No, è qui che si sbaglia, che ci sbagliamo tutti.
Limitare agli hater e ai leoni da tastiera simili commenti significa voler confinare a poche persone (comunque una minoranza, seppur molto attiva e visibile) il sentire comune che in strada non ci devono stare i ciclisti, mentre invece è opinione diffusa.
Diffusa e radicata vista la quantità di persone di ogni età ed estrazione sociale che ne sono sinceramente convinte.
Da qui l'esigenza di dover "far cambiare idea" in qualche modo, in primis per ovvie ragioni d'urgenza, agli utenti della strada e poi alla società civile.
Roba grossa, direte, da tempi lunghi. E come?
Bisognerebbe coinvolgere la scuola ma anch'essa non sta sulla luna, è espressione della società corrente con tutti i suoi pregi e difetti. E poi è lenta, lenta a prendere coscienza dei problemi e a muoversi... e sinceramente avrei dei dubbi sulla sua efficacia didattica: fai un paio di ore di educazione stradale al bambino e poi intorno a lui c'è h24 tutto il mondo che gli dice il contrario...
Forse agire con più decisione sul CdS, sulle autoscuole e sugli esami, magari con refresh periodici ma se, come scriveva giustamente prima
@Andrè86 "l'eccesso di velocità è stato praticamente normalizzato con il pasticcio degli autovelox", allora di cosa parliamo?
Non so che dire, forse portare più gente possibile su una bici a tutte le età potrebbe essere un metodo per far diventare "normale" girare in bici su strada ma è evidente che questo è una conseguenza di una politica più lungimirante (e qui sull'orizzonte temporale della nostra politica stendiamo un pietoso velo).
Non so, forse col tempo e le nuove generazioni le cose cambieranno, l'esigenza sempre più sentita di una vita "sana" porterà lentamente a modificare il sentire generale. Ho sempre in mente la lotta al fumo: chi ha un po' di anni si ricorderà che si fumava tranquillamente ovunque, ma davvero dappertutto! Ora è impensabile veder fumare sul bus, al ristorante o in ospedale. Eppure le cose sono cambiate...