Pogacar accorcia le pedivelle...WTF !!

andry96

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Ma visto che probabilmente ha la messa in sella stile anni 80 con la sella tutta indietro per avere "il ginocchio dietro il metatarso", per copiare Pogacar scommetterei 2 euro che sia necessario comunque spostare la sella ancora più avanti!
Si parlavo di teoria anche se poi ormai pure la posizione del ginocchio importa abbastanza poco ai pro
 

Lumi

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No visto che accorci la pedivella porti indietro il piede e andrebbe spostato di conseguenza il ginocchio indietro
Ok … pero’ ho un dubbio, guardando lato guarnitura con il manubrio a destra … se accorci la pedivella a ore 3 porti indietro il piede (quindi dovresti arretrare) ma a ore 9 lo porti avanti (quindi dovresti avanzare). Cosa vince dei due e perche’
 

andry96

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Ok … pero’ ho un dubbio, guardando lato guarnitura con il manubrio a destra … se accorci la pedivella a ore 3 porti indietro il piede (quindi dovresti arretrare) ma a ore 9 lo porti avanti (quindi dovresti avanzare). Cosa vince dei due e perche’
Ovviamente ore 3 che é dove spingi
 

andry96

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Non so sai. Perché se alzi la sella di tot mm in rapporto a quanto accorci la pedivella credo che la posizione del ginocchio rispetto alla verticale del pedale quando lo hai a ore 3 sarà più o meno corretta senza dover avanzare.
Come diceva @canserbero alzi di 10 arretri di 3 circa
Alzi di 7.5 arretri di circa 2mm

Teoricamente per avere la stessa posizione del ginocchio rispetto al pedale a ore 3 dovresti arretrare di altri 5mm circa, poi sappiamo che il filo a piombo ormai lo hanno restituito ai muratori quindi valutare l'arretramento é diverso dalla precedente regola ferrea
 
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canserbero

los tigres no andan en manada
17 Settembre 2017
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Come diceva @canserbero alzi di 10 arretri di 3 circa
Alzi di 7.5 arretri di circa 2mm

Teoricamente per avere la stessa posizione del ginocchio rispetto al pedale a ore 3 dovresti arretrare di altri 5mm circa, poi sappiamo che il filo a piombo ormai lo hanno restituito ai muratori quindi valutare l'arretramento é diverso dalla precedente regola ferrea
per come la vedo io quando si fa il passaggio da una pedivella ad un’altra l’obiettivo non dovrebbe essere tanto quello di stare dietro al filo a piombo o altro, ma di mantenere quanto più inalterate le relazioni degli angoli ginocchio e caviglia su tutta la circonferenza della pedalata, questo per mantenere il feeling di pedalata o un reclutamento della muscolatura quanto più simile possibile (tenendo conto che però un cambiamento ci deve essere). Le considerazioni a ore 3 e ad ore 6 sono utili ma potenzialmente fuorvianti per i seguenti motivi
  1. Ore 3: la valutazione di ciò che succede al punto di ancoraggio del piede sul pedale e dove dovrebbe andare il bacino per compensare sono sullo stesso piano longitudinale.
  2. Ore 6: la valutazione di ciò che succede al punto di ancoraggio del piede sul pedale e dove dovrebbe andare il bacino per compensare non sono sullo stesso piano. Il bacino segue l’angolo del piantone, mentre il ragionamento che si fa sul piede lo si fa sulla verticale. In particolare, la differenza di lunghezza pedivelle viene riportata su un asse diverso rispetto al quale è misurato (verticale vs angolo piantone). In questo il teorema di Pitagora può tornare utile come prima approssimazione per valutare come mantenere inalterata la diagonale (una sorta di proxy per l’estensione gamba) quando si compensa per la diversa lunghezza pedivelle al pmi (quindi, di fatto si fissano le lunghezze del cateto maggiore e della diagonale e si trova quella del cateto minore aka arretramento; ma ricordiamoci che questo arretramento è derivato da ciò che succede a ore 6, c’è anche quello che succede a ire 3, ma anche in tutte le altre ore).
Sia chiaro, non stiamo parlando di differenze epocali, il fatto è che il corpo può compensare, indicativamente, cambiando 3 angoli: ginocchio, caviglia e bacino/busto*, a seconda di come ci si giostra con altezza e arretramento quindi il risultato finale non è scontato. Molto dipenderà anche dalle leve: chi avrà un femore lungo magari avrà bisogno di più arretramento e meno altezza sella. Questo è come vedo io la faccenda e le difficoltà che ho incontrato negli anni (o forse sono semplicemente disturbi/tare e basta :-) )

*Da tenere conto che l’angolo bacino/busto è, indicativamente, una delle motivazioni che può portare alla scelta di una pedivella più corta quindi in linea di massima lì si vuole un cambiamento.
 

andry96

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per come la vedo io quando si fa il passaggio da una pedivella ad un’altra l’obiettivo non dovrebbe essere tanto quello di stare dietro al filo a piombo o altro, ma di mantenere quanto più inalterate le relazioni degli angoli ginocchio e caviglia su tutta la circonferenza della pedalata, questo per mantenere il feeling di pedalata o un reclutamento della muscolatura quanto più simile possibile (tenendo conto che però un cambiamento ci deve essere). Le considerazioni a ore 3 e ad ore 6 sono utili ma potenzialmente fuorvianti per i seguenti motivi
  1. Ore 3: la valutazione di ciò che succede al punto di ancoraggio del piede sul pedale e dove dovrebbe andare il bacino per compensare sono sullo stesso piano longitudinale.
  2. Ore 6: la valutazione di ciò che succede al punto di ancoraggio del piede sul pedale e dove dovrebbe andare il bacino per compensare non sono sullo stesso piano. Il bacino segue l’angolo del piantone, mentre il ragionamento che si fa sul piede lo si fa sulla verticale. In particolare, la differenza di lunghezza pedivelle viene riportata su un asse diverso rispetto al quale è misurato (verticale vs angolo piantone). In questo il teorema di Pitagora può tornare utile come prima approssimazione per valutare come mantenere inalterata la diagonale (una sorta di proxy per l’estensione gamba) quando si compensa per la diversa lunghezza pedivelle al pmi (quindi, di fatto si fissano le lunghezze del cateto maggiore e della diagonale e si trova quella del cateto minore aka arretramento; ma ricordiamoci che questo arretramento è derivato da ciò che succede a ore 6, c’è anche quello che succede a ire 3, ma anche in tutte le altre ore).
Sia chiaro, non stiamo parlando di differenze epocali, il fatto è che il corpo può compensare, indicativamente, cambiando 3 angoli: ginocchio, caviglia e bacino/busto*, a seconda di come ci si giostra con altezza e arretramento quindi il risultato finale non è scontato. Molto dipenderà anche dalle leve: chi avrà un femore lungo magari avrà bisogno di più arretramento e meno altezza sella. Questo è come vedo io la faccenda e le difficoltà che ho incontrato negli anni (o forse sono semplicemente disturbi/tare e basta :-) )

*Da tenere conto che l’angolo bacino/busto è, indicativamente, una delle motivazioni che può portare alla scelta di una pedivella più corta quindi in linea di massima lì si vuole un cambiamento.
mi sembra ci sia un poco di confusione tra piani e linee...

riguardo al punto 2 mi sembra una preoccupazione da poco in termini numerici se ho capito quel che intendi e anche perchè il pmi non è a ore 6 ma all'angolo di massima estensione della gamba che è con la pedivella più avanti circa allineata al piantone( o alla congiungente centro anatomico sella-bb)

quindi resto convinto che per simulare la posizione precedente sia corretto come dicevo in prima approssimazione alzare della differenza di lunghezza pedivella e aumentare l'arretramento dal mc della stessa quantità( misurando l'arretramento prima e dopo quindi vale come somma dell'arretramento dato dall'alzare la sella e di quanto si sposta la sella sul reggisella)

poi da li si va a valutare altre prove, tipo ri-avanzare un poco la sella verso una posizione che sembra essere più efficace e che è ora più agevole visto che abbiamo aperto l'angolo dell'anca

per il resto mi sembra inevitabile che si cambi parzialmente la biomeccanica del gesto ma d'altronde quello è l'obiettivo, se no ci teniamo le pedivelle di adesso
 

mikimetal91

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mi sembra ci sia un poco di confusione tra piani e linee...

riguardo al punto 2 mi sembra una preoccupazione da poco in termini numerici se ho capito quel che intendi e anche perchè il pmi non è a ore 6 ma all'angolo di massima estensione della gamba che è con la pedivella più avanti circa allineata al piantone( o alla congiungente centro anatomico sella-bb)

quindi resto convinto che per simulare la posizione precedente sia corretto come dicevo in prima approssimazione alzare della differenza di lunghezza pedivella e aumentare l'arretramento dal mc della stessa quantità( misurando l'arretramento prima e dopo quindi vale come somma dell'arretramento dato dall'alzare la sella e di quanto si sposta la sella sul reggisella)

poi da li si va a valutare altre prove, tipo ri-avanzare un poco la sella verso una posizione che sembra essere più efficace e che è ora più agevole visto che abbiamo aperto l'angolo dell'anca

per il resto mi sembra inevitabile che si cambi parzialmente la biomeccanica del gesto ma d'altronde quello è l'obiettivo, se no ci teniamo le pedivelle di adesso
chiedo a te perchè mi sembri molto esperto a riguardo.
se pedalo su una recumbent, applicherò la forza da ore 9 a ore 3, se pedalo "standard" applicherò la forza tra ore 12 e ore 6, se pedalo molto avanzato applicherò la forza da ore 1 a ore 7, cosa cambia?
ginocchio in linea, non in linea, dietro, avanti... ho l'impressione che, trattandosi di una circonferenza e avendo i pedali liberi di ruotare sul proprio asse, questi discorsi siano ininfluenti.

Dove sbaglio?
 

andry96

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chiedo a te perchè mi sembri molto esperto a riguardo.
no fino alla geometria mi salvo sulla biomeccanica decisamente sono molto meno ferrato
se pedalo su una recumbent, applicherò la forza da ore 9 a ore 3, se pedalo "standard" applicherò la forza tra ore 12 e ore 6, se pedalo molto avanzato applicherò la forza da ore 1 a ore 7, cosa cambia?
ginocchio in linea, non in linea, dietro, avanti... ho l'impressione che, trattandosi di una circonferenza e avendo i pedali liberi di ruotare sul proprio asse, questi discorsi siano ininfluenti.

Dove sbaglio?
le prime differenze sono la gravità, che è in sostanza la reazione che ci tiene sulla sella( su una recumbent no) e la posizione del busto rispetto alle pedivelle in termini soprattutto di angolo dello stesso

il ginocchio in linea è assolutamente una prima approssimazione e ha dei difetti anche teorici appunto sul perchè fare così
 
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chiedo a te perchè mi sembri molto esperto a riguardo.
se pedalo su una recumbent, applicherò la forza da ore 9 a ore 3, se pedalo "standard" applicherò la forza tra ore 12 e ore 6, se pedalo molto avanzato applicherò la forza da ore 1 a ore 7, cosa cambia?
ginocchio in linea, non in linea, dietro, avanti... ho l'impressione che, trattandosi di una circonferenza e avendo i pedali liberi di ruotare sul proprio asse, questi discorsi siano ininfluenti.

Dove sbaglio?
cambia leggeremente perchè il reclutamento muscolare non è costante in riferimento agli angoli anca/femore/tibia/caviglia
non è un motore elettrico che fornisce la stessa coppia lungo tutto il giro.

sono finezze, ma spiegano il motivo percui, ad esempio, a pari lunghezza di cavallo, ma con misure femore/tibia diversa, ci si trova meglio a pedalare ad altezze sella differenti...
 

mikimetal91

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cambia leggeremente perchè il reclutamento muscolare non è costante in riferimento agli angoli anca/femore/tibia/caviglia
non è un motore elettrico che fornisce la stessa coppia lungo tutto il giro.

sono finezze, ma spiegano il motivo percui, ad esempio, a pari lunghezza di cavallo, ma con misure femore/tibia diversa, ci si trova meglio a pedalare ad altezze sella differenti...
ma gli angoli anca/femore/tibia/ caviglia restano immutati se la tua posizione ruota attorno al MC, se le trasporti bene, è questo punto che non colgo
 
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e la tua posizione ruota attorno al MC
lasciando stare la reclinata.
a parità di lunghezza pedivelle, se cambi arretramento, in realtà ti muoverai su un piano parallelo al terreno, difficilmente si compenseranno le differenze (piccole) di altezza. quindi gli angoli cambiano un pochino...
torno a ripetere, sono finezze, cambia poco.

è un ragionamento operativo, se effettivamente riesci a muoverti intorno al MC tracciando una circonferenza cambia nulla...però dovresti anche aggiustare la posizione del busto, cambiando arretramento potresti essere più o meno eretto, quindi l'angolo dell'anca cambierebbe...
la posizione andrebbe vista nell'insieme
 

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Scusate ma invece di fare questi ragionamenti su altezza/arretramento che sono comunque due misure correlate fra loro percheè non posso semplicemente mantenere costante la distanza dal pedale al centro anatomico sella nel punto morto inferiore?

Ho sempre sto dubbio che se alzo la sella e poi la sposto indietro mi trovo a fare due operazioni che allontanano entrambe la sella dal pedale, quindi se ero già al limite in termini di stabilità della pedalata sul punto morto inferiore finisco con perdere questa stabilità.
 

andry96

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Scusate ma invece di fare questi ragionamenti su altezza/arretramento che sono comunque due misure correlate fra loro percheè non posso semplicemente mantenere costante la distanza dal pedale al centro anatomico sella nel punto morto inferiore?

Ho sempre sto dubbio che se alzo la sella e poi la sposto indietro mi trovo a fare due operazioni che allontanano entrambe la sella dal pedale, quindi se ero già al limite in termini di stabilità della pedalata sul punto morto inferiore finisco con perdere questa stabilità.
pochi mm di arretramento cambiano pochissimo la distanza al pmi, detto questo volendo essere pignoli si può variare la procedura in modo che l'altezza di sella sia aumentata di 7.5mm DOPO aver arretrato la sella

la distanza ca-pedale al pmi è altezza sella+lunghezza pedivella
 
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Scusate ma invece di fare questi ragionamenti su altezza/arretramento che sono comunque due misure correlate fra loro percheè non posso semplicemente mantenere costante la distanza dal pedale al centro anatomico sella nel punto morto inferiore?

.
è la stessa cosa, alla fine devi ottenere quel risultato...
 

hernan

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18 Giugno 2022
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Chiedo senza ironia, ma davvero un amatore più o meno performante è sensibile ai 2.15 mm di differenza arretramento sella che comporta avere una pedivella 7.5mm in meno? ( calcolo fatto sulla mia cube agree con 74 gradi di tubo piantone)
Anche i pro così maniacali nel mm. In più o in meno sono passati ( per regolamento , efficienza, marketing?) a manubri più stretti pedivelle corte e posizioni più rialzate e va tutto bene?
Non ci sono troppe fisime?
 
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Chiedo senza ironia, ma davvero un amatore più o meno performante è sensibile ai 2.15 mm di differenza arretramento sella che comporta avere una pedivella 7.5mm in meno? ( calcolo fatto sulla mia cube agree con 74 gradi di tubo piantone)
Anche i pro così maniacali nel mm. In più o in meno sono passati ( per regolamento , efficienza, marketing?) a manubri più stretti pedivelle corte e posizioni più rialzate e va tutto bene?
Non ci sono troppe fisime?
ci sono amatori che sentono il fondello diverso :yoga: e chi non sente la sella che scende di 2 cm

stessa roba tra i pro eh, ma non è che han solo cambiato le pedivelle, hanno modificato tutta la posizione con senso e seguiti da chi di dovere

poi che i 2mm servano o meno sono d'accordo che è un dettaglio, almeno per la mia sensibilità, restando sul piano teorico sarebbero da compensare, ovviamente poi uno valuta per se

nessun regolamento nel cambio di posizione anzi le regole sono limitanti in tal senso, se lo fanno è per motivi di performance ma appunto lo fanno seguiti e hanno tutte le capacità e il tempo in sella per adattarsi

di tutto ciò ho provato solo i manubri stretti con risultati positivi sia per prestazioni che comodità

sulle pedivelle sono abbastanza dubbioso per vari motivi, in primis perché specialmente in salita faccio già tanta cadenza e tendenzialmente ho dei limiti quando la pendenza non me lo consente, così come ho scarse capacità anaerobiche e la forza è un grosso limitatore per me, perciò non credo possano aiutarmi pedivelle più corte
 

Lumi

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Chiedo senza ironia, ma davvero un amatore più o meno performante è sensibile ai 2.15 mm di differenza arretramento sella che comporta avere una pedivella 7.5mm in meno? ( calcolo fatto sulla mia cube agree con 74 gradi di tubo piantone)
Anche i pro così maniacali nel mm. In più o in meno sono passati ( per regolamento , efficienza, marketing?) a manubri più stretti pedivelle corte e posizioni più rialzate e va tutto bene?
Non ci sono troppe fisime?
Io non sento nulla, avevo premesso che avevo provato la pedivella da 165 al posto della 172,5 senza alzare la sella e pedalavo bene uguale, poi sono tornato alla 172,5 perchè non mi abituavo alla cadenza troppo alta in pianura e alla minore leva in salita
 
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