I 6 milioni di investimento si bruciano in un attimo se viene scoperto che vinci dopandoti, non credere che le squadre dal budget milionario siano insensibili a questo. Piu’ soldi ci sono, piu’ le organizzazioni crescono e si strutturano e meno sono propense a prendersi certi rischi, anche legali, perche’ l’obiettivo di preservare l’organizzazione e il proprio ruolo nel tempo prevale sugli interessi di breve.
Colnago facendo un esempio "a caso", nel 2020 fatturava 17 milioni di euro, è passata in mano ad un gruppo di Abu Dhabi con molto probabilmente della gente un po' sgamata nel marketing e comunque con l'effetto Pogacar è passata a 60 milioni di fatturato nel 2024 e a 75 milioni previsti quest'anno.
Per un'azienda storica, stabile, ormai affermata, come Colnago ti viene in mente qualcos'altro che possa quintuplicare così un fatturato in 5 anni? Direi di no, perlomeno al 75% è dovuto al fenomeno Pogacar, considerando anche che oltretutto l'ultima bicicletta uscita è una bicicletta che divide molto il pubblico.
E se un giorno pogacar dovesse risultare positivo, qual è il problema per Colnago? "Noi gli fornivamo solo le biciclette, siamo all'oscuro di tutto agiremo per vie legali per tutelare bla bla bla" UAE dirà "noi controlliamo periodicamente i nostri atleti, non abbiamo mai trovato nulla di strano, non capiamo perché, agiremo per vie legali per tutelare bla bla bla"...... e lo spettacolo va avanti.
e poi storicamente le squadre nel ciclismo esistono finché esiste il Main sponsor, il concetto di squadra come Milan, Inter, Virtus Bologna o Pro Recco di pallanuoto e quant'altro in qualsiasi altro sport, nel ciclismo non esiste minimamente, le squadre ciclistiche sono un'unione temporanea di persone e questa unione dura quanto dura lo sponsor, quindi anche i problemi morali o etici lasciano il tempo che trovano, se scoppia un casino grosso basta semplicemente ricominciare dopo un po' con un nome diverso e direi che nella storia del ciclismo non mancano gli esempi.