Come ho gia' detto, a me piace l'agonismo ed il problema di queste divergenze comportamentali l'ho risolto partecipando solo a gare ciclistiche senza dinamiche di gruppo. E' un metodo un po' drastico, ma e' efficace: io pedalo per divertimento e non mi va di mettere a repentaglio la mia sicurezza per colpa di qualche idiota che in gara considera ammissibile qualsiasi scorrettezza.
Per quanto riguarda poi i pericoli in gara, secondo me c'e' una grande differenza tra le situazioni pericolose che accadono in modo involontario o quelle in cui qualcuno fa manovre evidentemente pericolose volontariamente per trarne un vantaggio, come dare una spallata a un avversario per guadagnare la pancia del gruppo oppure spingere un avversario verso le balaustre per non farlo passare in volata.
Per quanto infine concerne l'espressione di pareri qui sul forum, io credo siamo in democrazia e chiunque puo' esprimere un parere, anche se non ha mai fatto agonismo. Pero' la competenza su ogni argomento determina il peso dei commenti stessi. E ciascuno e' libero di dare il peso che crede a ogni intervento (incluso il mio ovviamente).
P.S.: viva le gare a cronometro; chi va piu' veloce vince, chi va piu' lento arriva merdesimo; niente scie, niente furbetti (della serie "io non tiro perche' sono alla frutta" e poi scattano a 1km dalla fine per la piu' classica fagianata) e la strategia e' una sola: si parte a tutta, poi si accelera e quando si vede il traguardo si fa la volata
Ragionamento simile al tuo, ma con epilogo leggermente diverso: no a gare del capannone, dove il rischio di trovare il conoscente disposto a tutto sale vertiginosamente, e solo gf non troppo affollate e gare in mtb, nonostante capacità tecniche limitate (e quindi risultati in gara per lo più deludenti).
Un piccolo appunto sulle "fagianate": le dinamiche di gara a me piacciono, e se hai le caratteristiche giuste ,è giusto trarne vantaggio. Spezzo poi una lancia a favore di quelli che nel finale fanno la volata: c'è sicuramente il furbetto, ma per caratteristiche è probabile che non menta sul fatto di essere già a tutta: uno che ha uno spunto interessante, ha generalmente una curva di potenza più concava.
Ovvero a parità di cp60, a zone di ritmo gara il "fagiano" spende di più. Non sarebbe assolutamente in grado di fare quel ritmo senza poi scendere dalla bici...
Da orgoglioso appartenente alla categoria, lo scatto finale è un bonus che madre natura ci ha dato... non colpevolizziamoli!
Detto questo, e tornando al topic, se davvero si pensa che possa servire togliere l'agonismo per diminuire il doping probabilmente si vive su Marte...
Guardando alle recenti inchieste della giustizia ordinaria, si scopre che una delle piazze di spaccio di sostanze dopanti più frequenti sono le palestre, e dei clienti il 99% fa a gara solo con quello che al momento si trova di fianco a lui di fronte allo specchio...
Più in generale c'è un malessere generale che consiste nel non accettare le diversità e in generale i propri limiti.
Da qui l'uso del doping, perché non si accetta che l'altro semplicemente sia migliore di noi, per fortuna,per natura,per carattere.
discorso ormai generale e diffuso in tutti i settori. Oggi per esempio si confonde il diritto allo studio con le capacità dello studente... ovvero si racconta la favoletta che se un ragazzo va male a scuola è un problema del sistema scolastico, perché tutti devono essere studenti perfetti... senza considerare che ogni individuo è un universo a sé e che sta all'individuo doversi adattare a un sistema che per forza di cose non potrà mai essere perfetto per tutti. Ecco quindi che è diventato impossibile bocciare un alunno.
E così in tutti gli ambiti della nostra vita.
È diventato impossibile poter dire che un uomo e una donna sono diversi, che è ingiusto che madre natura abbia dato piume più belle al pavone che alla pavonessa... sei maschilista se dici una cosa del genere...
Se dici che gli uomini di colore hanno vantaggi nel giocare a basket o nei 100m sei razzista...
E così via con tutte le diversità individuali e culturali...
L'ovvio anche scientifico è diventato tabù... e le persone ci credono, rifiutando la propria realtà, perché è ingiusto che tizio sia più forte di caio, che Pippo guadagni più di pluto...
E diventa quasi una giustificazione arrivare a doparsi perché siamo tutti uguali, quindi se lui vince e io no è perché sicuramente lui si dopa... e allora lo faccio a che io...
Viviamo in un'epoca dove la ragione ha lasciato il posto alla follia...