Io penso che quando succedono queste cose (contratti di solidarietà vs licenziamenti) è sempre un trade off, in cui si cerca di fare il possibile per tirare avanti.
Questo è un bene se i problemi dell'azienda sono congiunturali, si preserva l'integrità dell'azienda, ma se i problemi sono strutturali a volte è meglio darci un taglio subito e procedere per soluzioni più drastiche (licenziamenti, liquidazione, vendita, cambio di management) , piuttosto che accanirsi nel tenere in vita un cadavere di azienda.
Intendo meglio per (quasi) tutti: per i lavoratori bravi che se ne vanno che hanno la possibilità di rimettersi in gioco a pieno stipendio in altre realtà, per quelli che rimangono nell'azienda dopo che subisce un passaggio di proprietà e di gestione, si spera per essere rilanciata. Certo non è una cosa piacevole per nessuno.
Non ho elementi per dire in quale di queste situazioni si trovi Campagnolo, spero nella prima.