Ciclisti over 50 (vol.3)

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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Bici
mia
Con le tpu le pressioni sono simili al TL e tranne eventi tragici, che possono accadere anche con i TL, se fori la camera si sgonfia molto lentamente rispetto al butile, mi è capitato in discesa di un paio di km una volta e me ne sono accorto in fondo.
Con le TPU puoi portarti dietro anche 3 o 4 camere di scorta per lo spazio che occupano Poi ogniuno valuta in base alle proprie esperienze/preferenze.
Da poco più di 1 anno nel borsello sotto sella porto una camera in Tpu*, per ora mai usata (mi tocco) per via del fatto che il borsello è minimale.
Credo di aver bucato solo 1 volta da quando ho montato le Newmen con i conti 5000 ma me ne sono accorto a casa perchè avevo lattice sul cannotto sella.

* più tool del deca per le brugole
2 cacciagomme
1 bomboletta + erogatore
10 cm nastro americano (avvolto sulla bomboletta)
2 pezze adesive nel caso di taglio consistente.
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Piemonte
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Ma nessuno ha mai contestato questo anzi.. l'ho anche ben riconosciuto ammettendo pubblicamente che di musica ne capisco davvero poco sebbene sia qualcosa che mi prende (prendeva :-( ) parecchio sia a livello emotivo che fisico perchè tra parentesi sarei anche un discreto ballerino.
Quello che voglio dire è che la musica o l'arte in generale è godibile da molti anche se in modo del tutto personale (e i motivi li ho scritti in altro post) e spesso chi la compie o la crea ha quel qualcosa in più (dote) che molti anche studiando a fondo non avranno mai a dimostrazione che non è solo lo studio il motivo per cui la crei o ne usufruisci.
Certo,.. Però io capisco anche la frustrazione di @SoftMachine. E' abbastanza simile alla mia dopo ogni alluvione quando tutti diventano ingegneri idraulici/geologi o a quella di qualsiasi ciclista che si sente dare da qualche ignorante del dopato. O alla tua quando senti qualcuno parlare ad cacchium di creme (se ho ben capito). Insomma, è vero che questa maledetta sindrome di dk ci colpisce (inevitabilmente) tutti.
 
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lupin IV

Maglia Iridata
21 Settembre 2008
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Basilicata del sud
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Rose X-Lite Six, Canyon Ultimate CF10
Certo,.. Però io capisco anche la frustrazione di @SoftMachine. E' abbastanza simile alla mia dopo ogni alluvione quando tutti diventano ingegneri idraulici/geologi o a quella di qualsiasi ciclista che si sente dare da qualche ignorante del dopato. O alla tua quando senti qualcuno parlare ad cacchium di creme (se ho ben capito). Insomma, è vero che questa maledetta sindrome di dk ci colpisce (inevitabilmente) tutti.
Pensa se fossi stato allenatore di calcio..... :))):
 
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Husqymax

Velocista
19 Giugno 2019
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Nebbiano Montespertoli
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Bianchi Infinito CV Disc 2019
La mia prima bici ha compiuto un anno giusto oggi ed ho percorso circa 5.800 km, peraltro solo seriamente da maggio a novembre: per l'uso limitato che ne faccio io, da turista e nemmeno amatore, credo che le TPU rappresentino un ottimo compromesso. Anche perché poi bisogna sostituire il liquido ogni tot, se per caso buchi ti immerdi tutto, etc, etc.


Grazie anche a te per il riscontro sulla pompetta: credo che sostituirò la bomboletta con quella. Per i tubeless, come scritto sopra troppo sbattimento non giustificato dal mio scarso utilizzo e performance. Per ora TPU perfette!
Per l'allenamento verissimo, mentre per i grammi aggiungendo 100g a botta si fa in fretta ad arrivare al chilo e mezzo!
Guarda che lavorino di comparazione che ti ho fatto:
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La pompa è del decathlon, entra in una falsa borraccia se esteticamente non ti piace appesa accanto al porta borraccia, gonfia tranquillamente fino a 8 bar, usata per rigonfiare il muletto che ha le camere d’aria, con la mia ho forato un paio di volte ma con i tubeless son sempre tornato a casa, giusto qualche pompata per scrupolo
Kit gentilmente offerto alla Otztaler
Comprende leve, toppe e mastice, lo tengo come souvenir
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C’era anche il guscio in gomma per le bombolette
73541677-25D0-449A-A5C5-D647E4706D13.jpeg

bilancia di precisione per la pesa dei principi attivi per le preparazioni galeniche
 

64.giuseppe

Pignone
28 Ottobre 2011
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Vicino Torino
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Wilier Filante SL
E' esattamente la mia configurazione attuale da 102g (bomboletta + adattatore), ovviamente con camera di scorta e cacciagomme al seguito! Non avendo mai provato - né in strada (per fortuna) né a casa (devo acquistare una seconda bomboletta per questo e non l'ho mai fatto) - ho sempre pedalato nella duplice incertezza e con un po' di ansia su una eventuale foratura:
1) basterà una sola bomboletta a riportare la gomma ad una pressione accettabile?
2) riuscirò ad usare l'adattatore al primo colpo?



In merito al punto 2) ho visto un Pro nei casini, dopo aver "sprecato" ben due bombolette. Se non ci è riuscito lui che era esperto (parlava di allenamenti bastardi ad altissima intensità, di allenamenti specifici e mirati, di colli percorsi a ritmi mostruosi, di giri ad intensità altissima, di auto sorpassate a 80 km/h giù dal Nivolet, etc, etc). I casi sono due: o è effettivamente rocket-science, oppure il tizio era un cazzaro!
Non è detto che un Pro che ti parla di belle salite, giri mostruosi ecc., sia abile a cambiare una camera d'aria. Non pensare al peso che ti porti dietro, tanto non sei gara. Nell'elenco del kit di riparazione non ho letto di un minitool, utilissimo anche questo. Un consiglio, quando cambierai copertoni, taglia una striscia da portarti al seguito nel caso tagliassi il copertone, a me è capitato e sono rientrato a casa in autonomia.
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Guarda che lavorino di comparazione che ti ho fatto:
Vedi l'allegato 519724 Vedi l'allegato 519725 Vedi l'allegato 519726
La pompa è del decathlon, entra in una falsa borraccia se esteticamente non ti piace appesa accanto al porta borraccia, gonfia tranquillamente fino a 8 bar, usata per rigonfiare il muletto che ha le camere d’aria, con la mia ho forato un paio di volte ma con i tubeless son sempre tornato a casa, giusto qualche pompata per scrupolo
Kit gentilmente offerto alla Otztaler
Comprende leve, toppe e mastice, lo tengo come souvenir
Vedi l'allegato 519727
C’era anche il guscio in gomma per le bombolette
Vedi l'allegato 519728

bilancia di precisione per la pesa dei principi attivi per le preparazioni galeniche
Uno fa che prenderle tutte e due e compensa con una pizza in meno. :azz:azz
 
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loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Non è detto che un Pro che ti parla di belle salite, giri mostruosi ecc., sia abile a cambiare una camera d'aria. Non pensare al peso che ti porti dietro, tanto non sei gara. Nell'elenco del kit di riparazione non ho letto di un minitool, utilissimo anche questo. Un consiglio, quando cambierai copertoni, taglia una striscia da portarti al seguito nel caso tagliassi il copertone, a me è capitato e sono rientrato a casa in autonomia.
Ricordo ancora una coppia padre figlio che mi aveva sverniciato (ovviamente) sul braida cui dovetti prestare il minitool perché gli si era smontato un pezzo, non ricordo quale. E il tizio davvero candido a dirmi che lui non lo porta perché gli piace andare leggero.
Io ho fatto una cosa che mi varrà l'espulsione dal forum, ho sostituito un tappo della piega con un campanello.
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
Ricordo ancora una coppia padre figlio che mi aveva sverniciato (ovviamente) sul braida cui dovetti prestare il minitool perché gli si era smontato un pezzo, non ricordo quale. E il tizio davvero candido a dirmi che lui non lo porta perché gli piace andare leggero.
Io ho fatto una cosa che mi varrà l'espulsione dal forum, ho sostituito un tappo della piega con un campanello.
io il minitool lo porto però fammi dire che non l'ho mai usato se non quando sapevo già di averne bisogno per micro regolazioni
sulle nuove bdc quei geni della Canyon hanno pensato bene di fare tutta la viteria con torx da 2,5 e brugola da 5mm e danno in dotazione la leva per il PP che ha entrambe: prima o poi mi deciderò ad eliminare il minitool
1778490039668.png
 
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SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
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Agente Bike
A dire il vero sei stato tu a stravolgere il senso e portare ed entrare nel tema a te tanto caro (ti piace vincere facile :-)xxxx )

Non a caso ho risposto ad altro utente ed il focus era tutt'altro:



Sempre a dimostrazione che la tua cara sapienza o approfondimento non sempre danno i frutti sperati, quindi c'è dell'altro che tu ostinatamente liquidi con un semplice: è scontato e tra le righe si legge pure mediocre e banale.

Gli altri si invece ?
Esci dal tunnel ;-)
A dire il vero sei stato tu a stravolgere il senso e portare ed entrare nel tema a te tanto caro (ti piace vincere facile :-)xxxx )

Non a caso ho risposto ad altro utente ed il focus era tutt'altro:



Sempre a dimostrazione che la tua cara sapienza o approfondimento non sempre danno i frutti sperati, quindi c'è dell'altro che tu ostinatamente liquidi con un semplice: è scontato e tra le righe si legge pure mediocre e banale.

Gli altri si invece ?
Esci dal tunnel ;-)

Accusare gli altri di “stravolgere il senso” mentre rispondi da giorni a cose che nessuno ha scritto è piuttosto ironico.
Tu stesso hai ammesso più volte di “non capirne una fava”, che certi concetti ti risultano ostici e di non avere strumenti specifici. E non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che contemporaneamente ti comporti come se la tua comprensione intuitiva bastasse a neutralizzare qualsiasi distinzione tra fruizione e comprensione.
È qui che il tuo ragionamento collassa continuamente: ogni volta che il discorso entra nel merito di linguaggio, struttura o livelli di lettura, tu lo riporti immediatamente al solito “eh ma l’arte emoziona”.
Che è una banalità che nessuno ha mai negato.
In compenso, scrivi spesso come qualcuno che pensa che la profondità coincida con: frasi lunghe, termini astratti e tono pseudo-riflessivo.
Il problema è che il lessico “alto” (che tra l’altro non sei assolutamente in grado di “maneggiare”)non basta se manca il controllo dei concetti.
Frasi come: “una certa struttura di ciò che siamo” oppure “esperienze di vita vissuta” non sono profonde: sono formulazioni vaghe e ridondanti che cercano di sembrare più intelligenti di quello che realmente comunicano.
E infatti il tuo metodo è sempre lo stesso: prendi una frase, la semplifichi fino a deformarla, rispondi alla versione caricaturale che ti sei costruito in testa e ignori il resto del discorso.
Come vedi, se davvero mi mettessi ad analizzare seriamente quello che scrivi, ne rimarrebbe molto poco.
Per questo la chiudo qui: discutere con chi confonde continuamente emozione, comprensione e profondità lessicale è solo una perdita di tempo. Ti blocco. E’ la prima volta che blocco qualcuno sul forum ma, francamente, sei noioso ed irritante. Au revoir
 

catman

Maglia Rosa
3 Giugno 2011
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BMC
Oggi con la tusa alla GF Gimondi (ora si chiama bgy Airport ma per me sarà sempre La Gimondi), in griglia anche @GAZZA71
Come da tradizione da pioggia ma poca cosa: invece dopo il Colle dei Pasta inizia a piovere, tanto; siamo completamente fradici, su per il Selvino, complice il freddo, la tusa inizia a non stare bene. Arriviamo in cima e fa un freddo assurdo, in discesa non fa che peggiorare tanto che, da lì, iniziamo a battere i denti: continueremo a farlo fino al traguardo.
Arrivati sfatti, infreddoliti tanto da faticare a cambiare: alcuni hanno le coperte termiche, beviamo bicchieri di tè caldo uno dietro l'altro, a fatica perché le mani tremano.
Qualcuno parla di giornata memorabile: io mi volto e dico alla tusa "la prossima volta che ad una gara danno pioggia, e io sono così stupido da voler partire, sei autorizzata a menarmi".
Peccato perché l'organizzazione è di altissimo livello: polizia, volontari, tutto presidiato, ultimi km strada chiusa fino al termine, ma questa gara è sfigata.
Infine un'ultima considerazione sui dischi: prima gara sotto l'acqua con freni a disco e coperture generose, non c'è paragone coi rim; nostalgici fatevene una ragione
follia a partecipare cmq
era una settimana che davano pioggia per domenica
poi tutti a lamentarsi...un mio amico a tagliato pure il copertone per una buca dopo aver fatto 500 km in auto tra sabato pomeriggio e domenica sera...la gara ovviamente poi è diventata un'odissea tra soste pioggia e freddo
ma siete fulminati :mrgreen:
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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io il minitool lo porto però fammi dire che non l'ho mai usato se non quando sapevo già di averne bisogno per micro regolazioni
sulle nuove bdc quei geni della Canyon hanno pensato bene di fare tutta la viteria con torx da 2,5 e brugola da 5mm e danno in dotazione la leva per il PP che ha entrambe: prima o poi mi deciderò ad eliminare il minitool
Vedi l'allegato 519729
Se poi come mi è capitato ti si smonta PARZIALMENTE una tacchetta dalla scarpa e ti trovi con un piede mezzo vincolato al pedale ...
Fermato. tolta una scarpa lasciata alla bici, smontato tacchetta/scarpa dal pedale bestemmiando con cacciavite del mt, stretta una vite, passata l'altra da una tacchetta all'altra, tutto col cacciavite del minitool ...
 
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jacknipper

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9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
Se poi come mi è capitato ti si smonta PARZIALMENTE una tacchetta dalla scarpa e ti trovi con un piede mezzo vincolato al pedale ...
Fermato. tolta una scarpa lasciata alla bici, smontato tacchetta/scarpa dal pedale bestemmiando con cacciavite del mt, stretta una vite, passata l'altra da una tacchetta all'altra, tutto col cacciavite del minitool ...
come detto, mai successo di doverlo usare, ma scommetto che, la prima volta che non lo porterò, succederà qualcosa :))):
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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Insomma, è vero che questa maledetta sindrome di dk ci colpisce (inevitabilmente) tutti.
Non sono d'accordo, non ho disquisito di arte e/o di musica perchè, come più volte affermato, non ne ho le competenze.
Ho semplicemente scritto che si può godere dell'arte o della musica anche senza averne studiato contorni e qualt'altro.
Per di più chi riesce in ciò è perchè viene apprezzato dal "grande pubblico" e non credo che questi siano tutti esperti.. ma se qualcuno è in grado di smentirmi ben venga.. imparare non è mai un male.
 

SoftMachine

Maglia Iridata
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Agente Bike
Ma questa in realtà non è una vera risposta. Lo sarebbe se il "lo obbligassi" ad andare a musica, ma al di la che non è mai stato "obbligato" dopo i 12 anni non è stato nemmeno spinto, fai quello che vuoi. Per lo sport anche di più, in realtà adesso punta alla cintura nera di kung fu, quasi di certo prenderà il patentino fisr da istruttore appena maggiorenne, e mi ha anche ventilato la volontà di fare anche il maestro di snowboard, ma tutto non di vera sua iniziativa, devo sempre "spingerlo" anche su sua richiesta.
Mi diceva una prof universitaria che per un corso "pratico" con pochi partecipanti, una decina, aveva chiesto di fare tre gruppi di lavoro che dovevano fare più attività nel tempo. Ai nostri tempi li avremmo formati in 30 secondi, invece dopo aver aspettato un po' (giorni) ha dovuto farli lei. Di sicuro non diventerà un famoso letterato, è più sul mondo scientifico.

Ok, altro argomento. In in bdc buco circa ogni 300 km ultimamente...
Per mia esperienza l'accoppiata camere in tpu - bomboletta è ad altissimo rischio pizzicamento, mi è andata spesso male. Soprattutto perché spesso il cambio camera lo fai in condizioni logistiche disagevoli dove non essere perfetti è facile. Per cui io come @EugeBal ho uno standard due camere di riserva, una bomboletta con erogatore e una micropompa che si, la uso di rado, ma mi ha già salvato. Peraltro la micropompa può servire ad un pregonfiaggio anche se hai la bombola funzionale ad evitare il pizzicamento. per quanto riguarda il tubeless, è più pigrizia che altro.

@SoftMachine @golias
Non vorrei apparire cerchiobottista. Ma di sicuro il messaggio artistico dovrebbe essere fatto per essere ricevuto anche da chi ha skill inferiori alla competenza completa. La cappella sistina non è fatto solo per gli storici dell'arte, e la musica può piacere anche ad un bambino ed essere fruita da chiunque. Certo che poi quando se ne parla, quando si analizza, la competenza diventa decisiva, e forse sta li la differenza. Il caso della canzone dei PF è stato emblematico. Io grossomodo la storia raccontata da @SoftMachine la conoscevo, ed ho fatto provocatoriamente la domanda perché preso da un po' di influenza mi sentivo in una confortably numb (che ha ceduto il posto ad incacchiatura quando mi è venuta la tosse). Quando ascoltai a 14 anni per le prime volte The Wall tutto il contorno grossomodo lo ignoravo, erano solo immensi pezzi di musica e chitarra, poi si più o meno cosa fosse questo muro lo sapevo, anche avendo visto il film qualche volta. Di recente ho approfondito un pelo la cosa, per cui di un gradino il livello di conoscenza l'ho innalzato, ma non sarei mai stato in grado di analizzare con competenza la parte musicale ne descrivere il significato con il dettaglio di @SoftMachine, che evidentemente ha molto più chiaro il quadro anche se ... è proprio nel messaggio dei PF lasciare una certa parte di mistero ed indeterminatezza che francamente spesso ho accettato senza farmi troppe domande. Certo che i PF un certo grado di stonzaggine l'hanno sempre avuta, senza che questo diminuisse la loro qualità, basti pensare (e l'ho letto di recente) che per lughi periodi hanno trattato Richard Wright (anche lui autore di pezzi geniali) come un contrattista esterno e non hanno praticamente considerato se non dopo moltissimi anni Clare Torry , interprete impareggiabile di uno dei loro pezzi più iconici, con una delle vocalizzazioni più note ed estreme di sempre.
Una cosa però io mi sento di dire, non voglio più, come facevo da ragazzo, rifugiarmi nella musica che deve essere figa per forza, e passare ore ad ascoltare Koyaanisqatsi. Così come ascolto i pf, magari metto una playlist di spotify su disco dance anni "70 con musica molto lieve e commerciale.
Il tuo intervento è molto equilibrato; riesci a tenere insieme due livelli che invece spesso vengono confusi o contrapposti inutilmente: la fruizione immediata dell’opera e la sua comprensione più profonda.
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che un’opera possa colpire anche senza possedere strumenti tecnici o culturali completi. Sarebbe assurdo negarlo. Anch’io da bambino ascoltavo Schoenberg senza comprendere davvero tutto il contesto, la struttura o certi livelli simbolici, eppure l’impatto era fortissimo lo stesso.
Il punto però è che, una volta acquisiti certi strumenti, cambia inevitabilmente anche il modo di ascoltare. Il piano emotivo rimane ma il resto diventa diverso: inizi a percepire relazioni, intenzioni, strutture e livelli che prima ti sfuggivano completamente.
Questo è anche il motivo per cui poi faccio più fatica a tornare ad alcune forme estremamente semplici o prevedibili: non perché siano “vietate” o indegne, ma perché l’orecchio e la percezione nel tempo si modificano. Ed allora, aggiungerei una cosa: molta musica apparentemente semplice o “canzonetta” non vive solo sul piano estetico, ma ha spesso una forte funzione sociale e mnemonica. In molti casi non la ascoltiamo per la sua complessità interna, ma perché si lega a momenti, persone, periodi della vita, diventando una sorta di traccia emotiva e biografica. In quel senso smette di essere soltanto musica e diventa qualcos’altro: un contenitore di memoria e significato personale o condiviso. E’, appunto, quella che chiamo “funzione sociale della musica leggera"
E' importante anche non fare un passaggio inverso altrettanto scorretto che quasi sempre viene fatto da persone senza competenze: il valore sociale, mnemonico o biografico che una musica assume per chi la ascolta non coincide automaticamente con la sua complessità o solidità sul piano strettamente musicale.
Il fatto che un brano diventi “significativo” perché legato a momenti personali o collettivi riguarda il modo in cui viene vissuto, non necessariamente la sua struttura o la sua qualità compositiva. Sono due livelli diversi che possono convivere, ma non sovrapporsi.
Confondere questi piani porta facilmente a un’equivalenza impropria: “questa musica è importante per me, quindi è oggettivamente più valida”. In realtà è semplicemente significativa su un asse diverso, quello dell’esperienza e della memoria, che è reale ma non sostituisce l’analisi dell’opera in quanto tale. Spero di essermi spiegato.
 

Fill

Passista
23 Ottobre 2020
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Venezia
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Specialiezed
Si, è vero. Questo perchè ha degli evidenti difetti ed appare, in alcuni punti, slegato. Ma la realtà è che è anche molto complesso in alcune parti e fuori dalla confort zone solita dei Floyd. E’ atipico rispetto alla loro produzione. Calcola che parliamo di persone poco colte musicalmente e credo che non abbiano capito fino in fondo neppure loro cosa hanno fatto. Armonicamente lavora su centri tonali mobili, sovrapposizioni quartali, pedale di basso statico. Credo l’abbiano composta di istinto ma sfuggisse anche a loro dove sarebbero arrivati. Sono rocchettari, hanno scritto qualcosa che esce troppo dalle loro regole e conoscenze. E’ difficile spiegare cosa intendo dire ma è difficile anche capire cosa intenda, ad esempio, Gilmour quando dice di odiare quel disco. Non è facile parlare con Gilmour, è lento nell’esposizione e poi gli mancano proprio conoscenze musicali precise per riuscire a spiegare alcune cose. Gilmour e Waters sono il classico esempio di talento grezzo.
Roger Acque lo percepisco piu' come un acculturato, mi ha dato impressione diversa da Gilmour che lo associo di piu' ad un nerds chiuso detro alla sua cameretta.
I rosa li ho sempre apprezzati con moderazione, con Roger, senza un ectoplasma ( Roger Acque Cit.)
 

SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
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Roger Acque lo percepisco piu' come un acculturato, mi ha dato impressione diversa da Gilmour che lo associo di piu' ad un nerds chiuso detro alla sua cameretta.
I rosa li ho sempre apprezzati con moderazione, con Roger, senza un ectoplasma ( Roger Acque Cit.)
Si, in effetti è cosi’. Gilmour ha un linguaggio riconoscibilissimo, di una semplicità impressionante tagliato su misura per cio’ che fanno i Floyd.. E parla esattamente come suona: lentissimo, a volte ripete una parola piu’ volte aspettando che arrivino le altre. A mio parere è un uomo intelligente, piuttosto chiuso e riservato.
 
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Maceio

Maglia Gialla
4 Maggio 2014
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6.024
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CANNONDALE
Accusare gli altri di “stravolgere il senso” mentre rispondi da giorni a cose che nessuno ha scritto è piuttosto ironico.
Tu stesso hai ammesso più volte di “non capirne una fava”, che certi concetti ti risultano ostici e di non avere strumenti specifici. E non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che contemporaneamente ti comporti come se la tua comprensione intuitiva bastasse a neutralizzare qualsiasi distinzione tra fruizione e comprensione.
È qui che il tuo ragionamento collassa continuamente: ogni volta che il discorso entra nel merito di linguaggio, struttura o livelli di lettura, tu lo riporti immediatamente al solito “eh ma l’arte emoziona”.
Che è una banalità che nessuno ha mai negato.
In compenso, scrivi spesso come qualcuno che pensa che la profondità coincida con: frasi lunghe, termini astratti e tono pseudo-riflessivo.
Il problema è che il lessico “alto” (che tra l’altro non sei assolutamente in grado di “maneggiare”)non basta se manca il controllo dei concetti.
Frasi come: “una certa struttura di ciò che siamo” oppure “esperienze di vita vissuta” non sono profonde: sono formulazioni vaghe e ridondanti che cercano di sembrare più intelligenti di quello che realmente comunicano.
E infatti il tuo metodo è sempre lo stesso: prendi una frase, la semplifichi fino a deformarla, rispondi alla versione caricaturale che ti sei costruito in testa e ignori il resto del discorso.
Come vedi, se davvero mi mettessi ad analizzare seriamente quello che scrivi, ne rimarrebbe molto poco.
Per questo la chiudo qui: discutere con chi confonde continuamente emozione, comprensione e profondità lessicale è solo una perdita di tempo. Ti blocco. E’ la prima volta che blocco qualcuno sul forum ma, francamente, sei noioso ed irritante. Au revoir
dicesi IDR
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Il tuo intervento è molto equilibrato; riesci a tenere insieme due livelli che invece spesso vengono confusi o contrapposti inutilmente: la fruizione immediata dell’opera e la sua comprensione più profonda.
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che un’opera possa colpire anche senza possedere strumenti tecnici o culturali completi. Sarebbe assurdo negarlo. Anch’io da bambino ascoltavo Schoenberg senza comprendere davvero tutto il contesto, la struttura o certi livelli simbolici, eppure l’impatto era fortissimo lo stesso.
Il punto però è che, una volta acquisiti certi strumenti, cambia inevitabilmente anche il modo di ascoltare. Il piano emotivo rimane ma il resto diventa diverso: inizi a percepire relazioni, intenzioni, strutture e livelli che prima ti sfuggivano completamente.
Questo è anche il motivo per cui poi faccio più fatica a tornare ad alcune forme estremamente semplici o prevedibili: non perché siano “vietate” o indegne, ma perché l’orecchio e la percezione nel tempo si modificano. Ed allora, aggiungerei una cosa: molta musica apparentemente semplice o “canzonetta” non vive solo sul piano estetico, ma ha spesso una forte funzione sociale e mnemonica. In molti casi non la ascoltiamo per la sua complessità interna, ma perché si lega a momenti, persone, periodi della vita, diventando una sorta di traccia emotiva e biografica. In quel senso smette di essere soltanto musica e diventa qualcos’altro: un contenitore di memoria e significato personale o condiviso. E’, appunto, quella che chiamo “funzione sociale della musica leggera"
E' importante anche non fare un passaggio inverso altrettanto scorretto che quasi sempre viene fatto da persone senza competenze: il valore sociale, mnemonico o biografico che una musica assume per chi la ascolta non coincide automaticamente con la sua complessità o solidità sul piano strettamente musicale.
Il fatto che un brano diventi “significativo” perché legato a momenti personali o collettivi riguarda il modo in cui viene vissuto, non necessariamente la sua struttura o la sua qualità compositiva. Sono due livelli diversi che possono convivere, ma non sovrapporsi.
Confondere questi piani porta facilmente a un’equivalenza impropria: “questa musica è importante per me, quindi è oggettivamente più valida”. In realtà è semplicemente significativa su un asse diverso, quello dell’esperienza e della memoria, che è reale ma non sostituisce l’analisi dell’opera in quanto tale. Spero di essermi spiegato.
Beh, ti farà sorridere. ieri l'ALGORITMO mi ha proposto le canzoni di Grease. Beh, io avevo 11-12 anni, e sebbene non ne fossi un fan, anzi, fu un film e della musica che influenzò incredibilmente la mia vita da pre-adolescente, con tutti i suoi patimenti, le sue incertezze e quindi si, per me nel bene o nel male è importante. Non fosse per tutte le mie compagnette che tapezzavano le loro agende con le foto dei protagonisti, creando nel sottoscritto tutta una serie di conflitti ormonali. Grease era del 1978, The Wall del 1979, sembrerà assurdo ma per motivi opposti li ascoltavo molto entrambe.
 
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