Bici da rando

micronauta

Scalatore
31 Dicembre 2008
6.146
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Torino
micronauta.wordpress.com
Bici
Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
beh si l'ho dovuta cambiare, visto che sono caduto e si è rovinata parecchio!!!spero mi dia le stesse soddisfazioni!!

Accidenti, mi dispiace! :shock: Spero nulla di grave.

Beh, forse non tutto il male viene per nuocere. E' vero che la bici in acciaio è sinonimo di classicità, affidabilità e comodità, ma è altrettanto vero che un moderno telaio in carbonio può darti lo stesso comfort... con un chilo di zavorra in meno. ;-) Magari per la maggior parte dei randonneur non fa nessuna differenza, ma io che devo sempre lottare sul filo del tempo limite e dunque intendo risparmiare ogni oncia di energia, preferisco avere una bici per quanto possibile leggera. Infatti uso una Bianchi Infinito, molto simile per concezione alla Colnago Ace. o-o
 

Zonzolo

Apprendista Passista
19 Ottobre 2010
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Pianeta Terra
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Trek Madone /randomobile Specialized Roubaix
che rapporti consigliate un tripla ?
Una compact con 13-29 basta ?

Dipende ovviamente dalla pendenza delle salite che pensi di dover affrontare, da quanto bagaglio hai e dal tuo livello di preparazione.

In base alla VAM che sviluppi puoi calcolarti il rapporto che ti occorre per mantenere una frequenza di pedalata che sia per te ottimale.
La frequenza di pedalata ottimale è un parametro molto personale, ma tieni presente che in salita scendere sotto le 60 rpm generalmente non conviene.

Riguardo alla scelta tripla vs compatta: un 34x29 corrisponde grossomodo ad un 30x25-26.
Per questo motivo oggi molti utilizzano la guarnitura compatta al posto di una tripla.

Una opportunità data dall'utilizzo di una guarnitura compatta con un pignone 13-29 è che puoi sfruttare un 50x21 senza avere incroci di catena eccessivi.
Questo consente di "saltare" certe salitelle che altrimenti costringerebbero a passare sul 34.

Una limitazione dell'utilizzo della compatta con un 13-29 è che il rapporto massimo 50x13 è un poco corto per certi percorsi vallonati e nelle discese, oltre una certa velocità, si pedala a vuoto.

Tieni infine presente che pedalare in agilità (se ci riesci e senza strafare), è un modo molto "economico" per percorrere le lunghe distanze.
 

Bartali

Velocista
16 Ottobre 2006
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Dipende ovviamente dalla pendenza delle salite che pensi di dover affrontare, da quanto bagaglio hai e dal tuo livello di preparazione.

In base alla VAM che sviluppi puoi calcolarti il rapporto che ti occorre per mantenere una frequenza di pedalata che sia per te ottimale.
La frequenza di pedalata ottimale è un parametro molto personale, ma tieni presente che in salita scendere sotto le 60 rpm generalmente non conviene.

Riguardo alla scelta tripla vs compatta: un 34x29 corrisponde grossomodo ad un 30x25-26.
Per questo motivo oggi molti utilizzano la guarnitura compatta al posto di una tripla.

Una opportunità data dall'utilizzo di una guarnitura compatta con un pignone 13-29 è che puoi sfruttare un 50x21 senza avere incroci di catena eccessivi.
Questo consente di "saltare" certe salitelle che altrimenti costringerebbero a passare sul 34.

Una limitazione dell'utilizzo della compatta con un 13-29 è che il rapporto massimo 50x13 è un poco corto per certi percorsi vallonati e nelle discese, oltre una certa velocità, si pedala a vuoto.

Tieni infine presente che pedalare in agilità (se ci riesci e senza strafare), è un modo molto "economico" per percorrere le lunghe distanze.

Perdonami ma non sono d'accordo con nessuna delle ultime tre affermazioni.
1- con un 13-26 il 21 (utile, come dici tu) è il terz'ultimo pignone, per cui non ci sono certo incroci di catena eccessivi.
2- 50-13 non è certo un rapporto da circuiti, nè da discese fatte a tutta in gf, ma in randonnee secondo me è più che sufficiente...a meno di non voler affrontare discese spingendo sui pedali oltre i 50-55 km/h!o-o
3-qui il discorso si fa più complesso...l'agilità a tutti i costi, per chi non è predisposto, fa più male che bene....sono finiti i tempi di Armstrong e la sua discutibile agilità ad ogni costo. Ognuno ha una propria cadenza ideale, tenendo la quale riesce ad ottimizzare la propria performance. Queste differenze sono in gran parte genetiche, perchè dipende dalla quantità di fibre muscolare rosse e bianche abbiamo nei nostri muscoli. L'importante (come dicevi tu) è fare ciò che si riesce, senza forzare mai in alcun sensoo-o
 

micronauta

Scalatore
31 Dicembre 2008
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Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
Cosa ci fai con quel rapporto? In sicilia lo avevi?o-o

Per forza che in Sicilia lo avevo, mica cambio guarnitura alla bici come fosse un vestito! :mrgreen:

Non ricordo però se ho mai utilizzato il rampichino del 24. Forse giusto sulla rampa di Termini Imerese, dove la panza piena di arancini del controllo si faceva sentire... :wacko: :mrgreen: :mrgreen:
 

Zonzolo

Apprendista Passista
19 Ottobre 2010
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Perdonami ma non sono d'accordo con nessuna delle ultime tre affermazioni.

Non hai nulla da farti perdonare, ci mancherebbe!
Se tutti ci sentissimo in obbligo di pensarla allo stesso modo, queste discussioni sarebbero dei noiosi monologhi e non consentirebbero a chi ci legge di farsi delle opinioni proprie.;-)

1- con un 13-26 il 21 (utile, come dici tu) è il terz'ultimo pignone, per cui non ci sono certo incroci di catena eccessivi..

Se consideri come valido il terz'ultimo pignone, con una 13-29 puoi utilizzare il 23 e ampliare comunque un poco la gamma delle salitelle fattibili.
E' anche vero che, a parte l'ultimo pignone grande, da evitare in unione al 50 perchè l'attrito è notevole, negli altri casi il problema non è così critico e comunque non è che certi incroci si stia ad utilizzarli per molti kilometri, quindi il problema è relativo.

2- 50-13 non è certo un rapporto da circuiti, nè da discese fatte a tutta in gf, ma in randonnee secondo me è più che sufficiente...a meno di non voler affrontare discese spingendo sui pedali oltre i 50-55 km/h!o-o

In una GF avere l'11 ormai è obbligatorio per non essere staccati dai gruppi nei falsopiani, in una randonneé le velocità non sono così frenetiche, ma penso che avere un 12 sia comunque utile.
Personalmente, in discesa preferisco "sentire la catena" e poter spingere sfruttando le pendenze, quando è possibile, per "accumulare" velocità.

3-qui il discorso si fa più complesso...l'agilità a tutti i costi, per chi non è predisposto, fa più male che bene....sono finiti i tempi di Armstrong e la sua discutibile agilità ad ogni costo. Ognuno ha una propria cadenza ideale, tenendo la quale riesce ad ottimizzare la propria performance. Queste differenze sono in gran parte genetiche, perchè dipende dalla quantità di fibre muscolare rosse e bianche abbiamo nei nostri muscoli. L'importante (come dicevi tu) è fare ciò che si riesce, senza forzare mai in alcun sensoo-o

Sull'agilità di pedalata potremmo parlare per mesi!
Credo che cercare di migliorarla, senza strafare, sia possibile (come per la potenza) e sia un bene.
 

Bartali

Velocista
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Se consideri come valido il terz'ultimo pignone, con una 13-29 puoi utilizzare il 23 e ampliare comunque un poco la gamma delle salitelle fattibili.
E' anche vero che, a parte l'ultimo pignone grande, da evitare in unione al 50 perchè l'attrito è notevole, negli altri casi il problema non è così critico e comunque non è che certi incroci si stia ad utilizzarli per molti kilometri, quindi il problema è relativo.

Non lo considero valido io, ma le istruzioni di shimano-campagnolo-sram:mrgreen:
Io starei attento a montare rapporti estremi che non si usano solo per non incrociare nemmeno minimamente la catena...altrimenti poi c'è il rischio che ci manchino alcuni pignoni centrali che magari useremmo di più!o-o

In una GF avere l'11 ormai è obbligatorio per non essere staccati dai gruppi nei falsopiani, in una randonneé le velocità non sono così frenetiche, ma penso che avere un 12 sia comunque utile.
Personalmente, in discesa preferisco "sentire la catena" e poter spingere sfruttando le pendenze, quando è possibile, per "accumulare" velocità.

Io questa cosa la considero per me irrilevante, dato che comunque poi ci si ferma molto durante i controlli o per riposare....insomma, la velocità di punta è proprio l'ultimo dei miei problemi!o-o

Sull'agilità di pedalata potremmo parlare per mesi!
Credo che cercare di migliorarla, senza strafare, sia possibile (come per la potenza) e sia un bene.

Certo che in questi termini è un bene....ma dovremmo stabilire cosa è agilità per ciascuno di noi....per me "andare agili" può significare andare a 80 rpm, per te può significare andare a 110. Dipende dalla base genetica e dalle abitudini di partenza!o-o
 

parakito

Passista
24 Giugno 2009
3.875
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Piovene Rocchette (Vicenza)
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Scott cr1pro,Cannondale cad3,NSR,Litespeed Archon ,Rewel titanio,Treck fuel,Kona Stinky,Bianchi,ecc
Dipende ovviamente dalla pendenza delle salite che pensi di dover affrontare, da quanto bagaglio hai e dal tuo livello di preparazione.

In base alla VAM che sviluppi puoi calcolarti il rapporto che ti occorre per mantenere una frequenza di pedalata che sia per te ottimale.
La frequenza di pedalata ottimale è un parametro molto personale, ma tieni presente che in salita scendere sotto le 60 rpm generalmente non conviene.

Riguardo alla scelta tripla vs compatta: un 34x29 corrisponde grossomodo ad un 30x25-26.
Per questo motivo oggi molti utilizzano la guarnitura compatta al posto di una tripla.

Una opportunità data dall'utilizzo di una guarnitura compatta con un pignone 13-29 è che puoi sfruttare un 50x21 senza avere incroci di catena eccessivi.
Questo consente di "saltare" certe salitelle che altrimenti costringerebbero a passare sul 34.

Una limitazione dell'utilizzo della compatta con un 13-29 è che il rapporto massimo 50x13 è un poco corto per certi percorsi vallonati e nelle discese, oltre una certa velocità, si pedala a vuoto.

Tieni infine presente che pedalare in agilità (se ci riesci e senza strafare), è un modo molto "economico" per percorrere le lunghe distanze.

Sono d'accordo su tutto meno l'ultima affermazione , l'agilità consuma più energia , ma salva il muscolo , ma visto che l'impegno muscolare nelle lunghe distanze e solitamente moderato , non c'è bisogno di salvare il muscolo , quindi l'agilità in questi casi alla lunga è contro producente , poi entra in gioco le caratteristiche e abitudini personali , io per esempio , i 1000 di Sicilia li ho fatti quasi tutti con il 50x14 pure in salita .
Questo vale di più per i passisti come me , ovviamente per i salitomani la cosa si inverte .
rimane il fatto che la pedalata non agile conviene in termine di energie spese ,senza considerare il fatto non indifferente che meno sono le pedalate da fare minore risulterà lo sfregamento del soprasella con conseguente riduzione di fastidi che in sordina e causa di molti ritiri .:wacko::wacko:
o-o
 

parakito

Passista
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e come possiamo capire qual'è l'agilità o meno adatta al nostro fisico??

Bella domanda ,e pure intelligente , di solito dipende dalla lunghezza della pedivella e delle gambe ,infatti da piccoli pedaliamo molto velocemente ,poi con l'età si rallenta ,ma non significa che si va più piano .
in salita più si è pesanti più la cadenza è rallentata ,a parità di velocità di un ciclista leggero .
Alla domanda "come possiamo capire qual'è l'agilità o meno adatta al nostro fisico?? " ;nonzo% non ti so rispondere , ma per contro ti posso dire qual'è quella sbagliata , è quella balla metropolitana ( nata per il fatto che basta vedere un ciclista con caratteristica personale di agilità che vinca qualche tappa del giro , ed ecco che nasce subito l'emulazione/legenda ) che più è agile più vai forte e per più tempo .
o-o
 

Bartali

Velocista
16 Ottobre 2006
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Bella domanda ,e pure intelligente , di solito dipende dalla lunghezza della pedivella e delle gambe ,infatti da piccoli pedaliamo molto velocemente ,poi con l'età si rallenta ,ma non significa che si va più piano .
in salita più si è pesanti più la cadenza è rallentata ,a parità di velocità di un ciclista leggero .
Alla domanda "come possiamo capire qual'è l'agilità o meno adatta al nostro fisico?? " ;nonzo% non ti so rispondere , ma per contro ti posso dire qual'è quella sbagliata , è quella balla metropolitana ( nata per il fatto che basta vedere un ciclista con caratteristica personale di agilità che vinca qualche tappa del giro , ed ecco che nasce subito l'emulazione/legenda ) che più è agile più vai forte e per più tempo .
o-o

Sulla balla finale sono pienamente d'accordo, non sono d'accordo sul fatto che più "piccoli" (sia anagraficamente che fisicamente, da adulti) si è più si va agili. Non è proprio così. Ripeto, è una questione di composizione di fibre muscolari. Indipendente dalla stazza.
Ci sono passisti molto grossi che amano l'agilità e scalatori molto minuti che amano pedalare di rapporto (ricordate Gibo Simoni?). Così come il contrario.

Quale sia l'agilità adatta al nostro fisico è presto detto...fatevi un giro molto tirato e lungo in compagnia di un gruppo di agonisti, senza pensare a quante rpm portate. Alla fine del giro guardate il dato della cadenza media...quella può essere una ottima base di partenza su cui lavorareo-o

Non concordo con Silvano sul fatto che in agilità si spreca sempre di più...dipende dai soggetti....c'è chi in questo modo "salva la gamba", e chi in questo modo "si cuoce"!o-o

Non prenderei, infine, come paragone certo la SNS, dato che l'hai percorsa non certo alla tua "andatura naturale" (almeno così mi è parso di capire), ma in compagnia della ottima Silvia che sul percorso della SNS probabilmente paga dazio rispetto alle tue caratteristicheo-o
 

CrustyDemon

Pignone
18 Agosto 2010
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SilverStar Carbon
Sono d'accordo su tutto meno l'ultima affermazione , l'agilità consuma più energia , ma salva il muscolo , ma visto che l'impegno muscolare nelle lunghe distanze e solitamente moderato , non c'è bisogno di salvare il muscolo , quindi l'agilità in questi casi alla lunga è contro producente , poi entra in gioco le caratteristiche e abitudini personali , io per esempio , i 1000 di Sicilia li ho fatti quasi tutti con il 50x14 pure in salita .
Questo vale di più per i passisti come me , ovviamente per i salitomani la cosa si inverte .
rimane il fatto che la pedalata non agile conviene in termine di energie spese ,senza considerare il fatto non indifferente che meno sono le pedalate da fare minore risulterà lo sfregamento del soprasella con conseguente riduzione di fastidi che in sordina e causa di molti ritiri .:wacko::wacko:
o-o

ok vado sullo specifico
se tu dovessi fare il giro del bianco o una cuneo cuneo
che rapporti useresti fossi obbligato ad usare max una compact ?


la domanda vale per tutti :bua:
 

micronauta

Scalatore
31 Dicembre 2008
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Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
ok vado sullo specifico
se tu dovessi fare il giro del bianco o una cuneo cuneo
che rapporti useresti fossi obbligato ad usare max una compact ?
la domanda vale per tutti :bua:

C'è stato un tempo (era il 2003) in cui ho fatto la Granfondo "La Fausto Coppi", la "Novecolli", i miei primi brevetti e la mia prima PBP con una bici montata Campagnolo che aveva 53-39 e dietro il 29. Ho fatto tutto quanto senza mai scendere a spingere, per carità, quell'anno ero anche più "racing" come impostazione e un pelo più leggera di adesso, ma in molte situazioni pedalavo male, era come se facessi in fissa le SFR. :bua: Mi sono accorta presto che la guarnitura che avevo faceva figo, ma all'atto pratico era una gran boiata per quello che dovevo fare io.

L'anno dopo non ho esitato e ho montato la compact. E nel 2008 ho fatto definitivamente il salto ad una tripla-compatta 46-34-24 (max pignone 27).

Quello che voglio dire è che secondo me non è proprio il caso di lesinare sui rapporti, specialmente se siete alle prime armi con le randonnée e non siete ancora sicuri delle vostre capacità. Ricordate che la bici sarà carica, dunque più pesante. Che i chilometri sono tanti. Che qui i muscoli vanno risparmiati per arrivare fino in fondo, non spremuti per arrivare primi. E ricordate anche che avere i rapporti NON vuol dire che sarete obbligati ad usarli sempre: ma vi faranno un gran comodo alla prima situazione di emergenza, e quella volta vi dimenticherete tutte le chiacchiere da bar sulla "tripla da vecchietto", sulle "questioni d'immagine" e via discorrendo! :asd:
 

parakito

Passista
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Scott cr1pro,Cannondale cad3,NSR,Litespeed Archon ,Rewel titanio,Treck fuel,Kona Stinky,Bianchi,ecc
ok vado sullo specifico
se tu dovessi fare il giro del bianco o una cuneo cuneo
che rapporti useresti fossi obbligato ad usare max una compact ?


la domanda vale per tutti :bua:
Io ho due configurazioni che uso in base alle difficoltà dei percorsi .
premetto che uso una compatta 50x34 ,dietro ho un pacco pignoni riassemblato 12x29 ,quando vado " verso dove non so " o se preferite dove tira il vento quindi pronto a tutto .
Ma per esigenze più tranquille uso ruota con il 12x25 e vado dappertutto comreso salite al 14% DI 10 KM senza grossi problemi .
uso raramente 11x23 che reputo valido solo su percorsi vallonati ,
se vado via con gente che tira l'11 è un po corto per me .
per capirsi se fosse una gare in pianura o quasi 53x12/11 per me sarebbe giusto .
Ma questo è strettamente personale è mi rendo pure conto di essere un pò fuori standard .
poi tutto dipende dal ritmo che vuoi tenere.
o-o
 

parakito

Passista
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Sulla balla finale sono pienamente d'accordo, non sono d'accordo sul fatto che più "piccoli" (sia anagraficamente che fisicamente, da adulti) si è più si va agili. Non è proprio così. Ripeto, è una questione di composizione di fibre muscolari. Indipendente dalla stazza.
Ci sono passisti molto grossi che amano l'agilità e scalatori molto minuti che amano pedalare di rapporto (ricordate Gibo Simoni?). Così come il contrario.

Quale sia l'agilità adatta al nostro fisico è presto detto...fatevi un giro molto tirato e lungo in compagnia di un gruppo di agonisti, senza pensare a quante rpm portate. Alla fine del giro guardate il dato della cadenza media...quella può essere una ottima base di partenza su cui lavorareo-o

Non concordo con Silvano sul fatto che in agilità si spreca sempre di più...dipende dai soggetti....c'è chi in questo modo "salva la gamba", e chi in questo modo "si cuoce"!o-o

Non prenderei, infine, come paragone certo la SNS, dato che l'hai percorsa non certo alla tua "andatura naturale" (almeno così mi è parso di capire), ma in compagnia della ottima Silvia che sul percorso della SNS probabilmente paga dazio rispetto alle tue caratteristicheo-o

Sono d'accordo che la caratteristica personale ,è la variabile che più di tutte falsa la teoria ,io ne sono un esempio , ma non ho mai visto in una gara di giovanissimi nessuno fare meno di 100 rpm .
se hai le gambe corte ti serve una pedivella corte , quindi per sviluppare lo stesso passo metrico devi frullare di più.
Non è sempre vero ,ma in linea di massima è cosi .
il paragone della SNS ti garantisco che è valido in quanto non sarebbe differito di molto come rapporti usati in base alle mie caratteristiche , lasciando stare che l'ho voluta fare prudentemente da turista , ed il caso ha voluto che mi accompagnasse in questa avventura l'ottima Silvia :eek:.
forse l'avrei fatta dello stesso passo oppure no , ma la cadenza + - sarebbe stata quella .
Ottimo consiglio quello di fare un bel giro lungo con agonisti per determinale la cadenza più adatta ,a patto di non affrontare troppe salite , comunque questo dimostra che si deve andare ognuno con cadenza con la quale ci si trova meglio ,che non è certo un numero fisso da prendere come modello ,infatti l'ultimo dato che guardo io è proprio la cadenza.
i dati per me fondamentali sono battiti,velocità ,e pendenza .
esempio personale ,so che se vado in pianura a 30 km h 130 bmp sono ok ,40 km h 140 bmp idem salita 10 % 10 km h ok ,al di fuori di questi parametri ,verso il basso devo capire cosa non va e rimediare .
Quindi alla luce dei fatti vale sempre la regola :andate sempre del vostro passo/cadenza ,strafare = pagare lo scotto anche irrimediabile del ritiro . :wacko: