Bianchi Gimondi

Sobber

Pedivella
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pochissime

Non guardarmi così, avevo scritto delle inesattezze, e voglio ora cercare di fare una corretta disitinzione per un modello di bici che è stata proposta per 30 anni (dal 1953 al 1983) ma nessuno pare conoscere, e anche per rispondere a chi pensa che:
- Le biciclette Bianchi degli anni 70 sono tutte "Campione del Mondo" !
- Le biciclette Bianchi di quegli anni sono tutte modello "Gimondi" ! ;-)
 

simon76

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Sobber,scusa,sono svenuto.:sbianca:

Ho dovuto rileggere il tuo post tre volte.
Due perchè pensavo di aver capito male. La terza per avere conferma di quello che avevo letto le altre due.:azz

Cercherò subito di essere chiaro cercando di non essere frainteso da te perchè via tastiera non è sempre facile..
Comunque sia,devo sempre ringraziarti,vuoi per il tuo impegno votato al mio lavoro,vuoi per la gentilezza l'intelligenza e l'ironia che hai sempre avuto.:eek:
Se sono stati fatti errori di interpretazione e di lettura riguardo alla mia bici,è ovvio e scontato che siano stati sempre in buona fede...:roll:
Sei sempre stato il mio "timone" per l'autenticità del restauro..

Precisando questo,devo dedurre leggendo fra le righe che la mia con buona possibilità non è una Bianchi Gimondi..:cry (e qui sono svenuto un'altra volta...:mrgreen:)
Ecco forse perchè mi avevano dato anche le decals della Piaggio..:shock:
Magari anche i pedali che c'erano e il cambio che ho sostituito andavano bene..!mabbasta!;:
Ecco,se devo essere onesto con te come tu lo sei stato altrettanto con me,mi romperebbe un pò solo aver dato via componentistica effettivamente sua per aver rincorso particolari che con il mio modello non c'entravano niente..
Ma a questo punto oramai i giochi sono stati fatti..inutile recriminare
E' andata così... verrà sicuramente fuori comunque una bella bici :-)
Poi,se alcuni particolari,componenti o adesivi non saranno fedeli a quello che effettivamente era la bici...beh amen...!! Amici come sempre...!:friends: Mica devo esporla in un museo...:smile:

Vuoi vedere che alla fine la mia bici è una Suzzi verniciata di Celeste dall'ultimo proprietario avuto perchè non aveva le possibilità di comprarsi una Bianchi originale....?!:))):

Sarebbe davvero il colmo....!!!!!!:))): (:cry: :impic:)

Comunque ho un mare di foto fatte.. se ti servono,anche solo per il tuo database,mandami un mp con la mail che te le mando..

Adesso vado a farmi un goccetto alla nostra salute per digerire il tutto..;pirlùn^


o-oo-oo-o
 

Sobber

Pedivella
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Ma no, è tutto sotto controllo, i pedali che hai dato via erano dei Chorus del 1987, le decal Piaggio vanno bene dal 1980 in poi, etc.. e una Bianchi "Gimondi" NON esiste (*), o meglio, esiste ma è al museo :mrgreen:!
E' la Bianchi modello "Campione del Mondo" che voglio descrivere, in particolare quelle dell'epoca immediatamente successiva alla vittoria del 1973 (che già non era la Superleggera in uso a Gimondi) e che per l'occasione pur chiamandosi Campione del mondo dovette cedere il posto a un modello ancora più celebrativo, la 00.4.02 Specialissima "Barcellona" con materiali in titanio. Seguivanoo in ordine di gamma la Superleggera, la Professionale, Campione del mondo, Rekord 748,746,745..

(*) ci sarebbe per la verità la "Campione Gimondi" un modello successivo (1981-1982), montata Shimano 600, passaguaina saldati sull'orizzontale e logo Piaggio sul tubo piantone e per questo molto più facile da identificare ;-)
 
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Sobber

Pedivella
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Forse è meglio se inizio da subito la storiella che vi volevo raccontare:

Premessa:
La Bianchi sta al ciclismo come la Ferrari sta alla Formula 1. Con una differenza: il glorioso marchio di bici è ben più antico dei bolidi di Maranello e quest'anno festeggia i 125 anni. Nell' epopea dello sport delle due ruote, a cavallo dell' ultima guerra, il binomio Bianchi-Coppi ha valicato i confini della Penisola per diffondersi in tutto il mondo come sinonimo di vittorie. Le leggendarie imprese de «un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste» hanno accompagnato la rinascita dell' Italia e ridato fiducia a un Paese dopo il travaglio della guerra. Negli anni 70 dopo un periodo di crisi il marchio viene rilanciato grazie alla vittoria di Basso nel 1972 in Francia e di Gimondi nel 1973 in Spagna, Bianchi ha così ripreso il filo dei campioni del mondo cominciato con Coppi (poi proseguito con Moreno Argentin, dominatore in Colorado e Gianni Bugno, iridato a Stoccarda e a Benidorm).
grazie a queste 2 vittorie consecutive le biciclette Bianchi degli anni 70 portano orgogliosamente una decal "Campione del Mondo 1973-74", anche se, presi dalla foga, quella decal è finita pure sulla bici pieghevole Aquiletta (la Graziella di casa Bianchi).
Per la verità una Bianchi "Campione del Mondo" (inteso non come titolo guadagnato da vincitori ma proprio come nome esatto del modello) si vede già nel 1953 quando Fausto Coppi vinse il Campionato del Mondo su strada (e vinse il suo 5° Giro d’Italia), da quel momento quasi ogni anno puntualmente nei listini Bianchi compariva il modello Campione del Mondo, un fiore all'occhiello, e così è stato fino al 1983 (ma dalla metà anni ’70 non è più di alta gamma).
Restando negli anni 70, complice la citata decal iridata sembrerebbe che tutte le Bianchi di quegli anni sono "come quella di Gimondi" e, in effetti bisogna riconoscere che in prima battuta sembrano tutte uguali. Detto tutto questo tentiamo di fare chiarezza limitatamente al modello Campione del Mondo negli anni che immediatamente seguirono il successo di Gimondi.
il 2 settembre 1973 sul Circuito di Montjuich a Barcellona Felice Gimondi classe 1942 professionista dal 1965 (dopo aver già vinto in quell'anno per il Team Bianchi-Campagnolo il giro di Calenzano, Castiglion del Lago, Circuito internazionale di Caneva, Cittadella, Colbordolo, Coppa Bernocchi, Forli, 16a tappa Giro d'Italia, Giro del Piemonte, Giro di Lombardia, Grisy les Platres, Pavullo, S.Michele Agliana e trofeo Baracchi) vince il campionato del mondo di ciclismo su strada.

gimondi17.jpg


La visibilità dell'evento viene chiaramente tradotta in chiave commerciale nell'offerta dei modelli per il 1974 e, cosa che non molti sanno, il collaudato modello Campione del Mondo dovette cedere il posto a un modello ancora più celebrativo, la 00.4.02 Specialissima "Barcellona" con materiali in titanio.

Per questa sera mi fermo quì, vado a bere anch'io.
...però bisognerebbe avvisare chi voleva rifilarti le decals Piaggio (il Team Bianchi-Piaggio nasce nel 1980, il periodo dei Baronchelli, Contini, pozzi, Vanotti..) che Gimondi è stato professionista fino al 1979! :rosik:
 

simon76

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Non guardarmi così, avevo scritto delle inesattezze, e voglio ora cercare di fare una corretta disitinzione per un modello di bici che è stata proposta per 30 anni (dal 1953 al 1983) ma nessuno pare conoscere, e anche per rispondere a chi pensa che:
- Le biciclette Bianchi degli anni 70 sono tutte "Campione del Mondo" !
- Le biciclette Bianchi di quegli anni sono tutte modello "Gimondi" ! ;-)

Ma no, è tutto sotto controllo, i pedali che hai dato via erano dei Chorus del 1987, le decal Piaggio vanno bene dal 1980 in poi, etc.. e una Bianchi "Gimondi" NON esiste, o meglio, esiste ma è al museo :mrgreen:!
E' la Bianchi modello "Campione del Mondo" che voglio descrivere, in particolare quelle dell'epoca immediatamente successiva alla vittoria del 1973 (che già non era la Superleggera in uso a Gimondi) e che per l'occasione pur chiamandosi Campione del mondo dovette cedere il posto a un modello ancora più celebrativo, la 00.4.02 Specialissima "Barcellona" con materiali in titanio. Seguivanoo in ordine di gamma la Superleggera, la Professionale, Campione del mondo, Rekord 748,746,745..




Ahhh...!!! Ma Sobber...!! Chissà che mi credevo...!! Ero già attaccato alla boccia del limoncello...:mrgreen: Mi hai fatto prendere un colpo...! Il tuo post sembrava così catastrofico...!!
Sei troppo preciso e perfezionista... cosa vuoi che importi a uno che tutte le Bianchi che vede dice che sono come la sua se quella che ha è di maggio del 74' o di settembre del 77'...?!:mrgreen:

Sei troppo duro con te stesso...!! Qualche inesattezza è concessa anche a esperienze come la tua,sai..? Non castrarti così...!:mrgreen:

Per consolarti pensa che un Tavernicolo un pò di tempo fa mi disse che la mia Matta non esisteva in versione Parigi-Roubaix e che la chiamavo io "Matta"....
:))):








..opss.. pardon.. stavi bevendo.. :mrgreen:





Salute...!

Adesso sto decisamente meglio ora che il gravoso presunto danno è stato classificato a "piccole imprecisazioni"


Evviva.....!!!!


:-x
 

zumbus61

Pignone
3 Gennaio 2009
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Vuoi vedere che alla fine la mia bici è una Suzzi verniciata di Celeste dall'ultimo proprietario avuto perchè non aveva le possibilità di comprarsi una Bianchi originale....?!:))):

Magari fosse una Suzzi, bici di classe superiore se paragonata alle bianchi dell'epoca, ho saputo da fonti attendibili che il telaista di Suzzi era Marastoni !
negli anni, 70 almeno a Bologna chi voleva una vera specialissima si rivolgeva a Suzzi o a Patelli, delle Bianchi si sentiva dire "ha solo il nome!!!"
 

simon76

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Vuoi vedere che alla fine la mia bici è una Suzzi verniciata di Celeste dall'ultimo proprietario avuto perchè non aveva le possibilità di comprarsi una Bianchi originale....?!:))):

Magari fosse una Suzzi, bici di classe superiore se paragonata alle bianchi dell'epoca, ho saputo da fonti attendibili che il telaista di Suzzi era Marastoni !
negli anni, 70 almeno a Bologna chi voleva una vera specialissima si rivolgeva a Suzzi o a Patelli, delle Bianchi si sentiva dire "ha solo il nome!!!"

Guarda,su questo ti devo dar ragione. Qui a Bologna i vecchietti ciclisti parlano solo delle loro Suzzi e Patelli quando raccontano di quando erano giovani...:mrgreen:

Sulla seconda parte un pò meno.. a Bologna c'era il grande Domenicali,se uno pronunciava "Bianchi" la parola che seguiva era Domenicali. Era il numero 1. E vendeva Bianchi.. Che non è solo un nome...:angrymod:
 

vigorelli 1954

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2 Novembre 2009
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Guarda,su questo ti devo dar ragione. Qui a Bologna i vecchietti ciclisti parlano solo delle loro Suzzi e Patelli quando raccontano di quando erano giovani...:mrgreen:

Sulla seconda parte un pò meno.. a Bologna c'era il grande Domenicali,se uno pronunciava "Bianchi" la parola che seguiva era Domenicali. Era il numero 1. E vendeva Bianchi.. Che non è solo un nome...:angrymod:

A Genova i ciclisti vecchietti gandalf parlano solo di :cù: :mrgreen:
 

simon76

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