In generale i casi di positività nello sport in generale sono abbastanza costanti, in alcuni casi anche di alto livello come nell’atletica. Quindi non possiamo stupirci che per qualche misteriosa ragione non interessino il ciclismo (élite, non conto i dopati della domenica alle gran fondo).
D’altro canto il “protocollo” di Lazkano non è che gli abbia fatto vincere chissà cosa. Qualche piazzamento, belle fughe molto lunghe, probabilmente un buon contratto con la Redbull che alla fine non si è goduto e non si godrà. Per cui non so quanta ne sia valsa la pena nel suo caso. Probabilmente sarebbe stato uno dei tanti che a fare le cose secondo le regole avrebbe bazzicato tra
continental e professional per qualche anno.
La consolazione è che il passaporto biologico in qualche modo funziona e probabilmente continua a essere un deterrente importante.
Sulla parte finale del tuo post per me a questo livello nelle squadre élite il doping non è un argomento di conversazione a nessun livello. Lazkano tra 2 anni ce lo saremo dimenticati, il danno per la Movistar invece rimane lì.