News Lorena Wiebes investita da un'auto che poi è fuggita

fracama87

Pignone
26 Luglio 2020
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Caadx 2018 (mix 105/ultegra)
Confermo...mi è capitato di fare segno io a camper o auto per invitarli a superarmi, sennò loro mi stavano dietro.
Sempre stranieri.
In Australia nella great Ocean Road nonostante i cenni e il che rallentassi spesso o avevano l'intera corsia opposta libera o non passavano. E rispettavano TUTTI i limiti. Unica eccezione? Qualche turista...
 

Pingolo

Pedivella
18 Gennaio 2024
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Bianchi
Io anch in Svizzra vedo molto più rispetto per i ciclisti
Anche perché in Svizzera appena provi a sgarrare ti blindato e ti fanno passare la voglia, che tu sia automobilista, motociclista, ciclista o pedone.
Da noi invece vedi cose assurde. Un paio di anni fa ho visto personalmente, nel traffico frenetico di una grande città italiana, uno scooter con tre persone a bordo (padre e due ragazzini), tutti senza casco, passare tra il mio taxi e una macchina della polizia. La reazione dei poliziotti? Tirare dentro lo specchietto per lasciarli passare.
 

FM_AL

Pignone
14 Marzo 2021
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alessandria
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Olmo Zero 1
Io anch in Svizzra vedo molto più rispetto per i ciclisti
In Svizzera non solo c'è più rispetto per i ciclisti e per i limiti, ma c'è proprio una cultura della mobilità sostenibile in affiancamento (non in alternativa) del mezzo a motore, con centinaia di km di piste ciclabili, nonché piste ciclabili protette in galleria.
Con affiancamento intendo che il mezzo a motore non è mai demonizzato... ma ci sono talmente tante opzioni alternative tra treni, autobus e bicicletta, che c'è sempre la possibilità di scegliere.
Inoltre la quasi totalità delle strade sono fatte per rimanere aperte tutto l'anno, pertanto sono piuttosto larghe, e perfettamente manutenute.
 

FM_AL

Pignone
14 Marzo 2021
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Olmo Zero 1
Purtroppo stare in strada oggi è veramente pericoloso,tra distrazione e mancanza di rispetto forse si è fortunati quando si rientra a casa sani......
Sinceramente cosi non fa più piacere fare ciclismo,prima si c'erano i rischi,ma oggi sono 10 volte tanto se paragonati a 20 anni fa.
Sono 40 anni che pratico ciclismo su strada e devo dire che a mio parere i rischi sono gli stessi, non mi pare che il traffico sia aumentato rispetto agli anni '80, e le persone non rispettano i ciclisti da sempre.
Il problema in italia è che nulla è stato fatto per proteggere i ciclisti, con vere piste ciclabili protette principalmente in città.
Infatti il 75% dei decessi ed incidenti gravi con vittime ciclisti avviene in città, non nelle strade extraurbane che percorriamo noi appassionati di BDC.
Ho un appartamento a Sanremo, ed ho toccato con mano che da quando hanno aperto la pista ciclabile sull'ex ferrovia in riva al mare che oggi parte da Ospedaletti e supera Imperia, i continui incidenti anche mortali sull'Aurelia in particolare nell'attraversamento dei paesi sono scomparsi.
 
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FM_AL

Pignone
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Olmo Zero 1
Sono 40 anni che pratico ciclismo su strada e devo dire che a mio parere i rischi sono gli stessi, non mi pare che il traffico sia aumentato rispetto agli anni '80, e le persone non rispettano i ciclisti da sempre.
Il problema in italia è che nulla è stato fatto per proteggere i ciclisti, con vere piste ciclabili protette principalmente in città.
Infatti il 75% dei decessi ed incidenti gravi con vittime ciclisti avviene in città, non nelle strade extraurbane che percorriamo noi appassionati di BDC.
Ho un appartamento a Sanremo, ed ho toccato con mano che da quando hanno aperto la pista ciclabile sull'ex ferrovia in riva al mare che oggi parte da Ospedaletti e supera Imperia, i continui incidenti anche mortali sull'Aurelia in particolare nell'attraversamento dei paesi sono scomparsi.
Devo correggere me stesso riguardo al numero di incidenti che coinvolgono ciclisti ed il numero di decessi o ingiurie gravi.
Ho approfondito la lettura della statistica degli ultimi 10 anni, e se è vero che il 75% di incidenti avviene in città, le vittime sono "solo" il 50%.
Ovvero la gravità è molto più elevata fuori città a causa della velocità di gran lunga più elevata che non lascia scampo al ciclista che non ha protezioni.
Pensare a piste ciclabili protette su strade extra urbane la vedo difficile in Italia.
 
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Caadx 2018 (mix 105/ultegra)
Devo correggere me stesso riguardo al numero di incidenti che coinvolgono ciclisti ed il numero di decessi o ingiurie gravi.
Ho approfondito la lettura della statistica degli ultimi 10 anni, e se è vero che il 75% di incidenti avviene in città, le vittime sono "solo" il 50%.
Ovvero la gravità è molto più elevata fuori città a causa della velocità di gran lunga più elevata che non lascia scampo al ciclista che non ha protezioni.
Pensare a piste ciclabili protette su strade extra urbane la vedo difficile in Italia.
Dove non è possibile fare ciclabili protette servono limiti congrui e soprattutto farli rispettare.
In città un enorme miglioramento lo porta città 30 che però deve essere attuato facendo anche controlli
 

Tony 96

Maglia Rosa
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Sono 40 anni che pratico ciclismo su strada e devo dire che a mio parere i rischi sono gli stessi, non mi pare che il traffico sia aumentato rispetto agli anni '80, e le persone non rispettano i ciclisti da sempre.

Il rispetto potrà esser sempre quello, ma le autovetture che girano sono molte di più. Per non parlare delle dimensioni e del peso di quest’ultime. Poi se vogliamo cadere nel classico cliché (che ha pur sempre un fondo di verità) le distrazioni alla guida sono triplicate, ormai sono tutti lobotomizzati dagli smartphone.

Già solo per queste considerazioni difficilmente il rischio può esser rimasto invariato.
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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Sono 40 anni che pratico ciclismo su strada e devo dire che a mio parere i rischi sono gli stessi, non mi pare che il traffico sia aumentato rispetto agli anni '80, e le persone non rispettano i ciclisti da sempre.
Il problema in italia è che nulla è stato fatto per proteggere i ciclisti, con vere piste ciclabili protette principalmente in città.
Infatti il 75% dei decessi ed incidenti gravi con vittime ciclisti avviene in città, non nelle strade extraurbane che percorriamo noi appassionati di BDC.
Ho un appartamento a Sanremo, ed ho toccato con mano che da quando hanno aperto la pista ciclabile sull'ex ferrovia in riva al mare che oggi parte da Ospedaletti e supera Imperia, i continui incidenti anche mortali sull'Aurelia in particolare nell'attraversamento dei paesi sono scomparsi.
Perché quella è una ciclabile vera con una larghezza tale che ci sta anche un gruppo di ciclisti e ti permette di levarti dal traffico e diminuire i pericoli,e andare anche a 30-35 all'ora comodamente.
In altri casi hanno fatto delle ciclabili che sembrano gimkane larghe come il manubrio di una bici ,che si intersecano con la strada,fermate dei bus,marciapiedi...e diventa un macello.
Cmq il traffico veicolare
rispetto agli anni 80 è almeno triplicato.
 

longjnes

Maglia Gialla
10 Luglio 2008
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Gianni / TCR SL
Perché quella è una ciclabile vera con una larghezza tale che ci sta anche un gruppo di ciclisti e ti permette di levarti dal traffico e diminuire i pericoli,e andare anche a 30-35 all'ora comodamente.
In altri casi hanno fatto delle ciclabili che sembrano gimkane larghe come il manubrio di una bici ,che si intersecano con la strada,fermate dei bus,marciapiedi...e diventa un macello.
Cmq il traffico veicolare
rispetto agli anni 80 è almeno triplicato.
aggiungi che dove negli anni 80 passava un auto e un ciclista , oggi passa solo un auto. come se fosse sparito lo spazio per il ciclista. le strade son sempre quelle, anzi con meno manutenzione di fatto si sono ristrette anche quelle

1764145987773.png
 
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bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
aggiungi che dove negli anni 80 passava un auto e un ciclista , oggi passa solo un auto. come se fosse sparito lo spazio per il ciclista. le strade son sempre quelle, anzi con meno manutenzione di fatto si sono ristrette anche quelle

Vedi l'allegato 507357
Certo ...in molti casi ti ritrovi a fare la coda anche in moto.
 
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