Ciclisti over 50 (vol.3)

loiety

Passista
8 Agosto 2007
4.425
4.550
Piemonte
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Si ma è in questo punto che sta l'inghippo.. civiltà e/o inciviltà si giocano a proprio vantaggio.
Quanti sono in grado di privarsi di qualcosa che vada a vantaggio di altri o di tutti ?
Questo è il problema di qualsiasi discussione, anche e soprattutto politica. Io con i politici spesso ci lavoro, e da ambo le parti quelli che quotidianamente prendono decisioni sono molto meno estremi di quelli che fanno propaganda in tv, ma le persone più ragionevoli non scaldano gli animi e non spostano i voti. E quasi mai nelle discussioni si comincia dalla parte migliore delle ragioni della controparte. Le guerre nascono così.
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
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Nella provincia di Genova, sulle mappe di Openstreetmap e collegate tipo Opencyclemap e altre, sono segnalate praticamente tutte, una buona parte le ho inserite io negli ultimi dieci anni.
Si vedono a un certo grado di ingrandimento.
C'è stato un momento, diversi anni fa, che mi era preso il trip nel tempo libero di mappare per openstreetmap. Ho fatto un pezzo non secondario dei posti dove vivo. Per chi come me ha il trip della geografia e delle mappe, era davvero divertente, ma dopo un po' mi sono stufato.
Nei giorni scorsi ho trovato un errore, volevo correggerlo ma non ricordavo nemmeno più le credenziali ma soprattutto credo che dopo molti anni l'account sia scaduto.
 

FlavioB

Apprendista Scalatore
27 Settembre 2012
2.025
3.113
vicino a Savona
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Bici
Specialized Roubaix SL4

FlavioB

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C'è stato un momento, diversi anni fa, che mi era preso il trip nel tempo libero di mappare per openstreetmap. Ho fatto un pezzo non secondario dei posti dove vivo. Per chi come me ha il trip della geografia e delle mappe, era davvero divertente, ma dopo un po' mi sono stufato.
Nei giorni scorsi ho trovato un errore, volevo correggerlo ma non ricordavo nemmeno più le credenziali ma soprattutto credo che dopo molti anni l'account sia scaduto.
Anch'io vado a fasi alterne, magari mi do da fare qualche mese e poi sospendo per mesi
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Occhio a come la usi, i tempi sono cambiati e certe battute possono non essere più così divertenti...
Lo dico anche a @VADABRUT
Quella era nata come battuta molto tempo fa, non so chi fu l' autore ma secondo me non aveva torto. I tempi sono cambiati per chi è disposto a sottomettersi. Ce n' è un' altra che ha un fondo di verità e che riposto sotto l' intervento di @Omino
"Discutere con una donna è come incontrare un orso......conviene fingersi morti e aspettare che se ne vada". Mio figlio ed io abbiamo provato più volte questa tecnica, quando la vecchia cominciava a sbraitare ci lasciavamo cadere dalla sedia, un gesto provocatorio che lei conosceva benissimo, infatti rideva ma allo stesso tempo picchiava ( sempre me ). Così abbiamo cambiato metodo, mio figlio tenta ancora di spiegarsi, sia con sua madre che con la sua morosa, io, a seconda dei casi, posso provare una volta...... poi parte il vadavialcù.
 
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VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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2^ colazione fatta...... oggi vento....... impossibile fare quello che avevo in mente, probabilmente andrò con gli altri anche se sembra che ci sia qualcosa che non va. Ieri Gabri si è lamentato del fatto che la doppia fila non sia riuscita, ha messo un breve video di un gregge di pecore.....Da quel che ho capito e visto troppa gente salta i cambi. Vedremo......

Nella casella di posta c' era una mail interessante da parte di una "preparatrice", sono cose che già sapevo e che sono in profondo disaccordo con molti di voi. Se avete voglia leggete.......

La cosa più difficile è andare piano​


Lo chiedo ai miei atleti e quasi nessuno ci riesce al primo colpo.
Non spingere. Trattenersi. E non è pigrizia: è una delle cose più difficili che esistano, e ha radici più nella testa che nelle gambe.



C’è una richiesta che faccio spesso, e che puntualmente genera più resistenza di qualsiasi serie durissima: “questa settimana, qui, vai piano”.

Lo vedo succedere con tutti, professionisti e amatori, senza distinzione. Dai loro un lavoro massacrante e lo eseguono senza fiatare. Dai loro un’uscita facile, e la fanno più forte del dovuto. La verità è che, d’inverno, la fatica vera non è spingere.
È avere la disciplina di non farlo.

Io vengo dal mondo dei cavalli, e lì questa cosa la impari prestissimo, perché se sbagli te ne accorgi subito. Prima di andare forte, bisogna saper andare piano. Un cavallo giovane lo costruisci al passo, poi al trotto, e il galoppo arriva alla fine, quando le fondamenta reggono. Chi brucia le tappe, chi vuole il galoppo subito, non ottiene un cavallo più veloce. Ottiene un cavallo rotto.
Con il tuo corpo funziona esattamente allo stesso modo.

mail

​

E qui arriva la parte di cui si parla poco, perché è la più scomoda. Perché è così difficile trattenersi? Non è una questione di watt. È una questione di testa.

La prima trappola ce l’hai attaccata al manubrio: il potenziometro.
Quel numero è uno strumento meraviglioso, ma ha un lato oscuro. Quando vedi un valore basso sullo schermo, il cervello lo legge come un fallimento, come se stessi andando piano perché non sei capace di andare forte. E allora spingi, per non vedere quel numero. Il dato, che dovrebbe guidarti, finisce per frustarti.

Ne ho scritto più in profondità nella mia newsletter su Substack, se ti va di approfondire come il potenziometro, a volte, ti faccia andare più forte proprio quando dovresti rallentare.

La seconda trappola è più intima, e la dico con rispetto perché la capisco benissimo. Per tantissimi di voi la bici è la valvola di sfogo.
Hai avuto una giornata nera, sali in sella e scarichi tutto sui pedali. È sacrosanto, ed è anche uno dei motivi più belli per cui amiamo questo sport. Ma c’è un confine sottile: se ogni uscita diventa uno sfogo, non ti stai più allenando. Ti stai solo svuotando. E un corpo che viene svuotato ogni volta non costruisce niente, si logora soltanto.

Allora non voglio darti la solita tiritela del “non conosci i tuoi numeri, impara a gestirti”. Voglio proporti un patto, molto più onesto. Facciamo così: durante la seduta fai il tuo lavoro, accumuli i tuoi chilojoule, resti dove ti ho chiesto di stare. E poi, alla fine, quando il grosso è fatto e le fondamenta sono a posto, ti lascio sfogare.
Dammi gli sprint lì, negli ultimi minuti, a tutta, con il vento in faccia e la rabbia che ti porti dietro. Me lo prendo volentieri, quel finale acceso.

Quello che non voglio sono tre ore tirate al box, forte a caso dall’inizio alla fine, solo per sentirti vivo. Perché spingere senza criterio per sentirti forte è come caricare il bilanciere al massimo solo per dirti che ci riesci: ti stai definendo con il peso sbagliato, e prima o poi ti fai male.

mail

​

E qui sta il motivo vero per cui ti chiedo tutto questo. Non per toglierti il divertimento, non per trasformare la tua passione in un foglio Excel. Ma perché voglio che la tua stagione sia stupenda. Voglio che tu arrivi alle tue gare forte e sano, non spompato e acciaccato a febbraio.

E soprattutto voglio che tu non ti disamori di questo sport, perché è la cosa più facile del mondo bruciarsi quando si spinge sempre al massimo. L’endurance, se lo rispetti, te lo tieni per tutta la vita. Il tuo corpo ti chiede solo di avere la pazienza di andare piano, adesso, per poter andare forte quando conta davvero.
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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2^ colazione fatta...... oggi vento....... impossibile fare quello che avevo in mente, probabilmente andrò con gli altri anche se sembra che ci sia qualcosa che non va. Ieri Gabri si è lamentato del fatto che la doppia fila non sia riuscita, ha messo un breve video di un gregge di pecore.....Da quel che ho capito e visto troppa gente salta i cambi. Vedremo......

Nella casella di posta c' era una mail interessante da parte di una "preparatrice", sono cose che già sapevo e che sono in profondo disaccordo con molti di voi. Se avete voglia leggete.......

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La cosa più difficile è andare piano​


Lo chiedo ai miei atleti e quasi nessuno ci riesce al primo colpo.
Non spingere. Trattenersi. E non è pigrizia: è una delle cose più difficili che esistano, e ha radici più nella testa che nelle gambe.



C’è una richiesta che faccio spesso, e che puntualmente genera più resistenza di qualsiasi serie durissima: “questa settimana, qui, vai piano”.

Lo vedo succedere con tutti, professionisti e amatori, senza distinzione. Dai loro un lavoro massacrante e lo eseguono senza fiatare. Dai loro un’uscita facile, e la fanno più forte del dovuto. La verità è che, d’inverno, la fatica vera non è spingere.
È avere la disciplina di non farlo.

Io vengo dal mondo dei cavalli, e lì questa cosa la impari prestissimo, perché se sbagli te ne accorgi subito. Prima di andare forte, bisogna saper andare piano. Un cavallo giovane lo costruisci al passo, poi al trotto, e il galoppo arriva alla fine, quando le fondamenta reggono. Chi brucia le tappe, chi vuole il galoppo subito, non ottiene un cavallo più veloce. Ottiene un cavallo rotto.
Con il tuo corpo funziona esattamente allo stesso modo.

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mail


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E qui arriva la parte di cui si parla poco, perché è la più scomoda. Perché è così difficile trattenersi? Non è una questione di watt. È una questione di testa.

La prima trappola ce l’hai attaccata al manubrio: il potenziometro.
Quel numero è uno strumento meraviglioso, ma ha un lato oscuro. Quando vedi un valore basso sullo schermo, il cervello lo legge come un fallimento, come se stessi andando piano perché non sei capace di andare forte. E allora spingi, per non vedere quel numero. Il dato, che dovrebbe guidarti, finisce per frustarti.

Ne ho scritto più in profondità nella mia newsletter su Substack, se ti va di approfondire come il potenziometro, a volte, ti faccia andare più forte proprio quando dovresti rallentare.

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La seconda trappola è più intima, e la dico con rispetto perché la capisco benissimo. Per tantissimi di voi la bici è la valvola di sfogo.
Hai avuto una giornata nera, sali in sella e scarichi tutto sui pedali. È sacrosanto, ed è anche uno dei motivi più belli per cui amiamo questo sport. Ma c’è un confine sottile: se ogni uscita diventa uno sfogo, non ti stai più allenando. Ti stai solo svuotando. E un corpo che viene svuotato ogni volta non costruisce niente, si logora soltanto.

Allora non voglio darti la solita tiritela del “non conosci i tuoi numeri, impara a gestirti”. Voglio proporti un patto, molto più onesto. Facciamo così: durante la seduta fai il tuo lavoro, accumuli i tuoi chilojoule, resti dove ti ho chiesto di stare. E poi, alla fine, quando il grosso è fatto e le fondamenta sono a posto, ti lascio sfogare.
Dammi gli sprint lì, negli ultimi minuti, a tutta, con il vento in faccia e la rabbia che ti porti dietro. Me lo prendo volentieri, quel finale acceso.

Quello che non voglio sono tre ore tirate al box, forte a caso dall’inizio alla fine, solo per sentirti vivo. Perché spingere senza criterio per sentirti forte è come caricare il bilanciere al massimo solo per dirti che ci riesci: ti stai definendo con il peso sbagliato, e prima o poi ti fai male.

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E qui sta il motivo vero per cui ti chiedo tutto questo. Non per toglierti il divertimento, non per trasformare la tua passione in un foglio Excel. Ma perché voglio che la tua stagione sia stupenda. Voglio che tu arrivi alle tue gare forte e sano, non spompato e acciaccato a febbraio.

E soprattutto voglio che tu non ti disamori di questo sport, perché è la cosa più facile del mondo bruciarsi quando si spinge sempre al massimo. L’endurance, se lo rispetti, te lo tieni per tutta la vita. Il tuo corpo ti chiede solo di avere la pazienza di andare piano, adesso, per poter andare forte quando conta davvero.
Perfettamente d'accordo anche se nel mio caso serve a poco e nulla, però è vero quel che scrive e succede nella testa.. vedere 130-140 watt ti annienta psicologicamente e ti dà l'idea che stai andando a comprare il pane in bicicletta.. è dura stare a 120 bpm per circa un paio di ore, tolto che poi la strada fa il suo -almeno qui in zona- dove è tutto un sali scendi e andare piano in salita, seppur brevi, sembra di fare più fatica di quando spingi il giusto.. giusto che però ti fa sforare :roll:
Il classico cane che si morde la coda :-)xxxx
Vado a fare il solito giretto anche se minaccia pioggia che però dicono non ci sarà.
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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Tecnotrat
Perfettamente d'accordo anche se nel mio caso serve a poco e nulla, però è vero quel che scrive e succede nella testa.. vedere 130-140 watt ti annienta psicologicamente e ti dà l'idea che stai andando a comprare il pane in bicicletta.. è dura stare a 120 bpm per circa un paio di ore, tolto che poi la strada fa il suo -almeno qui in zona- dove è tutto un sali scendi e andare piano in salita, seppur brevi, sembra di fare più fatica di quando spingi il giusto.. giusto che però ti fa sforare :roll:
Il classico cane che si morde la coda :-)xxxx
Vado a fare il solito giretto anche se minaccia pioggia che però dicono non ci sarà.
A me non da nessun fastidio andare piano, anzi, mi fa piacere. Sabato scorso ho fatto circa 3 ore e mezza a 120-130 bpm, non ho idea del wattaggio, pedalavo intorno ai 30 all' ora, a seconda di come tirava il vento.
Fossi in te, visto che puoi, starei fuori almeno 3 ore tutti i giorni.
 

loiety

Passista
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Nella casella di posta c' era una mail interessante da parte di una "preparatrice", sono cose che già sapevo e che sono in profondo disaccordo con molti di voi. Se avete voglia leggete.......

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La cosa più difficile è andare piano​


Lo chiedo ai miei atleti e quasi nessuno ci riesce al primo colpo.
Non spingere. Trattenersi. E non è pigrizia: è una delle cose più difficili che esistano, e ha radici più nella testa che nelle gambe.



C’è una richiesta che faccio spesso, e che puntualmente genera più resistenza di qualsiasi serie durissima: “questa settimana, qui, vai piano”.

Lo vedo succedere con tutti, professionisti e amatori, senza distinzione. Dai loro un lavoro massacrante e lo eseguono senza fiatare. Dai loro un’uscita facile, e la fanno più forte del dovuto. La verità è che, d’inverno, la fatica vera non è spingere.
È avere la disciplina di non farlo.

Io vengo dal mondo dei cavalli, e lì questa cosa la impari prestissimo, perché se sbagli te ne accorgi subito. Prima di andare forte, bisogna saper andare piano. Un cavallo giovane lo costruisci al passo, poi al trotto, e il galoppo arriva alla fine, quando le fondamenta reggono. Chi brucia le tappe, chi vuole il galoppo subito, non ottiene un cavallo più veloce. Ottiene un cavallo rotto.
Con il tuo corpo funziona esattamente allo stesso modo.

​
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​


E qui arriva la parte di cui si parla poco, perché è la più scomoda. Perché è così difficile trattenersi? Non è una questione di watt. È una questione di testa.

La prima trappola ce l’hai attaccata al manubrio: il potenziometro.
Quel numero è uno strumento meraviglioso, ma ha un lato oscuro. Quando vedi un valore basso sullo schermo, il cervello lo legge come un fallimento, come se stessi andando piano perché non sei capace di andare forte. E allora spingi, per non vedere quel numero. Il dato, che dovrebbe guidarti, finisce per frustarti.

Ne ho scritto più in profondità nella mia newsletter su Substack, se ti va di approfondire come il potenziometro, a volte, ti faccia andare più forte proprio quando dovresti rallentare.

​


La seconda trappola è più intima, e la dico con rispetto perché la capisco benissimo. Per tantissimi di voi la bici è la valvola di sfogo.
Hai avuto una giornata nera, sali in sella e scarichi tutto sui pedali. È sacrosanto, ed è anche uno dei motivi più belli per cui amiamo questo sport. Ma c’è un confine sottile: se ogni uscita diventa uno sfogo, non ti stai più allenando. Ti stai solo svuotando. E un corpo che viene svuotato ogni volta non costruisce niente, si logora soltanto.

Allora non voglio darti la solita tiritela del “non conosci i tuoi numeri, impara a gestirti”. Voglio proporti un patto, molto più onesto. Facciamo così: durante la seduta fai il tuo lavoro, accumuli i tuoi chilojoule, resti dove ti ho chiesto di stare. E poi, alla fine, quando il grosso è fatto e le fondamenta sono a posto, ti lascio sfogare.
Dammi gli sprint lì, negli ultimi minuti, a tutta, con il vento in faccia e la rabbia che ti porti dietro. Me lo prendo volentieri, quel finale acceso.

Quello che non voglio sono tre ore tirate al box, forte a caso dall’inizio alla fine, solo per sentirti vivo. Perché spingere senza criterio per sentirti forte è come caricare il bilanciere al massimo solo per dirti che ci riesci: ti stai definendo con il peso sbagliato, e prima o poi ti fai male.

​
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​

E qui sta il motivo vero per cui ti chiedo tutto questo. Non per toglierti il divertimento, non per trasformare la tua passione in un foglio Excel. Ma perché voglio che la tua stagione sia stupenda. Voglio che tu arrivi alle tue gare forte e sano, non spompato e acciaccato a febbraio.

E soprattutto voglio che tu non ti disamori di questo sport, perché è la cosa più facile del mondo bruciarsi quando si spinge sempre al massimo. L’endurance, se lo rispetti, te lo tieni per tutta la vita. Il tuo corpo ti chiede solo di avere la pazienza di andare piano, adesso, per poter andare forte quando conta davvero.
Giri tutta la rete e selezioni con accuratezza solo ed esclusivamente quei rari articoli che confermano le tue idee precedenti. Questo è un trappolone della rete. Siccome sappiamo già che tu pensi certe cose, quando entusiasta trovi qualcuno che la pensa come te, ecco che sei contento, ma non funziona così. Tanto nell'allenamento che nel pensiero, dovremmo sempre confrontarci con la nostra parte più debole, uscire dalle nostre zone di confort.
In merito a quello che dicono io dico una cosa semplice, una informazione IN MENO non potrà mai essere più vantaggiosa di una informazione in più. Quello che cambia e cosa te ne fai di quella informazione in più. Io non ho un PM solo ed esclusivamente perché non ho voglia della sbatta per installarlo, perché ci so fare poco con il montasmonta, perché se no della marca del tuo geominchia costa una cifra del tutto affrontabile. Se lo avessi non andrei un solo kmh più veloce, ma una info in più non mi fa andare nemmeno più piano.
Ieri guardavo una vecchia puntata di ER in cui raccontavano di una coppia che era finita in un lago seguendo ciecamente un navigatore satellitare. Uso navigatori satellitari da sempre, spesso li ho ignorati, non sono mai finito in un lago. Vuoi sostenere che non vanno usati mai i navigatori satellitari perché POTREBBERO SBAGLIARE ? Oppure meglio dire che si possono usare col cervello,
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
7.252
12.096
75
Gattinara (Vercelli)
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Bici
1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Giri tutta la rete e selezioni con accuratezza solo ed esclusivamente quei rari articoli che confermano le tue idee precedenti. Questo è un trappolone della rete. Siccome sappiamo già che tu pensi certe cose, quando entusiasta trovi qualcuno che la pensa come te, ecco che sei contento, ma non funziona così. Tanto nell'allenamento che nel pensiero, dovremmo sempre confrontarci con la nostra parte più debole, uscire dalle nostre zone di confort.
In merito a quello che dicono io dico una cosa semplice, una informazione IN MENO non potrà mai essere più vantaggiosa di una informazione in più. Quello che cambia e cosa te ne fai di quella informazione in più. Io non ho un PM solo ed esclusivamente perché non ho voglia della sbatta per installarlo, perché ci so fare poco con il montasmonta, perché se no della marca del tuo geominchia costa una cifra del tutto affrontabile. Se lo avessi non andrei un solo kmh più veloce, ma una info in più non mi fa andare nemmeno più piano.
Ieri guardavo una vecchia puntata di ER in cui raccontavano di una coppia che era finita in un lago seguendo ciecamente un navigatore satellitare. Uso navigatori satellitari da sempre, spesso li ho ignorati, non sono mai finito in un lago. Vuoi sostenere che non vanno usati mai i navigatori satellitari perché POTREBBERO SBAGLIARE ? Oppure meglio dire che si possono usare col cervello,
Non ho disprezzato quell'articolo, e si impongono, prima di esserne seguaci acritici o invece stroncatori, alcune riflessioni.
Lo applichi a tutti? Non credo ai prof od amatori quasi pro che se non si allenano non primeggiano. Spesso con rischi, però.
Mi pare adatto a chi non si sfonda, per tanti diversi motivi, in primis perché è un amatore intermedio o meno, ha famiglia e lavoro o è anziano, ed almeno un paio di mesetti (dicembre gennaio) intende ricostruire una certa solidità magari persa con sprint e w.o. e garette.
Soprattutto da una certa età in avanti.
Oggi c'è il mito di essere al top 12 mesi su 12, lo vedo in atletica, per esempio, hai finito una stagione vincendo gare internazionali e subito devi primeggiare in indoor, poi a marzo subito tornare a vincere su pista. Pecunia olet... in tal caso.
Per qualcuno funziona, ma è sbagliato additare questi pochi fortunati ad esempio, in quanto molti, meno dotati, si rompono (strappi o stiramenti o peggio).
Ogni stagione ne spariscono diversi, per mesi... parlo di atleti top.
Normali:
Si "rompono" di più i poco allenati all'interval training misto a fondo, quelli che a marzo si impongono già sprint massimali sui 100, 200, gare di lancio ecc. O a gennaio e febbraio vogliono vincere i 60 indoor.

Sulla bici ci si rompe forse un pò di meno che a sollevare pesi, scattare dai blocchi e saltare o lanciare, ma staccare un mese o due (col cosiddetto riposo attivo) dal troppo stress, ai normali e ai vecchi fa solo bene.
 
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Giri tutta la rete e selezioni con accuratezza solo ed esclusivamente quei rari articoli che confermano le tue idee precedenti. Questo è un trappolone della rete. Siccome sappiamo già che tu pensi certe cose, quando entusiasta trovi qualcuno che la pensa come te, ecco che sei contento, ma non funziona così. Tanto nell'allenamento che nel pensiero, dovremmo sempre confrontarci con la nostra parte più debole, uscire dalle nostre zone di confort.
Sbagliato, pur restando della mia idea ascolto anche chi la pensa in maniera diversa perchè c' è sempre la possibilità di imparare qualcosa. La Dottoressa in questione per esempio tempo fa proponeva uno stop di 15 giorni a tutti, cosa che ovviamente non ho fatto visto che so cosa mi è costato lo stop di agosto per l' infortunio alla schiena. Ma ce ne sono tanti altri in rete, ognuno con le proprie teorie.
Qui da noi abbiamo rallentato tutti...... se poi uno vuole friggersi facendo alta intensità in questo periodo a me non cambia nulla.
Qui c' è un esempio lampante di una persona che è andata arrosto sui rulli:
In merito a quello che dicono io dico una cosa semplice, una informazione IN MENO non potrà mai essere più vantaggiosa di una informazione in più. Quello che cambia e cosa te ne fai di quella informazione in più. Io non ho un PM solo ed esclusivamente perché non ho voglia della sbatta per installarlo, perché ci so fare poco con il montasmonta, perché se no della marca del tuo geominchia costa una cifra del tutto affrontabile. Se lo avessi non andrei un solo kmh più veloce, ma una info in più non mi fa andare nemmeno più piano.
Ieri guardavo una vecchia puntata di ER in cui raccontavano di una coppia che era finita in un lago seguendo ciecamente un navigatore satellitare. Uso navigatori satellitari da sempre, spesso li ho ignorati, non sono mai finito in un lago. Vuoi sostenere che non vanno usati mai i navigatori satellitari perché POTREBBERO SBAGLIARE ? Oppure meglio dire che si possono usare col cervello,
A me sembra di aver capito che la Dottoressa abbia scritto di non farsi influenzare dal numero indicato dal misuratore di potenza...... se indica un wattaggio basso amen...... non ho capito cosa vuoi dire tu....... il misuratore di potenza è uno strumento utile a chi si allena in un certo modo, potrebbe essere utile anche a me ? Non lo so, per quel poco che faccio non credo, così come non credo che mi serva un preparatore, anzi, star lì a far sempre il compitino mi darebbe fastidio.