ed hai sicuramente ragione tu, ma vedi, la mia osservazione è semplicemente quella di aver approcciato male la Roncola. a mio avviso può provare a fare molto meglio semplicemente imparando ad andare in bici in salita, controllando il passo in base ai battitiLungi da me voler scoraggiare chiunque, ma una cosa lasciamela scrivere: "tutto si può fare" non è vero.
In senso assoluto, non lo è: un muro di Sormano non tutti lo possono fare, uno Zoncolan non tutti lo possono fare, un Mortirolo non tutti lo possono fare, etc.
Avrà pure peccato di inesperienza, migliorerà sicuramente come siamo migliorati tutti, ma quello che sappiamo ad oggi è che una salita di 7,5 km al 7% di pendenza media, mai in doppia cifra di massima è stata fatta mangiandosi il cuore a meno di 9 km/h. E se sono il primo a dire che non c'è assolutamente NULLA di disdicevole in tutto questo (sono andato anche ben peggio di così personalmente) aggiungo che secondo me oggi i limiti sono questi. I limiti esistono, li abbiamo tutti, bisogna riconoscerli e rispettarli. Primo per non massacrare il fisico, secondo perchè (e questo è un mio personalissimo pensiero) oltre certi limiti non c'è più piacere, forse nemmeno quello di dire "ce l'ho fatta" in cima.
Con tutte le premesse fatte, che senso ha senza un'adeguata preparazione provare a cimentarsi in una salita di 18km all'8% di pendenza media e punte in doppia cifra di massima? A che scopo? Svarionare? Rischiare di tirar su l'anima? Per me rischia di diventare veramente qualcosa che dal ciclismo ti allontana piuttosto che fartelo amare, ma è -ripeto- solo una mia idea...
il perchè poi desideri fare il San Marco lo sa solo lui, e fa parte di quei sogni che tutti noi abbiamo, ma ha più di un mese davanti e non tirerei adesso una riga sopra quel "traguardo"