Il punto è che il codice della strada disciplina la circolazione su strade pubbliche, giustamente, per esigenze di mobilità che non sono quelle sportive. Non a caso per le manifestazioni sportive le strade vengono chiuse alla circolazione.Uno dei problemi secondo me è che bisognerebbe riconoscere e normare la figura del "ciclista sportivo" che ha esigenze, velocità, percorsi, ecc assolutamente diversi dalla siura Maria che usa la bici per andare a prendere il pane.
Il problema sono si gli utenti in auto, moto, camion, pedoni etc. indisciplinati e distratti, ma il problema è anche il ciclista che circola su strada pubblica come se fosse al Criterium del Delfinato fregandosene di precedenze, semafori, di tagliare le curve, di stare in mezzo alla strada, di svoltare improvvisamente senza preavviso etc.
E purtroppo non ne vedo pochi in giro