automobilisti Vs ciclisti (ancora - parte 2)

4x16

Ammiraglia
21 Marzo 2010
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Rovigo
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Bici
Rewel Chorus 11; Vetta Centaur 10; Giant Athena 9; Bianchi Vento 602 Veloce 8; Benotto 900sp 300ex 7
No, è qui che si sbaglia, che ci sbagliamo tutti.
Limitare agli hater e ai leoni da tastiera simili commenti significa voler confinare a poche persone (comunque una minoranza, seppur molto attiva e visibile) il sentire comune che in strada non ci devono stare i ciclisti, mentre invece è opinione diffusa.
Diffusa e radicata vista la quantità di persone di ogni età ed estrazione sociale che ne sono sinceramente convinte.
Da qui l'esigenza di dover "far cambiare idea" in qualche modo, in primis per ovvie ragioni d'urgenza, agli utenti della strada e poi alla società civile.
Roba grossa, direte, da tempi lunghi. E come?
Bisognerebbe coinvolgere la scuola ma anch'essa non sta sulla luna, è espressione della società corrente con tutti i suoi pregi e difetti. E poi è lenta, lenta a prendere coscienza dei problemi e a muoversi... e sinceramente avrei dei dubbi sulla sua efficacia didattica: fai un paio di ore di educazione stradale al bambino e poi intorno a lui c'è h24 tutto il mondo che gli dice il contrario...
Forse agire con più decisione sul CdS, sulle autoscuole e sugli esami, magari con refresh periodici ma se, come scriveva giustamente prima @Andrè86 "l'eccesso di velocità è stato praticamente normalizzato con il pasticcio degli autovelox", allora di cosa parliamo?
Non so che dire, forse portare più gente possibile su una bici a tutte le età potrebbe essere un metodo per far diventare "normale" girare in bici su strada ma è evidente che questo è una conseguenza di una politica più lungimirante (e qui sull'orizzonte temporale della nostra politica stendiamo un pietoso velo).
Non so, forse col tempo e le nuove generazioni le cose cambieranno, l'esigenza sempre più sentita di una vita "sana" porterà lentamente a modificare il sentire generale. Ho sempre in mente la lotta al fumo: chi ha un po' di anni si ricorderà che si fumava tranquillamente ovunque, ma davvero dappertutto! Ora è impensabile veder fumare sul bus, al ristorante o in ospedale. Eppure le cose sono cambiate...
Il fatto è che i fumatori si sono resi conto che mangiare in un ristorante dove nessuno fuma è meglio perché il fumatore ha provato il prima e il dopo e si è reso conto che il dopo è meglio ma l'automobilista incallito non si renderà mai conto del dopo perché il prima, cioè andare in bicicletta su una strada dove c'è il limite dei 30, per esempio, e tutti lo rispettano è meglio che andare in una strada col limite dei 30 e tutti vanno ad almeno il doppio!!!
 

albertissimo

Passista
1 Settembre 2008
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Mestre (Ve)
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Cannondale S6 Dura Ace
Tutti discorsi corretti.
Il problema centrale è l'egoismo spinto (una sorta di" familismo amorale" citando il noto libro di Banfield).
Domenica scorsa sono andato a vedere la 84° edizione della Bassano - Montegrappa, importante gara Under 23.
Poco dopo i primissimi la macchina di fine gara.
Dietro il grosso del gruppo lasciato in balia dei merenderos che hanno fame e vogliono arrivare qualche minuto prima in cima al monte per andare in baita/rifugio.
Con tanto di tornanti "tagliati", sorpassi ciechi e velocità non commisurata alla strada.
Ignorando volontariamente che quei ragazzi (seppur dopo la macchina di fine corsa) stavano facendo una manifestazione sportiva.
Lo stesso disinteresse per la vita ed incolumità altrui che constatiamo tutti i giorni durante le nostre uscite libere.
 

fabiopon

Besugo in bilico
19 Novembre 2009
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Genova
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Specialized Roubaix SL2 + Olmo Zeffiro VCT + Rockraider 5.1
Il fatto è che i fumatori si sono resi conto che mangiare in un ristorante dove nessuno fuma è meglio perché il fumatore ha provato il prima e il dopo e si è reso conto che il dopo è meglio ma l'automobilista incallito non si renderà mai conto del dopo perché il prima, cioè andare in bicicletta su una strada dove c'è il limite dei 30, per esempio, e tutti lo rispettano è meglio che andare in una strada col limite dei 30 e tutti vanno ad almeno il doppio!!!
È per questo che dico che, in qualche maniera preso o tardi, bisognerebbe portare più gente possibile su una bici. Allora qualcuno incomincerebbe a vedere la differenza.
Gli automobilisti non sono tutti deficenti e menefreghisti, sono abituati male. In Francia o in Spagna non guidano gli alieni ma gente normale che anche loro vanno pochissimo in bici però si comportano in maniera diversa...
 

Andrè86

Apprendista Passista
5 Giugno 2020
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Fuji Sportif
No, è qui che si sbaglia, che ci sbagliamo tutti.
Limitare agli hater e ai leoni da tastiera simili commenti significa voler confinare a poche persone (comunque una minoranza, seppur molto attiva e visibile) il sentire comune che in strada non ci devono stare i ciclisti, mentre invece è opinione diffusa.
Io farei una distinzione, per quella che è la mia esperienza(ovviamente non generalizzabile a tutta Italia) nelle strade urbane mi sento abbastanza rispettato dalla maggior parte degli automobilisti, e vedo che nei mesi estivi(a conferma della teoria "safety in numbers") la quota di automobilisti che sorpassano con prudenza (alcuni li definirei addirittura premurosi, per quanta distanza lasciano)è in aumento. Poi c'è sempre il coglione di turno che ti passa a pochi centimetri senza rallentare, ma a occhio direi 1 o 2 ogni 100 sorpassi.

La musica cambia su strade extraurbane, specie se strette, lì c'è da aver paura(e infatti personalmente le evito come la peste), mancando lo spazio materiale per lasciare una distanza di sicurezza accettabile la maggior parte degli automobilisti ti fanno il pelo, molti anche in evidente eccesso di velocità.

Tirando le somme forse hai ragione, mentre su strade urbane la situazione sembra migliorata, in extraurbano la maggioranza degli italiani pensa davvero che i ciclisti non debbano circolare. Però voglio sperare che l'odio che si vede nei social non sia così diffuso, penso anche che i commenti social siano un distillato di imbecillità!
 

fabiopon

Besugo in bilico
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Io farei una distinzione, per quella che è la mia esperienza(ovviamente non generalizzabile a tutta Italia) nelle strade urbane mi sento abbastanza rispettato dalla maggior parte degli automobilisti, e vedo che nei mesi estivi(a conferma della teoria "safety in numbers") la quota di automobilisti che sorpassano con prudenza (alcuni li definirei addirittura premurosi, per quanta distanza lasciano)è in aumento. Poi c'è sempre il coglione di turno che ti passa a pochi centimetri senza rallentare, ma a occhio direi 1 o 2 ogni 100 sorpassi.

La musica cambia su strade extraurbane, specie se strette, lì c'è da aver paura(e infatti personalmente le evito come la peste), mancando lo spazio materiale per lasciare una distanza di sicurezza accettabile la maggior parte degli automobilisti ti fanno il pelo, molti anche in evidente eccesso di velocità.

Tirando le somme forse hai ragione, mentre su strade urbane la situazione sembra migliorata, in extraurbano la maggioranza degli italiani pensa davvero che i ciclisti non debbano circolare. Però voglio sperare che l'odio che si vede nei social non sia così diffuso, penso anche che i commenti social siano un distillato di imbecillità!
Effettivamente ho notato una maggiore distanza nei sorpassi, ma nella stessa percentuale di quelli che ti fanno il pelo. Complessivamente, sono una esigua minoranza.
 
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bach7

Velocista
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Pinifarina
le esperienze lette purtroppo nascono da un dato soggettivo, ovvero le strade e le zone che frequentiamo abitualmente.

ci sono in italia zone più o meno rispettose, con viabilità più o meno adeguata al tipo di traffico.

per quel che mi riguarda su 10 sorpassi subiti 6 sono troppo vicini, a volte volutamente altre involontariamente (la persona anziana o neopatentata, generalmente donna, che tende a stare troppo a dx e a valutare male le dimensioni del mezzo e i tempi e spazi del sorpasso).

il quadro generale è davvero desolante... davvero tanta poca empatia e soprattutto ignoranza e arroganza.
 

fabiopon

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le esperienze lette purtroppo nascono da un dato soggettivo, ovvero le strade e le zone che frequentiamo abitualmente.

ci sono in italia zone più o meno rispettose, con viabilità più o meno adeguata al tipo di traffico.

per quel che mi riguarda su 10 sorpassi subiti 6 sono troppo vicini, a volte volutamente altre involontariamente (la persona anziana o neopatentata, generalmente donna, che tende a stare troppo a dx e a valutare male le dimensioni del mezzo e i tempi e spazi del sorpasso).

il quadro generale è davvero desolante... davvero tanta poca empatia e soprattutto ignoranza e arroganza.
Nella mia zona (escluso Genova città che lì è guerra all'ultimo sangue!) devo dire che su 10 sorpassi 6 vanno benino ma 4 potrebbero essere o più distanti magari aspettando due secondi o troppo vicini/veloci. Pericolosi direi che uno ogni uscita mi capita.
Più in generale vedo gente, come dici tu, che "tende a stare troppo a dx e a valutare male le dimensioni del mezzo e i tempi e spazi del sorpasso".
 
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Andrè86

Apprendista Passista
5 Giugno 2020
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Io come dicevo noto tanta differenza urbano/extraurbano. In città mi sento abbastanza al sicuro, anche se non tutti lasciano il canonico metro e mezzo, comunque quasi tutti lasciano una distanza accettabile e moderano la velocità durante il sorpasso.
Su strade extraurbane veloci(con limite dai 70km/h in su) invece la musica cambia, pochi rallentano prima del sorpasso, e molti se fregano del metro e mezzo(viste le velocità bisognerebbe lasciare una distanza di sicurezza anche maggiore), Mentre in città può essere accettabile anche un sorpasso a 70-80 centimetri, a patto di prestare attenzione e moderare molto la velocità, ad alte velocità qualunque sorpasso a meno di 1,5/2 metri di distanza laterale è criminale!
Purtroppo il concetto di moderare la velocità prima di un sorpasso (specialmente se si tratta di un sorpasso nei confronti di utenti cosiddetti "deboli", come ciclisti o motociclisti) non entra in testa a molti automobilisti, vogliono tutti superare di slancio come fossero in autostrada. Inoltre il casino normativo sugli autovelox di questo governo, che ha determinato lo spegnimento di gran parte dei dispositivi, non ha fatto altro che peggiorare la situazione, in troppi si sentono legittimati a tenere velocità autostradali anche su extraurbane secondarie.
 
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un onesto ferro
Sto notando che qua da me, provincia di Udine, gli automobilisti sono diventati molto più prudenti nel sorpassare un ciclista. Freccia in sorpasso e 1-2m di distanza sono praticamente lo standard. E se il tratto di strada non lo consente oppure sta arrivando un altro mezzo in senso opposto, gli si sta dietro finché non si ha strada libera. Ovviamente l'eccezione c'è, ma penso che in più del 90 dei casi si comportano secondo la nuova regola del codice
 

Petrus2000

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Sarebbe un sogno.

In valle da me sembra che ci sia la regola che il ciclista va sorpassato IMMEDIATAMENTE, appena gli si arriva dietro. Indipendentemente da curve, dossi, strettoie o qualsiasi altro impedimento.
Parecchie volte mi trovo a pensare " ma se fosse arrivata un'auto nell'altro senso di marcia, come l'avremmo messa?", la risposta e' semplice, mi avrebbero stretto contro il muro.

D'altronde bisogna capirli, sono tutti Amministratori Delegati di grandi aziende, con impegni importantissimi ed improrogabili.
 

Marmuel

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Andrè86

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Sto notando che qua da me, provincia di Udine, gli automobilisti sono diventati molto più prudenti nel sorpassare un ciclista. Freccia in sorpasso e 1-2m di distanza sono praticamente lo standard. E se il tratto di strada non lo consente oppure sta arrivando un altro mezzo in senso opposto, gli si sta dietro finché non si ha strada libera. Ovviamente l'eccezione c'è, ma penso che in più del 90 dei casi si comportano secondo la nuova regola del codice
su strade urbane, o anche extraurbane?
 

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Sto notando che qua da me, provincia di Udine, gli automobilisti sono diventati molto più prudenti nel sorpassare un ciclista. Freccia in sorpasso e 1-2m di distanza sono praticamente lo standard. E se il tratto di strada non lo consente oppure sta arrivando un altro mezzo in senso opposto, gli si sta dietro finché non si ha strada libera. Ovviamente l'eccezione c'è, ma penso che in più del 90 dei casi si comportano secondo la nuova regola del codice
Posso dire una cosa brutta e forse non vera?
Con le dovute numerose eccezioni al nord sono più rispettosi del CdS.

Ecco, l'ho detta (e giro tutta l'Italia eh...)

o-o
 

bach7

Velocista
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Pinifarina
Posso dire una cosa brutta e forse non vera?
Con le dovute numerose eccezioni al nord sono più rispettosi del CdS.

Ecco, l'ho detta (e giro tutta l'Italia eh...)

o-o

probabilmente è vero, ma se guardiamo purtroppo la mappa italiana degli incidenti mortali in bici è evidente che è al nord che c'è il maggior numero.

ovviamente sarebbe da valutare quanto siano le percentuali di incidenza.
 

andrx

Apprendista Passista
11 Luglio 2013
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Rovereto
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probabilmente è vero, ma se guardiamo purtroppo la mappa italiana degli incidenti mortali in bici è evidente che è al nord che c'è il maggior numero.

ovviamente sarebbe da valutare quanto siano le percentuali di incidenza.
Bisogna anche vedere se sono correttamente indicati nel senso che qui in Trentino segnava 4 morti in bici quest'anno e con tutto il rispetto ovviamente per chi è morto, uno è morto scontrandosi con un'altra bici in ciclabile, uno lo hanno trovato morto sempre in ciclabile, la ragazza e un'altro sono stati investiti in strada da una macchina; con tutto il rispetto per i morti, quello i dati devono riferirsi agli incidenti avvenuti in strada
 

Andrè86

Apprendista Passista
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probabilmente è vero, ma se guardiamo purtroppo la mappa italiana degli incidenti mortali in bici è evidente che è al nord che c'è il maggior numero.

ovviamente sarebbe da valutare quanto siano le percentuali di incidenza.
ovvio che in numero assoluto ci sono più morti nelle regioni a vocazione ciclistica, in cui ci sono più ciclisti tesserati e in generale viene utilizzata di più la bici anche come mezzo di trasporto o di turismo. Questo non significa che siano le regioni più pericolose!

Detto questo però non farei una distinzione NORD/SUD così netta in termini di rispetto delle regole stradali, non mi pare che FLEXIMAN sia pugliese.