Confermo quanto detto nei giorni scorsi: il Giro più bello degli ultimi anni...
Anzi, a memoria non mi ricordo di essermi mai divertito così neppure quando spopolava Pantani. Bel percorso (almeno finora, da domani in poi non mi piace più), grandi attori (finalmente, ci volevano dopo svariati anni a vedere campionati nazionali), e modo di correre alla garibaldina con la 1° ora a 50 di media e tanti attacchi (come al Tour de France!!). E soprattutto tanti corridori stanchi, finiti che continuano a dare tutto fino a esaurimento... Un sentito grazie alla Gazzetta e al laboratorio di Chatenay-Malabry!!
Concordo al 100%. Siamo lontani anni luce dai noiosissimi giri degli ultimissimi anni, come quello del 2008 vinto dal Ragionier Contador non facendo assolutamente nulla che non fosse controllare pigramente altri ragionieri un po' più imbranati nel fare i calcoli. O quello vinto da Di Luca, con nessuno degli avversari disposto ad attaccarlo veramente.
Ma, soprattutto, stiamo rivivendo la fase del ciclismo più vero, e non parlo di quello eroico o di quello (troppo sovrastimato, a mio parere) di Bartali e Coppi, ma il ciclismo di Moser, Saronni, Hinault, Battagli, Merckx e Gimondi, che non si risparmiavano nemmeno nelle volate di gruppo, che si davano battaglia anche in tappe pianeggianti, che erano capaci di distacchi di minuti anche su salite non impossibili.
Sinceramente i Giri e i Tour in cui per definizione e per mutuo accordo la metà delle tappe sono lasciate a uno sparuto gruppetto di corridori che non hanno nulla a che vedere con il ciclismo delle salite e delle grandi imprese hanno stancato. Che c'entrano i Petacchi, i Cavendish, i Freire, i McEwen con il ciclismo su strada? Sono semplicemete dei formidabili pistard, potentissimi quanto si vuole, ma pistard, a cui per una regola balorda non scritta negli ultimi 15 anni si è concesso di partecipare ad uno sport che con il loro non ha niente a che vedere, di fare qualche bella performance con la complicità del gruppo, e di ritirarsi quasi con spregio alla prima salitella alpina, o di finire al 159° posto a tre ore dalla maglia rosa, continuando ciononostante a essere considerati come dei protagonisti della corsa (una corsa a tappe!), e magari guadagnando in premi e sponsor dieci volte di più di chi arriva magari ad un onestissimo (ma assolutamente anonimo) 8° posto a 5 minuti dal vincitore.
La fuga dei big nella tappa di Porto Recanati è stata fantastica, cose che si vedevano IN OGNI TAPPA anche solo negli anni 70 e 80, almeno finchè non sono arrivati gli specialisti a rovinare tutto. E lo sprint di Basso alla fine della tappa di oggi sembrava una scena surreale... allora non è vero che è fermo in volata, era tutto un bluff, vero Ivan?
Avanti così, e anche la tappa dell'Aquila a questo punto acquista un senso. Chi pensa che le tappe collinari debbano essere lasciate ai velocisti o ad attaccanti senza nessuna pretesa di classifica è avvisato: in questo Giro, e spero anche al prossimo Tour, bisognerà pedalare più forte di tutti per vincere, su ogni campo, in salita, in pianura, in collina, in discesa... o si rimarrà con un palmo di naso a chiedersi come si è potuto quasi perdere un Giro a vantaggio di qualche perfetto sconosciuto, come probabilmente accadrà. :angrymod:


. se qualcuno ha qualche dritta per convertire o altro mi faccia sapere. il mio pc si impianta!