Beh, un po' di spinta verticale c'è sempre nella corsa, serve per innescare la spinta orizzontale e quindi l'avanzamento. Ma si riduce tanto quanto si allungano le distanze.
Un mezzofondista ha una corsa diversa da un maratoneta, stile diverso. Un mezzofondista corre poi soprattutto su pista, ed in questo caso l'elasticità della superficie lo aiuta a generare un angolo di spinta più verticale. Tra l'altro il tacco dietro è sempre molto alto, quasi a toccare il sedere, la falcata quindi più ampia.
Più le distanze si allungano e più bisogna fare economia, il gesto deve essere composto, più radente possibile, falcate più ravvicinate e più frequenti, il ritorno della gamba deve essere veloce. Si utilizzano anche fibre muscolari diverse, adatte a lavorare consumando più ossigeno, ma inadatte da usare per fare distanze più corte e ritmi più alti, quindi lavori con alta concentrazione di acido lattico.
Curioso sentir parlare di drop alto per aiutare la falcata radente...