Ciclisti over 50 (vol.3)

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Bici
Colnago per la strada & Kona per il fango
Ma secondo voi ad una certa età si può ancora pensare di aumentare la forza ?
Quando è già tanto se si riesce a mantenere la stessa nell'arco di 1 o 2 anni.
la risposta è semplice, se sei al tuo 100% no, calerà inevitabilmente, se sei al tuo 60-70%, ed è già buono, si può eccome
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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la risposta è semplice, se sei al tuo 100% no, calerà inevitabilmente, se sei al tuo 60-70%, ed è già buono, si può eccome
Sì, parole sante! Poi se ci aggiungi il calo fisiologico del testosterone capisci anche che stai lottando contro i mulini a vento. E che va cambiata prospettiva: invece di incrementare, mi domanderei: come posso mantenere la “forza” e la muscolatura efficiente il più a lungo possibile, rendendo quel processo naturale di perdita il meno impattante possibile?!?

E già così sarebbe un mezzo successo. Io sono uno di quelli, come si raccontava prima, che se mi dovessi fermare allettato per un incidente o altro 1-2 mesi, andrei a finire con due gambine smilze e muscoli scomparsi.
 
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loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Piemonte
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Credo che le posizioni siano chiare: @VADABRUT è convinto che il suo metodo, avendo dato risultati in passato, funzioni, e se una cosa funziona perché cambiarla?!? Nello stesso tempo odia i numeri, i calcoli, e tutte le menate, ed è vero: ci si può allenare senza un misuratore di potenza, per carità, non esageriamo, ma nel mio caso, venendo dall'atletica e abituato a contare i centesimi, per me è stato un plus. A me piace proprio avere la possibilità di misurare ciò che sto facendo e dargli un senso. Sicuramente preparare la gara che ho fatto con il misuratore mi ha fatto stare sul pezzo, mi ha aiutato ad avere stimoli e ad aggiustare il tiro: probabilmente è questione di indole, senza il misuratore mi sarei un po' perso e avrei avuto la tendenza a derogare, come faccio a volte anche nelle cose della vita. Per me è stato come una guida, ma non sono così rigido sulla questione: con le giuste motivazioni e sapendo quello che si fa e l'obiettivo che si ha in mente, si può arrivare allo stesso risultato, o quasi. Dico quasi perché, mentalmente, per me sapere che stavo andando a chiudere un buco o facevo rilanci a 450-500W, era qualcosa di conosciuto, e dentro di me una vocina diceva: Dai mo', ne hai fatti 2 serie da 19 di queste cose in allenamento per mesi, non ti manca nulla per riuscirci!

Poi la questione va però spostata sul tirare le somme: bisogna essere sinceri con se stessi o meglio saper analizzare ciò che si fa e ciò a cui si punta, per capire che il mantra: se ho fatto sempre così, allora funzionerà, è come la felicità raggiunta di Montale "al piede teso ghiaccio che si incrina". Ci vuole consapevolezza, che vuol dire che non è che bisogna cambiar per forza, ma alla fine è vero che bisogna avere un piano B, o meglio quelle cose che si fanno devono essere aggiustate a seconda della piega che prendono. Bisogna farlo, perché è come un puzzle: stavamo andando bene, mancavano gli ultimi tasselli, e qualcuno o qualcosa ci butta una parte per terra, e perdiamo ciò che avevamo costruito. Al che bisogna ricominciare con un altro approccio, ed invece si crede di poter riprendere da dove si era rimasti. Il fraintendimento è quello: questa cosa genera frustrazione, arrabbiature, voglia di mollare tutto.

Se si guarda il percorso di @VADABRUT a volte è stato lui stesso a mettersi i bastoni fra le ruote con delle scelte più o meno opinabili (ma almeno sono sue), altre sono intervenuti fattori esterni come il male alla schiena, etc. Risultato: va a fare una gara che fino a che andava tutto bene avrebbe portato a termine con soddisfazione, e diventa una debacle. Lui è esperto, si conosce, ed in parte lo sapeva. Ma ciò non toglie che è deluso ugualmente. La verità, anzi le verità, sono due in questa situazione: cosa posso fare per tornare a ciò che ero prima (anche modificando piccole cose per non incorrere negli stessi errori), e quanto tempo ci vorrà: nel frattempo non devo aver fretta, se no la delusione è ciò che avrò come risultato. Tutto questo Davide, te lo scrivo non perché voglia farti diventare un ciclista con completo attillato, ruote e bici in carbonio, misuratore di potenza e senza panza: io non ti vedo così, ed è onorevole che tu persegui un tuo modello e le tue scelte. Ma permettimi, quello che potesti fare senza doverti snaturare diventando ciò che non sei, è ancora tanto, e ti porterebbe ad essere sì un ciclista con una bici del 2000, ruote a basso profilo, calzino corto, etc., ma anche un ciclista soddisfatto. Ed è questo, misuratori a parte, che dovremmo fare tutti noi.
Condivido al 100 x 100
Ma dobbiamo anche interrogarci sul significato di questo spazio. Nel raccontare e un pò cazzeggiare se uno pone una questione gli altri rispondono con dei suggerimenti. Tempo fa ho palesato il problema di saltare un giunto su cui ho fatto più pinzate e molti di voi mi hanno spiegato come fare un bunny hop con la bdc. Poi sta a me scegliere se seguire il consiglio o meno, ma la rispostaè quella. Insomma, se pongo un problema non posso però temere le risposte.
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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Bici
mia
la risposta è semplice, se sei al tuo 100% no, calerà inevitabilmente, se sei al tuo 60-70%, ed è già buono, si può eccome
Il tuo 100% a 50 anni poniamo sia 9, a 60 sarà ancora 9 ? e a 70 :roll:
Non credo.. quindi si probabilmente puoi ancora sviluppare qualcosa se ti impegni con allenamenti massacranti, alimentazione super mirata, a letto presto la sera e bla bla bla che tutti dovremmo ormai conoscere.
Ma sperare che questo ti porti da 200 watt Ftp a 240 a 60 e passa anni quando mai hai avuto quella potenza secondo me è volersi illudere.
Tolto poi il motivo per cui dovresti farlo.
 

jacknipper

Diversamente scalatore
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Colnago per la strada & Kona per il fango

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
Credo che le posizioni siano chiare: @VADABRUT è convinto che il suo metodo, avendo dato risultati in passato, funzioni, e se una cosa funziona perché cambiarla?!? Nello stesso tempo odia i numeri, i calcoli, e tutte le menate, ed è vero: ci si può allenare senza un misuratore di potenza, per carità, non esageriamo, ma nel mio caso, venendo dall'atletica e abituato a contare i centesimi, per me è stato un plus. A me piace proprio avere la possibilità di misurare ciò che sto facendo e dargli un senso. Sicuramente preparare la gara che ho fatto con il misuratore mi ha fatto stare sul pezzo, mi ha aiutato ad avere stimoli e ad aggiustare il tiro: probabilmente è questione di indole, senza il misuratore mi sarei un po' perso e avrei avuto la tendenza a derogare, come faccio a volte anche nelle cose della vita. Per me è stato come una guida, ma non sono così rigido sulla questione: con le giuste motivazioni e sapendo quello che si fa e l'obiettivo che si ha in mente, si può arrivare allo stesso risultato, o quasi. Dico quasi perché, mentalmente, per me sapere che stavo andando a chiudere un buco o facevo rilanci a 450-500W, era qualcosa di conosciuto, e dentro di me una vocina diceva: Dai mo', ne hai fatti 2 serie da 19 di queste cose in allenamento per mesi, non ti manca nulla per riuscirci!
Io non sono così....... tutto istinto......se un giorno non va tiro i remi in barca e passeggio. Non ho nemmeno un programma, so che in inverno devo andare in un certo modo, poi quando comincia a scaldare inizio ad andare con gli altri.
Per me niente numeri, solo rapporti da girare, se riesco guardo la velocità e i bpm.
Poi la questione va però spostata sul tirare le somme: bisogna essere sinceri con se stessi o meglio saper analizzare ciò che si fa e ciò a cui si punta, per capire che il mantra: se ho fatto sempre così, allora funzionerà, è come la felicità raggiunta di Montale "al piede teso ghiaccio che si incrina". Ci vuole consapevolezza, che vuol dire che non è che bisogna cambiar per forza, ma alla fine è vero che bisogna avere un piano B, o meglio quelle cose che si fanno devono essere aggiustate a seconda della piega che prendono. Bisogna farlo, perché è come un puzzle: stavamo andando bene, mancavano gli ultimi tasselli, e qualcuno o qualcosa ci butta una parte per terra, e perdiamo ciò che avevamo costruito. Al che bisogna ricominciare con un altro approccio, ed invece si crede di poter riprendere da dove si era rimasti. Il fraintendimento è quello: questa cosa genera frustrazione, arrabbiature, voglia di mollare tutto.
Per me è molto semplice tirare le somme, se sono in grado di lottare mi diverto, se invece mi tocca subire mi rompo le palle.
Non è sempre festa, lo capisco ma per il momento la bilancia pende dalla parte del divertimento. Io non ho niente da aggiustare, solo riacquistare un po' di forma. Non è una cosa immediata e bisogna andare per gradi.
Se si guarda il percorso di @VADABRUT a volte è stato lui stesso a mettersi i bastoni fra le ruote con delle scelte più o meno opinabili (ma almeno sono sue), altre sono intervenuti fattori esterni come il male alla schiena, etc. Risultato: va a fare una gara che fino a che andava tutto bene avrebbe portato a termine con soddisfazione, e diventa una debacle. Lui è esperto, si conosce, ed in parte lo sapeva. Ma ciò non toglie che è deluso ugualmente. La verità, anzi le verità, sono due in questa situazione: cosa posso fare per tornare a ciò che ero prima (anche modificando piccole cose per non incorrere negli stessi errori), e quanto tempo ci vorrà: nel frattempo non devo aver fretta, se no la delusione è ciò che avrò come risultato.
Qui non ho capito come avrei fatto a mettermi i bastoni tra le ruote.....
Il resto è giusto.......due settimane fa mi hanno staccato nell' unico punto dove sapevo che sarebbe potuto succedere, sabato scorso mi hanno fatto un buco di 15-20 metri che ho dovuto chiudere perchè altrimenti la mia corsa sarebbe finita dopo un giro.
Ieri sera è venuto fuori che qualche corridore ha saltato uno o più giri...... io non ne ho la certezza perchè non mi sono voltato, ma quelli che ho dovuto saltare secondo me si erano staccati. Poi all' improvviso ne ho rivisto uno che secondo me non c' era più.
Tutto questo Davide, te lo scrivo non perché voglia farti diventare un ciclista con completo attillato, ruote e bici in carbonio, misuratore di potenza e senza panza: io non ti vedo così, ed è onorevole che tu persegui un tuo modello e le tue scelte. Ma permettimi, quello che potesti fare senza doverti snaturare diventando ciò che non sei, è ancora tanto, e ti porterebbe ad essere sì un ciclista con una bici del 2000, ruote a basso profilo, calzino corto, etc., ma anche un ciclista soddisfatto. Ed è questo, misuratori a parte, che dovremmo fare tutti noi.
Credo anch' io di avere ancora spazio per potermi divertire, ma deve filare tutto liscio.......a quest' età basta un minimo intoppo o un infortunio e ciao ciao.
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
20.496
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Bici
Tecnotrat
Mi sono accorto adesso che non viene più rilevata la cadenza di pedalata......ultima registrazione venerdì scorso.....
questa sera controllo che ci sia ancora il sensore....... ce n' è sempre una con sti aggeggi....... oggi ero andato particolarmente in agilità, volevo vedere e ...... cadenza 0....... ma va a da via al cù !
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Bici
Colnago per la strada & Kona per il fango
Mi sono accorto adesso che non viene più rilevata la cadenza di pedalata......ultima registrazione venerdì scorso.....
questa sera controllo che ci sia ancora il sensore....... ce n' è sempre una con sti aggeggi....... oggi ero andato particolarmente in agilità, volevo vedere e ...... cadenza 0....... ma va a da via al cù !
se non ami la tecnologia è naturale che lei ti si rivolti contro :))):
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
se non ami la tecnologia è naturale che lei ti si rivolti contro :))):
Ma porca vacca, oggi avevo il cardiofrequenzimetro e funzionava bene...... volevo vedere la cadenza e zac...... la sorpresa.......cosa sarà successo adesso ? Non la registra da 5 giorni....... che due coglioni dover guardare anche ste robe, se ho perso il sensore non lo rimetto più. Questa sera mi toccherà rifare tutto......
 

Bdc-light

Pedivella
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Roncegno Terme
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Merida Endurance 6000 Di2
Ma porca vacca, oggi avevo il cardiofrequenzimetro e funzionava bene...... volevo vedere la cadenza e zac...... la sorpresa.......cosa sarà successo adesso ? Non la registra da 5 giorni....... che due coglioni dover guardare anche ste robe, se ho perso il sensore non lo rimetto più. Questa sera mi toccherà rifare tutto......
si chiama batteria.. quella cosa che si scarica e che ogni tanto va cambiata... capita.. oppure lo hai semplicemente perso per strada.. capita anche quello...
pensa tra un anno quando ci stupirai postando qui i tuoi piani di allenamento fatti da una IA per la prossima gara.. :-)xxxx
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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si chiama batteria.. quella cosa che si scarica e che ogni tanto va cambiata... capita.. oppure lo hai semplicemente perso per strada.. capita anche quello...
pensa tra un anno quando ci stupirai postando qui i tuoi piani di allenamento fatti da una IA per la prossima gara.. :-)xxxx
Un' altra batteria ? Ma cazzo, quel sensore l' ho tolto da una ruota...... avevo montato tutto pochi mesi fa...... prima montavo una 2032 sul ciclocomputer e una nel cardiofrequenzimetro e le cambiavo a fine anno per sicurezza.
Sarà quella....... non ho fatto caso se c' era ancora il sensore quando ho preso la bici oggi......ma nemmeno ieri......neanche l' altro ieri...... non guardo mai nemmeno la cadenza.......questa sera vedrò di fare un po' d' ordine con ste paginette, le ultime che ho fatto hanno troppe cose e non le vedo.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Ma porca vacca, oggi avevo il cardiofrequenzimetro e funzionava bene...... volevo vedere la cadenza e zac...... la sorpresa.......cosa sarà successo adesso ? Non la registra da 5 giorni....... che due coglioni dover guardare anche ste robe, se ho perso il sensore non lo rimetto più. Questa sera mi toccherà rifare tutto......
Come vedi ce n’è sempre una ;-)

Ho capito che sei istintivo, e volubile. Ma non credo siano difetti. Come tutte le cose spesso i nostri difetti sono anche i più grandi pregi, dipende dal contesto. Ci sono momenti in cui bisogna fare pochi calcoli e buttarsi, può non essere congeniale, ma a volte si ottiene di più che a star lì a calcolare tutto. Capirlo è la parte più difficile.

Per il resto, se le tue arrabbiature, le delusioni, ti servono a darti motivazioni, a non dormirci la notte, allora non è una cosa che devi evitare. Non siamo tutti uguali con le delusioni. Certo che fili sempre tutto liscio è veramente un gran lusso.

Quando ho detto che ti sei complicato la vita da solo mi riferisco alla sella, al cambio della sella. Per me hai esitato troppo a modificare il primo posizionamento, hai creduto che certi problemi si sarebbero risolti, che erano solo dolorini passeggeri, e hai perso allenamenti preziosi. Poi con il caldo, hai deciso che avrebbe vinto lui: io ho fatto il contrario, avevo un obiettivo e alle 13:30 anche se c’erano più di 38 gradi ero in sella. È stato molto difficile, e avrei mollato anche io, ma poi è passata quella fase ed è diventato fattibile, non dico normale, ma fattibile. Tu hai alzato bandiera bianca troppo presto, per me. Ma le scelte sono tue, ovvio. Ma ognuna ha un effetto. Valutando questo basta saperlo: non potevi arrivare ai primi di settembre con la gamba che avevi ad inizio estate. Questo però a te invece di darti una certezza su cui lavorare, ti ha creato malumore.

Ma ho letto che sai bene che ci stai arrivando, che ci vuole pazienza e che sei di nuovo sulla strada giusta andando per gradi. E sono contento!

Credo che da giorni io stia un po’ parlando sulle ali dell’entusiasmo, perché davvero, dopo anni in cui anche nella mia vita e di famiglia siamo stati sballottati come essere in una lavatrice, mi pare una magia ciò che è successo in questi tre mesi. È filato tutto più liscio del liscio e l’epilogo della gara ben fatta è stata la ciliegina sulla torta. Ma il vantaggio questa volta di avere quasi 60 anni mi fa relativizzare tutto. Non solo non sarà sempre così, ma conosco già bene che ci saranno gli inciampi, gli infortuni, perché è più facile che sia così, è così che è la vita vera. La vita per me è come la musica: bisogna andare a tempo, sincronizzare i ritmi, essere pronti a cambiare tonalità, e questo è un processo continuo. Diciamo che con questi tre mesi tutti lisci mi è venuto fuori un bell’assolo, tutto perfetto, ma da domani si ricomincia a suonare con il mondo. Ci sarà qualche armonia da sistemare, potrei andare fuori tempo, ma come ho già detto, farò il massimo con quello che ho. Non c’è alcuna delusione che possa togliermi il sorriso di questo impegno. Anzi sì, solo una. Ma preferisco non pensarci.