In quegli anni, in un ambiente relativamente piccolo tutto sapevano cosa facessero i corridori. Lui fece la squadra con “tossici” e “spacciatori” insieme che nessuno voleva. Sicuramente immaginava cosa facessero, vedeva la gente che bazzicava intorno ai suoi corridori ma probabilmente come tanti DS non toccava l’argomento esplicitamente nè tantomeno implicitamente o in qualche forma scritta. Tanto che nessuno ha potuto tirarlo in mezzo, neanche i suoi corridori squalificati che avrebbero fatto di tutto per potersi salvare. Nell’intervista dice una mezza verità: lui non vedeva ma perché non voleva vedere e sapere. Da un punto di vista giuridico nessuno ha potuto provare la sua complicità, dal punto di vista etico è stato accusato da tifosi, qualche giornalista ma mai dai suoi ex corridori
Penso di poter dire che non era un tonto alla Saronni che chiama il farmacista al telefono per chiedere che procuri qualcosa ai propri corridori che non vanno avanti.
in ogni caso è curioso che DS e dirigenti che promuovevano attivamente il doping, come Saronni o Ferretti fra i tanti, abbiano una reputazione immacolata. Giannetti è il diavolo in terra.