Questi topic periodici, in cui si elenca una giornata d'alimentazione tipica di un prof, evidenziano l'assurdità del vicino "il perchè dei carboidrati" in un contesto di sport di resistenza. Mi beccherò bollini rossi per questo, ma non smetterò mai di dirlo :D
Se uno è intelligente, non ti darà mai un pollice rosso per quello che dici.
E' giusto che ognuno di noi scelga la strada che più rispecchia le sue convinzioni e il suo approcio alimentare allo sport.
Per dire, a me questi articolo, evidenziano esattamente l'opposto di quello che affermi tu.
Intanto non credo proprio che tu abbia ben presente cosa e come mangiamo in quella discussione, in molti leggete sporadicamente e vedete solo quello che volete vedere e credere.
Poi considerate che un professionista che finisce una tappa che dura 6-8h alle 17.30, in base ai watt medi espressi durante la tappa e all'intensità, è molto probabile che rimanga in finestra fino alla mattina successiva, da qui la necessità di andare ad reintegrare le quantità di glicogeno spese nei giorni antegedenti, in un momento ancora estremamente favorevole.
Nessuno si azzarda a dire che negli sport di resistenza i carboidrati non servano, anzi, ma solo che basta inserirli nel momento giusto.
L'anno scorso ho fatto il giro delle dolomiti, ebbene, io non sono certo un professionista, ma ho concluso più che degnamente il giro, senza mai un calo di prestazione. I carboidrati che consumavo, li prendevo nel durante e nel pasto successivo alla tappa, a colazione solo grassi e proteine.
Poi ognuno faccia le proprie scelte, come è ovvio che sia, ma non state sempre li a criticare ciò che fanno gli altri, soprattutto se non avete prima capito in cosa consiste un determinato approcio alimentare.
Poi concludo dicendo una cosa, siete sicuri che quello che pubblicano sulla gazzetta, di quello che mangia un prof, corrisponda alla mera verità?
Io no. Come non sono sicuro di molte altre cose che riguarda i pro.