baby doping

ascia69

Apprendista Velocista
1 Ottobre 2007
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Umbro, Genovese d'adozione
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RIDLEY ORION, Vitus Chrono Simoncini cx
Eugenio Bani, diciannovenne pisano, è una promessa del ciclismo italiano. Squalificato per 21 mesi, ora racconta tutto e denuncia. Con nomi e cognomi di EUGENIO CAPODACQUA

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LUNATA (LUCCA) - Era ed è ancora considerato uno dei talenti emergenti del ciclismo giovanile. Una sorta di Ivan Basso in fieri, già inserito nella rosa azzurra. Ma Eugenio Bani, diciannove anni, pisano, fisico statuario da passista veloce, da due stagioni nel ciclismo degli "Under 23", i dilettanti una volte definiti "puri", è finito d'improvviso nel tunnel del doping. Gonadotropina corionica, un ormone femminile, usato nello sport maschile per stimolare la produzione endogena del testosterone, l'ormone della forza. Un caso grave che vale all'atleta una squalifica di 21 mesi. Ma un caso emblematico della pessima situazione in cui versa buona parte del ciclismo giovanile, nonostante anni di scandali, campioni dopati e appelli a ripulire l'ambiente partendo dalla base. Ancora oggi il pedale diventa subito sinonimo di farmacia, anche ai primissimi gradini, e resta feroce il sospetto di "trattamenti" totali, complessivi, cioè di squadra.

Impressionante, anche volendo limitarsi al lecito, ciò che emerge dai verbali della Procura Coni: endovene, fiale intramuscolari, ricostituenti, acido folico, vitamine, antidolorifici, eccitanti, siringhe già confezionate e pronte all'uso conservate in frigo. Una "terapia" globale, fatta a tutta la squadra, confessa l'atleta. Una cura che comincia prima della gara (antidolorifici), si sviluppa durante - "pasticche di caffeina (una volta vietata, oggi di libero uso ndr) per il finale di corsa" assicura Bani - per concludersi al dopo gara con la cosiddetta "integrazione".

Bani cosa è successo?
"Sono stato trovato positivo al campionato italiano l'estate scorsa e non so perché. Non ho mai fatto alcuna cura a casa, né iniezioni, né altro; i miei genitori non sanno neppure cos'è una medicina. Gli unici a somministrarmi qualcosa sono stati quelli della squadra".

Punture o che altro?
"Punture e pasticche, iniezioni endovenose, tutto quello che serve per recuperare, mi dicevano".

Ma lei andava da un medico molto discusso, la sua era una società molto chiacchierata.
"Ci andavo fino all'anno scorso e solo a fare i test".

Non le è mai venuto un dubbio, un sospetto?
"Il fatto è che devi fidarti della squadra (l'Ambra Cavallini Vangi, una delle formazioni giovanili più in vista, ndr). E poi la storia era cominciata prima, quando non avevo ancora 18 anni. Chi ci faceva più caso? Non puoi non fidarti perché quello è il sistema. Altrimenti non trovi posto né lì né in nessun'altra squadra. Sono convinto che è così in tante se non proprio in tutte le formazioni giovanili. E' il sistema che è corrotto e ci corrompe, noi siamo costretti ad andare dietro a queste cose altrimenti non si arriva".
Sta dicendo che la responsabilità è dei suoi dirigenti?
"Io so solo che non ho mai assunto nulla al di fuori di quello che mi ha dato la squadra".

Come avveniva la cura?
"Una volta la settimana si andava nel ritiro di Empoli Bagnara e lì ci praticavano le iniezioni".

Chi faceva le punture?
"Un ex infermiere e un altro dirigente, responsabile della squadra".

Anche persone non abilitate alla pratica, quindi. Di che medicine si trattava?

"Dicevano che erano vitamine, venivano prese nel frigorifero, erano in siringhe già confezionate. Io ho chiesto tante volte cosa ci fosse dentro e sempre mi rassicuravano: ricostituenti per riprendere le forze. Alla fine uno cosa deve fare? Si fida".

Le iniezioni le faceva anche quando era minorenne?

"Sì. Era normale, l'ho detto. Ma non le facevo solo io, anche gli altri compagni".

Lei è stato interrogato dalla Procura del Coni. Ha collaborato?

"Ho raccontato tutto, ho fatto nomi e cognomi di tutte le persone coinvolte. Ma mi è sembrato non fossero molto interessati mentre parlavo. Chi beveva qualcosa, chi era al telefono... Mi è parso di parlare a vuoto".

Davvero incredibile un simile atteggiamento. Come lo spiega?

"Non saprei. So che dirigenti della mia squadra avevano ottimi rapporti con dirigenti della federazione".

E allora? Avrebbero preferito punire solo l'atleta? Un sospetto pesante, il suo.
"Lo so, ma la cosa non può non far riflettere. Io da solo non mi sono dopato".

Se fosse vero vorrebbe dire che il sistema di controllo è manipolabile e corrotto. Una situazione senza speranza.

"No, senza speranza no. Bisogna partire da qui per rivedere tutto. Quello che è capitato a me può capitare a chiunque. Sono convinto di non essere il solo ad aver assunto senza saperlo quella sostanza. Solo che io sono trovato positivo. Ma un mio compagno di squadra è svenuto due volte in corsa; dunque queste cure non è che facessero proprio bene".

Ora cosa farà?

"Voglio tornare a correre. Per questo mi sono rivolto a Ivano Fanini che mi ha offerto il suo appoggio e, dopo la squalifica, vestirò le insegne dell'Amore & Vita. Sono pulito. So di avere le qualità giuste, voglio dimostrare che si può fare ciclismo pulito anche ad alto livello. E ci riuscirò".
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
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Lucca
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Rose XEON CRS
ho letto l'articolo su repubblica, personalmente credo che da juniores sia ancora possibile vincere senza doping, certo aiutano e non poco... c'è da dire per chiarezza (e per giustizia verso i ragazzi che fanno tutto da solo e magari vanno pure fortino) che comunque non tutte le squadre toscane sono come quella citata da Bani, sebbene tutte le voci vadano soppesate nella maniera giusta bisogna dire che ne circolavano assai sulla squadra in questione, già da svariati anni...
Io per esempio ho corso fino al 4° anno under23 e sebbene abbia trovato diversi compagni di squadra che si curavano non mi è stato MAI proposto niente da nessun dirigente ne allenatore, avessi voluto prendere qualcosa mi sarei dovuto muovere da me, e in 4anni da under ho girato 3squadre e avuto 4 direttori sportivi diversi.
Il problema e che, in Toscana più che in altre regioni del nord italia, c'è un tasso di "professionismo" esagerato fin dagli allievi, e ognuno è convinto di avere in casa un campioncino.
 

powerbike83

Apprendista Cronoman
5 Giugno 2008
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Se fosse vero vorrebbe dire che il sistema di controllo è manipolabile e corrotto. Una situazione senza speranza.
"No, senza speranza no. Bisogna partire da qui per rivedere tutto. Quello che è capitato a me può capitare a chiunque. Sono convinto di non essere il solo ad aver assunto senza saperlo quella sostanza. Solo che io sono trovato positivo. Ma un mio compagno di squadra è svenuto due volte in corsa; dunque queste cure non è che facessero proprio bene".
E' questo il punto più grave alla fine :angrymod:
 

crock

Ammiraglia
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Anche persone non abilitate alla pratica, quindi. Di che medicine si trattava?

"Dicevano che erano vitamine, venivano prese nel frigorifero, erano in siringhe già confezionate. Io ho chiesto tante volte cosa ci fosse dentro e sempre mi rassicuravano: ricostituenti per riprendere le forze. Alla fine uno cosa deve fare? Si fida".

l'ignoranza non paga mai :o
è semplicemente un altro che si arrampica sugli specchi. Troppo facile parlare col senno di poi, caro eugenio...
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
Impressionante, anche volendo limitarsi al lecito, ciò che emerge dai verbali della Procura Coni: endovene, fiale intramuscolari, ricostituenti, acido folico, vitamine, antidolorifici, eccitanti, siringhe già confezionate e pronte all'uso conservate in frigo. Una "terapia" globale, fatta a tutta la squadra, confessa l'atleta. Una cura che comincia prima della gara (antidolorifici), si sviluppa durante - "pasticche di caffeina (una volta vietata, oggi di libero uso ndr) per il finale di corsa" assicura Bani - per concludersi al dopo gara con la cosiddetta "integrazione".

i miei genitori non sanno neppure cos'è una medicina. Gli unici a somministrarmi qualcosa sono stati quelli della squadra".

Punture o che altro?
"Punture e pasticche, iniezioni endovenose, tutto quello che serve per recuperare, mi dicevano".

Non le è mai venuto un dubbio, un sospetto?
"Il fatto è che devi fidarti della squadra (l'Ambra Cavallini Vangi, una delle formazioni giovanili più in vista, ndr). E poi la storia era cominciata prima, quando non avevo ancora 18 anni. Chi ci faceva più caso? Non puoi non fidarti perché quello è il sistema. Altrimenti non trovi posto né lì né in nessun'altra squadra. Sono convinto che è così in tante se non proprio in tutte le formazioni giovanili. E' il sistema che è corrotto e ci corrompe, noi siamo costretti ad andare dietro a queste cose altrimenti non si arriva".
Sta dicendo che la responsabilità è dei suoi dirigenti?
"Io so solo che non ho mai assunto nulla al di fuori di quello che mi ha dato la squadra".
Ma i genitori di questi ragazzi dove sono ? E i ragazzi perchè accettano di essere "curati" senza sapere cosa prendono, senza consultare i propri genitori, il proprio medico, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze ?
 

TripleAcc

via col vento
2 Ottobre 2009
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lui si è preso 21 mesi (pochi, una bella squalifica a vita ci stava tutta), ma squadra e dirigenti vari sono ancora in circolazione?
 
Ultima modifica:

piratadentro

Apprendista Velocista
1 Giugno 2006
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firenze
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l'ignoranza non paga mai :o
è semplicemente un altro che si arrampica sugli specchi. Troppo facile parlare col senno di poi, caro eugenio...

Crock ti quoto in pieno...fidarsi è bene,nn fidarsi è meglio...sarà che io sono scettico per natura e che sono come San Tommaso...ma o mi dite con chierezza cosa contengono quelle siringhe o io smetto di correre...o comunque cambio squadra...

Bastava dire di no...

Molto ma molto inquietante è il passaggio in cui dice che alla procura del coni mentre parlava aveva l'impressione di non essere ascoltato!
 

francis

Apprendista Scalatore
23 Novembre 2008
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Scott Addict R4
Ma i genitori di questi ragazzi dove sono ? E i ragazzi perchè accettano di essere "curati" senza sapere cosa prendono, senza consultare i propri genitori, il proprio medico, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze ?

Perchè sotto sotto lo sanno e gli sta bene così. purtroppo...
 

kalinero

Pedivella
15 Giugno 2009
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Molinella (Bo)
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mah... il problema grosso è che c'è ancora troppa ignoranza, non si sa se in buona o mala fede. Possibile che un ragazzo si faccia iniettare sostanze nel proprio corpo accettando di farlo senza sapere neanche di che cosa si tratti, e, cosa se vogliamo ancora più incredibile, credere che si tratti di semplici ricostituenti?
Altro problema, ancora più grosso, è che la potenza di fuoco dell'inquisizione si scateni sempre e soltanto sugli atleti. Questo è l'esempio lampante di come debba essere spostato decisamente il tiro dall'atleta (spesso vittima) alla dirigenza, in modo particolare nelle squadre dei dilettanti, dove ragazzi irreggimentati da anni possono essere manipolati a piacimento da persone senza scrupoli
 

Il Gatto 76

Gregario
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www.pelusomoreno.splinder.com
Ma i genitori di questi ragazzi dove sono ? E i ragazzi perchè accettano di essere "curati" senza sapere cosa prendono, senza consultare i propri genitori, il proprio medico, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze ?

Bravo Vada!
io comunque proprio non ci credo che questi ragazzi non sanno cosa prendono.
Mi è capitato di sentire discorsi di ragazzini in bici ai quali mi accodavo in allenamento e mi sembravano degli infermieri. Almeno una volta si tentava di nasconderlo
 

Perseo_navy

Apprendista Scalatore
26 Dicembre 2008
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Pinarello FP3 e Rose CGF
Salve a tutti,
Fignon nella sua autobiografica dice che aveva il sostetto che nella squadra si utilizzasse dell'epo, certo nessun dirigente veniva da lui e diceva ti do l'epo, ma si rivolgeva in altro modo tipo: ho un prodotto fenomenale per il recupero. Sempre lui asserisce che un campione già affermato ed esperto come lui ha avuto la forza per rifiutarsi, ma si pone un interrogativo un giovane che invece vuole affermarsi può avere lo stesso coraggio? A questo interrogativo rispondeva in senso negativo.
In grandi linee è quello che è successo a questo dilettante, purtroppo in questo mondo non siamo tutti uguali e nel mondo ci sono Robin Hood e Don abbondio, in questo caso il nostro dilettante si è comportato da Don abbondio e sono sicuro che molti altri trovandosi in quelle situazioni si siano comportati di conseguenza.
Questa non vuole essere una difesa nei suoi confronti ha peccato di superficialità ed è giusto che ne paghi le conseguenze, ma solo analizzare il caso da un diverso punto di vista del resto Pirandello scriveva Uno, nessuno e centomila e non puntare il dito solo esclusivamente sugli atleti come unici responsabili.
Da un lato possiamo interpretare le suo dichiarazioni come sono innocente perchè è stata la squadra a darmi il doping io ero inconsapevole, oppure sono stato ingenuo a fidarmi è giusto che paghi, ma non devo essere il solo! Perchè la dirigenza della mia squadra dopo le mie dichiarazioni ne esce impunita?
A mio personale giudizio secondo aspetto deve farci riflettere.
Buon anno a tutti e speriamo che veramente lo sia
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
Non le è mai venuto un dubbio, un sospetto?
"Il fatto è che devi fidarti della squadra (l'Ambra Cavallini Vangi, una delle formazioni giovanili più in vista, ndr). E poi la storia era cominciata prima, quando non avevo ancora 18 anni. Chi ci faceva più caso? Non puoi non fidarti perché quello è il sistema. Altrimenti non trovi posto né lì né in nessun'altra squadra. Sono convinto che è così in tante se non proprio in tutte le formazioni giovanili. E' il sistema che è corrotto e ci corrompe, noi siamo costretti ad andare dietro a queste cose altrimenti non si arriva".

Qui sta il punto chiave, certo che sanno che prendono porcherie e non vitamine, ma o questo...o non corrono più, i corridori sono solo l'anello debole di questo sistema, farmacisti, infermieri improvvisati e dirigenti con l'acqua alla gola per mancanza di soldi o per la pressione degli sponsor sono la causa e andrebbero per primi radiati.
E' inutile squalificare il corridore X e tenere in circolazione dirigenti, massaggiatori ecc ecc, che sono implicati in queste questioni, perchè squalificato il ciclista X,,,se ne trovano altri 100 e il sistema va, tristemente, avanti....
 

ascia69

Apprendista Velocista
1 Ottobre 2007
1.539
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Umbro, Genovese d'adozione
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RIDLEY ORION, Vitus Chrono Simoncini cx
:cry::cry::cry:
Non le è mai venuto un dubbio, un sospetto?
"Il fatto è che devi fidarti della squadra (l'Ambra Cavallini Vangi, una delle formazioni giovanili più in vista, ndr). E poi la storia era cominciata prima, quando non avevo ancora 18 anni. Chi ci faceva più caso? Non puoi non fidarti perché quello è il sistema. Altrimenti non trovi posto né lì né in nessun'altra squadra. Sono convinto che è così in tante se non proprio in tutte le formazioni giovanili. E' il sistema che è corrotto e ci corrompe, noi siamo costretti ad andare dietro a queste cose altrimenti non si arriva".

Qui sta il punto chiave, certo che sanno che prendono porcherie e non vitamine, ma o questo...o non corrono più, i corridori sono solo l'anello debole di questo sistema, farmacisti, infermieri improvvisati e dirigenti con l'acqua alla gola per mancanza di soldi o per la pressione degli sponsor sono la causa e andrebbero per primi radiati.
E' inutile squalificare il corridore X e tenere in circolazione dirigenti, massaggiatori ecc ecc, che sono implicati in queste questioni, perchè squalificato il ciclista X,,,se ne trovano altri 100 e il sistema va, tristemente, avanti....
 

lukk

Apprendista Velocista
24 Marzo 2009
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Fiorano Modenese
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sì..sì... ce l'ho, rossa e nera
mah......non lo so....vive nel mondo del ciclismo sà come funziona,o meglio che gente c'è,eppure dice che si fidava di un infermiere e di un dirigente(senza nulla togliere ad un infermiere, non è un medico pure con tutta l'esperienza possibile)....... non ne ha mai parlato con i genitori? si fidava... ma non ha mai avuto dei dubbi?è stato ingenuo fino a questo punto? tra compagni non si sono mai chiesti nulla? mah... non lo sò ma ormai non credo piu' molto a queste confessioni.
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Colnago 50 Anniversary
Crock ti quoto in pieno...fidarsi è bene,nn fidarsi è meglio...sarà che io sono scettico per natura e che sono come San Tommaso...ma o mi dite con chierezza cosa contengono quelle siringhe o io smetto di correre...o comunque cambio squadra...

Bastava dire di no...

Molto ma molto inquietante è il passaggio in cui dice che alla procura del coni mentre parlava aveva l'impressione di non essere ascoltato!

Non lo giustifico e non lo capisco, ma a volte è difficile avere la giusta autorevolezza (carattere) nei confronti di chi è più grande di te. Parliamo di un ragazzo che ora ha 19 anni, ma ha iniziato con i farmaci prima e a volte non si ha la consapevolezza di ciò che si fa. Bisogna sempre vedere il contesto in cui uno vive.
Non sempre si ha la forza per dire di no, perché ti fidi, perché magari gli chiedi «Non è mica doping, questo?» «Ma no! E' un integratore che ti fa recuperare. Non aver paura.».
Hai la forza per farti dare l'etichetta di che cosa ti sta somministrando. E la caffeina? Se ne parlava nella discussione sul Doping degli amatori, che da quando l'hanno depenalizzata molti ne fanno uso.
I casi sono due: o non fa una cippa e chi l'assume gioca sull'effetto placebo o chi l'ha depenalizzata era in malafede.
Però su una cosa Vadabrut ha ragione: ma i genitori? Hai dei dubbi, vai da loro, parlagliene. Se poi essi sono complici...
 

RoBart

Maglia Rosa
1 Ottobre 2007
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Tutte
l'ignoranza non paga mai :o
è semplicemente un altro che si arrampica sugli specchi. Troppo facile parlare col senno di poi, caro eugenio...
lui avrà avuto pure le sue colpe (e stà pagando) ma è fin troppo facile far credere qualsiasi cosa ad un giovane!
ha fatto dei nomi, perchè non sono state fatte delle accurate indagini?
E' facile scaricare le colpe sui singoli e lasciare il sistema intatto!
 

crock

Ammiraglia
16 Aprile 2004
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Lomaniga
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lui avrà avuto pure le sue colpe (e stà pagando) ma è fin troppo facile far credere qualsiasi cosa ad un giovane!
ha fatto dei nomi, perchè non sono state fatte delle accurate indagini?
E' facile scaricare le colpe sui singoli e lasciare il sistema intatto!

non ho scaricato alcuna colpa su di lui, ho solo fatto notare che l'ignoranza (la sua) non paga. Tantomeno a DICIANNOVE ANNI. E non dirmi che ti possono far credere qualsiasi cosa a quell'età, perchè siamo nel 2009, non nel '48. O se ci credi, perchè sei idiota (nel vero senso del termine), assumiti prima di tutto le tue responsabilità.
Il MIO discorso era dovuto alla nausea nel continuare a sentir dire "non è colpa mia, è l'ambiente, è il movimento, è così che funziona". BASTA! Se hai un cervello, usalo!
Certi personaggi nel mondo dello sport (e non parlo di solo ciclismo) ci sono e andrebbero radiati, ma la palla è SEMPRE in mano all'atleta. Sempre. Quando smetteranno di esserci idioti, ignoranti e ladri in giro, smetteranno di girare anche certe vergogne dello sport.

Sul fatto che la sua pseudodenuncia sia finita nel nulla ci sarebbe da indagare, non così però. Io personalmente faccio fatica a credere ad un ragazzo che accettava siringate e pasticconi come fossero integratori. Credo al fatto che ci sia il "doping di squadra", ma sono anche convinto che la guerra debba venire dall'interno, quando ci sei dentro, non quando ti beccano...
E se posso permettermi, visto che comunque se tal Eugenio Bani non ci legge è probabile che qualcuno glielo riferirà, chiederei a lui di fare i nomi e cognomi di chi lo seguiva e di chi l'ha dopato. Anche qui. Abbia il coraggio di prendersi una denuncia per diffamazione oppure di trascinare fuori da "questo mondo" chi l'ha rovinato.
 

Il Gatto 76

Gregario
28 Marzo 2008
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non ho scaricato alcuna colpa su di lui, ho solo fatto notare che l'ignoranza (la sua) non paga. Tantomeno a DICIANNOVE ANNI. E non dirmi che ti possono far credere qualsiasi cosa a quell'età, perchè siamo nel 2009, non nel '48. O se ci credi, perchè sei idiota (nel vero senso del termine), assumiti prima di tutto le tue responsabilità.
Il MIO discorso era dovuto alla nausea nel continuare a sentir dire "non è colpa mia, è l'ambiente, è il movimento, è così che funziona". BASTA! Se hai un cervello, usalo!
Certi personaggi nel mondo dello sport (e non parlo di solo ciclismo) ci sono e andrebbero radiati, ma la palla è SEMPRE in mano all'atleta. Sempre. Quando smetteranno di esserci idioti, ignoranti e ladri in giro, smetteranno di girare anche certe vergogne dello sport.

Sul fatto che la sua pseudodenuncia sia finita nel nulla ci sarebbe da indagare, non così però. Io personalmente faccio fatica a credere ad un ragazzo che accettava siringate e pasticconi come fossero integratori. Credo al fatto che ci sia il "doping di squadra", ma sono anche convinto che la guerra debba venire dall'interno, quando ci sei dentro, non quando ti beccano...
E se posso permettermi, visto che comunque se tal Eugenio Bani non ci legge è probabile che qualcuno glielo riferirà, chiederei a lui di fare i nomi e cognomi di chi lo seguiva e di chi l'ha dopato. Anche qui. Abbia il coraggio di prendersi una denuncia per diffamazione oppure di trascinare fuori da "questo mondo" chi l'ha rovinato.
:ola::eek: