L'allenamento di corsa in salita, dato che si tratta di gesto antigravitario, é assimilabile ad un uso di sovraccarico. Lavori di skip, calciata sotto, calciata dietro, ecc. ecc. ecc. non rientrano nei lavori di forza, ma hanno ben altre finalità (andrei OT a descrivere ciò - cercate su un forum di atletica leggera in caso).
Aggiungo che esiste la corsa con traino, con paracadute (son differenti, sai? Altra gestualità ed altra espressione di forza), la corsa con cintura (altra finalità anche questa), ecc.
Dopo circa 60 topic ancora non c'è stato un solo post che indicasse perché no o perché si.
Hai ragione, sono andature che insegnano/migliorano schemi motori, uso dei piedi a terra, reattivita' ecc ecc ecc (4 anni di atletica 100-200-400, salto in alto per gioco. A proposito, forse non facevamo la stessa specialita' ma non mi ricordo di te nelle gare al Cappuccini)
Traino, si me lo ricordo, divertente se fatto col peso giusto senno' inutile (al salire del peso la velocita' calava e ci si allontanava facilmente dalla specificita' del gesto --> discorso analogo nel ciclismo con le SFR a 35 RPM)
Paracadute mai provato, al massimo l'ombrello quando c'era vento
Corsa in salita, sfrutta diversi muscoli, nella velocita' piu' per abituare l'atleta a tenere le ginocchia alte o meglio potenziare quei muscoli che fanno cio', ad esempio il retto femorale, che mi sono anche strappato una volta (quello destro, dopo le serie in salita --> trasformazione sul piano, una ca**ata mondiale)
Quello che piu' si puo' avvicinare allo sforzo con la bici è un collinare, secondo me. (varia il percorso, ma il peso è costante durante l'uscita)
Balzi ecc --> Pliometria
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Tornando al ciclismo
Parlando matematicamente, quello che cambia in una salita è il tempo di percorrenza, perche' a parita' di watt espressi, il piu' pesante salira' piu' piano.
Le tue gambe non sapranno che c'è piu' peso, svilupperanno la stessa tensione con o senza quel peso a parita' di stimolo neurale.
Sara' solo la tua mente a capire che il carico è differente, vedendo la velocita' di ascesa piu' bassa del solito, ma se fossi bendato non lo capiresti.
Gli adattamenti fisiologici che si instaurano non sono relativi al peso in piu' della bici ma all'erogazione e mantenimento della potenza stessa, dovuti all'allenamento.
L'idea che tu voglia fare lo stesso tempo con bici piu' pesante è solo uno stimolo psicologico a spingere di piu'. La stessa cosa puo' essere fatta senza zavorra, semplicemente vedendo migliorare il proprio tempo sulla salita di riferimento (visto che in pianura la differenza è trascurabile)
Tra l'altro questo peso in forma "stabile - costante" non comporta una variazione del carico "allenante" --> Il corpo si adatta.
Esempio:
Prova ad alzare sempre un carico, allo stesso modo, stesse ripetizioni, stesse serie.
1 La prima settimana sei stanco e ce la fai a fatica
2 La seconda migliori
3 La terza sei in stallo
4 La quarta ritorni al livello di prima
...
Riparte il ciclo dal punto 1
Ora cambia la parola "carico" con "bici"
Perche'? Perche' il corpo migliora variando gli stimoli, se invece lo stimolo rimane uguale tendera' a risparmiare energie (siamo fatti al risparmio, ogni allenamento è una violenza agli equilibri del nostro corpo, fatto per sopravvivere col minimo dispendio energetico. In situazioni estreme vive di piu' uno secco che non un palestrato che consuma 1000kcal in piu' al giorno)
Vogliamo usare i sovraccarichi? Facciamolo nelle sedi opportune con i pesi, facciamoli la'.
Per migliorare la resistenza in bici, in maniera significativa, mica possiamo sperare di migliorare facendo 200ripetizioni di squat con 10kg totali
Per essere ancora piu' chiaro (e prolisso a sto punto), nella corsa a piedi, vari i tempi di esecuzione delle ripetute, vari i recuperi, vari le serie, vari i microcicli ma trattandosi di uno sport di resistenza non sei particolarmente interessato ad aumentare la forza pura ma invece il suo piu' possibile alto mantenimento nel tempo
L'effetto "volo" passando da bici pesante a leggera è paragonabile alla goduria che si prova a togliersi delle scarpe strette (messe volutamente per aspettare di levarle a fine giornata)