Senza la pretesa che qualcuno abbia notato la mia assenza, mi fa piacere condividere le mie ultime disavventure...
Alla fine di luglio, giudiziosamente, decido di fare, dopo 5 anni, un elettrocardiogramma sotto sforzo. Del tutto asintomatico. A parte il fatto che la dottoressa, triatleta, a detta di chi mi ha seguito dopo, ha cercato di farmi fuori con un test bestiale

viene fuori una aritmia notevole (che però non mi meraviglia, perché non ho mai avuto una frequenza cardiaca, ma una canzone) e mi spedisce a fare un ecocardio, cosa mai fatta prima di allora. Dopo un'ora di strofinii, e già questo non mi suonava molto bene, il verdetto è il prolasso mitralico severo con un imponente ristagno nel ventricolo, e un aneurisma della valvola aortica, meno grave, "ma già che ci siamo..."
Risultato, via dal cardiochirurgo, per un'operazione a cuore aperto da fare a gennaio, con sostituzione delle valvole se non fosse possibile una ricostruzione.
E va bene, io ho grande fiducia e rispetto per la scienza, e attendo in piena serenità, con la promessa che a cose fatte non solo potrò tornare in bici in pieno, e con prestazioni anche migliori.
Intanto nell'attesa sia la cardiologa ciclista che il cardiochirurgo mi autorizzano, considerata la asintomaticità, ad andare in bici con prudenza "evitando salite e rapportoni"...
E cos' faccio...
Due settimane fa, mentre facevo il semipasseggiatore, mi ritrovo in piedi a fianco a un'ambulanza.
Completamente ignaro dell'accaduto. Sangue da per tutto, frattura del seno mascellare, orbita, violenta contusione del polso, della spalla e del ginocchio.
Singolarmente non ricordo nulla dell'accaduto, che attribuisco a un taglio longitudinale dell'asfalto (che conosco da otto anni...), non mi meraviglio di non ricordare la bici a terra, di non avere il casco , spaccato, in testa, e di non avere il regolamentare incazzo per l'accaduto.
Mi chiedono se ho perso conoscenza e rispondo incomprensibilmente , di no.
Mi rifiuto di essere portato in ospedale fino a che non vedrò al sicuro la Dogma che, incredibilmente, praticamente non ha altro danno che un pedale Favero ben limato ma con potenziometro perfettamente funzionante,, e di cui fortunatamente ho già ricevuto il ricambio.
Essendo nel territorio de comune che amministro, chiamo i vigili che arrivano e se la portano via.
In ospedale, TAC, ok, radiografie di ogni genere, tutto relativamente a posto, faccia a parte. Dolorante da per tutto.
Nel pomeriggio recupero la bici.
I giorni successivi comincio a ragionare.
Ho avuto in passato nove incidenti in moto. Ho stampato in mente l'immagine della caduta anche di quelle di cinquant'anni fa. Qui zero.
Avere coscienza solo dal momento in cui sono a fianco dell'ambulanza significa che sono stato almeno 25'. Non ricordo di essermi rialzato, di essermi tolto il casco, di aver rialzato la bici da terra.
Mi guardo la mano. Le escoriazioni sono sul dorso e non sul palmo, come sarebbe naturale se, cosciente, avessi cercato di proteggermi, con la usuale frattura di polso e clavicola, ma non in questo caso.
Conclusione, ho sicuramente avuto un malore, ipotesi ritenuta assai probabile dalla cardiologa...
Insomma, non vedo l'ora che mi operino...
Scusatemi per la lunghissima tirata, ma fa parte dell'esercizio di ritorno alla normalità e di tornare fra voi...