Perche’ una bici usata vale molto poco rispetto al prezzo del nuovo, al contrario delle auto, soprattutto di certe marche, che mantengono molto di piu’ il valore, in quanto sono un bene necessario, metre la bici è un bene voluttuario.
Quindi di fatto in un leasing a 5 anni dovresti pagarti (quasi) per intero il valore della bici, memtre un’auto conserva (quasi) il 50% del valore in questo periodo.
Prova a guardare il valore di una tarmac del 2021 e quello di una BMW X3 o una Mini dello stesso anno, rispetto al nuovo si intende.
Immagina così: il ciclista si costruisce la bici come vuole lui (gruppo e
ruote li compra subito, quindi zero compromessi sul setup), mentre il telaio top di gamma resta “in uso” con un canone per 3 anni.
Dopo 36 mesi hai tre strade classiche:
- passi al modello nuovo
- riscatti il telaio
- lo restituisci
Al di là della formula in sé, secondo me i vantaggi sarebbero interessanti.
Prima di tutto, accesso più facile all’alta gamma. Non tanto perché “costa meno”, ma perché non devi immobilizzare subito 5–6k solo per il telaio. Per chi cambia spesso, ha molto più senso spalmarlo nel tempo.
Poi c’è il tema aggiornamento. Oggi tra integrazione totale, standard che cambiano e geometrie che evolvono, dopo 2–3 anni molte bici sono già “vecchie” più a livello di mercato che di prestazioni. Un sistema così ti permetterebbe di stare sempre allineato senza dover rivendere ogni volta in autonomia.
Altro punto: gestione del rischio. Se dentro il canone ci metti un crash replacement serio o una garanzia estesa, togli una bella ansia legata al carbonio (soprattutto per chi usa davvero la bici, gare, viaggi,
rulli ecc.).
Dal lato del brand, invece, il vero vantaggio sarebbe il controllo del ciclo vita del telaio. Ti rientra, lo controlli, lo ricondizioni e lo rivendi come usato certificato. In teoria crei un mercato dell’usato più stabile e meno “random” rispetto a quello attuale.
E per l’utente finale non è banale nemmeno questo: comprare un usato certificato dal produttore, sapendo che è stato verificato, ha tutto un altro senso rispetto al classico usato tra privati.
Chiaro, non è tutto rose e fiori: il valore residuo è difficile da prevedere, il rischio danni sul carbonio è reale e la standardizzazione nel nostro mondo è praticamente zero.
Però continuo a pensare che, almeno per chi cambia telaio ogni 2–3 anni o gira su alta gamma, una formula del genere potrebbe avere senso.