Anche se è off topic rispondo sulle pressioni al lavoro, in linea con quello che dice
@sembola, perché argomento che mi preme.
Da una parte ci sono i poveracci che non si possono opporre perché perdono il lavoro e finiscono sotto ai ponti e per quelli provo solo pena e tanta rabbia per i padroni. Ricordiamoci che in questi casi le pressioni sono fatte da chi non rischia niente su chi invece da quelle pressioni può ricavare incidenti, invalidità e morte.
A volte poi i lavoratori subiscono queste pressioni perché per ignoranza e triste abitudine non sanno che possono opporsi e non si rendono conto di quanto rischiano o perdono (esempio classico chi si fa convincere a dichiarare un infortunio come avvenuto in casa, così il datore la scampa, e il lavoratore perde migliaia di euro).
Poi ci sono quelli che hanno pressioni più morbide, perché non sono braccianti a nero ma lavoratori regolari e tutelati; ricordiamoci che spesso il capo fa tante storie e trova mille motivi per far pressione, ma nel 99% dei casi il vero motivo è che vuole statistiche e risultati per far bella figura coi superiori, pigliare il bonus annuale, la promozione ecc.
Questo per dire che di solito si corre in macchina o peggio pensando di farlo per chissà quale buona ragione, mentre in realtà è soprattutto a beneficio del capo che insiste tanto.