Ciclisti Milanesi ....parte 2

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suipedali

Cronoman
1 Settembre 2011
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da strada & fango

mag

Maglia Rosa
19 Agosto 2012
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il primo in questo 3d è un esame superfluo :mrgreen:

graficamente risulterebbe nella media più o meno così:

_________________/\_______/\_____________________

tranne per Mag:

_____________________________________...________________

grazie per i puntini ... mai avrei pensato che tu mi considerassi degno di anche un minimo e saltuario livello sopra lo zero :))):
 

mag

Maglia Rosa
19 Agosto 2012
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:mrgreen:digli al Gironi di attrezzarsi con un defibrillatore, e vista la media dei CM penserei anche d'investire in un EEC.

Inkia Valcava per me è una incompiuta:wacko:, quest'anno la si spiana:cassius:

rimarrai stupito da quanto la durezza di valcava sia sopravvalutata; tolti 2km che sono belli fastidiosi per il resto è una normalissima salita, anzi, anche piuttosto costante e gestibile.
 

Madbee

Apprendista Velocista
4 Febbraio 2012
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Ognuno ha un rapporto molto personale con la propria salute e la sua salvaguardia, legato alle singole sensibilità ed alla propria storia, su questo non si discute. o-o

Ci sarà sempre quello che si controlla a gennaio, fa una piccola ischemia a marzo e muore d'infarto a Valcava a maggio. Non c'è limite. Perché controllarmi una volta all'anno e non 2 o 3? Un mio vecchio titolare è morto d'infarto 15gg dopo un approfondito check up.

Continuo a pensare questa visita vada bene, e sia giusta, per salvaguardare la salute dei Kamikaze che s'iscrivono alla 9colli dopo 2 infarti e soprattutto di coloro che li assicurano.
La cosa divertente è che gli stessi enti che impongono il controllo medico, si fidano così tanto dei loro protocolli che richiedono la presenza dei defibrillatori nei campi di gioco.

Io non sono molto d'accordo su quanto dici.
Seguendo il tuo ragionamento fare prevenzione è del tutto inutile, perché va da sé che chiunque si sottoponga ad un esame di controllo potrebbe benissimo ammalarsi il giorno dopo, e quindi perché controllarsi?
Non credo sia così che si debba ragionare. I controlli vanno fatti, ed è utile farli con una certa periodicità.
La periodicità viene stabilità dagli organi competenti, quindi controlli non troppo frequenti in modo che possano essere sostenibili da parte dell'utente e delle strutture preposte ad eseguire i controlli, e nemmeno troppo poco frequenti altrimenti si abbatte drasticamente l'utilità del controllo.
Se l'organismo competente ha deciso che la frequenza ragionevole, utile e sostenibile per una visita medica sportiva è di un anno occorre accettare questa decisione e adeguarsi ad essa, sempre che si voglia fare prevenzione.
Quanto ai protocolli e alla loro affidabilità, i protocolli di controllo e prevenzione servono a prevenire casi prevedibili e ad evitare disgrazie evitabili, poi l'imponderabile e l'imprevedibile è sempre in agguato e allora è bene essere pronti ad intervenire, il che non significa non fidarsi dei controlli fatti, ma significa essere consapevoli che tali controlli sono utili ma non esaustivi e quindi bisogna sempre essere pronti per tentare di evitare la disgrazia utilizzando tutti i mezzi, defribillatore a bordo campo incluso.
 

ibondio

Apprendista Cronoman
23 Dicembre 2010
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un cannibale ed un ferro
rimarrai stupito da quanto la durezza di valcava sia sopravvalutata; tolti 2km che sono belli fastidiosi per il resto è una normalissima salita, anzi, anche piuttosto costante e gestibile.
La conosco, l'ho fatta una volta, ma per varie cause ho messo piede a terra.
Nell'ordine
Al fatidico cartello 18% faccio la curva e dopo due colpi di pedale mi trovo in mono ruota (dovrei farmi fare una bici con carro più lungo, oltre il 16-17% la ruota anteriore inizia a galleggiare e devo sdraiarmi sull'orizzontale).
Il mio Porfi-gregario mi aiuta a ripartire ma al successivo tornante ho fatto un mezzo infarto seguito da cappottamento per lo stesso problema di ribaltamento. Dopo 500mt altra sosta causa crampi, per arrivare finalmente in cima contento a metà.

Forse sarebbe meglio affrontarla con avvicinamento meccanizzato invece che partendo da casa, se mai un giorno tornerò sotto il quintale andiamo a festeggiare a Valcava.
 

ibondio

Apprendista Cronoman
23 Dicembre 2010
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un cannibale ed un ferro
Io non sono molto d'accordo su quanto dici.
Seguendo il tuo ragionamento fare prevenzione è del tutto inutile, perché va da sé che chiunque si sottoponga ad un esame di controllo potrebbe benissimo ammalarsi il giorno dopo, e quindi perché controllarsi?
Non credo sia così che si debba ragionare. I controlli vanno fatti, ed è utile farli con una certa periodicità.
La periodicità viene stabilità dagli organi competenti, quindi controlli non troppo frequenti in modo che possano essere sostenibili da parte dell'utente e delle strutture preposte ad eseguire i controlli, e nemmeno troppo poco frequenti altrimenti si abbatte drasticamente l'utilità del controllo.
Se l'organismo competente ha deciso che la frequenza ragionevole, utile e sostenibile per una visita medica sportiva è di un anno occorre accettare questa decisione e adeguarsi ad essa, sempre che si voglia fare prevenzione.
Quanto ai protocolli e alla loro affidabilità, i protocolli di controllo e prevenzione servono a prevenire casi prevedibili e ad evitare disgrazie evitabili, poi l'imponderabile e l'imprevedibile è sempre in agguato e allora è bene essere pronti ad intervenire, il che non significa non fidarsi dei controlli fatti, ma significa essere consapevoli che tali controlli sono utili ma non esaustivi e quindi bisogna sempre essere pronti per tentare di evitare la disgrazia utilizzando tutti i mezzi, defribillatore a bordo campo incluso.
In linea di principio hai ragione, ben venga la prevenzione.
 

mag

Maglia Rosa
19 Agosto 2012
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Lontano da voi
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solo 2
Io affronto il discorso prevenzione e sport in modo diverso da come lo state affrontando voi.

In linea di principio della prevenzione io ne faccio un modus vivendi. Una delle differenze fondamentali tra la cultura occidentale e quella orientale (o forse quella orientale di almeno 10 anni fa ... oggi non so se sia ancora così) è proprio nella prevenzione; in occidente si va dal dottore per guarire da malattie; in oriente si va dal dottore per verificare se tutto è ok così da prevenire le malattie. E non c'è dubbio su quale sia quella vincente ...

E io mi alimento/nutro fondamentalmente pensando alla prevenzione ben conscio che il 95% della prevenzione e del ns benessere proviene dalla alimentazione stessa.

quindi per me il discorso di Paolo è molto più che sacro. Ma non condivido la "prevenzione forzata" richiesta per i certificati; e qui sono d'accordo con Ivan. la prevenzione forzata ha le gambe corte; con la prevenzione forzata non si previene nulla. Le visite agonistiche trovano zero, forse l'1% dei problemi da trovare. fosse per me ... liberi tutti. Ma quotidianamente, a scuola, ai ragazzi, in tele al posto delle cose che trasmettono (non guardo la tele da anni, non lo so , immagino sempre maria de filippi e il grande fratello, mi stupirei se ci fosse qualcosa di differente) si trasmettessero trasmissioni di cultura preventiva, di nutrizione, ... cioè si costruisse la cultura della prevenzione che manca totalmente.
Insomma, la finta mamma chioccia a me fa solo incaxxare.

sintetizzando, se condivido il discorso di Paolo in linea di principio sulla prevenzione poi non lo condivido per nulla se legato alla tessera cicloturistica o "all'evento" in particolare ecc ecc.

Io non sono molto d'accordo su quanto dici.
Seguendo il tuo ragionamento fare prevenzione è del tutto inutile, perché va da sé che chiunque si sottoponga ad un esame di controllo potrebbe benissimo ammalarsi il giorno dopo, e quindi perché controllarsi?
Non credo sia così che si debba ragionare. I controlli vanno fatti, ed è utile farli con una certa periodicità.
La periodicità viene stabilità dagli organi competenti, quindi controlli non troppo frequenti in modo che possano essere sostenibili da parte dell'utente e delle strutture preposte ad eseguire i controlli, e nemmeno troppo poco frequenti altrimenti si abbatte drasticamente l'utilità del controllo.
Se l'organismo competente ha deciso che la frequenza ragionevole, utile e sostenibile per una visita medica sportiva è di un anno occorre accettare questa decisione e adeguarsi ad essa, sempre che si voglia fare prevenzione.
Quanto ai protocolli e alla loro affidabilità, i protocolli di controllo e prevenzione servono a prevenire casi prevedibili e ad evitare disgrazie evitabili, poi l'imponderabile e l'imprevedibile è sempre in agguato e allora è bene essere pronti ad intervenire, il che non significa non fidarsi dei controlli fatti, ma significa essere consapevoli che tali controlli sono utili ma non esaustivi e quindi bisogna sempre essere pronti per tentare di evitare la disgrazia utilizzando tutti i mezzi, defribillatore a bordo campo incluso.

In linea di principio hai ragione, ben venga la prevenzione.
 

ibondio

Apprendista Cronoman
23 Dicembre 2010
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un cannibale ed un ferro
Io affronto il discorso prevenzione e sport in modo diverso da come lo state affrontando voi.

In linea di principio della prevenzione io ne faccio un modus vivendi. Una delle differenze fondamentali tra la cultura occidentale e quella orientale (o forse quella orientale di almeno 10 anni fa ... oggi non so se sia ancora così) è proprio nella prevenzione; in occidente si va dal dottore per guarire da malattie; in oriente si va dal dottore per verificare se tutto è ok così da prevenire le malattie. E non c'è dubbio su quale sia quella vincente ...

E io mi alimento/nutro fondamentalmente pensando alla prevenzione ben conscio che il 95% della prevenzione e del ns benessere proviene dalla alimentazione stessa.

quindi per me il discorso di Paolo è molto più che sacro. Ma non condivido la "prevenzione forzata" richiesta per i certificati; e qui sono d'accordo con Ivan. la prevenzione forzata ha le gambe corte; con la prevenzione forzata non si previene nulla. Le visite agonistiche trovano zero, forse l'1% dei problemi da trovare. fosse per me ... liberi tutti. Ma quotidianamente, a scuola, ai ragazzi, in tele al posto delle cose che trasmettono (non guardo la tele da anni, non lo so , immagino sempre maria de filippi e il grande fratello, mi stupirei se ci fosse qualcosa di differente) si trasmettessero trasmissioni di cultura preventiva, di nutrizione, ... cioè si costruisse la cultura della prevenzione che manca totalmente.
Insomma, la finta mamma chioccia a me fa solo incaxxare.

sintetizzando, se condivido il discorso di Paolo in linea di principio sulla prevenzione poi non lo condivido per nulla se legato alla tessera cicloturistica o "all'evento" in particolare ecc ecc.

Ecco dov'è il mio problema, invece di nutrire la prevenzione, nutro di più i miei sensi:mrgreen:

Tornando all'inizio del discorso, la dura realtà, per gente come noi che macina 10K all'anno, è che c'è maggior probabilità di aver bisogno dell'ortopedico che non del cardiologo.
Continuo a pensare che il cicloturista non dovrebbe essere obbligato a fare visite mediche il cui eventuale risultato negativo sarebbe la negazione di una copertura assicurativa (su infortuni e RC), non ti possono mica vietare di andare in bici.
 

Madbee

Apprendista Velocista
4 Febbraio 2012
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quella che mi piace
Un conto è andare in bici (ci va anche mia moglie tutti i giorni per andare al lavoro e nessuno le chiede nessun certificato medico, e se si vuole andare in bici da corsa per i fatti propri nessuno ti chiede o impone niente), un conto è fare una gara. Io credo che per poter fare le gare sia cosa buona e giusta avere l'idoneità.

Quanto al discorso di [MENTION=47842]mag[/MENTION], condivido che la prevenzione vera parta da uno stile di vita sano e attento sotto tutti gli aspetti (anche quello mentale, che a volte richiede delle trasgressioni, pur limitate, dal rigore assoluto :mrgreen:).
Detto questo se una federazione sportiva mi chiede un certificato medico di idoneità all'attività agonistica io non mi sento costretto, prevaricato, vittima di un'imposizione ingiusta, ma semplicemente aiutato a tutelare la mia salute.

Poi ognuno chiaro vive queste cose in modo personale, io esprimo la mia opinione secondo la ex-firma di [MENTION=37330]suipedali[/MENTION], questa è cosa nota :-)
 

ibondio

Apprendista Cronoman
23 Dicembre 2010
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Bici
un cannibale ed un ferro
Un conto è andare in bici (ci va anche mia moglie tutti i giorni per andare al lavoro e nessuno le chiede nessun certificato medico, e se si vuole andare in bici da corsa per i fatti propri nessuno ti chiede o impone niente), un conto è fare una gara. Io credo che per poter fare le gare sia cosa buona e giusta avere l'idoneità.

Quanto al discorso di [MENTION=47842]mag[/MENTION], condivido che la prevenzione vera parta da uno stile di vita sano e attento sotto tutti gli aspetti (anche quello mentale, che a volte richiede delle trasgressioni, pur limitate, dal rigore assoluto :mrgreen:).
Detto questo se una federazione sportiva mi chiede un certificato medico di idoneità all'attività agonistica io non mi sento costretto, prevaricato, vittima di un'imposizione ingiusta, ma semplicemente aiutato a tutelare la mia salute.

Poi ognuno chiaro vive queste cose in modo personale, io esprimo la mia opinione secondo la ex-firma di [MENTION=37330]suipedali[/MENTION], questa è cosa nota :-)
Tutto parte dall'introduzione della visita obbligatoria anche per i cicloturisti, che io sappia non fanno gare e se partecipano ad una manifestazione non entrano in classifica, non sono cronometrati.
 

marcomilano

Passista
5 Novembre 2010
4.434
1.492
Lombardia
www.marcogiardini.com
Bici
tutte Nere ed una azzurra
rimarrai stupito da quanto la durezza di valcava sia sopravvalutata; tolti 2km che sono belli fastidiosi per il resto è una normalissima salita, anzi, anche piuttosto costante e gestibile.

vero. infatti spesso con il termine "valcava" ci si riferisce agli ultimi km abbondantemente a 2 cifre.
Se uno al cartello del 18% tornasse indietro non si vanterebbe di aver fatto la valcava. Ma se al cartello ci arrivasse ...chesso'...in auto, si fregerebbe del titolo di "scalatore" anche per l'aver fatto solo gli ultimi km finali
Tutta la parte prima e' fin piacevole e regolare. Meno piacevole, per me, stare la sotto alle antenne all'arrivo. Un po come stare all'arrivo dello stelvio....situazione che non gradisco soprattutto dal punto di vista psicologico.
Continuo a ritenere il s.Carlo da Morgex ben piu' duro della valcava
 

Madbee

Apprendista Velocista
4 Febbraio 2012
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Tutto parte dall'introduzione della visita obbligatoria anche per i cicloturisti, che io sappia non fanno gare e se partecipano ad una manifestazione non entrano in classifica, non sono cronometrati.

Il cronometraggio della prestazione conta poco o nulla. Un cicloturista ad un cicloraduno, a una GF, a una rando pedala in mezzo ad altre centinaia di ciclisti e un suo malore può provocare danni fisici oltre che a lui anche a chi gli sta intorno. Credo che sia giusto imporre i controlli del caso. Per tutti è una tutela, diretta e indiretta
 
Ultima modifica:

mag

Maglia Rosa
19 Agosto 2012
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Il cronometraggio della prestazione conta poco o nulla. Un cicloturista ad un cicloraduno, a una GF, a una rando pedala in mezzo ad altre centinaia di ciclisti e un suo malore può provocare danni fisici oltre che a lui anche a chi gli sta intorno. Credo che sia giusto imporre i controlli del caso. Per tutti è una tutela, diretta e indiretta


Questa è una visione molto condivisibile, che apprezzo e approvo.
Ma non credo che questa sia la ragione x cui chiedano la tessera.
 

ibondio

Apprendista Cronoman
23 Dicembre 2010
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un cannibale ed un ferro
Il cronometraggio della prestazione conta poco o nulla. Un cicloturista ad un cicloraduno, a una GF, a una rando pedala in mezzo ad altre centinaia di ciclisti e un suo malore può provocare danni fisici oltre che a lui anche a chi gli sta intorno. Credo che sia giusto imporre i controlli del caso. Per tutti è una tutela, diretta e indiretta
Per motivi prettamente statistici mi sembra più facile che uno mi faccia cadere per disattenzione per strada che non per un infarto ad una GF, quindi continuo a preferire che sia invogliato ad assicurarsi, e l'affiliazione da cicloturista è uno delle modalità più facili e convenienti da promuovere, che non essere dissuaso da una pratica burocratica.
Peraltro non parliamo di eventi su strade chiuse a traffico ed imbucati.
Continuo a pensare che il cicloamatore agonista sia giusto si sottoponga a delle verifiche, ma sono d'accordo con [MENTION=29025]marcomilano[/MENTION], includere nel calderone anche i cicloturisti puzza tanto di necessità/volontà di aumentare il volume di affari dei centri convenzionati.

Aneddoti.
Con un ECG a riposo l'ospedale Gaetano Pini mi riscontrò un'anomalia cardiaca non grave, poi confermata dall'ospedale militare di Baggio e intuita anche dal mio medico di famiglia solo auscultandomi.
Negli ultimi anni da tesserato ho fatto 2-3 visite al centro medico sportivo del CONI in via Piranesi e 2 in Delta Medica in via Sannio. In nessun caso hanno riscontrato il problema, essendo un evento sporadico, probabilmente a causa della troppo breve finestra in cui viene tracciato l'ECG.
Al CONI in Piranesi mi hanno riscontrato un eccesso in Glicosuria, ma la pipi te la fanno fare nei bicchieri di plastica della macchina del caffè. Per riconoscere il falso positivo dopo avermi fatto perdere mezza giornata ed altri soldi per gestire prelievo, ritiro esiti al CDI e consegna documenti per il benedetto foglio giallo.
 

Madbee

Apprendista Velocista
4 Febbraio 2012
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Per motivi prettamente statistici mi sembra più facile che uno mi faccia cadere per disattenzione per strada che non per un infarto ad una GF, quindi continuo a preferire che sia invogliato ad assicurarsi, e l'affiliazione da cicloturista è uno delle modalità più facili e convenienti da promuovere, che non essere dissuaso da una pratica burocratica.
Peraltro non parliamo di eventi su strade chiuse a traffico ed imbucati.
Continuo a pensare che il cicloamatore agonista sia giusto si sottoponga a delle verifiche, ma sono d'accordo con [MENTION=29025]marcomilano[/MENTION], includere nel calderone anche i cicloturisti puzza tanto di necessità/volontà di aumentare il volume di affari dei centri convenzionati.

Aneddoti.
Con un ECG a riposo l'ospedale Gaetano Pini mi riscontrò un'anomalia cardiaca non grave, poi confermata dall'ospedale militare di Baggio e intuita anche dal mio medico di famiglia solo auscultandomi.
Negli ultimi anni da tesserato ho fatto 2-3 visite al centro medico sportivo del CONI in via Piranesi e 2 in Delta Medica in via Sannio. In nessun caso hanno riscontrato il problema, essendo un evento sporadico, probabilmente a causa della troppo breve finestra in cui viene tracciato l'ECG.
Al CONI in Piranesi mi hanno riscontrato un eccesso in Glicosuria, ma la pipi te la fanno fare nei bicchieri di plastica della macchina del caffè. Per riconoscere il falso positivo dopo avermi fatto perdere mezza giornata ed altri soldi per gestire prelievo, ritiro esiti al CDI e consegna documenti per il benedetto foglio giallo.

Guarda, se tu preferisci non fare controlli perché per come sono fatti li ritieni inutili è certamente una tua scelta personale che prendi sulla tua salute e quindi non è sindacabile. Io per la mia salute (e quella degli altri) preferisco fare un controllo di base che, per quanto magari poco approfondito, è certamente meglio di niente e magari in caso di problemi macro è anche utile.
Scelte personali, però non prendiamocela con chi impone, per responsabilità e buon senso, questi controlli, e il tema del grande complotto per aumentare l'introito economico per la visita sportiva mi fa MOLTO sorridere.
Oltretutto, se anche così fosse, io sarei MOLTO contento che i 30 o 40 € che vanno nelle tasche dei più grandi burocrati d'Italia, i medici di base, vengano convertiti in 60 € che finiscono nelle tasche di un centro di medicina sportiva. Almeno quel centro da lavoro oltre che a dei medici anche a personale di segretaria e assistenti, e comunque un controllo almeno lo fa.
Gli altri "fenomeni" di solito ti guardano in faccia e poi scribacchiano sul loro fogliettino bianco che stai bene, e si prendono i soldi.
A questo punto però non capisco perché non è mai stato contestato che fino allo scorso anno venisse richiesto al cicloturista il certificato di sana e robusta costituzione (non so se si chiama così) rilasciato dal medico di base. Se è inutile la visita sportiva quel certificato cos'è?
Ditemelo voi ;nonzo%
 

ibondio

Apprendista Cronoman
23 Dicembre 2010
3.034
214
Milano
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Bici
un cannibale ed un ferro
Guarda, se tu preferisci non fare controlli perché per come sono fatti li ritieni inutili è certamente una tua scelta personale che prendi sulla tua salute e quindi non è sindacabile. Io per la mia salute (e quella degli altri) preferisco fare un controllo di base che, per quanto magari poco approfondito, è certamente meglio di niente e magari in caso di problemi macro è anche utile.
Scelte personali, però non prendiamocela con chi impone, per responsabilità e buon senso, questi controlli, e il tema del grande complotto per aumentare l'introito economico per la visita sportiva mi fa MOLTO sorridere.
Oltretutto, se anche così fosse, io sarei MOLTO contento che i 30 o 40 € che vanno nelle tasche dei più grandi burocrati d'Italia, i medici di base, vengano convertiti in 60 € che finiscono nelle tasche di un centro di medicina sportiva. Almeno quel centro da lavoro oltre che a dei medici anche a personale di segretaria e assistenti, e comunque un controllo almeno lo fa.
Gli altri "fenomeni" di solito ti guardano in faccia e poi scribacchiano sul loro fogliettino bianco che stai bene, e si prendono i soldi.
A questo punto però non capisco perché non è mai stato contestato che fino allo scorso anno venisse richiesto al cicloturista il certificato di sana e robusta costituzione (non so se si chiama così) rilasciato dal medico di base. Se è inutile la visita sportiva quel certificato cos'è?
Ditemelo voi ;nonzo%
E' un'altra e peggiore inutilità.
Queste visite non impediscono a nessuno di andare in bici per strada, fungono solo da deterrente per quelli che si vogliono affiliare ad un'associazione sportiva anche solo come supporter.

edit: anzi, ripensandoci forse il certificato di sana e robusta costituzione del tuo medico di famiglia, ai fini di certificare il tuo stato di salute è anche più valido della visita medica sportiva. Il tuo medico conosce la tua storia e sa cosa ti prescrive, mentre il dottore sportivo si avvale delle tue dichiarazioni.
 
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ibondio

Apprendista Cronoman
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un cannibale ed un ferro
Guarda, se tu preferisci non fare controlli perché per come sono fatti li ritieni inutili è certamente una tua scelta personale che prendi sulla tua salute e quindi non è sindacabile. Io per la mia salute (e quella degli altri) preferisco fare un controllo di base che, per quanto magari poco approfondito, è certamente meglio di niente e magari in caso di problemi macro è anche utile.
Scelte personali, però non prendiamocela con chi impone, per responsabilità e buon senso, questi controlli, e il tema del grande complotto per aumentare l'introito economico per la visita sportiva mi fa MOLTO sorridere.
Oltretutto, se anche così fosse, io sarei MOLTO contento che i 30 o 40 € che vanno nelle tasche dei più grandi burocrati d'Italia, i medici di base, vengano convertiti in 60 € che finiscono nelle tasche di un centro di medicina sportiva. Almeno quel centro da lavoro oltre che a dei medici anche a personale di segretaria e assistenti, e comunque un controllo almeno lo fa.
Gli altri "fenomeni" di solito ti guardano in faccia e poi scribacchiano sul loro fogliettino bianco che stai bene, e si prendono i soldi.
A questo punto però non capisco perché non è mai stato contestato che fino allo scorso anno venisse richiesto al cicloturista il certificato di sana e robusta costituzione (non so se si chiama così) rilasciato dal medico di base. Se è inutile la visita sportiva quel certificato cos'è?
Ditemelo voi ;nonzo%

... e no, non sono complottista, ma realista.
Sono pronto a scommettere che queste cose vengano concordate a tavolino in una trattativa più economica che non di attenzione alla salute e sicurezza degli atleti. La FCI chiede di mantenere i prezzi entro un certo limite convenzionato e chi rappresenta i centri medici chiede un numero minimo di atleti. Tipica trattativa B2B, per definire ed influenzare una tariffa hai bisogno di conoscere e possibilmente incrementare il volume potenziale.
 

Madbee

Apprendista Velocista
4 Febbraio 2012
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... e no, non sono complottista, ma realista.
Sono pronto a scommettere che queste cose vengano concordate a tavolino in una trattativa più economica che non di attenzione alla salute e sicurezza degli atleti. La FCI chiede di mantenere i prezzi entro un certo limite convenzionato e chi rappresenta i centri medici chiede un numero minimo di atleti. Tipica trattativa B2B, per definire ed influenzare una tariffa hai bisogno di conoscere e possibilmente incrementare il volume potenziale.

Affermi cose che immagini accadano (e, bada bene, non è escluso che sia davvero così) senza averne certezza, quindi sei nel campo delle illazioni e stai dando dei giudizi senza prove e senza fatti dimostrati.
Uno si può definire realista se, conoscendo la realtà, da essa ne trae delle conclusioni, positive o negative che siano, ma in questo caso non credo che tu possa sapere con certezza perché sia stata presa questa decisione, fai delle supposizioni, magari anche probabili, ma non dimostrabili. Quanto affermi tu vale esattamente quanto il contrario di ciò che sostieni.
Io non so perché e per come sia stata fatta questa scelta da parte della FCI, guardo l'effetto finale sull'atleta, per quanto cicloturista, e non mi sembra né un dramma né una cosa sbagliata e criticabile, anzi mi sembra una tutela maggiore per tutti, ragion per cui io la sposo in pieno.
Chi si scoccia a fare un controllo all'anno può sempre continuare a pedalare senza tessere, senza affiliazioni, senza GF o cicloraduni, in assoluta libertà, come fanno tantissimi ciclisti, e siamo tutti contenti.
 
Stato
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