Il futuro ha sempre avuto un posto molto speciale nella filosofia ed, in generale, nella mente umana. Questo è ampiamente vero perché gli esseri umani hanno bisogno di una predizione degli eventi che accadranno. Ciò è forse possibile da sostenere che l'evoluzione del cervello umano è in grande parte uno sviluppo di abilità cognitive necessarie a predire il futuro, per esempio l'immaginazione astratta, la logica e l'induzione. L'immaginazione ci permette di vedere un modello plausibile di una certa situazione senza osservarlo davvero. Le ragioni logiche permettono di prevedere conseguenze inevitabili di azioni e situazioni e per questo la logica dà utili informazioni sugli eventi del futuro. L'induzione, invece, permette di associare una causa alle sue consequenze, una nozione fondamentale per ogni predizione del tempo futuro.
Nonostante questi strumenti cognitivi per la comprensione del futuro, il naturale evolversi stocastico di molti processi naturali e sociali hanno reso la previsione del futuro lo scopo, molto ricercato, di molte persone e culture attraverso gli anni. Le figure a cui veniva chiesto di vedere nel futuro, come i profeti e i divinatori, hanno beneficiato di grandi considerazioni e importanza sociale in molte comunità del passato, ma anche del presente. Intere pseudoscienze, come l'astrologia e la chiromanzia hanno avuto origine cercando di aiutare la previsione del futuro. Molto della scienza fisica può essere letto come un tentativo di fare predizioni quantitative ed oggettive sugli eventi.
Il futuro forma anche un argomento preminente per la religione. Spesso le religioni rendono infatti profezie sulla vita dopo la morte e anche sulla fine del mondo.
Nell'ambito della narrativa, la fantascienza molto spesso descrive degli ipotetici scenari di futuro, prossimo o remoto, o ancora la possibilità di effettuare il viaggio nel tempo per raggiungere epoche future.Nel rapporto tra immaginazione e conoscenza nella storia del pensiero si sono alternati momenti in cui si considerava la prima come positivamente accrescitrice e fomentatrice di conoscenza e periodi in cui si vedeva nell'immaginazione un elemento di turbativa e offuscamento della pura conoscenza razionale tale da essere considerata alla fine inutile o dannosa per il processo conoscitivo.In filosofia della scienza, il termine protoscienza viene usato generalmente per definire un campo di ricerca che non si è ancora sviluppato fino a diventare una disciplina scientifica, ma che può avere il potenziale per diventarlo. Questo termine viene spesso usato per descrivere le nuove teorie sorte nel Rinascimento con l'obiettivo di uno studio naturalistico della realtà, ma prima della completa definizione del metodo scientifico.
A differenza delle scienze naturali vere e proprie, una protoscienza:
· può non avere sviluppato completamente una teoria generale che spieghi tutte le osservazioni
· può essere carente di dati sperimentali con cui testare le sue teorie
· può essere definita in modo non rigoroso e senza modelli matematici
Le protoscienze devono però essere distinte dalle pseudoscienze: mentre nel primo caso la mancanza di caratteristiche scientifiche è dovuta all'insufficiente maturità del campo di ricerca, nel secondo caso essa è dovuta al fatto che la pseudoscienza:
· si basa su presupposti in contrasto con le attuali conoscenze scientifiche consolidate
· può fare previsioni anche molto dettagliate, ma che vengono smentite dagli esperimenti scientifici esistenti
· rifiuta di mettere alla prova le proprie teorie mediante esperimenti scientifici, ovvero non è falsificabile
Si può dire anzi che tutte le scienze siano passate inizialmente per uno stadio di protoscienza, quando non sono ancora sufficientemente definite.
A seconda della definizione di scienza, alcune persone considerano "protoscienze" (in quanto insufficientemente dotate di una caratterizzazione formale e di esperimenti quantitativi) alcune scienze umane e sociali come l'antropologia e la sociologia.
D'altra parte i sostenitori di alcune pseudoscienze descrivono il proprio lavoro come "protoscienza" per acquisire una maggiore credibilità.
Può essere difficile distinguere tra protoscienze e pseudoscienze; tuttavia la differenze fondamentale è che le protoscienze si sono sviluppate in un contesto storico in cui non si era ancora affermato il metodo scientifico nell'analisi dei fenomeni naturali, oppure non sono ancora sufficientemente sviluppate da poterlo usare, mentre le pseudoscienze sono caratterizzate dal sostanziale rifiuto di tale metodo.
Il surreale, una forma di umorismo basata su giustapposizioni bizzarre, situazioni assurde e la logica del nonsense. Le situazioni bizzarre possono essere varie, dall'esagerazione di aspetti reali (es: un uomo chiamato toffiees aveva un naso così lungo ma così lungo che non poteva soffiarsi il naso, un giorno...), all'invenzione di aspetti reali completamente ignoti o inesistenti (es: un giorno un professore di nome Enrico scoprì un nuovo tipo di elemento chimico, il mixino, che con il semplice strofinamento della falange del mignolo ti permetteva di...) oppure alla creazione di situazioni irreali completamente inventate (gli alieni provenienti da Tofone, un pianeta del sistema solare dell'Ongia vengono sulla terra e...). L'ortografia delle barzellette non deve essere necessariamente corretta, anzi, essendo sgrammaticata diventa più ridicola e quindi di successo.
La tecnica più comune di umorismo surreale, è forse quella del non sequitur, in cui una affermazione è seguita da un'altra senza alcuna progressione logica.
«Breve racconto: un uomo si sveglia al mattino e scopre di essersi trasformato nei propri plantari.»
La risata o riso è una reazione di carattere nervoso che si manifesta, nel comportamento umano, in più contesti.
In genere, si tratta di una risposta emotiva di fronte all'esperienza del comico, o a sensazioni intense di allegria, piacere, benessere, ottimismo. Tuttavia, la risata può anche avere il ruolo di sfogo di emozioni di segno opposto, come la tristezza e la rabbia (in tal caso, nel linguaggio comune, si parla di risata nervosa). Ci sono anche cause fisiche che possono stimolare la risata a prescindere da qualunque contesto emotivo: per esempio il solletico o l'inalazione di ossido di diazoto (detto proprio per questo motivo "gas esilarante").
Il fenomeno della risata si presenta come una modificazione del ritmo respiratorio, sospensione dell'aspirazione, scosse che si ripercuotono nella gola, contrazioni concatenata di molti muscoli (in particolare facciali e addominali), scopertura dei denti, e talvolta lacrimazione.
Il riso è una manifestazione tipicamente umana, che fin dall'antichità ha sollevato interrogativi concettuali di natura filosofica, psicologica, fisiologica e comportamentale. Ciononostante recenti studi dimostrano che alcuni primati e alcuni roditori reagiscono a stimoli tattili (solletico) con una specie di risata.
Buona settimana a tutti

Il portavoce.