Deve essere solo un discorso etico, per quello le definizioni non dico che siano assolute, ma hanno comunque dietro questo input. Lo dico per rispondere anche a @jacknipper, sono anche due modi di nutrirsi, ma più che altro sono una conseguenza di una scelta che porta a nutrirsi in un certo modo. Cioè a monte c’è una scelta consapevole o meno (conosco gente che lo fa per motivi salutistici), ma non è che se uno per una settimana si dimentica di mangiare carne e derivati, finisce il latte e i formaggi e le uova in dispensa, si trova che non può far la spesa, però ha frigo e dispensa pieni di verdure, cereali, pasta, legumi, etc. e mangia quelli, e automaticamente è vegano. Non ha scelto, in realtà.diciamo che mi piacerebbe in futuro diventare vegan al 100%.
a piccoli passi ci arrivo
ho tolto già negli anni alimenti per me superflui come la carne rossa/selvaggina, salumi , il latte e i formaggi. di latticini solo il kefir.
il pesce è un anno che non lo mangio più.
è un percorso che si è evoluto naturalmente nel mio caso, non lo sto facendo per motivi salutistici o che, credo sia più un discorso di etica.
Però appunto, come ho già detto, scegliere una alimentazione prevalentemente vegetale senza darsi etichette, è la cosa migliore, perché al netto delle discussioni o polemiche sulle scelte altrui che potrebbero arrivare, ognuno di noi deve rendere conto solo a se stesso.
Se prenderai la consapevolezza sull’etica che dici, sarà una scelta importante. Finora lo hai fatto perché li ritenevi superflui, così è più facile. Ma appunto, non giudico, un punto di partenza c’è sempre, la cosa per me importante è ciò che farai dopo, cioè le scelte difficili.



