbia la sua corsia ciclabile rispettata da tutti
Evito di leggere i commenti su Facebook mi sale troppo la rabbia. Omai sono rassegnato nel senso che più si va avanti e più le cose peggiorano. Anche alla guida di auto di utlima ed ultimissima generazione le persone hanno il telefono all'orecchio anche se dovrebbero avere già di serie il viva voce come adas. Non resta che essere il più possibile attenti ed utilizzare il più possibile dispositivi di segnalazione, luci, radar e sperare che in futuro i veicoli siano doatati di sistemi di sicurezza sempre più evoluti che intervengano per l'impedimentio di urti con ciclisti e pedoni, ben venga in questo senso l'aiuto della A.I se cosi può essere chimanta in questo frangente.La notizia è riportata su molte pagine facebook.
Nemmeno di fronte alla morte di 3 persone (incidentalmente ciclisti) le persone manifestano rispetto e soprattutto un cambio di mentalità.
I commenti li possiamo ben immaginare.
Del tipo: "sì, ma anche loro vanno per 3/4 in strade trafficate...".
Non c'è alcuna speranza che le cose possano cambiare perché non c'è interesse per il prossimo fino ad arrivare all'ipotesi estrema della vita altrui.
Non c'è strada che tenga se non c'è la concezione che il ciclista è l'utente debole che va tutelato in tutto e per tutto.
E non lo dico perché sono un ciclista ma perché sono un automobilista rispettoso.
Mi è capitato più volte di vedere la macchina davanti a me non diminuire la velocità ed allargare la traiettoria, nonostante ci fosse un bambino in bici in compagnia del suo papà.
Li avevo visti io che ero dietro e non poteva non averli visti.
In ipotesi di incidente la scusa sarebbe stata: io andavo per la mia strada.
Ed invece no.
DOVEVA rallentare ed allargare per non mettere in pericolo il bambino.
Se non lo fanno con un bambino pensa con un ciclista sportivo che per loro "un po' se la cerca".
Di certo non metto in dubbio ciò che scrivi; tuttavia non è sufficiente ad evitare delle tragedie.vai a 150 km/h col limite di 90 all'estero. L'autovelox è il minore dei rischi. In Svizzera ti sbattono in galera.
Esatto.. ma tanti sono convinti sia solo un problema di velocità !Le statistiche dicono chiaramente che la maggior parte di questi incidenti sono causati dalla distrazione, non solo per il cellulare, mentre le conseguenze sono proporzionali alla velocità con andamento esponenziale.
Abbi pietà @golias è Lunedì non ho voglia di addentrarmi in un'altra discussione, va bene così...la velocità non è uno dei problemi sulle strade@Marmuel cosa c'è che non ti sovviene ?

Se fosse la velocità il problema la F1 e derivati non esisterebbero, buona giornata anche a te.Abbi pietà @golias è Lunedì non ho voglia di addentrarmi in un'altra discussione, va bene così...la velocità non è uno dei problemi sulle strade
Mi pare abbiamo già affrontato il discorso più volte nell'altra discussione e non ho voglia di iniziarlo da capo, buona giornata
Non giustifico l’autista, ma ci vuole anche collaborazione nostra ad evitare strade dove le auto sfrecciano . Da quando sono stato investito ( non in una strada del genere ) proprio le strade ad alta velocità mi fanno paura e le evito .Quella SP la conosco più che bene: di fianco a quella strada provinciale, che è praticamente una sorta di autostrada (2 corsie per senso di marcia, separate da new jersey) e viaggiano come dei disgraziati tanto che a volte impallidisco anche quando guido la mia auto, corrono due complanari percorse regolarmente da ciclisti.
Ritengo sia un'autentica follia percorrere in bici quella strada provinciale.
Estratto tramite google maps:
Vedi l'allegato 496462
Vedi l'allegato 496463