No problem Vigo, l'avevo capito

, perché l'agilità è un tormentone degli ultimi anni, da quando sono arrivati gli americani (Armstrong, che andava magari agile, ma forse ora si è anche capito come ci riusciva) e ora il pennellone Froome (chissà se un giorno si capirà come ci riesce lui

).
Io non sono un agilissimo tra l'altro, sebbenenegli ultimi due anni abbia molto migliorato questa qualità soprattutto in salita, anche perché salire agili è stato l'unico modo per riuscire a gestire senza morire le GF dure, lunghe e dislivellose che avevo deciso di fare, per cui allenare un po' l'agilità mi è servito più che altro per salvare la gamba

.
Parlando invece di chi va forte o di chi vuole andare forte, cosa significa agilità? Perché poi bisogna intendersi bene, agilità è fare una salita al 5% con il 28 a 100 rpm? Prenderai i minuti da chi sale a 70 rpm con il 17 (sparo numeri ad minkiam, ma è per chiarire il mio pensiero).
Quindi secondo me l'agilità ha senso sia allenata quando si ha anche la forza per spingere i rapporti, altrimenti è un mulinare senza senso.
Insomma, come ebbe a dire Moser come battuta (ma forse non poi così tanto) "Per andare forte bisogna pedalare agili i rapporti duri
Detto questo al mio figliolo ho raccomandato un po' di agilità senza strafare perché in un paio di occasioni mi sembrava pedalasse troppo duro, per il resto via a divertirsi senza stressarlo di consigli.
L'unica cosa su cui adesso insisto un po' è di stare molto attento al traffico e alle macchine, perché ci sono in giro certi stron......che neanche vedono che in bici c'è un ragazzino, passano via a 80 km/h sfiorandoti.
Per il resto non sono mai stato un assillatore, uno di quei genitori penosi che riversano sui figli tutte le speranze di chissà quali successi che loro non sono riusciti a cogliere (e magari li forzano anche a fare sport di cui a queli non gliene può fregare di meno).
Li vedi lì, alla domenica, appollaiati sugli spalti dei palazzetti di basket e palavolo, abbarbicati alle reti dei campetti di periferia, ad urlare, ad inveire contro tutti, avversari, compagni che non passano la palla, arbitri, allenatore che non fa giocare il loro genietto come meriterebbe, a litigare con gli altri genitori, a volte perfino ad alzare le mani.....che tristezza.
I ragazzi vanno lasciati liberi, qualche consiglio va bene, suggerimenti tranquilli, ma per farli magari divertire di più, poi però ogni ragazzo deve trovare il proprio modo di vivere lo sport, tanto quelli bravi vengono fuori da soli, e allora avranno tempo fino alla noia di essere impastoiati da regole, allenamenti, tattiche di gioco o di gara, per gli altri lo sport è e deve restare svago, divertimento, gioia, i risultati non sono nulla in confronto, perché, ad alcuni può sembrare strano, ci si può divertire tantissimo anche arrivando tra gli ultimi ma vincendo delle belle sfide con se stessi.