La mia prima Colnago è stata una C50, nel 2004. Un’ottima bici. All’epoca, facendo, seppur scarsamente, granfondo, avevo conosciuto il compianto Andrea Pinarello. Da lì, per anni, ho avuto solo bici Pinarello.
Circa quattro anni fa mi sono innamorato della C68, che per me è fin fin troppo. Una bici molto equilibrata e comoda. Certo, non è una piuma e non è particolarmente aero, ma per un vecchietto come me è perfetta.
Con la C72 ho fatto appena 200 km e 3.500 metri di dislivello, praticamente l’ho usata solo in salita e in discesa. In salita ho le stesse ottime sensazioni che avevo sulla C68; il manubrio CC02, un po’ più stretto, non guasta. In discesa, beh, pur non essendo un fenomeno, mi sento meglio, più stabile. Sarà forse l’effetto placebo della bici nuova?
Ma quello che più mi piace di questo telaio è la tecnologia costruttiva, il leggere “REALIZZATO A MANO IN ITALIA” e l’eleganza delle finiture, che, per i miei gusti, è imbattibile.