Ciclisti over 50 (vol.3)

scamorza

Apprendista Scalatore
4 Marzo 2006
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Non sono menagramo, sono ingegnere meccanico :mrgreen:
Comunque se il discorso era riferito alla tua bici non devi preoccuparti, se non ricordo male hai un telaio in alluminio e l'alluminio al contrario dell'acciaio non subisce il fenomeno di rottura a fatica. Se si rompe è per altri motivi, e cede di schianto
Da NON ingegnere, mi risulta l'esatto opposto!
Un profilato in acciaio progettato correttamente non subisce rottura a fatica mentre uno in alluminio può essere progettato per avere una rottura a fatica il più tardi possibile, ma che comunque avverrà.
 

never give up!

max_good
9 Gennaio 2010
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krypton xroad - 0 slr
Da 20 anni :mrgreen:
Nella pratica la rottura a fatica dell'alluminio non è perfettamente (o quasi) prevedibile come quella dell'acciaio attraverso il diagramma di Wohler, perché la sua produzione ed eventuali trattamenti ne rendono la struttura estremamente variabile, ma estremamente, con caratteristiche meccaniche molto diverse. Si può fare una stima della durata con il grafico di Wohler (o l'S/N) ma chi progetta costruzioni per le applicazioni pratiche sa bene che possono essere numeri del lotto. Un pò come fidarsi della potenza stimata dal Garmin o da Strava senza avere il PM diciamo:mrgreen:
Nel mondo reale non troverai un elemento che ha la funzione di essere sottoposto a continui cicli di fatica costruito in alluminio, se non per applicazioni di brevissima durata. Così è
tipicamente le fusoliere degli aerei sono strutture sottoposte a cicli di fatica (pressurizzazione e depressurizzazione) sono (erano*) in alluminio
cfr. incidenti aereo Comet 1954 (cedimento per fatica causa errato disegno finestrini che provocarono concentrazione di sforzi negli spigoli)

in ogni caso, un conto è dire che è di difficile previsione, un conto è dire che l'alluminio non cede a fatica...
l'alluminio al contrario dell'acciaio non subisce il fenomeno di rottura a fatica

*dopo l'avvento dei compositi qualcosa è cambiato
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
tipicamente le fusoliere degli aerei sono strutture sottoposte a cicli di fatica (pressurizzazione e depressurizzazione) sono (erano*) in alluminio
cfr. incidenti aereo Comet 1954 (cedimento per fatica causa errato disegno finestrini che provocarono concentrazione di sforzi negli spigoli)

in ogni caso, un conto è dire che è di difficile previsione, un conto è dire che l'alluminio non cede a fatica...


*dopo l'avvento dei compositi qualcosa è cambiato
magari sbaglio e @mauretto correggerà ma credo che dicendo "non subisce il fenomeno di rottura a fatica" non intendesse dire che non si rompa a fatica, anzi si rompe eccome, ma che non ne subisce il fenomeno, cioè non hai un limite di fatica come nell'acciaio o altre leghe ferrose: da qui la sua imprevedibilità
non a caso poi ha parlato di Wohler
 
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bob1972

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8 Maggio 2025
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In arrivo...
Oggi in pausa pranzo ho commesso una delle mie minchiate: stavo quasi per detonare! :mrgreen:

L'idea era di fare una uscita tranquilla, così sfrutto un 15 minuti tranquilli a lavoro per mangiare velocemente una insalata di peperoni, pomodori e feta in modo da avere l'oretta a disposizione. Anche se a stomaco pieno, tanto vado tranquillo visto che ho tirato ieri. Opto per il mio giro di riferimento "collinare soft", con la bella salita verso Pecetto che è costante e tranquilla, con punta all'8% e strappetto al 14 dopo una discesa.
Il famoso segmento "Revigliasco salita" che @Cillo mi aveva assegnato come obiettivo da raggiungere entro fine stagione.

Esco di casa tranquillo ma, proprio all'inizio della salita, raggiungo due "quasi Pro": attrezzatura non aggiornatissima ma belli magri e in forma. Gente che sicuramente andava sicuramente più di me. Mi accordo a loro nel tratto iniziale pianeggiante e tengo il loro ritmo nella parte iniziale della salita. Ecco l'imprevisto: da dietro arriva un gruppone (poi scoprirò essere due gruppi separati) di "più Pro di loro" e ci superano. I due che inizialmente andavano come me iniziano a tirare e, ovviamente, mi staccano. Nel frattempo raggiungo uno del gruppo davanti che andava più lento. Rimango dietro di lui fino alla fine della salita. Arriva la discesa e, solita strategia, la prendo a cannone per superare il successivo breve strappetto al 14: supero tutto il gruppo e poi, alla fine della salita, i due iniziali mi riprendono. Altra discesa, scusandomi li risupero per prendere un nuovo slancio sulla salita successiva. Mi rimangono dietro fino alla fine e poi ci salutiamo.
Nota: alla fine dell'ultima salita, uno dei due mi fa presente che forse la mia bici gli sembra piccola. Ma questo è un altro discorso.

In sintesi: non credo aver tirato mai così tanto ed ho avvertito un po' di fastidio/peso in area cuore/stomaco. Sicuramente i peperoni mangiati prima di uscire non hanno aiutato.

Lo ammetto, oggi ho tirato a differenza del solito e mi sono anche divertito. Sul giro di riferimento ho tenuto quasi i 30, cosa per me inconcepibile su un giro collinare (ben diverso dal giro in piano di ieri).

Un po' di PR li ho portati a casa così come il mio record personale sul tempo totale del giro.

Alla fine nel mio piccolo mi diverto e soddisfo con poco.

PS: l'ho già scritto ma preferisco ripeterlo: non prendetelo come un attacco di sboronaggine. Condivido solo la mia piccola soddisfazione (è appena un giro di 50 minuti!) e la grande minchiata! :mrgreen:

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max_good
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magari sbaglio e @mauretto correggerà ma credo che dicendo "non subisce il fenomeno di rottura a fatica" non intendesse dire che non si rompa a fatica, anzi si rompe eccome, ma che non ne subisce il fenomeno, cioè non hai un limite di fatica come nell'acciaio o altre leghe ferrose: da qui la sua imprevedibilità
non a caso poi ha parlato di Wohler
stiamo andando verso discorsi semantici...
per me il "fenomeno" della fatica è accumulo del danno sotto carichi ciclici.
le conseguenza del fenomeno, sotto un deteminato ciclo di carico (rottura o meno) dipende da materiale e disegno (alcuni con più cicli altri con meno, altri ancora da prendere con le molle), ma il "fenomeno" è la condizione di lavoro. non subire qualcosa, per me, significa che non porta a conseguenze (es l'acciaio con cicli di carico sotto il limite di fatica)
 

mauretto

teenage punk
24 Aprile 2009
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Friûl
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un onesto ferro
tipicamente le fusoliere degli aerei sono strutture sottoposte a cicli di fatica (pressurizzazione e depressurizzazione) sono (erano*) in alluminio
cfr. incidenti aereo Comet 1954 (cedimento per fatica causa errato disegno finestrini che provocarono concentrazione di sforzi negli spigoli)

in ogni caso, un conto è dire che è di difficile previsione, un conto è dire che l'alluminio non cede a fatica...


*dopo l'avvento dei compositi qualcosa è cambiato
Le fusoliere così come le ali una volta avevano una struttura portante tubolare in acciaio, ora tipicamente in compositi. L'alluminio non ha funzione principalmente strutturale, non sono così matti !
 

jacknipper

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Oggi in pausa pranzo ho commesso una delle mie minchiate: stavo quasi per detonare! :mrgreen:

L'idea era di fare una uscita tranquilla, così sfrutto un 15 minuti tranquilli a lavoro per mangiare velocemente una insalata di peperoni, pomodori e feta in modo da avere l'oretta a disposizione. Anche se a stomaco pieno, tanto vado tranquillo visto che ho tirato ieri. Opto per il mio giro di riferimento "collinare soft", con la bella salita verso Pecetto che è costante e tranquilla, con punta all'8% e strappetto al 14 dopo una discesa.
Il famoso segmento "Revigliasco salita" che @Cillo mi aveva assegnato come obiettivo da raggiungere entro fine stagione.

Esco di casa tranquillo ma, proprio all'inizio della salita, raggiungo due "quasi Pro": attrezzatura non aggiornatissima ma belli magri e in forma. Gente che sicuramente andava sicuramente più di me. Mi accordo a loro nel tratto iniziale pianeggiante e tengo il loro ritmo nella parte iniziale della salita. Ecco l'imprevisto: da dietro arriva un gruppone (poi scoprirò essere due gruppi separati) di "più Pro di loro" e ci superano. I due che inizialmente andavano come me iniziano a tirare e, ovviamente, mi staccano. Nel frattempo raggiungo uno del gruppo davanti che andava più lento. Rimango dietro di lui fino alla fine della salita. Arriva la discesa e, solita strategia, la prendo a cannone per superare il successivo breve strappetto al 14: supero tutto il gruppo e poi, alla fine della salita, i due iniziali mi riprendono. Altra discesa, scusandomi li risupero per prendere un nuovo slancio sulla salita successiva. Mi rimangono dietro fino alla fine e poi ci salutiamo.
Nota: alla fine dell'ultima salita, uno dei due mi fa presente che forse la mia bici gli sembra piccola. Ma questo è un altro discorso.

In sintesi: non credo aver tirato mai così tanto ed ho avvertito un po' di fastidio/peso in area cuore/stomaco. Sicuramente i peperoni mangiati prima di uscire non hanno aiutato.

Lo ammetto, oggi ho tirato a differenza del solito e mi sono anche divertito. Sul giro di riferimento ho tenuto quasi i 30, cosa per me inconcepibile su un giro collinare (ben diverso dal giro in piano di ieri).

Un po' di PR li ho portati a casa così come il mio record personale sul tempo totale del giro.

Alla fine nel mio piccolo mi diverto e soddisfo con poco.

PS: l'ho già scritto ma preferisco ripeterlo: non prendetelo come un attacco di sboronaggine. Condivido solo la mia piccola soddisfazione (è appena un giro di 50 minuti!) e la grande minchiata! :mrgreen:

Vedi l'allegato 531512
grassi e proteine (feta) e fibre (peperoni e pomodori), il pranzo indigeribile perfetto :maestro:
 

mauretto

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un onesto ferro
magari sbaglio e @mauretto correggerà ma credo che dicendo "non subisce il fenomeno di rottura a fatica" non intendesse dire che non si rompa a fatica, anzi si rompe eccome, ma che non ne subisce il fenomeno, cioè non hai un limite di fatica come nell'acciaio o altre leghe ferrose: da qui la sua imprevedibilità
non a caso poi ha parlato di Wohler
Esattamente. Per definizione la rottura a fatica è un fenomeno che deve assolutamente essere previsto, dato che stata studiata principalmente per dimensionamenti che dovevano garantire una certa sicurezza. Se fai lo stesso pezzo, uno in acciaio e uno in alluminio e li sottoponi a uno sforzo a fatica, del primo puoi calcolare esattamente al di sotto di quale limite di carico e cicli potrebbe sicuramente cedere, quello di alluminio potrebbe cedere dopo un minuto oppure durare a vita
Poi è chiaro, se dimensioni un albero rotante in alluminio e risulta che il diametro resistente minimo per tal carico è 10mm, poi lo fai di un metro di diametro, è ovvio aspettarsi che sottoposto a fatica resista a vita :mrgreen:
Ma il materiale di per sé, preso fuori dal contesto, ha un'imprevedibilità indefinibile con due numeri ossia carico e numero di cicli
 
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jacknipper

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9 Febbraio 2013
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stiamo andando verso discorsi semantici...
per me il "fenomeno" della fatica è accumulo del danno sotto carichi ciclici.
le conseguenza del fenomeno, sotto un deteminato ciclo di carico (rottura o meno) dipende da materiale e disegno (alcuni con più cicli altri con meno, altri ancora da prendere con le molle), ma il "fenomeno" è la condizione di lavoro. non subire qualcosa, per me, significa che non porta a conseguenze (es l'acciaio con cicli di carico sotto il limite di fatica)
come dici bene è semantica ma appunto se non hai un limite di fatica per me, semanticamente, significa che non ne subisci il fenomeno
di fatto potrebbe rompersi subito come mai

*edit: ecco, io e @mauretto abbiamo risposto in contemporanea ma il concetto è il medesimo
 
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bob1972

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In arrivo...
grassi e proteine (feta) e fibre (peperoni e pomodori), il pranzo indigeribile perfetto :maestro:
Però mi ha dato energie! :mrgreen:
Per fortuna il giro era corto, altrimenti mi sarei tenuto come mio solito.

Ammazza Bob la prossima volta mangia un bel brasato e un castagnaccio :-)xxxx :-)xxxx
Mitico!"23 Orizzontale, appesantisce il guerriero. Brasato! Quando lo mangio non riesco a chiudere occhio"! :mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:

 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
20.473
17.461
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Tecnotrat
Intanto per oggi, brutti uccellacci del malaugurio, il telaio non si è rotto.
Altra buona notizia: l' arnica con artiglio del diavolo che scalda sembra funzionare meglio di quella che rinfresca, oggi il polso mi ha fatto meno male.
 
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yagone64

Maglia Iridata
29 Settembre 2015
12.691
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Elblag (Polonia)
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Factor Ostro Vam v2 Dura Ace Di2 11v, Carbonda CFR696 Shimano grx, BMC Roadmachine 02 Shimano 105 11
Oggi in pausa pranzo ho commesso una delle mie minchiate: stavo quasi per detonare! :mrgreen:

L'idea era di fare una uscita tranquilla, così sfrutto un 15 minuti tranquilli a lavoro per mangiare velocemente una insalata di peperoni, pomodori e feta in modo da avere l'oretta a disposizione. Anche se a stomaco pieno, tanto vado tranquillo visto che ho tirato ieri. Opto per il mio giro di riferimento "collinare soft", con la bella salita verso Pecetto che è costante e tranquilla, con punta all'8% e strappetto al 14 dopo una discesa.
Il famoso segmento "Revigliasco salita" che @Cillo mi aveva assegnato come obiettivo da raggiungere entro fine stagione.

Esco di casa tranquillo ma, proprio all'inizio della salita, raggiungo due "quasi Pro": attrezzatura non aggiornatissima ma belli magri e in forma. Gente che sicuramente andava sicuramente più di me. Mi accordo a loro nel tratto iniziale pianeggiante e tengo il loro ritmo nella parte iniziale della salita. Ecco l'imprevisto: da dietro arriva un gruppone (poi scoprirò essere due gruppi separati) di "più Pro di loro" e ci superano. I due che inizialmente andavano come me iniziano a tirare e, ovviamente, mi staccano. Nel frattempo raggiungo uno del gruppo davanti che andava più lento. Rimango dietro di lui fino alla fine della salita. Arriva la discesa e, solita strategia, la prendo a cannone per superare il successivo breve strappetto al 14: supero tutto il gruppo e poi, alla fine della salita, i due iniziali mi riprendono. Altra discesa, scusandomi li risupero per prendere un nuovo slancio sulla salita successiva. Mi rimangono dietro fino alla fine e poi ci salutiamo.
Nota: alla fine dell'ultima salita, uno dei due mi fa presente che forse la mia bici gli sembra piccola. Ma questo è un altro discorso.

In sintesi: non credo aver tirato mai così tanto ed ho avvertito un po' di fastidio/peso in area cuore/stomaco. Sicuramente i peperoni mangiati prima di uscire non hanno aiutato.

Lo ammetto, oggi ho tirato a differenza del solito e mi sono anche divertito. Sul giro di riferimento ho tenuto quasi i 30, cosa per me inconcepibile su un giro collinare (ben diverso dal giro in piano di ieri).

Un po' di PR li ho portati a casa così come il mio record personale sul tempo totale del giro.

Alla fine nel mio piccolo mi diverto e soddisfo con poco.

PS: l'ho già scritto ma preferisco ripeterlo: non prendetelo come un attacco di sboronaggine. Condivido solo la mia piccola soddisfazione (è appena un giro di 50 minuti!) e la grande minchiata! :mrgreen:

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La prossima volta prima di uscire, mangiati un' impepata di cozze, vedrai i KOM
 

Redbaron69

Passista
26 Settembre 2018
4.782
6.899
57
Pinerolo
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Bianchi OLTRE PRO
Intanto per oggi, brutti uccellacci del malaugurio, il telaio non si è rotto.
Altra buona notizia: l' arnica con artiglio del diavolo che scalda sembra funzionare meglio di quella che rinfresca, oggi il polso mi ha fatto meno male.
non siamo uccellacci del malaugurio ti vogliamo bene e ti pnsiamo sempre e ci preoccupiamo visto che tu ed il tecno ratto avete già un'età.... :-)xxxx :-)xxxx
 

FlavioB

Apprendista Scalatore
27 Settembre 2012
2.004
3.095
vicino a Savona
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Specialized Roubaix SL4
Alla faccia di quello che mi hai scritto l'altro giorno, mi sa che sono più sicuri i nostri argini, dove passano i trattori :-x
Non direi, avevo letto un pò di tempo fa che in un paesino agricolo della Polonia avevano asfaltato una stradina tra i campi, un proprietario di quei campi, credendo che quella stradina fosse terreno suo, ha preso il trattore con l'aratro e distrutto tutto l'asfalto. Dopo approfondite verifiche è risultato che la strada non era terreno suo, e ora deve risarcire tutto :azz
 
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come dici bene è semantica ma appunto se non hai un limite di fatica per me, semanticamente, significa che non ne subisci il fenomeno
di fatto potrebbe rompersi subito come mai


*edit: ecco, io e @mauretto abbiamo risposto in contemporanea ma il concetto è il medesimo
ma il concetto è chiaro. resto perplesso dall'uso di certe parole per spiegare un imprevedibità del risultato.
a posto così...
p.s. @mauretto per quanto riguarda gli aerei non ho parlato di impieghi strutturali (cft incidenti comet 1954)
 
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