micronauta
Scalatore
- 31 Dicembre 2008
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- 164
- Bici
- Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
Ieri in una trasmissione su Raisport Paolo Savoldelli sosteneva che allenarsi sotto i 5° non solo si rischia di ammalarsi ma non porta giovamenti.
Non riportava studi scientifici sull'argomento ma solo la sua esperienza personale.
Qualcuno sa qualcosa in merito?
Io non porto certo dati scientifici, ma come praticante mi sento di dire che Savoldelli secondo me ha ragione. Dai 5° in giù allenarsi in bicicletta diventa un supplizio: la concentrazione latita, rispettare le tabelle di allenamento diventa spesso impossibile, e nei giorni più rigidi si rischia pure il congelamento delle estremità. :afraid:
Contrariamente alla corsa a piedi o allo sci di fondo, dove ci si scalda molto di più, il nostro è uno sport dove si prende un sacco di aria e ci si scalda solo in salita, ma come si può fare salita in inverno senza poi rischiare il congelamento nella successiva discesa?

Il ciclismo secondo me è uno sport che, per certi versi, segue i ritmi della natura. Noi praticanti della domenica talvolta ci facciamo violenza e usciamo anche a gennaio, ma per quanto mi riguarda (parlo per me) sono km "inutili", non "di qualità", dettati solo dalla necessità di non prendere peso durante l'inverno oltre al fatto di amare visceralmente la bicicletta. Lo stesso risultato potrei ottenerlo praticando esclusivamente la corsa a piedi da metà dicembre a metà febbraio... soffrendo però molto meno. :asd2:
I pro si fanno l'inverno nei paesi caldi, e grazie al cavolo, così loro possono allenarsi in bici praticamente tutto l'anno... Finiti i tempi in cui tutti ci si fermava per tre mesi, tutti si ingrassava di dieci chili, e poi si riprendeva con calma arrivando al top di forma per il Giro d'Italia. Adesso il livello si è alzato tantissimo, chi si ferma è perduto...

